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Tag: crowdfunding

European Youth Award 2014: un contest internazionale per giovani europei con progetti innovativi nel settore della Digital Creativity

Resteranno aperte ancora per pochi giorni, fino al 21 luglio 2014, le candidature per partecipare al Contest internazionale “European Youth Award 2014”, dedicato ai giovani talenti creativi under 30 (nati dopo il 1° gennaio 1984) provenienti da uno degli Stati membri dell’Unione Europea con un progetto innovativo di Digital Creativity in ambito sociale.

European Youth Award 2014 nasce da un’iniziativa del Consiglio Europeo con il patrocinio UNESCO e UNIDO ed è collegata all’evento internazionale EYA Festival, che quest’anno sarà ospitato in Austria dalla città di Graz, dal 19 al 21 novembre 2014.

Le proposte progettuali per EYA 2014, presentate individualmente o in team, dovranno rientrare in una delle seguenti categorie:

1. Healthy Life (fitness, nutrition, healthcare): questa categoria è dedicata a progetti incentrati sul benessere fisico e sull’aiutare le persone a migliorare le proprie condizioni di salute, allo scopo di vivere una vita felice e soddisfacente. La scelta di riservare una categoria ai progetti Healthy Life nasce dall’attuale situazione della popolazione europea, nella quale sono in crescita malattie come obesità, diabete, disturbi metabolici. Le iniziative rientranti in questa categoria possono riguardare, ad esempio, dispositivi medici smart, o possono essere finalizzate ad accrescere la consapevolezza dell’importanza dello sport e dell’esercizio fisico per il benessere.

2. Smart Learning (education, e-skills, open science): lo scopo delle proposte di questa categoria è quello di trovare nuovi approcci creativi ai temi dell’apprendimento e dell’istruzione. La situazione in Europa presenta infatti forti tassi di abbandono nell’istruzione superiore e universitaria. Tra gli esempi rientranti in questa categoria, corsi di formazione ad accesso libero, iniziative per diffondere le competenze nell’ICT, o a sostegno dello scambio internazionale delle conoscenze, progetti per la diffusione e il sostegno della ricerca scientifica, soluzioni open-access per l’istruzione.

3. Connecting Cultures (arts, games, diversity): rientrano in questa categorie progetti digitali caratterizzati da un approccio creativo alla cultura contemporanea. Il motto della categoria Connecting Cultures scelto dagli organizzatori di EYA 2014 è “United in diversity”: è possibile combinare aspetti relativi alla programmazione, all’arte, alla musica, in modo da preservare usanze e tradizioni e, allo stesso tempo, creare comunicazione interculturale. La categoria comprende anche app, giochi, performances interattive, e-music e digital art.

4. Go Green (energy, resource management, sustainability): i progetti di questa categoria devono prevedere soluzioni ecocompatibili a beneficio del nostro pianeta. Si tratta quindi di innovazioni green, con un impatto positivo sull’ambiente, che favoriscano un atteggiamento responsabile e sostenibile verso la natura. Tra gli esempi di progetti rientranti in questa categoria, quelli per la conservazione della biodiversità, per l’aumento dell’efficienza energetica, lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, la gestione del ciclo dei rifiuti.

5. Active Citizenship (free journalism, open government, social cohesion): si tratta di una categoria dedicata a progetti che mettono in risalto le ingiustizie e si impegnano per combattere l’esclusione sociale. I progetti di cittadinanza attiva cercano di superare le discriminazioni di età, sesso, razza, etnia; incoraggiano la partecipazione politica; creano condapevolezza sul tema dei diritti umani.

6. Money Matters (financial literacy, employment, smart consumerism): si tratta di soluzioni per l’alfabetizzazione finanziaria ed economica, per combattere la povertà, favorire il consumo intelligente e combattere la disoccupazione, in particolare quella giovanile. L’innovazione nel settore economico può essere rappresentata da progetti di commercio sociale, o iniziative per migliorare l’ecosistema startup, o ancora progetti incentrati sul crowdfunding e il microcredito.

7. Future Living (e-mobility, urban development, sustainable tourism): raccoglie le proposte progettuali innovativa in tema di mobilità, sviluppo urbano, turismo sostenibile, smart cities, agricoltura sostenibile. Le soluzioni saranno utili soprattutto per le regioni europee in ritardo nella crescita economica, consentendo di affrontare il problema dell’esodo della forza-lavoro.

Tra tutte le proposte pervenute, che dovranno essere inviate on-line previa registrazione al link http://register.icnmdb.at/EYA/2014/ (entro la deadline fissata per il 21/07/2014), saranno selezionate le migliori tre per ciascuna delle sette categorie.

I tre finalisti di ciascuna categoria avranno la possibilità di partecipare all’EYA Festival 2014, durante il quale presenteranno le proprie idee innovative ad una platea internazionale di esperti del settore, ricevendo analisi approfondite e consigli per lo sviluppo dei progetti. Inoltre, l’EYA Festival 2014 rappresenta un’importante occasione di networking con speakers e opinion leader dell’innovazione a livello internazionale, e con altri giovani innovatori provenienti da tutta Europa.

Per maggiori informazioni sul Contest European Youth Award 2014: http://www.eu-youthaward.org/content/eya2014-your-timeline-action-38220140129
Per maggiori informazioni sul Festival European Youth Award 2014: http://www.eu-youthaward.org/content/festival-2014-win-knowledge-and-friends

Napoli, 17/07/2014

Italia Startup Visa: nuovi talenti e capitali in Italia. La Conferenza Stampa di presentazione a Roma il 24 giugno

Martedì 24 giugno 2014 (ore 15:00) presso la sede di LUISS EnLabs a Roma sarà presentato il portale dedicato al programma Italia Startup Visa, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero degli Affari Esteri per facilitare l’avvio di startup nel nostro Paese da parte di aspiranti imprenditori provenienti da Paesi extra-UE.

Come è possibile leggere nelle Linee Guida “Italia Startup Visa – La politica del Governo Italiano per attrarre imprenditori innovativi stranieri” (elaborate a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri, dell’Interno, del Lavoro e delle Politiche Giovanili), si tratta di una procedura speciale riservata a cittadini extra-UE per ottenere attraverso una procedura snella un visto di lavoro autonomo startup della durata di un anno.

Italia Startup Visa nasce come strumento per attrarre capitali e talenti imprenditoriali innovativi dall’estero, e si basa su una serie di meccanismi burocratici particolarmente semplici e veloci grazie ai quali un aspirante imprenditore straniero in possesso di una certa quantità di capitale da destinare all’avvio del proprio progetto di impresa (minimo 50.000 euro) può iniziare la propria startup in territorio italiano.

Con un iter legislativo iniziato nell’ottobre 2012, grazie all’introduzione delle startup innovative e degli incubatori certificati attraverso il Decreto Crescita Bis (DL 179/2012), l’ecosistema startup italiano aggiunge con Italia Startup Visa un’altra tappa al suo percorso, che va ad affiancarsi al Regolamento CONSOB sull’Equity Crowdfunding e al Piano Destinazione Italia.

Napoli, 18/06/2014

Il TechGarage Day di VulcanicaMente2: ecco com’è andata

Venerdì 28 marzo Castel dell’Ovo ha fatto da cornice all’evento finale di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa 2”: l’iniziativa del Comune di Napoli, con il suo percorso di scouting, mentorship e formazione dedicata alle idee innovative partenopee da trasformare in startup, è giunta allo step finale con la premiazione dei migliori cinque progetti tra i nove finalisti.

L’evento finale di VulcanicaMente 2, il TechGarage Day, si è svolto secondo il format techgarage.eu: i finalisti hanno superato la fase di selezione (sono stati scelte le 10 idee più interessanti tra le 45 pervenute), hanno svolto un percorso di coworking e formazione imprenditoriale presso il CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est e hanno superato la selezione finale, giungendo in 9 all’evento di chiusura dell’iniziativa.

Prima classificata, la squadra tutta al femminile di Agritettura 2.0 con il progetto Ortomercato: gli altri quattro vincitori, nell’ordine, sono Nettronix, DaiCalcio, ArtRooms e Aicapì, che avranno l’opportunità di proseguire il percorso di formazione e coworking presso l’Incubatore Napoli Est per un ulteriore periodo di tre mesi. Per i vincitori, inoltre, un premio speciale offerto da SiamoSoci: i 5 team di VulcanicaMente 2 potranno accedere alla piattaforma dedicata all’incontro tra startup e investitori, per raccogliere i capitali necessari a finanziare le prime fasi della realizzazione delle proprie imprese.

Il TechGarage Day, moderato da Gianluca Dettori, si è svolto in due session pitch durante le quali i nove team finalisti hanno presentato le proprie idee di startup ad una Giuria composta da investitori, esperti del settore, rappresentanti di enti ed istituzioni: Joshua J. Lawrence del Consolato USA di Napoli, Antonello Saccomanno (Business Angel), Arturo Capasso (Università del Sannio), Giovanni Esposito (ENM – Ente Nazionale per il Microcredito – giovanni.esposito@microcreditoitalia.org), Alfredo Lambiase (Università di Salerno), Mario Raffa (Università Federico II – Napoli), Filippo Ammirati (ENEA), Maria Cristina Di Luca (Progetto Kublai – Ministero Sviluppo Economico), Luigi Vivese (Per Micro), Edoardo Imperiale e Marco Leonetti (Campania Innovazione), Antonio Zangrilli (Invent Venture), Mario D’Apuzzo (Azimut), Dario Mazzella (Meta Group), Pasquale Popolizio (Esperto di startup/blogger), Luca Simeone (Città della Scienza), Andrea Moschini (BAN Campania), Gennaro Crescenzo (Banca Sella), Giorgio Ferrari (Siamo Soci), Giuseppe Ravello (SOUNDAY).

La prima sessione di pitch del TechGarage Day di VulcanicaMente 2 ha visto susseguirsi le presentazioni dei primi quattro progetti finalisti:

– Il primo pitch in gara è quello di Dai Calcio, del team composto da Antonio Papa, Renato Junior Romino e Claudia Antonazzo: una vera e propria community dedicata a squadre dilettantistiche, tifosi e appassionati di calcio che offre la possibilità ai propri utenti di creare in pochi e semplici passaggi un magazine personalizzato per condividere notizie, opinioni, pensieri.

– Secondo progetto in gara è Pizza Now: un servizio dedicato alle pizzerie e ai loro clienti, che attraverso un’app mobile multipiattaforma consente di ordinare la pizza in un elenco di pizzerie geolocalizzate. Il team di Pizza Now, composto da Antonio Zanesco, Marco Troncone, Alessandro Ionni e Chiara Concilio offre una serie di servizi e sconti ai clienti, mentre le pizzerie convenzionate avranno a disposizione un nuovo canale di vendita e un innovativo sistema di gestione degli ordini.

– Il terzo pitch presentato al TechGarage Day è quello di NetSpeed, il primo local e-commerce di quartiere che mette in contatto i cittadini con i commercianti convenzionati: il team di NetSpeed, composto da Nunzio Guida, Aurora De Siero e Regina Carniel offre, attravero il portale web e un numero verde dedicato, un servizio innovativo con un particolare occhi odi riguardo ai disabili (per cui sono previste consegne gratuite) e all’ambiente, grazie alle consegne effettuate da pony in bicicletta elettrica.

– A chiudere la prima session pitch della giornata è infine il team della Sleeping Volcano Entertainment: una casa di gamers per gamers tutta napoletana, composta da Alberto Panico, Pasquale Franzese, Raffaele di Carlo, Roberto Maffettone e Serena Accardo. Approdati alle selezioni con il progetto Nettronix, presentano il loro prodotto Cat Realms: un videogioco di carte collezionabili on-line caratterizzato dai suoi gattini protagonisti.

La mattinata prosegue con il Visonary Guest Amleto Picerno Ceraso (Mediterranean FabLab): al centro del suo intervento, i temi dell’innovazione basata su stampa 3D, internet of things, digital fabrication. Un resoconto sulle ultime tecnologie del settore che ha affascinato tutti i presenti nella Sala Compagna di Castel dell’Ovo.

Dopo l’intervento di Amleto, è la volta della seconda pitch session del TechGarage Day di VulcanicaMente 2:

– Si riparte con ArtRooms, progetto dedicato all’arte contemporanea presentato dal team composto da Giuseppe Autorino, Giuseppe D’Aniello, Guido Ilardi, Diego Ciotola e Alisia Mariani. Si tratta di un servizio innovativo per la vendita e il noleggio di opere d’arte, che mette in contatto gli artisti emergenti con gli artlovers, amanti dell’arte con poca esperienza nell’investire e collezionare opere d’arte.

– Subito dopo, presenta il proprio pitch Antonietta Panico di Aicapì: il progetto, portato avanti assieme a Daniela Ricchezza, è dedicato al settore agroalimentare ed in particolare alla vendita on-line di visite esperienziali e raccolta frutta in aziende agricole. I consumatori, in particolare famiglie con bambini, potranno conoscere meglio i prodotti e le tradizioni locali e raccogliere loro stessi la frutta da portare a casa.

– Il terzo progetto della seconda session è SmartSkill, una piattaforma di e-learning dedicata alla vendita di corsi on-line dedicata a chi vuole imparare una professione o avviare una nuova iniziativa imprenditoriale. Presentato da Armando Carcaterra e Maurizio Carcaterra, SmartSkill offre nel proprio catalogo corsi realizzati da professionisti ed esperti del settore.

– La pitch session prosegue con il team di Agritettura 2.0, che presenta il progetto Ortomercato: Simona Panaro, Federica Russillo e Roberta Buonomo offrono una piattaforma di incontro tra la domanda di orti urbani per autoconsumo e offerta di terreni coltivabili, con una serie di servizi di supporto, corsi e laboratori, eventi e social network. Ortomercato nasce allo scopo di diffondere nelle grandi città l’orticoltura urbana amatoriale.

– Ultimo pitch presentato al TechGarage Day di VulcanicaMente 2 è quello di Link My District: un social network ed un portale di crowdfunding di quartiere creato dal team composto da Antonia Gravagnuolo, Raffaele Attardi e Paola Carone. Il progetto si propone di supportare la nascita di servizi e business di vicinato, ricostruendo le reti relazionali in città e favorendo attività tra le quali il carsharing, l’organizzazione di eventi, i gruppi d’acquisto.

Una terza pitch session è stata dedicata alle startup “fuori concorso”: alcune delle startup vincitrici della prima edizione di VulcanicaMente attualmente insediate presso il CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est hanno presentato alla Giuria, ai media e al pubblico presente in sala i loro progetti imprenditoriali: si tratta di PushApp s.r.l. che ha presentato il suo ultimo prodotto Appetitoo, di SmartGo s.r.l., con la sua bici elettropieghevole e di Finwin s.r.l., che ha presentato il progetto ComprAssiemeAnche Angelo Romano di Linkpass, tra le startup nate durante la prima edizione di VulcanicaMente, ha detto ai presenti in sala alcune parole sulla sua esperienza e sulla sua azienda. 

A chiudere la giornata, subito prima della premiazione, l’intervento dell’Assessore al Lavoro e Attività Produttive del Comune di Napoli Enrico Panini, che ha anticipato le prossime attività dell’Assessorato in tema di imprenditorialità ed innovazione: “Si chiude oggi una esperienza straordinaria ma presto inizierà un’altra fase di scouting perché le imprenditorialità è un tema che a noi sta particolarmente a cuore. Inoltre, dal Comune di Napoli partirà una ‘chiamata alle idee’ che consiste nel predisporre un programma di avvicinamento all’Expo Milano sui temi dell’alimentazione, dai prossimi giorni e fino al 30 aprile 2015. A questo seguirà un programma successivo in vista del secondo appuntamento Expo Milano 2015 – Dubai 2020“.

In attesa della terza edizione di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa” non ci resta quindi che fare i nostri complimenti a tutti i team che hanno preso parte all’intero percorso dalle selezioni ad oggi: grazie e in bocca al lupo a tutti voi!

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Napoli, 31/03/2014

TechGarage Day VulcanicaMente 2: conosciamo meglio i 9 finalisti!

La giornata di ieri al CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est è stata dedicata agli incontri di preparazione dei team finalisti di VulcanicaMente: dal talento all’impresa 2 in vista del TechGarage Day finale che si terrà il 28 marzo a Castel dell’Ovo: Niccolò Sanarico (dPixel) ha ascoltato i pitch dei founders per poi offrire loro i suoi preziosi consigli.

Il primo progetto è Pizza Now: si tratta di un’app mobile per smartphone e tablet che permette di ordinare la pizza tra un elenco di pizzerie convenzionate geo-localizzate. Tra i servizi offerti da Pizza Now ai clienti, la possibilità di visionare la distanza, il menù, l’andamento dell’ordine e i tempi di consegna.

Segue il pitch della Sleeping Volcano Entertainment, casa napoletana di videogiochi che ha partecipato a VulcanicaMente 2 con il progetto Nettronix. Il suo pitch è focalizzato sul videogioco al quale il team sta attualmente lavorando, Cat Realms, gioco di carte collezionabili online con i suoi gattini protagonisti.

Il terzo incontro è con SmartSkill: un progetto che nasce nel settore e-learning ed offre una piattaforma per corsi online dedicati a chi vuole intraprendere una professione o vuole avviare una nuova attività imprenditoriale. I corsi del catalogo SmartSkill sono realizzati da esperti del settore.

E’ poi la volta di Dai Calcio, piattaforma online che offre la possibilità ai propri utenti di aprire un social magazine attraverso il quale condividere i propri contenuti in tema calcistico: Dai Calcio nasce come strumento per mettere in contatto le squadre dilettantistiche con i propri tifosi e viceversa, grazie ad un sistema semplice e personalizzabile.

Il pitch successivo è quello del team di Agritettura 2.0, che presentano il loro progetto OrtoMercato: si tratta di un sistema di orti urbani localizzati nelle grandi città (Napoli, Roma e Milano), che consente a chi cerca un orto da coltivare di trovare un terreno libero per praticare l’ortocultura urbana amatoriale.

Arriva a questo punto il turno di ArtRooms, servizio innovativo di vendita e noleggio di opere d’arte con focus particolare sull’arte contemporanea che offre la possibilità agli artlovers, persone che non hanno esperienza diretta nel collezionare o nell’investire nell’arte, di incontrare gli artisti e scegliere tra le opere in catalogo: scopo di ArtRooms è quello di dar vita ad un vero e proprio processo di democratizzazione dell’arte.

Settimo pitch presentato, quello di Aycapì: particolarmente adatto alle famiglie con bambini, il progetto offre la possibilità ai propri utenti di vivere un’esperienza emozionale con particolare attenzione ai temi della natura, la riscoperta delle origini, la promozione di prodotti e tradizioni locali. I servizi di Aycapì vanno tutti a vantaggio e sostegno delle economie agricole locali.

L’ottavo pitch è presentato dal team di NetSpeed: si tratta di un local e-commerce che mette in contatto i commercianti convenzionati con i cittadini, prestando particolare attenzione ai disabili e all’ambiente. Le consegne vengono infatti effettuate in bicicletta elettrica e la dimensione è quella di quartiere: attualmente NetSpeed è alle prime fasi del progetto pilota nel quartiere napoletano Vomero-Arenella.

Infine, ultimo progetto finalista è Link My District: un social network e un portale di crowdfunding di quartiere nato allo scopo di supportare la nascita di servizi/business di vicinato. Il team di Link My District si propone con il proprio progetto di ricostruire le reti relazionali nelle città mettendo i contatto i vicini e gli utenti business locali.

Per conoscere meglio i progetti dei team finalisti, qui il link al nostro portfolio: http://www.incubatorenapoliest.it/portfolio2/

Per vedere alcune immagini degli incontri tra Niccolò Sanarico e i team di VulcanicaMente 2, qui il link alla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/innapoliest

Vi ricordiamo inoltre che l’appuntamento con il TechGarage Day di VulcanicaMente 2 è fissato per il 28 marzo nella sala Compagna di Castel dell’Ovo: per informazioni sul programma e per registrarsi all’evento, il link di riferimento è http://www.incubatorenapoliest.it/event/techgarage-day-di-vulcanicamente-2/

La partecipazione al TechGarage Day di VulcanicaMente 2 è totalmente gratuita, ma i posti sono limitati: per registrarsi bastano un paio di click!

Napoli, 20/03/2014

Eventi per startup e innovatori: sabato 8 marzo #SOCIALFUND. Una panoramica sui temi del crowdfunding e fundraising

Sistema Cilento S.C.p.A. organizza, in collaborazione con R&R Consulting e DeRev, un evento dedicato al tema “#SOCIALFUND – Crowdfunding & Fundraising – Strumenti e strategie di raccolta fondi per progetti, buone cause e opere pubbliche”.

Si tratta di una giornata a scopo formativo e divulgativo, suddivisa in due sessioni, costituite ciascuna da due workshop: l’appuntamento è per sabato 8 marzo 2014 presso l’Aula Consiliare di Vallo della Lucania (SA).
La partecipazione è gratuita, previa registrazione obbligatoria al seguente link: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-socialfund-strumenti-e-strategie-di-raccolta-fondi-10620982645

Come accennato, il programma di #SOCIALFUND prevede due sessioni:

I SESSIONE (ore 10/12)

Il primo workshop è incentrato sul tema “Fundraising/Crowdfunding per le scuole e progetti innovativi”. I relatori (Massimo Coen Cagli, Direttore della Scuola fundraising di Roma e Roberto Esposito, founder e CEO di DeRev) offriranno ai presenti il proprio punto di vista su argomenti quali i programmi di educazione al dono, il ruolo del volontariato no profit come primo passo per una carriera profit, le modalità di finanziamento dei programmi extrascolastici e le possibilità di finanziamento per il recupero delle strutture scolastiche.

Il secondo workshop della sessione mattutina è invece dedicato al tema “Fundraising e Crowdfunding per la Politica e le Pubbliche Amministrazioni: dalla campagna elettorale al finanziamento delle opere pubbliche e delle politiche di welfare”. Tra gli argomenti trattati durante il secondo workshop, la richiesta efficace del 5×1000 per sostenere progetti e le modalità di pianificazione di una campagna di crowdfunding da parte di un Comune.
I relatori del workshop saranno Valeria Romanelli (fundraiser R&R Consulting), Massimo Coen Cagli (Direttore della Scuola fundraising di Roma), Marco Musella (Direttore del DIpartimento di Scienze Politiche – Università Federico II di Napoli) e Roberto Esposito (founder e CEO di DeRev).

II SESSIONE (ore 15/17)

La sessione pomeridiana si apre con il terzo workshop previsto dal programma: il tema è quello del “Fundraising/Crowdfunding per associazioni culturali, cooperative ed enti no-profit”.
I relatori (Valeria Romanelli, fundraiser R&R Consulting; Maurizio Imparato, titolare Crowdfundingformazione.com e Michele Dell’Edera, giornalista esperto in comunicazione web) offriranno una panoramica sul ciclo di crowdfunding, le varie tipologie di fundraising adatte alle organizzazioni, l’attivazione di campagne di crowdfunding a sostegno di buone cause e la comunicazione efficace sui canali social dedicate alla raccolta fondi.

Ultimo workshop della giornata è quello incentrato sul tema “Progetti artistici, culturali e startup: come autofinanziare le buone idee”.
Tra gli argomenti previsti ricordiamo il crowdfunding per progetti indipendenti e startup, la possibilità di utilizzare un’impresa sportiva per il finanziamento di un’idea e un momento dedicato all’impresa e agli strumenti ed opportunità per la nascita e la crescita di nuovi progetti imprenditoriali.
I relatori del quarto ed ultimo workshop della giornata sono Nello Onorati (Presidente di Sistema Cilento), Chiara Spinelli (Ricercatrice al CNR di Pisa) e Maurizio Onorato (Titolare Crowdfundingformazione.com).

La locandina dell’evento è disponibile qui: programma-socialfund

Napoli, 05/03/2014 

Nuove opportunità per startuppers al CSI: gli open events in programma nelle prossime settimane

Il CSI – Centro Servizi Incubatore d’Impresa Napoli Est offre nelle prossime settimane due nuove opportunità agli startuppers partenopei e non solo: l’Incubatore infatti sarà sede di due eventi gratuiti (su prenotazione e con posti limitati) nelle giornate del 27/01 e del 03/02.

Nel pomeriggio di lunedì 27 gennaio (ore 17:00 – 19:00) il CSI organizza “Tips & tricks for startupper”: incontro e aperitivo con Gianluca Dettori, che darà consigli e suggerimenti utili per chi ha già avviato e per chi vuole avviare una startup innovativa. L’evento sarà inoltre un’occasione per approfondire diversi temi riguardanti il sistema startup italiano: tecniche ed opportunità di fundraising, contatti utili per aspiranti startuppers, prospettive del crowdfunding, ecc..

La mattinata di lunedì 3 febbraio sarà invece dedicata al Workshop sul tema “SEO SEM e Social come capire quale leva può aiutarti a lanciare il tuo progetto?”: un seminario tenuto da Alberto Giusti per offrire ai partecipanti una panoramica sulle strategie più utili per l’ottimizzazione dei siti di ricerca, la strutturazione di campagne Pay Per Click e l’utilizzo dei social media per aumentare la visibilità e gli early adopter del proprio progetto. Il workshop avrà una durata di 4 ore (ore 09:00 – 13:00).

Per il programma degli eventi e per la prenotazione, basta accedere ai seguenti link:

Tips & tricks for startupper – 27 gennaio 2014

SEO SEM e Social come capire quale leva può aiutarti a lanciare il tuo progetto? – 3 febbraio 2014

Napoli, 15/01/2014

In arrivo SMAU NAPOLI: Comprassieme di Finwin finalista al Premio Innovazione ICT Campania 2013

Comprassieme, progetto sviluppato da Finwin, tra le sette startup vincitrici della prima edizione di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa” è tra i 16 finalisti del Premio Innovazione ICT Campania 2013, che sarà assegnato giovedì 12 dicembre in occasione di SMAU NAPOLI.

Si tratta di un progetto basato sull’offerta di servizi innovativi per la vendita e distribuzione dell’agroalimentare a filiera corta. Parole chiave di Comprassieme: Cibo genuino dal tuo contadino sono: tracciabilità, riduzione costi, fidelizzazione clientela e promozione territoriale a portata di click. Per vedere il video di presentazione di Comprassieme, il link di riferimento è http://www.youtube.com/watch?v=7Uhxg1Pw810&feature=share

Tra i finalisti del Premio Innovazione ICT Campania insieme alla nostra Finwin ritroviamo enti locali (come il Comune di San Giuseppe Vesuviano e la Provincia di Caserta), ma anche progetti riguardanti prodotti locali come Torrefazione Carbonelli (NA) e Antica Gelateria Matteo (SA).

Come già anticipato qualche settimana fa in questo post del nostro blog, Napoli ospita per la prima volta SMAU il 12 e 13 dicembre: il programma prevede premi, riconoscimenti, esposizioni, laboratori e workshop formativi con un focus particolare sull’innovazione di impresa.

Il programma di SMAU NAPOLI prevede una serie di appuntamenti destinati ad aziende, pubbliche amministrazioni, startup e centri di ricerca della Campania: segnaliamo tra questi alcuni momenti focalizzati su temi di particolare interesse per startup e innovatori.

Innanzitutto la consegna del già citato Premio Innovazione ICT Campania, che si terrà nella mattinata di giovedì 12 (ore 10:30 – Sala 1).
Sempre giovedì, alle 11:00 (in Arena Retail), Startupbusiness presenta “Speedpitching: 90 secondi per conoscere l’innovazione che serve alla tua impresa”. Un evento in cui Emil Abirashid presenta a imprenditori, manager e investitori le grandi opportunità degli acceleratori di impresa (l’appuntamento sarà ripetuto anche venerdì).

La giornata di venerdì 13 si apre invece con un workshop formativo a cura della Regione Campania sul tema “La Campania della Ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’ innovazione” (ore 9:30 in Sala 1) durante il quale saranno presentati i distretti tecnologici campani ed il sistema regionale della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico.

Altro tema interessante per startuppers sarà affrontato alle ore 16:00 (Arena Marketing Digitale), con il workshop a cura di IWA dal titolo “Il crowdfunding: investire e finanziare l’impresa tramite internet”.

SMAU NAPOLI si conclude con l’assegnazione (venerdì a partire dalle 14:30) degli altri tre premi previsti per l’evento:
– Premio Smart City;
– Premio e-Government;
– Premio Lamarck Giovani Confindustria – SMAU.

Per l’elenco completo dei workshop business: http://www.smau.it/napoli13/schedules/?types=workshop-business

Per l’elenco completo dei workshop formativi: http://www.smau.it/napoli13/schedules/?types=workshop-formativo&page=1

Napoli, 10/12/2013

Da TechCrunch: i fabbisogni e le fonti di finanziamento migliori per una startup hardware

Un recente post firmato da Cyril Ebersweiler (founder dell’acceleratore di startup hardware HAXLR8R e partner di SOSVentures) e Benjamin Joffe (esperto di ecosistemi startup, angel investor e advisor di HAXLR8R) esamina il fabbisogno in termini finanziari di una startup hardware nelle sue 5 fasi di sviluppo, specificando la fonte di finanziamento più adatta in ciascun momento:

1. Concept
Obiettivo di questa fase è quello di convalidare il problema, ossia di esplorare attentamente la fattibilità dell’idea e le caratteristiche della domanda di mercato. Una startup hardware, in questa prima fase, deve applicare la metodologia “Lean Startup” adoperandosi con interviste e sondaggi ai potenziali clienti: è questo infatti l’unico modo per capire se il problema che il prodotto vuole risolvere è effettivamente percepito come tale dalle persone, e quindi per capire se c’è domanda di mercato e quali/quanti possono essere i potenziali clienti.
Nella fase “Concept” il fabbisogno di capitale di una startup è praticamente vicino allo zero, quindi non è necessario rivolgersi a fonti di finanziamento esterne. E’ quasi impossibile, quindi, che una startup nella sua prima fase di vita ottenga l’attenzione di un Venture Capitalist.

2. MFP – Minimum Functional Prototype
Nella seconda fase tutti gli sforzi di una startup hardware sono rivolti allo scopo di ottenere un dispositivo che funzioni. In questa fase c’è ancora poca attenzione al design e ad argomenti come l’ergonomia, ma si cerca soltanto di capire se il prodotto può essere in grado di risolvere il problema.
In questo momento la startup ha delle esigenze di finanziamento minime, che spesso dovranno essere coperte dai founders di tasca propria.
La fase del MFP può essere per alcune startup il momento per iniziare a guardare a qualche forma di finanziamento: gli autori però consigliano di evitare di richiedere finanziamenti all’esterno, perchè si corre il rischio che le persone possano guardare al prototipo come ad un prodotto finito.

3. CFP – Complete Functional Prototype
E’ la fase in cui l’obiettivo della startup hardware è quello di ottenere un prototipo il più vicino possibile a quello che sarà il prodotto finale: in questo momento bisogna iniziare a far attenzione al design, all’estetica e all’ergonomia per rassicurare le persone sulle capacità dell’azienda di tener testa ad una produzione di massa.
Il CFP spedito ai potenziali clienti deve essere il più possibile perfetto: in caso contrario, chi lo riceve sarà propenso a chiedersi “Se non sono in grado di fare un prodotto perfetto, come potranno farne migliaia da mettere sul mercato?”.
Le esigenze di finanziamento di questa terza fase sono ancora limitate, e la maggior parte del capitale dovrà essere investito per la ricerca e il miglioramento del prodotto. Le fonti di finanziamento più adatte alla fase 3 sono amici e parenti, angels, acceleratori, sovvenzioni e campagne di crowdfunding.

Proprio riguardo al crowdfunding, gli autori mettono in guardia i lettori su un aspetto particolarmente significativo: prima di rivolgersi a questa forma di finanziamento, una startup hardware deve essere sicura di aver concluso la fase di progettazione e, quindi, essere pronta per la produzione.

4. DFM – Design For Manufacture
La fase DFM è quella che gli autori definiscono “Ready to roll”: è il passaggio chiave per diventare dei veri imprenditori del settore hardware. Anche se spesso questo è il momento più difficile, perchè spesso un prodotto hardware non “sopravvive” al primo contatto con il cliente.
Le startup hardware che attraversano la fase 4 hanno esigenze di finanziamento solitamente inferiori ai $ 50k: il dato si basa sull’osservazione delle 30 startup di HAXLR8R, e le spese riguardano aspetti come la stampa 3D, la progettazione, le certificazioni, le spese legali e la produzione.
Questo è, secondo gli autori, il momento migliore per utilizzare il crowdfunding: il prodotto è praticamente pronto, e il team conosce costi di produzione e margini di guadagno.

5. FFR – First Factory Run
In questa fase la startup hardware inizia la produzione del prodotto: il prototipo DFM diventa una serie di prodotti identici. Le esigenze di finanziamento in questa fase sono variabili, in ogni caso è necessario che la startup riesca a coprire le spese per pagare i macchinari, le attrezzature e la prima produzione. In questo momento i finanziamenti possono venire dal crowdfunding, da un business angel, da un acceleratore o un fondo di venture capital.
Il crowdfunding può essere ancora una volta una buona soluzione perchè consente di vendere il prodotto direttamente ai finanziatori.
Inoltre, nella fase 5 c’è ancora la possibilità di far affidamento sui pre-ordini degli appassionati del settore: in alcuni casi, addirittura, è possibile che la startup venda l’intero primo lotto di produzione esclusivamente attraverso i pre-ordini.

6. Retail
L’obiettivo di una startup hardware arrivata a quest’ultima fase è uno solo: scalare! Si tratta di una fase che spesso arriva molto lontano nel tempo per le startup hardware. Ma è anche la fase in cui è più probabile ottenere l’attenzione degli investitori: su questo punto, gli autori del post tengono a sottolineare che i VC stanno ancora imparando a conoscere il settore hardware e pertanto sono molto prudenti quando si tratta di scegliere se investire. Per aumentare il loro interesse verso la propria startup, bisogna quindi poter dimostrare di avere una domanda di mercato piuttosto ampia su cui contare.

Per leggere il post originale, il link di riferimento su TechCrunch è
http://techcrunch.com/2013/11/28/financing-lean-hardware/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29&utm_content=crowdfunding&utm_term=crowdfunding

Napoli, 29/11/2013

TBIZ 2013: l’evento dedicato ai temi dell’innovazione a Napoli il 28 e 29 novembre.

Abbiamo già anticipato in questo post che il 28 e 29 novembre si terrà la quinta edizione di TechnologyBIZ, tra le più importanti iniziative del Mezzogiorno dedicate al tema dell’innovazione: l’appuntamento è al Centro Congressi della Stazione Marittima Molo Angioino di Napoli.

Tra i tanti appuntamenti in calendario, segnaliamo nella giornata del 28 novembre:

– Sala Perseide (Ore 10): Workshop “Rete degli Incubatori”, a cura di Campania Innovazione. Il tema in programma è la presentazione della Rete regionale degli Incubatori, nata per costruire un network delle realtà locali impegnate nella creazione di nuove imprese.

– Sala Galatea (ore 11): Tavola rotonda “Sud e Innovazione: con Luigi De Magistris e Michele Emiliano”, a cura di Sud Project Camp. I sindaci di Napoli e Bari insieme ad esperti e protagonisti del mondo dell’innovazione discutono sugli spazi e le opportunità che città e istituzioni offrono a giovani e imprese innovative del Mezzogiorno.

– Sala Galatea (ore 12): Workshop “Reti di imprese”, a cura di Campania Innovazione. Saranno presentati gli strumenti, le opportunità e le criticità delle reti di imprese per business innovativi. Tra gli interventi è previsto quello dell’Assessore al Lavoro ed alle Attività produttive del Comune di Napoli Enrico Panini.

– Sala Galatea (ore 16:30): “Venture Capital Roundtable”. Tema di interesse centrale per le startup innovative, prevede tra gli altri gli interventi di Giovanni De Caro (Atlante Ventures), Giovanni Tesone (56Cube) e Amedeo Giurazza (Vertis).

Per la giornata del 29 novembre, invece, segnaliamo i seguenti appuntamenti:

– Sala Galatea (ore 10:30): Workshop “Italy-Based Crowdfunding: finanziare innovazione e competitività”. Una panoramica sul crowdfunding italiano, sugli attori e le piattaforme, sui trend futuri e sulle best practice in materia.

– Sala Galatea (ore 11:30): “Vita da Startupper: con l’Università Suor Orsola Benincasa”. L’Università a supporto degli studenti che vogliono essere imprenditori di sè stessi, con la presentazione del progetto WayOut per giovani aspiranti startuppers.

– Sala Perseide (ore 12): Tavola Rotonda “Per una Campania High-Tech”. Rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale e della ricerca si confrontano sul tema della trasformazione dei risultati della ricerca in tecnologie ed innovazioni di prodotto e di processo per le imprese.

– Sala Galatea (ore 15): “I contenuti digitali: un volano per l’innovazione e per l’economia del settore ITC”. Un seminario particolarmente incentrato sugli aspetti pratici di temi quali nuovi modelli di business, licenze libere e creative commons con diritti connessi, innovazioni legislative, gestione delle opere digitali e dell’ingegno.

Per maggiori informazioni: http://www.technologybiz.it/it

Napoli, 26/11/2013

Lo stato attuale del Crowdfunding in Italia: il report 2013 di ICN

Si è tenuto lo scorso 19 ottobre a Roma Crowdfuture, l’evento italiano dedicato al mondo del crowdfunding e del finanziamento collettivo delle idee innovative: giunto alla sua seconda edizione, Crowdfuture si è concentrato sull’analisi della situazione attuale del fenomeno con uno sguardo ai futuri temi e trend del mercato.

Nel corso di Crowdfuture è stata presentata la Mappa Italiana del Crowdfunding, un’analisi dettagliata delle piattaforme italiane aggiornata con i dati di ottobre 2013 a cura di Daniela Castrataro, presidente dell’Italian Crowdfunding Network, e Ivana Pais, dell’Università Cattolica di Milano.

Attualmente, il panorama italiano del crowdfunding conta ben 42 piattaforme, di cui 27 attive e 15 in fase di lancio.
Dal report si desume che sono quattro le tipologie di piattaforme on line maggiormente presenti in Italia: reward-based (basato su un sistema di ricompense in cambio dei contributi); donation based (in cui non esiste ricompensa a fronte delle donazioni); equity based (in cui il finanziatore, a fronte del proprio contributo, ricevono una quota del capitale societario) e lending based (che consiste in uno scambio di microprestiti tra privati).

Le autrici della Mappa fanno però notare che, a differenza di altre parti del mondo, in Italia è presente una maggiore complessità di modelli per quanto riguarda le piattaforme di crowdfunding: molti sono gli esempi di piattaforme “ibride”, che sono difficili da “inquadrare” nelle categorie standard.

Concentrandosi sulle piattaforme attive, il Report conferma ancora una volta che il modello prevalente in Italia resta il reward based, cui appartiene oltre la metà delle piattaforme attuali: subito dopo si posiziona il donation based, che copre oltre il 30% del totale.

Riguardo invece all’equity based, che rappresenta la modalità maggiormente interessante per le startup, bisogna guardare all’immediato futuro: le piattaforme in fase di lancio che, anche sulla spinta del Regolamento CONSOB pubblicato lo scorso luglio, si affideranno a tale modalità di crowdfunding sono infatti 9 (di cui una avrà un modello ibrido reward/equity) e andranno a costituire il 22% delle piattaforme italiane di crowdfunding.
Da questo punto di vista, gioca sicuramente un ruolo fondamentale la presenza di una disciplina giuridica del fenomeno che ha reso il nostro Paese il primo al mondo a dotarsi di una normativa specifica in materia: circostanza che crea all’Italia un importante vantaggio competitivo, anche e soprattutto riguardo alla possibilità di formare professionalità con competenze specifiche sull’argomento. Riguardo a quest’ultimo aspetto, anche il CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est ha recentemente offerto il proprio contributo ad approfondire la conoscenza del fenomeno dell’Equity Crowdfunding, con un workshop sull’argomento tenuto da Alberto Giusti.

Riguardo all’entità di capitali raccolti, il fenomeno del crowdfunding in Italia non registra sicuramente un vero e proprio boom, ma è sicuramente in crescita: sono stati raccolti dalle nostre piattaforme 23 milioni di euro, di cui 11 soltanto nell’ultimo anno.

Storicamente, la prima piattaforma italiana di crowdfunding è Produzioni Dal Basso, nata nel 2005: da allora, i numeri sono cresciuti fino ad arrivare al boom del 2013 con 24 nuove piattaforme.
Da un punto di vista della distribuzione geografica, invece, il Nord Italia continua ad ospitare la maggioranza delle piattaforme anche se, rispetto alla Mappa Italiana del Crowdfunding presentata nel 2012, si segnala la nascita di tre piattaforme nel Sud Italia.

Tra le piattaforme di Crowdfunding particolarmente attive al Sud, ricordiamo la partenopea DeRev: tra i progetti presentati durante la prima edizione di VulcanicaMente, DeRev nasce nel novembre 2012 grazie al suo founder Roberto Esposito, autore insieme a Claudio Calveri del report “Crowdfunding World 2013”, una fotografia sullo stato attuale del fenomeno a livello globale con un focus particolare sull’Italia. Il documento è scaricabile in maniera gratuita da questo link.

Tra le altre novità interessanti contenute nella Mappa Italiana del Crowdfunding, ricordiamo infine l’apertura al mercato europeo ed extraeuropeo (anche se la maggior parte delle piattaforme si rivolge esclusivamente al mercato italiano, infatti, sono attualmente 4 le piattaforme che si rivolgono al mercato europeo e 2 quelle che si muovono sul mercato extraeuropeo): un ulteriore aspetto che conferma la crescita di questo fenomeno non solo a livello globale, ma anche nel nostro Paese.

Fonte: ICN – Italian Crowdfunding Network, Analisi delle Piattaforme Italiane di Crowdfunding (di Daniela Castrataro e Ivana Pais).

Napoli, 31/10/2013

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