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Tag: grandi imprese

SFIN: lo Strumento Finanziario Negoziale per il supporto agli investimenti produttivi in Regione Campania con fondi fino a 3 milioni di euro

L’Avviso per PMI e Grandi Imprese della Regione Campania.

Al via lo SFIN – Strumento Finanziario Negoziale per il supporto agli investimenti produttivi composto da un contributo a fondo perduto, un Finanziamento Agevolato, un Finanziamento bancario e una garanzia pubblica concessa su prestiti finalizzati all’attivo circolante – per il sostegno agli investimenti produttivi in Campania delle imprese operanti nei seguenti settori strategici:

  • Aerospazio;
  • Automotive e Cantieristica;
  • Agroalimentare;
  • Abbigliamento e Moda;
  • Biotecnologie e ICT;
  • Energia e Ambiente;
  • Turismo. 

Nel particolare possono presentare domanda le PMI e le Grandi Imprese, in forma singola o aggregata in forma di rete di impresele quali effettueranno investimenti da un minimo di 500.000 mila euro ad un massimo di 3.000.000 milioni di euro

I Soggetti Proponenti presenteranno, a pena di esclusione, la domanda di accesso in formato elettronico in base alle modalità di presentazione descritte nell’Avviso a partire dalle ore 12:00 del giorno 05 agosto 2020 attraverso il sito web dedicato, all’indirizzo: bandi.sviluppocampania.it . E’ possibile registrarsi nell’apposita sezione del sito e scaricare la relativa modulistica dal giorno 13 luglio 2020 e dal giorno 15 luglio 2020 ore 10:00 è possibile iniziare a compilare la domanda.

Tutte le informazioni concernenti il presente Avviso e gli eventuali chiarimenti di carattere tecnico-amministrativo possono essere richieste a mezzo mail all’indirizzo: info@sviluppocampania.it .

Call For Italy: l’iniziativa per aiutare le imprese a superare l’emergenza COVID-19

La Call per innovare e per ripartire.

Al via Call For Italy – programma di crescita e innovazione concepito per sostenere Startup, PMI, grandi imprese ed enti del terzo settore durante la grave emergenza prodotta dal COVID-19.

La Call For Italy, è realizzata da Entopan Innovation in collaborazione con Fondazione Symbola, Sefea Impact SGR, Vertis SGR, Epic SIM, BacktoWork, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, Fondazione Fiorentino Scoppa, BCC Mediocrati, WebSim di Banca Intermonte, Avvocati.net, Piano Bis, Next – Nuova Economia per Tutti, Lita.co, International Institute Colorni-Hirschman, Elastica ed altri ancora si stanno unendo e si uniranno in questo sforzo corale rivolto a sostenere il progresso del sistema Italia.

Il programma Call For Italy si propone di attivare e valorizzare l’ecosistema ed il network di Entopan Innovation che integra partner finanziari e centri di competenza, pronti a valutare autonomamente forme di sostegno economico e/o consulenziale coerenti con le loro policy, in favore di iniziative imprenditoriali impegnate a superare l’emergenza causata dal coronavirus che vogliono prevenire crisi produttive, amministrative, gestionali e distributive.

Call for Italy intende salvaguardare e supportare le esperienze imprenditoriali di eccellenza che vivono situazioni di fragilità competitiva contingente, mettendo in campo 4 linee di intervento:

  1. Individuazione e attivazione di Partner Finanziari a supporto dello sviluppo aziendale e delle iniziative in difficoltà congiunturale per COVID-19, con un focus sulle misure anticrisi e sull’innovazione strategica in funzione anticiclica;
  2. Supporto e assistenza tecnica per gli ambiti particolarmente sotto pressione per via dell’emergenza e per le funzioni Governance, Legal, Risk & Compliance;
  3. Creazione di percorsi di Capacity Building per favorire processi di riorganizzazione, sia nell’ottica di affrontare la crisi in atto, sia allo scopo di rimodellare il modello di business per fare fronte agli scenari post-crisi, grazie all’innovazione di prodotto e di processo;
  4. Internazionalizzazione Digitale, per favorire l’accesso a nuovi mercati e trovare occasioni di espansione.

Le iniziative selezionate, coerenti con le finalità di Call for Italy, potranno beneficiare di un programma di accelerazione e consulenza erogato da Entopan Innovation che lo sosterrà con un co-investimento in servizi pari al 70% del valore complessivo dell’intervento, e fino a un limite massimo di 20.000 euro.

Per partecipare alla Call for Italy, la deadline è fissata entro le ore 12:00 del 30 maggio 2020, attraverso la compilazione del form al seguente link: https://callforitaly.entopan.com/

Per ulteriori informazioni, scrivere una email indirizzata a: callforitaly@entopan.com

ROADSHOW OPEN ITALY 2020: il viaggio di contatto e confronto con il territorio che dona valore alla community – 25 febbraio 2020 Terna Innovation Hub Napoli

Il programma che vuole diffondere i valori della contaminazione, dell’innovazione applicata e dell’attenzione ad iniziative d’impatto sociale grazie all’approccio collaborativo dato dall’Open Innovation.

OPEN ITALY il programma di Open & Collaborative Innovation del Consorzio ELIS presenta l’edizione 2020 nel roadshow che andrà in molte città italiane, ospiti dei partner della community, per incontrare le Startup più valide che realizzeranno insieme alle Corporate i progetti di co-innovazione della nuova edizione.

L’obiettivo di OPEN ITALY è favorire il dialogo e la collaborazione tra grandi imprese, Startup italiane/PMI e abilitatori d’innovazione quali acceleratori, centri di ricerca, Venture Capitalist e giovani talenti attraverso concreti progetti di innovazione.

OPEN ITALY ha nel tempo costruito “uno spazio” dove stakeholder eterogenei si confrontano e lavorano insieme per incentivare l’introduzione e lo sviluppo di soluzioni innovative nel tessuto economico italiano favorendo la cultura dell’open innovation in Italia.

Numerose le tappe del Roadshow di OPEN ITALY, la prossima è il 25 febbraio 2020 a partire dalle ore 15:00 presso Terna Innovation hub

PROGRAMMA

  • ore 15:00 Registrazione
  • ore 15:30 Intro Terna e presentazione OPEN ITALY 2020 Luciano De Propris Head of Open Innovation Consorzio ELIS
  • ore 16:10 La Community di OPEN ITALY: parola alle Corporate e Startup

Terna e Tolemaica raccontano il progetto 2019
RFI e Syenmaint raccontano il progetto 2019

  • ore 16:40 Q&A
  • ore 17:10 Aperitivo di Networking
  • ore 18:00 Termine evento

Per partecipare al ROADSHOW OPEN ITALY 2020 è possibile iscriversi entro il 24 febbraio 2020, attraverso la compilazione del form al seguente link: https://bit.ly/32ga7Xq

 

 

CONNEXT2020: il contest dedicato a startup e realtà innovative

L’evento per mettere in connessione startup e imprese attraverso il networking e il business.

Connext2020, l’incontro nazionale di partenariato industriale di Confindustria, che si terrà il 27 e 28 febbraio al MiCo di Milano, dove per questa seconda edizione punta ad un coinvolgimento massiccio del manifatturiero con le imprese industriali più rappresentative.

Protagoniste della due giornate saranno Pmi e grandi aziende, imprese familiari e multinazionali, ma anche le Startup, per creare sinergie uniche, improntate alla reciproca crescita e contaminazione.

Numerose le novità per questa edizione di Connext2020:

  • una forte attenzione viene riservata alle filiere, che diventano modello di business e driver strategico dell’iniziativa, con l’identificazione di imprese leader nel ruolo di capofila.
  • visibilità a prodotti “flagship“, oggetti simbolo come la nave o l’auto elettrica, che faciliteranno l’identificazione delle filiere e quindi le possibili alleanze;
  • laboratori trasversali e tematici, dedicati ai temi di attualità come la Domanda pubblica per l’innovazione, Finanza di progetto, Reti d’impresa, Open Innovation.
  • Rafforzato il Marketplace digitale, la piattaforma online dove le aziende si iscrivono e programmano virtualmente gli incontri: una vetrina importante per guardare oltre i confini del proprio business, conoscere nuovi partner, clienti e fornitori, per consultare i profili aziendali dei partecipanti, pianificare gli incontri B2B e creare una propria agenda dell’evento, supportati dall’intelligenza artificiale che facilita il matching tra le imprese.

Inoltre, le prime 20 Startup selezionate, che operano in uno dei 4 ambiti tematici dell’evento:

  1. fabbrica intelligente;
  2. le città del futuro;
  3. pianeta sostenibile;
  4. persona al centro del progresso;

potranno beneficiare a titolo gratuito di:

  • un desk espositivo per i due giorni della manifestazione;
  • iscrizione al Marketplace fino a dicembre 2020;
  • possibilità di organizzare B2B durante la manifestazione;
  • partecipazione ai laboratori tematici organizzati all’interno del driver coerente con il proprio ambito di attività;
  • partecipazione al laboratorio dedicato alle azioni di open innovation promosse dalle imprese leader di filiera;
  • partecipazione al Networking Cocktail di chiusura dei lavori di giovedì 27 febbraio 2020;

Per partecipare a Connext2020, la deadline è fissata entro il 13 gennaio 2020, attraverso la compilazione del form al seguente link: https://startup.connextconfindustria.it/it/registration/3

 

Technologybiz 2019: la call per la selezione di idee di innovazione

Il format a sostegno delle idee e progetti dei soggetti concorrenti, con lo spirito di contribuire al relativo sviluppo competitivo.

Technologybiz 2019, l’iniziativa di animazione territoriale e business networking, stimola la cooperazione extraregionale, favorisce i processi di cross-fertilization, di open innovation ed il trasferimento tecnologico creando matching fra domanda e offerta di innovazione.

Possono partecipare alla Call un numero massimo di 10 soggetti individuati tra Organismi di ricerca pubblici e privati, Ricercatori, Innovatori, Startup, Spin off, PMI Innovative e Università operanti sul territorio campano, che abbiano idee, progetti o prodotti a contenuto innovativo o comunque con competenze e tecnologie tali da poter rispondere coerentemente ad una delle sfide pubblicate, ed ancora valide, sulla piattaforma di Open Innovation di Regione Campania .

I progetti, le idee o prodotti innovativi devono essere classificabili in base al Technology Readiness Level – TRL e devono rientrare nell’ambito dei domini tecnologici-produttivi della RIS3 Campania di seguito indicati:

  • Aerospazio;
  • Trasporti di superficie e Logistica;
  • Biotecnologie, Salute dell’Uomo e Agroalimentare;
  • Energia e Ambiente;
  • Turismo, Beni culturali ed Edilizia ecosostenibile;
  • Nuovi Materiali e Nanotecnologie.

I dieci soggetti vincitori potranno partecipare gratuitamente alla X edizione di Technologybiz, che si terrà il 22 novembre 2019 a Napoli e beneficeranno dei servizi di seguito indicati:

  • Postazione allestita con n. 1 desk e n. 2 sedie;
  • Attività di Scouting;
  • Business Presentation;
  • Attività promozionale online;
  • Attività di Matching;
  • Catalogo con le schede dei progetti e delle idee.

Per partecipare alla TECHNOLOGYBIZ 2019, la deadline è fissata entro le ore 20:00 del 31 ottobre 2019, attraverso la compilazione dei documenti presenti a questo link: https://tbiz.it/manifestazione-di-interesse.php?fbclid=IwAR1c4ADiju7whEA8ELWDTSlgBi30QlSRzGr89IkahNATfeXU9MUkCHNYMjI

Per ulteriori informazioni e chiarimenti possono essere richiesti all’indirizzo email: segreteria@technologybiz.it

Startup, PMI e grandi imprese: quali sono i possibili scenari?

Minda Zetlin è esperta di business technology, co-autrice di “The Geek Gap” ed ex presidente della American Society of Journalists and Authors. Di recente ha scritto un articolo pubblicato dal portale Inc.com che riguarda il tema delle grandi imprese, del loro rapporto con le piccole imprese e startup e di come una startup dovrebbe imparare a gestire tali relazioni per ottenere il massimo vantaggio.

Esperti ed imprenditori di tutto il mondo sono infatti concordi sull’idea che l’economia sta cambiando, e che le piccole imprese e le startup stanno assumendo un ruolo di primaria importanza nel sistema economico internazionale. La crescita, l’innovazione, il potere di mercato delle piccole imprese e delle startup stanno infatti portando queste ultime in una posizione di notevole vantaggio di mercato rispetto alle imprese di grandi dimensioni, grazie a fattori quali la maggiore propensione al rischio e la maggiore flessibilità.

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Per questi motivi, le grandi imprese stanno guardando con interesse al mondo delle startup e delle piccole imprese, come mai avevano fatto prima d’ora: ecco perché, secondo Minda Zetlin, le startup dovrebbero guardare con estrema attenzione alle grandi imprese, che potrebbero presto diventare loro concorrenti, clienti o investitori. Vediamo in che modo:

1) Le grandi imprese possono diventare dei concorrenti

Nella maggioranza dei casi, questo rappresenta un pericolo per le aziende più piccole: le imprese di grandi dimensioni hanno risorse, reputazione e un posto ben preciso sul mercato. Ciò che finora le ha trattenute, è stata la maggior lentezza ad introdurre l’innovazione rispetto a quanto accade nelle piccole imprese e nelle startup. Ma, quando una grande azienda inizia ad essere innovativa, può diventare un concorrente molto temibile.

2) Le grandi imprese possono diventare dei clienti

Il secondo scenario prevede che le grandi aziende possano iniziare ad interagire con piccole imprese e startup nella veste di clienti o di partner. Fino a qualche tempo fa, le grandi aziende consolidate evitavano di collaborare con imprese piccole o agli inizi della propria attività, temendo eventuali fallimenti o problemi tecnici.
Oggi, l’affidabilità delle infrastrutture cloud-based a disposizione delle piccole imprese e delle startup fa sì che questo problema sia ormai definitivamente superato.

3) Le grandi imprese possono fornire dei mentor

Sempre più spesso i grandi manager delle imprese consolidate sono disposti a fare da mentor per imprenditori giovani, in imprese di piccole dimensioni e startup. Quest’opportunità è favorita dagli ambienti virtuali in cui gli imprenditori e gli startupper possono entrare in contatto e scambiarsi informazioni.

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4) Le grandi imprese potrebbero investire nella vostra azienda

In alcuni casi, le imprese più grandi sono disposte ad investire il proprio capitale in nuove imprese che possano aggiungere valore alla loro attività o servire i clienti in maniera innovativa. In sostanza, si parla di Outsourcing Innovation: le imprese di grandi dimensioni possono beneficiare di nuovi prodotti e approcci tipici delle startup, senza dover investire per conto proprio.

5) Probabilmente, le grandi imprese vogliono acquisirvi

Se una startup ha grande successo, o porta un nuovo concetto utile per l’industria, le probabilità che una grande azienda del settore sia interessata ad acquisire quella startup crescono in maniera esponenziale. Ciò dipende dal fatto che spesso le grandi imprese già consolidate sono indietro rispetto alle startup per quanto riguarda i nuovi canali di distribuzione e commercializzazione, come ad esempio i social media.
In questo caso, la grande azienda può preferire acquisire la startup, piuttosto che investire tempo e risorse per competere con quest’ultima.

In conclusione, si tratta di scenari differenti che una startup dovrebbe imparare ad analizzare e sfruttare a proprio vantaggio.

Il post originale è disponibile qui: http://www.inc.com/minda-zetlin/why-big-corporations-suddenly-care-about-small-companies-and-what-you-should-do-.html

Napoli, 01/06/2015

Consigli per startup B2B: se volete avere successo, scegliete piccole aziende come primi clienti

Thomas Bartman è membro del Forum for Growth and Innovation della Harvard Business School, un think tank che si occupa di studiare le dinamiche dell’innovazione disruptive: il blog della Harvard Business Review ha pubblicato un suo articolo incentrato sui motivi per cui una startup dovrebbe concentrarsi sulla vendita dei propri servizi alle piccole imprese, anziché rivolgersi ai grandi colossi del mercato.

Secondo Bartman è infatti ormai risaputo che le startup B2B rappresentano un segmento fondamentale del panorama imprenditoriale, ma spesso i founder hanno la tendenza, nelle fasi iniziali dell’avvio, a concentrarsi sui clienti sbagliati. L’errore sta nel ritenere che le grandi imprese siano i clienti migliori cui rivolgersi, pensando che inserirle nel proprio portafogli clienti fosse una sorta di “legittimazione” per attirare in futuro nuova clientela.

In realtà questo approccio orientato alle grandi imprese può essere il percorso più difficile per una startup B2B e riduce drasticamente le sue probabilità di successo: Bartman afferma chiaramente che le startup B2B dovrebbero concentrarsi sul segmento di mercato delle piccole imprese.

Il pensiero più diffuso riguardo il target delle piccole imprese è che siano più costose da gestire: questo atteggiamento, secondo l’autore, è miope. Vendere alle piccole imprese è invece un ottimo modo per iniziare un business, che rappresenta una strategia utile per gettare le basi per il futuro di una startup. Una volta acquisite nel portafoglio clienti le imprese di piccole dimensioni, infatti, sarà più facile per la startup proseguire il percorso di crescita e rivolgersi alle imprese più grandi.

Alcuni esempi del successo di questo tipo di strategia sono: Salesforce, che con le sue soluzioni cloud-based è riuscita a ridurre i costi dei database per le imprese; Vistaprint, che ha offerto un servizio disruptive nel mondo delle tipografie, con un servizio web-based di grafica e design caratterizzato da economie di scala e conseguente drastica riduzione dei costi; Stamps.com, che sostituisce costose attrezzature per il mail-processing con applicazioni on-line ad abbonamento mensile.

Un esempio più recente è offerto da HourlyNerd, che si propone di innovare radicalmente il settore delle società di consulenza offrendo agli imprenditori la possibilità di mettersi in contatto con consulenti indipendenti: è proprio analizzando il caso di HourlyNerd che Bartman cerca di spiegare alle startup la migliore strategia per creare aziende B2B disruptive partendo da una clientela di piccole imprese.

Il punto di partenza è che le piccole imprese hanno esigenze simili alle grandi imprese, per cui un modello di business pensato per piccole imprese può essere scalato ed applicato in modo relativamente semplice alle esigenze di medie e grandi imprese.
A ciò si aggiunge il fatto che le piccole imprese hanno un livello di rischio sostanzialmente basso, in quanto sono molto più numerose delle aziende di grandi dimensioni. Per questo motivo, un insuccesso con una piccola impresa non porterebbe a grossi danni reputazionali per una startup.

Inoltre, spesso le piccole imprese non hanno facilmente accesso a prodotti B2B rispetto alle aziende più grandi: per questo motivo, sono alla ricerca di soluzioni offerte da startup anche se con funzionalità ridotte rispetto a quelle pensate per le imprese di maggiori dimensioni. In questo scenario, le startup hanno facile accesso al mercato anche con un minimum viable product, un prototipo da testare e migliorare nel tempo.
Una startup che si rivolge alle piccole imprese può evitare i lunghi cicli di sviluppo pre-lancio per target di mercato più esigenti e iniziare a testare il prodotto con le piccole imprese, anche con disponibilità ridotte di capitale.

Il primo step per questo tipo di strategia aziendale è individuare le opportunità che gli operatori storici del mercato stanno ignorando: bisogna capire quali sono i prodotti troppo costosi o complessi per le piccole imprese, e individuare le possibili soluzioni tecnologiche innovative e a costi relativamente bassi che potrebbero soddisfare il target delle piccole imprese.

Una volta pronto il MVP, la startup può proporla a costi bassi e senza impegno alle piccole imprese: in questa fase è fondamentale lavorare a stretto contatto con i clienti, per accogliere tempestivamente i feedback e capire quali eventuali miglioramenti apportare al prodotto. Uno strumento utile in questa fase sono, ad esempio, le interviste da sottoporre al cliente prima e dopo l’utilizzo del prodotto.

I prodotti offerti devono essere standardizzati in maniera tale da poter incontrare il favore del maggior numero di piccole imprese possibile, lo scopo è quello di avere un offerta che riduca al minimo i costi di modifiche e personalizzazioni. In quest’ottica è utile segmentare la clientela basandosi su criteri relativi alla dimensione, e non alla posizione geografica.
I questo modo sarà possibile studiare soluzioni ad hoc, più semplici o più complesse a seconda delle esigenze dei clienti: la segmentazione va quindi effettuata in termini di benefici offerti, non sulla base di aspetti demografici.

Questo tipo di targeting dei clienti iniziali, inoltre, spesso consente alla startup di non ritrovarsi a competere direttamente con gli operatori che sono già da tempo sul mercato: il segmento di clientela servito, infatti, si discosta da quello di riferimento per i concorrenti “tradizionali”.

Un ultimo aspetto che l’autore considera riguarda infine il continuo miglioramento del prodotto: una startup B2B, attraverso le varie modifiche migliorative apportate al prodotto offerto a imprese di piccole dimensioni, si ritrova ad un certo punto con un prodotto abbastanza evoluto da essere adatto a risolvere le esigenze di grandi aziende. Inoltre, evitando la competizione diretta, i grandi operatori già presenti sul mercato si accorgeranno della nuova startup solo quando quest’ultima sarà abbastanza cresciuta da potersi confrontare con loro.

Naturalmente, conclude Bartman, una strategia di questo tipo non è priva di problematiche e difficoltà (tra cui, ad esempio, la percezione del marchio): ma i risultati ottenuti da startup di successo globale come Salesforce sono la prova che può essere davvero la più consigliata per una startup.

Per leggere l’articolo originale dal sito di HBR: https://hbr.org/2015/01/start-ups-should-sell-to-small-businesses-not-big-enterprises

Napoli, 29/01/2015

Dal MISE, nuove agevolazioni per l’Innovazione delle imprese del Mezzogiorno

Con Decreto Ministeriale del 29/07/2013, il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto un nuovo regime di agevolazioni destinato alle imprese delle Regioni Convergenza che intendano effettuare investimenti innovativi: la dotazione finanziaria messa a disposizione è di 150 milioni di euro, di cui il 60% riservato alle PMI.

Possono presentare domanda le imprese regolarmente costituite da almeno 2 anni alla data di presentazione della domanda che abbiano sede legale ed operativa nei territori delle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) che si trovino in regime contabile ordinario e, in caso di imprese di servizi, siano costituite sotto forma di società.

Per accedere alle agevolazioni, le imprese devono presentare dei programmi di investimento che siano finalizzati all’acquisto di immobilizzazioni materiali ed immateriali avanzate da un punto di vista tecnologico e in grado di accrescere i livelli di efficienza e/o di flessibilità nello svolgimento del business.

Tali miglioramenti dovranno essere valutabili in termini di:

– riduzione dei costi,
– aumento del livello qualitativo dei prodotti e/o dei processi,
– aumento della capacità produttiva,
– introduzione di nuovi prodotti e/o servizi,
– riduzione dell’impatto ambientale,
– miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro.

In particolare, il secondo comma dell’art. 5 elenca una serie di investimenti che sono considerati innovativi e che pertanto possono ottenere le agevolazioni previste dal Decreto: tra questi, segnaliamo l’acquisto di apparecchiature elettroniche per la gestione e lo svolgimento di attività legate al ciclo produttivo, di sistemi di automazione industriale che utilizzino algoritmi per l’interazione tra parti meccaniche ed elettroniche, di computer e programmi informatici.

Riguardo ai settori economici, saranno ammissibili programmi di investimento relativi a:

– attività manifatturiere;
– produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore;
– attività di servizi (specificate in allegato al Decreto in questione).

Le spese ammissibili oggetto di agevolazione dovranno essere comprese tra i 200.000,00 e i 3.000.000,00 di euro, e il programma di investimento dovrà avere una durata temporale non superiore ai 12 mesi. Riguardo, invece, alla tipologia di spese ammissibili, l’art. 6 specifica che si tratta di quelle “relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, (…) che riguardano i macchinari, gli impianti, le attrezzature e i programmi informatici”.

Il regime di agevolazioni introdotto dal Decreto MISE 29/07/2013 si sostanzia in una sovvenzione rimborsabile: l’impresa beneficiaria deve restituire una percentuale dell’importo ricevuto, con percentuali che variano a seconda delle dimensioni (70% per le piccole imprese, 80% per le medie imprese, 90% per le grandi imprese).

Il rimborso dovrà essere effettuato secondo un piano di ammortamento con rate semestrali, per una durata massima di 7 anni a partire dalla data di erogazione dell’ultima quota della sovvenzione. Il piano di restituzione non prevede il pagamento degli interessi.

La procedura di valutazione delle domande di agevolazione sarà gestita con modalità a sportello, sulla base dei criteri elencati dall’art. 8 e consistenti in aspetti relativi a:

– caratteristiche dell’impresa (copertura ed indipendenza finanziaria, spese in Ricerca e Sviluppo, personale qualificato);
– fattibilità tecnica e sostenibilità economico-finanziaria (tenendo conto anche dell’incidenza della gestione caratteristica e degli oneri finanziari del programma di investimento);
– qualità della proposta.

Non sono ancora stati comunicati i termini di apertura della procedura a sportello e le modalità di presentazione delle domande, il MISE precisa che saranno definite da un successivo decreto direttoriale della Direzione generale per l’incentivazione alle attività imprenditoriali.

Per ulteriori informazioni, la pagina dedicata sul sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico è disponibile a questo link.

Napoli, 11/10/2013