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Tag: intelligenza artificiale

La Call Europea per Digital Innovation Hubs su Intelligenza Artificiale

La Commissione Europea sta cercando 30 Centri di Innovazione Digitale – DIH provenienti da almeno 8 diversi Paesi membri per creare un network focalizzato sull’ Intelligenza Artificiale e sviluppare un programma per la cooperazione transnazionale.

Il progetto, denominato “Digital Innovation Hub Network“, è gestito da PwC in collaborazione con Carsa e Innovalia.
I Centri di Innovazione Digitale – DIH selezionati saranno coinvolti nella definizione e, possibilmente nella firma, di un accordo di cooperazione tra almeno 10 hub.
La rete DIH sosterrà la cooperazione tra i Centri di Innovazione Digitale, contribuendo a creare una comunità in grado di aumentare la competitività europea. Essendo parte della rete, ogni centro potrebbe essere in grado di migliorare le proprie capacità a supporto dell’innovazione aziendale, rafforzando le sue relazioni con gli altri centri di innovazione digitale e imparando come integrare schemi di cooperazione nel proprio modello di business.

Per partecipare alla Call bisogna:

  • essere parte di una rete DIH che fornisce alle aziende l’accesso a servizi a valore aggiunto a “distanza di lavoro”;
  • partecipare a un programma volto a facilitare futuri progetti di collaborazione, aiutare i DIH a integrare schemi di cooperazione nei loro modelli di business e fornire consulenza su questioni legali e finanziarie relative alla cooperazione;
  • discutere degli schemi di collaborazione e creare un modello per le future iniziative di cooperazione transfrontaliera;
  • partecipare a seminari regionali di networking, occasioni chiave per la connessione e lo scambio delle migliori pratiche.

I DIH selezionati saranno invitati a una riunione preliminare a Bruxelles dove firmeranno una lettera di impegno per prendere parte al programma e impegnarsi in una futura cooperazione con altri hub.

Il progetto è aperto ai Centri di innovazione digitale che:

• sono situati in uno dei 28 Stati membri dell’UE;
• sono inclusi nel catalogo europeo degli Hub per l’innovazione digitale;
• hanno selezionato “Intelligenza Artificiale e sistemi cognitivi” come focus tecnologico sul catalogo europeo DIH.

Per partecipare alla Call Europea, gli interessati sono invitati a compilare il modulo di domanda. La scadenza è prevista per il 21 dicembre 2018 .

Per ulteriori dettagli, si prega di inviare una e-mail ai coordinatori del progetto.

Collegamento pubblico:
https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/call-digital-innovation-hubs-artificial-intelligence

Roche HealthBuilders: la call per sviluppare la ricerca medica

“Roche HealthBuilders”, la call alla ricerca di soluzioni o idee per migliorare la qualità della vita dei pazienti in ambito Healthcare Sustainability e Customer Experience.

Alla luce della crescente esigenza di soluzioni innovative per supportare il Sistema Sanitario Nazionale, in particolare per dare sostegno ai pazienti, Roche S.p.A., società italiana leader nel settore farmaceutico da oltre 120 anni, presenta la call “Roche HealthBuilders”, con l’obiettivo di sviluppare progetti o idee nelle aree terapeutiche dell’oncologia, delle malattie rare e delle neuroscienze.

Nel particolare, Roche è alla ricerca di soluzioni innovative all’interno del panorama degli strumenti digitali e tecnologici quali:
1. App per applicazioni dispositivi mobili;
2. Sistemi di tele‐monitoraggio;
3. Piattaforme Social Network;
4. Wearable Technology – Tecnologia indossabile;
5. Gamification (utilizzo di elementi mutuati da giochi);
6. Strumenti/idee per la realtà virtuale/aumentata;
7. Instant Messaging ovvero sistemi di messaggistica istantanea;
8. VoIP (Voce tramite protocollo Internet);
9. Streaming Video/Conferencing;
10. Sistemi di networking tra strutture;
11. Internet of Things;
12. Big Data e Intelligenza Artificiale.

Le proposte dovranno tenere in considerazione almeno uno dei seguenti elementi:

  1. Healthcare Sustainability ovvero migliorare la “Sostenibilità Economica del Sistema Sanitario“;
  2. Customer Experience ovvero aumentare la “Sostenibilità Sociale del Sistema Sanitario Nazionale“.

Inoltre, le proposte in questo ambito dovranno avere in programma il raggiungimento di almeno uno dei seguenti obiettivi:

  1. fornire un meccanismo di gestione per migliorare l’esperienza del paziente durante il suo percorso nel trattamento della patologia;
  2. aiutare o agevolare l’esperienza del “Caregiver” nel suo percorso a fianco del paziente;
  3. garantire un miglior rapporto/confronto tra le diverse figure professionali (farmacisti ospedalieri, medici, infermieri coinvolte per la cura dei pazienti.

La call Roche HealthBuilders prevede l’aggiudicazione di tre premi ai vincitori, suddivisi in:

  1. Premio Roche HealthBuilders – aggiudicato al miglior Progetto presentato da startup target venture‐ backed/growth. Questo premio sarà aggiudicato alla migliore proposta e prevede una prestigiosa opportunità di accesso ad un programma di mentoring, per un valore totale fino a 200.000 €. Il programma prevede il coinvolgimento di esperti Roche ed Esperti di settore per una durata complessiva di 12 mesi; con lo scopo di supportare e guidare la startup nel perfezionamento del progetto, in particolare sulle esigenze identificate durante il primo periodo di coinvolgimento;
  2. Premio – “Best Healthcare Sustainability Idea” – La migliore idea nell’area Healthcare Sustainability riceverà un premio in denaro di  5.000 €, oltre all’opportunità di beneficiare di un programma di coaching per la definizione del progetto con sessioni a cura di esperti di Roche per una durata di complessivi 6 mesi;
  3. Premio – “Best Customer Experience Idea” La migliore idea nell’area Customer Experience riceverà un premio in denaro di 5.000 €, oltre all’opportunità di beneficiare di un programma di coaching per la definizione del progetto con sessioni a cura di esperti di Roche per una durata di complessivi 6 mesi.

Per partecipare alla call Roche HealthBuilders, i soggetti richiedenti dovranno inviare la loro candidatura, completa di tutte le informazioni richieste, redatte in lingua italiana o in lingua inglese, attraverso l’apposito form a questo link https://www.roche.it/it/innovazione/health-builders.html presente sul sito www.rochehealthbuilders.it nel periodo dal 26 novembre 2018 dalle ore 16:00 al 31 gennaio 2019 fino alle ore 12.00.

AI Worklab 2.0: il roadshow di Luiss EnLabs e LVenture fa tappa a Napoli

Una grande opportunità per progetti innovativi nel settore dell’Intelligenza Artificiale: Luiss EnLabs e LVenture presentano la call per AI Worklab 2.0 giovedì 8 novembre a Napoli

AI Worklab 2.0 è il programma di incubazione per startup e talenti innovativi con progetti per applicazioni di Intelligenza Artificiale a cura di Luiss EnLabs e LVenture, in collaborazione con Amex, Cerved, Invitalia, Microsoft, Sanofi e Sara Assicurazioni.

Per presentare la nuova edizione della call for ideas, AI Worklab 2.0 sarà in giro per l’Italia con un roadshow in quattro tappe: la prima tappa è fissata per l’8 novembre 2018 a Napoli, con un evento dedicato alla presentazione e selezione dei progetti candidati che sarà ospitato dall’Università Federico II presso la sede di Corso Nicolangelo Protopisani n. 70, Napoli.

L’evento dell’8 novembre per AI Worklab 2.0 sarà organizzato da LVenture in collaborazione con Campania New Steel, Sanofi, growITup e Invitalia: la partecipazione è totalmente gratuita e coloro che vorranno candidarsi per accedere al percorso di accelerazione dovranno presentare un pitch di 5 minuti, per spiegare agli esperti di Luiss EnLabs le potenzialità del proprio progetto incentrato sull’Intelligenza Artificiale. In questo modo, sarà possibile farsi conoscere dagli organizzatori e ottenere un prezioso e immediato feedback sul progetto, prima della candidatura ufficiale.

AI Worklab 2.0 rappresenta una grande opportunità per le startup che saranno selezionati: i team avranno accesso ad un percorso di accelerazione della durata di tre mesi, in partenza a gennaio 2019, presso l’hub di Luiss EnLabs e LVenture a Roma. Al termine dei tre mesi, le startup riceveranno un grant da 2.500 euro equity free. Inoltre, le startup che accedono all’ecosistema LVenture / Luiss EnLabs saranno tenute in attenta considerazione per ulteriori finanziamenti: basti pensare che dei 30 progetti selezionati nelle scorse 3 edizioni, 9 sono stati poi finanziati (con una raccolta complessiva di oltre 2.7M di euro) e dalla scorsa edizione dell’AI WorkLab ben 4 dei 10 progetti selezionati hanno  poi ottenuto un round di investimento.

E’ possibile inviare direttamente la propria candidatura online, ma è importante tener conto della grande opportunità che rappresenta la partecipazione al roadshow per coloro che vogliono sottoporre il progetto ai feedback del team di EnLabs: ricordiamo che, dopo la tappa di Napoli prevista per l’8 novembre, il roadshow di AI Worklab 2.0 proseguirà anche a Milano, Roma e Padova.

Startup e Pivot: ascolta il mercato e non aver paura di cambiare i tuoi programmi!

Nell’ultimo post pubblicato qui nel nostro blog, dal titolo “Startup Tips: 6 suggerimenti utili in materia di Customer Service”, abbiamo affrontato il tema del servizio clienti e dell’importanza fondamentale che il feedback dei clienti assume nel processo di sviluppo del prodotto.

Il Customer Service è quindi una funzione tanto delicata quanto critica per lo sviluppo della startup, perché rappresenta una fonte di informazioni indispensabili per la definizione dei pivot necessari alla crescita di un business nelle sue prime fasi di sviluppo.

Il portale Forbes ha pubblicato un’interessante testimonianza sull’argomento, raccontando l’esperienza di Sinan Ozdemir e Jamasen Rodriguez, co-founder di Kylie.ai, sistema che sfrutta le potenzialità dell’intelligenza artificiale (AI) allo scopo di automatizzare le comunicazioni delle grandi aziende in tema, appunto, di assistenza clienti.

Nell’intervista, Ozdemir racconta l’esperienza di startupper concentrandosi su quanto i vari pivot affrontati per migliorare il business siano stati la chiave del successo internazionale di Kylie.ai: il messaggio di base che il co-founder vuole trasmettere a startupper e aspiranti tali è di non aver paura di affrontare uno o più pivot, perché sono proprio questi ultimi a dare il via al percorso di una startup verso il successo.

Prima di trovare la perfetta combinazione in termini di Product-Market Fit, il team ha dovuto affrontare molti pivot, di natura differente: da un cambio di nome, a cambiamenti legati al marketing e al mercato di riferimento, Kylie.ai ha attraversato grandi cambiamenti prima di raggiungere la sua attuale conformazione.

Qualsiasi founder di startup ti dirà che l’azienda che sta portando avanti ora non è quella che gestiva un anno fa, o addirittura qualche mese fa.

Il punto di partenza per il team di una startup early stage è comprendere l’importanza fondamentale del chiedere ai propri clienti cosa vogliono realmente. Bisogna chiedere feedback ai clienti, continuamente, con costanza: per sapere cosa vogliono davvero le persone, non c’è altro modo che chiederlo direttamente a loro.

L’ascolto attento e costante del mercato, spiega Ozdemir, è l’unica strada percorribile per raccogliere le informazioni necessarie a rimettere in discussione la roadmap della propria startup, per programmare il pivot più adatto alla situazione contingente, per individuare i problemi e le soluzioni.

Ma quindi, come si diventa founder “customer-centric”? Ascoltando il cliente, è possibile comprendere in maniera intuitiva quali sono i problemi da risolvere? Oppure è necessario eseguire delle analisi quantitative più approfondite?

Ozdemir racconta la sua esperienza di startupper in un mercato essenzialmente B2B: il processo di vendita di Kylie.ai prevede la raccolta dei dati dei clienti, necessari ad eseguire delle analisi quantitative ad hoc. Secondo Ozdemir, infatti, la cosa migliore nel processo di raccolta dei feedback della clientela è cercare di andare più a fondo possibile, evitando di affidarsi semplicemente all’intuizione.

E come di arriva alla decisione di implementare un pivot? Naturalmente, la scelta di pivotare deve essere guidata dalla decisione di cosa è meglio per l’azienda. La domanda di base dell’intero processo deve essere: cosa è meglio per la startup? Subito dopo, bisogna assicurarsi di avere le risorse necessarie per affrontare il cambiamento: in altre parole, occorre domandarsi “ne vale davvero la pena?”.

Su questo punto entrano in gioco anche delle dinamiche relative alle caratteristiche personali dei componenti del team. Bisogna sempre circondarsi di compagni di viaggio appassionati a ciò che fanno, ricordando che l’azienda è più grande della somma delle sue singole parti, e che spesso una startup racchiude in sé delle risorse inaspettate quando si tratta di impegnarsi e lavorare sodo in fase di pivot.

Se ci si rende conto che val la pena perseguire gli sforzi necessari ad implementare un pivot nel proprio business, allora si va avanti: si torna dal cliente e gli si chiede cosa c’è che non va nel nostro attuale prodotto.

In conclusione, Ozdemir racchiude il suo messaggio in un consiglio a tutti i founder alle prese con la necessità di un pivot. Alla domanda “Lo faccio o non lo faccio?” la sua risposta è semplicemente: “Provaci! In fondo, qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?”.

FONTE: https://www.forbes.com/sites/frederickdaso/2018/09/06/this-founder-says-to-not-be-afraid-to-pivot-your-startup/#3376ba042cefE tu, hai un’idea innovativa che vorresti trasformare in una startup di successo? 

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