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Tag: smartphone

Regione Lazio, al via la Open Innovation challenge di Telsy in palio 20 mila euro e servizi specialistici per startup

La Call alla ricerca soluzioni innovative di autenticazione per dispositivi mobili.

La sfida, lanciata attraverso Lazio Innova, mette in palio 20 mila euro e servizi specialistici per startup, team imprenditoriali e spin off

La Regione Lazio, tramite Lazio Innova, lancia con Telsy, società del gruppo TIM che si occupa di sicurezza e servizi ICT, la challengeAutenticazione innovativa per dispositivi mobili“. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo di progetti innovativi che implementino metodi e tecnologie per l’autenticazione su dispositivi mobili. Ai partecipanti è richiesto in particolare di ideare soluzioni che pongano attenzione a parametri quali la sicurezza e l’affidabilità.

La Call si rivolge a:

  • Startup e PMI innovative registrate nelle apposite sezioni del Registro delle imprese
  • microimprese, startup e PMI
  • team informali composti da almeno tre persone
  • spin off universitari e di centri di ricerca.

Una giuria formata da rappresentati di Lazio Innova e di Telsy selezionerà 6 team che accederanno ad un percorso gratuito di mentorship per la definizione e validazione dei modelli di business. Al termine i partecipanti presenteranno i propri progetti nel corso di un apposito evento di premiazione.

Il primo classificato sì aggiudicherà un premio in denaro del valore di 20 mila euro e servizi specialistici. Al secondo e terzo classificato, servizi specialistici per lo sviluppo del proprio business.

Per partecipare alla challengeAutenticazione innovativa per dispositivi mobili“, la deadline è fissata entro il 3 giugno 2020, è possibile candidarsi compilando i moduli presenti al seguente link: https://bit.ly/2ZM9h5d ed inoltrare la propria candidatura all’indirizzo mail: roma.casilina@lazioinnova.it

Appathon 2015: da UniCredit un montepremi da 18.000€ per una maratona da 24h di sviluppo app fintech

UniCredit lancia il contest “Appathon 2015”, una maratona di 24 ore che si svolgerà il 7-8 novembre a Milano aperta a team composti da App Developer, Web Designer e Marketing Specialist con un progetto per lo sviluppo di un’app focalizzata nel settore finanziario.

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Nello specifico, Appathon 2015 prevede tre tipologie di sfida:

1. Customer Centric Wallet: app in grado di arricchire e migliorare l’attuale esperienza di pagamenti mobile, con nuove funzionalità da implementare su devices quali Apple Watch, New Samsung Gear, dispositivi indossabili Android. La sfida consiste nel riuscire a sviluppare nuove informazioni e funzionalità aggiuntive per smart watches, come ad esempio la possibilità di trasferimento di denaro.

2. Social Media & UniCredit Mobile Banking: si tratta di creare nuove soluzioni per integrare i pagamenti mobile con i più importanti social network, da implementare attraverso app mobile (iOS e Android) sia per smartphone che per Apple Watch. Da tenere in considerazione nello sviluppo delle app le limitazioni imposte dalla normativa sulla privacy e sulle informazioni sensibili.

3. Value Added Services: si tratta di implementare nuovi servizi “a valore aggiunto”, che non siano strettamente inerenti il settore bancario, da affiancare a quelli dello stesso genere che UniCredit offre attualmente ai propri clienti. Ad esempio, esiste attualmente un servizio attraverso il quale i clienti UniCredit possono accedere alle offerte immobiliari e sottoscrivere un mutuo. Le soluzioni dovranno essere app mobile (iOS e Android) per Apple Watch, New Samsung Gear, dispositivi indossabili Android.

La partecipazione ad Appathon 2015 è aperta a team composti da un minimo di tre fino ad un massimo di 5 membri, che dovranno essere maggiorenni e residenti in Italia.
Le domande di partecipazione possono essere inviate entro la deadline fissata al 18 ottobre 2015, compilando il form di iscrizione disponibile al seguente link: https://www.appathon.eu/it/applynow.html

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UniCredit selezionerà 25 team per partecipare all’Appathon 2015, che dovranno sviluppare nel corso di 24 ore un’app inerente una delle tre sfide esposte in precedenza. Le app andranno sviluppate in uno dei tre seguenti sistemi operativi: iOS, Android, Windows Mobile.

La Giuria di Appathon 2015 sceglierà i tre vincitori del contest sulla base di criteri inerenti l’innovazione, la user experience, il graphic design, l’attinenza al tema prescelto e sulla base di una valutazione di tipo tecnico.

Ai tre team vincitori di Appathon 2015 anrà un montepremi in denaro di 18.000€ così suddiviso:

1° Team classificato: 10.000€
2° Team classificato 6.000€
3° Team classificato: 2.000€

Inoltre, per tutti i team partecipanti al contest che rispettano i requisiti di partecipazione, è previsto l’invito ad una serie di incontri informativi propedeutici alle selezioni per il Programma UniCredit Startlab Fintech Accelerator.

Per maggiori informazioni: https://www.appathon.eu/it.html

Napoli, 02/10/2015

Da startup ad azienda globale: consigli utili per il processo di internazionalizzazione

Johan Botes è founder di Consilia, startup sudafricana nata nel 2012 che si occupa di consulenza ERP che ad oggi conta diverse filiali nel Regno Unito, in Medio Oriente e in Australia. Per il prossimo anno, inoltre, l’azienda ha in programma di espandersi negli Stati Uniti: nel corso degli ultimi tre anni, quindi, il business è decisamente cresciuto a livello globale.

Attraverso un post pubblicato su Ventureburns, Botes racconta la sua esperienza con Consilia e offre ai lettori alcuni preziosi consigli che riguardano il tema dell’internazionalizzazione del business: vediamo più da vicino le “5 lezioni” che l’autore elenca nel suo articolo. 

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1) Ritagliarsi una nicchia di mercato

Alcuni anni fa, Botes si è reso conto che il mercato sudafricano stava iniziando a diventare saturo di consulenti SAP, mentre cresceva la domanda di competenze ERP che, invece, scarseggiavano. L’ipotesi fatta dall’autore fu quella secondo cui le competenze ERP erano scarse non soltanto nel suo Paese, ma anche in altri Paesi del mondo: aveva trovato una nicchia di mercato in cui inserire il suo business, e si trattava di un mercato potenzialmente internazionale.

2) La tecnologia c’è, quindi è bene utilizzarla

Negli ultimi anni, si sono sviluppate e diffuse in maniera capillare tecnologie come la banda larga e il cloud computing: oggi è semplice gestire un’azienda semplicemente dal proprio notebook o smartphone, e il giusto provider è in grado di supportare qualsiasi infrastruttura di business.

Lo sviluppo a livello globale delle Internet Solutions rappresenta un’opportunità relativamente semplice e conveniente per aprire una filiale in qualsiasi zona del mondo, senza la necessità di ingenti investimenti in tecnologia.

3) Costruire la giusta cultura

Le persone sono la chiave del successo di qualsiasi business, a maggior ragione nel settore della consulenza: è necessario capire bene quali sono le skills e le competenze necessarie a far crescere la vostra startup, e ancora più importante è trovare le persone giuste per implementare la cultura aziendale.

Consilia, ad esempio, ha stabilito una politica di assunzione incentrata su giovani laureati, flessibili, motivati e veloci nell’apprendimento, che siano in grado di lavorare anche all’estero in maniera indipendente.

4) Sostenere il team

Assumere persone indipendenti e flessibili non significa lasciarli completamente “abbandonati a sé stessi”: in un ambiente di lavoro globale è necessario avere delle strutture per la formazione, il tutoraggio, la motivazione e la gestione del personale che funzionino al meglio.

Inoltre, è importante andare incontro a chi si trova in un momento di difficoltà: ad esempio, prevedendo un periodo di rientro a casa se si sta lavorando da un po’ all’estero.

5) Definire con attenzione il mercato di riferimento

Esportare le skills può essere un business complesso e rischioso: per questo motivo, è fondamentale fare un’attenta due diligence su ogni potenziale mercato, analizzando la domanda e le esigenze di mercato, le possibilità di adattamento culturale, i requisiti normativi, la lingua ed altre eventuali “barriere”.

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In conclusione, Johan Botes si dice convinto che il successo internazionale di un business nasce dai prodotti, dalle persone e dalle infrastrutture: la sfida sta nel trovare il giusto mix di questi tre elementi, senza dover ricorrere ad enormi investimenti di capitale.

Il post originale è disponibile qui: http://ventureburn.com/2015/08/5-lessons-on-globalising-your-self-funded-business/

Napoli, 06/08/2015

Digital Media Lab: opportunità da Mediaset e PoliHub per startup nel settore Internet Media

Ultimi giorni per partecipare a Digital Media Lab, l’iniziativa promossa da Mediaset in collaborazione con PoliHub per selezionare, supportare e premiare i migliori progetti innovativi nell’ambito Internet Media.

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C’è tempo fino al 28 febbraio per candidarsi a Digital Media Lab

 

In particolare, sono previste due categorie in concorso:

Mobile Advertising: progetti innovativi per la monetizzazione dei contenuti editoriali pubblicitari su smartphone;
Second Screen: progetti innovativi per l’interazione del pubblico con i programmi televisivi attraverso lo smartphone.

La partecipazione a Digital Media Lab è aperta a persone fisiche in possesso di un’idea innovativa nei settori di riferimento, sviluppatori già a lavoro su un progetto (anche in fase di test), startup del settore costituite da non oltre 5 anni e imprese operanti già da tempo sul mercato, con progetti innovativi candidabili alle categorie in concorso.

Le candidature on-line dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2015: il form di registrazione è disponibile al link http://www.polihub.it/digital-media-lab-ideas-shape-future

La Commissione di Valutazione provvederà a selezionare le migliori proposte progettuali sulla base di criteri quali:

– qualità e competenze del team,
– innovatività del progetto,
– mercato e potenzialità del business,
– fattibilità tecnica,
– integrabilità con l’offerta di Mediaset.

I progetti finalisti parteciperanno ad una giornata di confronto con esperti universitari e manager di Mediaset, che si svolgerà entro aprile presso la sede Mediaset a Cologno Monzese.
Durante la giornata di confronto, i team avranno l’opportunità di incontrare one-to-one gli esperti e i manager per approfondire la conoscenza dei progetti e valutare eventuali collaborazioni.

I progetti vincitori avranno accesso ad un percorso di 6 mesi presso PoliHub, con mentorship personalizzata da parte di esperti del Politecnico di Milano e di Mediaset. Inoltre, avranno l’opportunità di beneficiare del supporto degli asset Mediaset per accelerare lo sviluppo del business e, in caso sia reciprocamente conveniente, entreranno a far parte del network di partner e fornitori di Mediaset.

Per maggiori informazioni, per iscrizioni e per scaricare il Regolamento di Digital Media Lab: http://www.polihub.it/digital-media-lab-ideas-shape-future

Napoli, 26/02/2015

Aperta la call per la seconda edizione di UpperApp: un’opportunità per studenti e neolaureati nel settore delle applicazioni mobile

Sono aperte le candidature per partecipare alla seconda edizione di UpperApp, il festival nazionale delle idee e applicazioni mobile a cura di Agorà Telematica (DEDAGROUP ICT Network) destinato a studenti universitari e neo-laureati che vogliano mettere in gioco le proprie competenze tecnologiche e di comunicazione nel campo della progettazione e dello sviluppo di applicazioni per dispositivi mobile.

Possono presentare la propria candidatura studenti universitari e neo-laureati (da massimo sei mesi) provenienti da qualsiasi facoltà italiana, singolarmente o in team, che abbiano idee da realizzare o competenze creative da mettere in gioco: UpperApp è alla ricerca di progetti, prototipi di App inedite, applicazioni pubblicate che necessitano di promozione e diffusione.

Tra i possibili progetti da candidare a UpperApp, il Regolamento elenca infatti due categorie: Progetti di App oppure App già pubblicate (e gratuite) o pronte per la pubblicazione, per Smartphone e/o Tablet, Android e/o iOS.
Pur non essendoci tematiche specifiche di riferimento, si segnalano alcuni filoni tematici preferenziali (inerenti i settori di attività di sponsor e partner dell’iniziativa):

– Fashion & Lifestyle
– Pubblica Amministrazione, integrazione, cittadinanza attiva
– Sport, fitness e benessere
– Banking, economia e finanza
– Retail, distribuzione e logistica
– Assicurazioni.

L’iscrizione ad UpperApp va effettuata esclusivamente on-line, entro il 15 novembre 2014, compilando il form di iscrizione disponibile a questo link: http://www.upperapp.it/registrazione.aspx

Tra tutte le candidature, il Comitato di Valutazione selezionerà entro il 25/11/2014 i dieci finalisti, sulla base dei seguenti criteri:

1) PER LE APP GIA’ PUBBLICATE: originalità, grafica/bellezza, funzionalità a corredo e/o utilità alla collettività, capacità attrattiva/viralità intrinseca, eventuale disponibilità per entrambe le piattaforme Android e IOS.

2) PER I PROGETTI DI APP: esigenze/necessità alla base dello sviluppo dell’App, reali vantaggi apportati agli utenti, originalità, completezza e realizzabilità della proposta.

La scelta dei vincitori (uno per ciascuna delle due categorie in concorso) sarà effettuata attraverso un meccanismo di voto che comprenderà il giudizio del Comitato Tecnico (60%) e le votazioni on-line espresse dalla community sul portale UpperApp tra il 26/11 e il 20/12/2014 (40%).

Nel mese di gennaio 2015 si svolgerà un evento finale di premiazione, durante il quale saranno proclamati i vincitori che avranno diritto a:

PER LA MIGLIORE APP: trofeo UpperApp per la migliore applicazione mobile, contratto di stage retribuito della durata di tre mesi per ciascun componente del team (presso Agorà Telematica a Napoli, Dedalab a Trento o Dedagroup ICT Network in una delle sedi nazionali), più un contributo di 1.000€ per ciascun componente del team (fino a un massimo di 3.000€).

PER IL MIGLIOR PROGETTO DI APP: trofeo UpperApp per i miglior progetto di applicazione mobile, realizzazione e progettazione dell’App in nome e per conto degli autori.

Per maggiori dettagli e informazioni: http://www.upperapp.it/index.html

Napoli, 08/08/2014

Consigli alle startup: un imprenditore impara tanto dai successi quanto dai fallimenti

Con migliaia di startup in tutto il mondo a lavorare a nuovi prodotti, non c’è da meravigliarsi se il 75% delle nuove aziende fallisce. In realtà il fallimento delle startup ha anche un suo lato positivo, in quanto aiuta l’ecosistema globale: startupper e imprenditori possono infatti imparare tanto dai successi, quanto dai fallimenti. La cattiva gestione, il marketing inefficace e i problemi del team sono soltanto alcuni dei tanti possibili motivi per cui una startup fallisce.

E’ possibile che si sia fondata una startup con gli amici di sempre, che però non hanno competenze complementari, oppure che si sia fondata una nuova impresa con persone aventi competenze totalmente complementari tra loro, ma che non sono in grado di comunicare efficacemente all’interno del team“: questa è una delle possibili cause di fallimento di una startup, raccontata da Cassandra Phillips, founder di Failcon, dove gli startupper che hanno affrontato il fallimento condividono ciò che hanno imparato con altri founder.

In un recente articolo pubblicato su Entrepreneuer, il giornalista ed esperto di Digital Media John Boitnott raccoglie le storie di 4 startup che sembravano essere sulla strada del successo, ma non sono mai riuscite a decollare e alla fine sono incappate nel fallimento: vediamo cosa può imparare uno startupper da ciascuna di esse.

1) Gowalla

Milioni di persone hanno apprezzato questo social network location-based nato nel 2007 e fallito cinque anni dopo. I problemi hanno bloccato la crescita di Gowalla prima che riuscisse a raggiungere le masse: l’ingresso sul mercato di Foursquare ha infatto rubato la scena a Gowalla.

Il problema principale di Gowalla era il check-in troppo difficile da usare: Gowalla si stava imponendo come mobile web app prima che la tecnologia degli smartphone fosse abbastanza diffusa tra il grande pubblico, per cui l’entusiasmo degli utenti si è spento ben presto lasciando Gowalla nel dimenticatoio.

Nonostante un round di finanziamento da 8,3 milioni di dollari in fase di startup, Gowalla è stata acquisita da Facebook per 3 milioni di dollari: anche un’acquisizione può essere un fallimento.

Il consiglio che è possibile trarre dalla storia di Gowalla è quello di non competere mai con un gigante. Mettersi contro Facebook significa affrontare una strada in salita.
Inoltre, bisogna assicurarsi che la tecnologia sia diffusa abbastanza da consentire agli utenti di utilizzare il tuo prodotto. L’autore del post si chiede cosa sarebbe successo a Gowalla se fosse entrata sul mercato più tardi, quando la app mobile hanno guadagnato parecchio in termini di traction grazie alla maggior diffusione degli smartphone e all’avanzamento della tecnologia.

2) Pay By Touch

Nonostante un lungo elenco di investitori, questa startup che sfruttava le impronte digitali per i pagamenti mobile non ha mai raggiunto il successo. A causa di accuse di frode ed altri problemi legali, il founder ha dovuto dichiarare bancarotta a fine 2007. Nonostante avesse raccolto milioni di dollari in equity, il founder aveva troppe spese e troppi problemi anche per pagare i suoi dipendenti. Un motivo potrebbe essere che le persone erano troppo abituate ad usare le carte di credito e di debito per affidarsi ad una nuova tecnologia di questo tipo.

Secondo Boitnott, il problema di Pay By Touch sta nell’aver proposto una soluzione innovativa ad un problema inesistente: si tratta di uno dei problemi più comuni con cui va a scontrarsi una startup. A volte i founder credono che la loro idea, il prodotto, la tecnologia sia così “cool” e all’avanguardia che la gente deciderà di usarla: in realtà, perché un nuovo prodotto venga effettivamente utilizzato, occorre creare qualcosa di cui le persone non possano fare a meno. Oltre la metà dei fallimenti di una startup, secondo l’autore, sono imputabili a questa causa.

3) RealNames Corporation

Fondata nel 1997, consente agli utenti di Microsoft Internet Explorer di utilizzare un sistema di denominazione basato su parole chiave per registrare domini direttamente dalla address bar del browser Microsoft Internet Explorer. Tutto ciò senza dover appartenere a domini di primo livello, come “.com” e “.net”.

L’azienda ha raccolto oltre 130 milioni di dollari di finanziamenti, ma ha chiuso i battenti nel 2002 a seguito della decisione di Microsoft che ha reindirizzato le oltre 1 miliardo di pagine per trimestre di RealNames direttamente sul motore di ricerca MSN.

Il problema che ha portato al fallimento di RealNames è stata quindi la totale dipendenza della propria sopravvivenza dalle decisioni di un colosso del settore come Microsoft. Non bisogna mai far dipendere la propria società da qualcun altro.

4) Pets.com

Si trattava di una famosa aziendache vendeva on-line prodotti per la cura degli animali, in attività dal 1998 al 2000. L’azienda aveva effettuato investimenti milionari in campagne di marketing, tra cui un annuncio durante il Super Bowl. I founder erano convinti di poter raggiungere il successo grazie ad una nicchia di mercato.
Ma il grosso problema era il costo delle spedizioni, che erano troppo elevati, soprattutto per i prodotti di fascia di prezzo più elevata. Le vendite di Pets.com diventarono presto troppo complicate.

Il consiglio da imparare da questo fallimento secondo l’autore è che occorre essere sempre brutalmente onesti sui progressi della propria startup: molto spesso, infatti, i founder hanno paura di chiedere aiuto, o lo fanno troppo tardi. Le cose, invece, sarebbero molto più facili se si riuscisse ad essere più onesti fin da subito con se stessi e con il proprio team.

L’articolo originale è disponibile a questo link: http://www.entrepreneur.com/article/235028

 

Se sei un aspirante startupper, con un’idea imprenditoriale innovativa e con la voglia di iniziare la tua avventura nel mondo delle startup, puoi ricevere altri consigli e suggerimenti utili lunedì 14 luglio 2014: il CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est ospita infatti l’evento gratuito dedicato allo storytelling e al networking per startup e imprese Tip & Tricks for startupper!

Per partecipare a Tip & Tricks for startupper basta registrarsi compilando il form disponibile a questo link: http://www.incubatorenapoliest.it/event/t-and-t-for-startupper/

Napoli, 07/07/2014

Selezionati i migliori 30 progetti di startup per il primo ciclo del Progetto TechHub

Sono stati selezionati i migliori 30 progetti di startup che accedono al primo ciclo del Progetto TechHub: l’elenco degli ammessi è stato infatti pubblicato dal sito ufficiale dell’iniziativa, ed è disponibile al seguente link: http://www.tech-hub.it/wps/wcm/connect/2efd6c804469b19999cdbdfef47bdeec/TECH-HUB+-+AMMESSI.pdf?MOD=AJPERES

Tra i 30 progetti selezionati che avranno la possibilità di accedere al percorso formativo di TechHub ci sono cinque startup vincitrici delle due edizioni di VulcanicaMente: dal talento all’impresa e che sono attualmente (o sono state) ospitate dagli spazi del CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est. Si tratta di:

Zeesty: Sito web e app mobile che permette agli utenti di cercare e scegliere un ristorante in base ai propri gusti, dando la possibilità di restare in contatto con i locali già conosciuti e di trovarne di nuovi (http://signup.zeesty.com/);

Artrooms: Il primo spazio on line che permette agli artisti emergenti di esporre le proprie opere utilizzando tecnologie digitali nel mercato dell’arte, favorendo la commercializzazione dei propri lavori (http://www.artrooms.it/index.php?lang=it);

Pushapp: App factory napoletana attualmente al lavoro per il progetto Appetitoo, la piattaforma web che consente ai ristoratori di creare in pochi minuti l’app mobile esclusiva del proprio ristorante (http://pushapp.me/);

Pizza Now: Servizio mobile grazie al quale il consumatore può ordinare una pizza tramite il proprio smartphone, scegliere gli ingredienti e verificare i tempi per la consegna (http://www.pizzanow.eu/);

Rehub: Community di ricercatori che favorisce l’incontro tra discipline umanistiche e scientifiche per aumentare la visibilità e l’impatto delle ricerche innovative (http://www.rehub.eu/).

I 30 team selezionati per il percorso di formazione di TechHub avranno la possibilità di partecipare a 10 giornate formative dedicate a temi di fondamentale interesse per le nuove imprese, tra cui quelli relativi a Costituzione e Amministrazione, Gestione delle Risorse Umane, Business Modelling.

Al termine del percorso formativo, i partecipanti che avranno partecipato almeno all’80% delle ore di formazione accederanno ad un ulteriore Percorso di Approfondimento, durante il quale il lavoro sarà incentrato sulla redazione del Business Plan da presentare all’evento finale di TechHub: l’Arena con gli investitori.

Durante l’Arena, infine, la Giuria di Esperti di TechHub sceglierà i sette migliori progetti che accederanno ai premi finali.
I premi consistono nella concessione di un contributo a fondo perduto della CCIAA di Napoli: per i primi due classificati la cifra sarà a 50.000 euro, mentre gli altri avranno un contributo di 30.000 euro per ciascun progetto.

 

 

Napoli, 19/06/2014

Il 16 aprile a Napoli, Mobile Innovation Day 2014 di GDG Campania: tra i progetti presentati anche Pizza Now!

GDG Campania (Google Developer Group Campania) è la community campana dedicata a sviluppatori, aziende, studenti ed appassionati di tecnologie Google che nasce allo scopo di condividere tra i partecipanti discussioni ed esperienze anche attraverso l’organizzazione di eventi dedicati.

Il prossimo evento di GDG Campania è Mobile Innovation Day 2014 – Napoli, in programma per il 16 aprile presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (Isola C4 – Centro Direzionale di Napoli).

L’inizio dell’evento è fissato per le ore 10:00 con l’intervento di apertura affidato a Fabrizio Lapiello (Founder e Group Lead di GDG Campania), il quale si occuperà dei saluti istituzionali e dell’introduzione e presentazione della giornata e dei nuovi partner della community.

Seguirà l’intervento di Raffaele Montella (Università Parthenope) sul tema “Nell’era dei server inossidabili”: si parlerà dello smartphone e delle prossime evoluzioni della tecnologia, verso il web 3.0 e “the next big fat thing”.

A seguire, Salvatore Carotenuto (Open Maker Day) parlerà ai presenti del tema “Making in action: facciamo il caffè con Android ed Arduino”, per spiegare le possibilità di automatizzazione degli elettrodomestici casalinghi attraverso Android e Bluetooth.

La giornata del Mobile Innovation Day prosegue con Francesco Baldassarri (Intel) e il suo intervento dedicato a “Android* on Intel platforms …and what it means for you, developers”, seguito da Vincenzo Chianese (MobOz Technology Srl) con una presentazione dedicata all’applicazione “TEMPUS, nel sottosuolo di napoli in realtà aumentata”.

Prossimo intervento in programma quello di Valentina Lipari (GDG Campania) dedicato a “Chromecast. The easiest way to watch online video on your tv”: si tratta di un dispositivo di streaming multimediale per il televisore controllabile da smartphone, tablet o computer portatile.

Seguirà la presentazione dedicata a “LibrEye, la prima app per comprare e vendere i tuoi libri usati”, proposta dal team composto da A. Nunziante (COO), C. Di Monaco (CTO) e S. Ranucci (CEO).

Dopo la pausa pranzo, il Mobile Innovation Day riprende alle 14:00 con l’intervento di Giovanni Meo (GDG Campania) intitolato “Google Glass: l’intelligenza elegante”: una presentazione per conoscere meglio il discusso dispositivo e per capire come una tecnologia di questo dipo possa entrare a far parte della vita quotidiana dell’utente.

Ancora, il programma prevede l’intervento di Luigi Carabiniere (0 Infinito) con “TheUndroid”, progetto dedicato al Development Mobile Device basato su un’evoluzione di Android OS.

A seguire, Alessandro Ionni (PizzaNow) presenta “PizzaNow – pizza a portata di app”: tra i progetti finalisti di VulcanicaMente: dal talento all’impresa 2, si pone l’obiettivo di “spostare l’intero mondo degli ordini dall’analogico al digitale” tenendo in considerazione i bisogni degli utenti e dei venditori.

Ultimo intervento in programma è quello di Valentina Pelliccia e Alessio Piromallo (GDG Campania) che presentano OR.C.HE.S.T.R.A. “Organization of Cultural Heritage for Smart Tourism and Real‐time Accesibility”. Si trata di un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che offre a turisti e residenti soluzioni tecnologiche per valorizzare il patrimonio culturale del centro storico di Napoli.

Per partecipare al Mobile Innovation Day 2014 – Napoli, il form di registrazione è disponibile a questo link: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-mobile-innovation-day-2014-napoli-11087865103

Napoli, 04/04/2014

Pushapp s.r.l. su Repubblica.it con la sua App “Check SUD”

L’App Check Sud sviluppata da Pushapp s.r.l. trova spazio oggi su La Repubblica: il quotidiano nazionale cita la startup attualmente insediata al CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est in questo articolo sul tema della spesa a chilometri zero, comparso oggi nella sezione “Ambiente”.

Pushapp è una giovane App Factory napoletana che opera da circa due anni nel settore mobile ideando, sviluppando e commercializzando applicazioni per smartphone e tablet.

Pushapp si distingue per la passione e la creatività con cui svolge il proprio lavoro: questo permette ai founders Ottavio Sgrosso, Marco Vladovich Relja e Ivan Paudice di seguire ogni giorno i propri prodotti con la massima cura ed attenzione.

Per saperne di più su Pushapp s.r.l. e sui componenti del suo team, trovate la scheda della startup nella sezione Portfolio del sito internet www.incubatorenapoliest.it

 

Napoli, 17/09/2013