Loading...

Tag: analytics

From Draft to Craft: il programma di incubazione per startup innovative in palio un montepremi di 60K

La Call per Startup innovative per validare soluzioni digitali, scalabili e altamente performanti. 

Al via la Call 4 Open InnovationFrom Draft to Craft” promossa da Millennials XLab – il corporate incubator del Gruppo Millennials in collaborazione con Dock3, Startup Geeks, Blue Ocean Finance ed in scouting partnership con LVenture Group.

Nel particolare, il programma di incubazione è rivolto a Startup già costituite che operano in questi settori:

  • Analytics;
  • Big data;
  • Events & travel;
  • Smart community;
  • Education;
  • Fintech;
  • Develop tools;
  • Health;
  • IOT;
  • Smart mobility.

Alla chiusura della Call si terrà il Selection Day in cui le 8 finaliste, valutate prendendo in esame team, idea progettuale, mercato di riferimento e modello di business, esporranno i propri Pitch davanti ad una giuria composta dal board di Millennials XLab, dai partner e da qualificati addetti ai lavori.

Le 4 Startup selezionate accederanno al percorso di mentorship della durata di 13 settimane, percorso costruito con la finalità di validare i progetti d’impresa e dare loro un boost allo sviluppo, facilitandone l’ingresso sul mercato.

Complessivamente verranno erogati ad ogni Startup 15 mila euro sotto forma di grant e servizi con la possibilità di fruire degli spazi aziendali. Alla fine del programma tutte le Startup parteciperanno all’Investor Day aperto ad una platea di investitori e specialisti del mondo dell’innovazione.

Per partecipare alla Call 4 Open InnovationFrom Draft to Craft” , la deadline è fissata entro il 23 dicembre 2020, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://www.f6s.com/fromdrafttocraft

La scuola del futuro, oggi: la call per l’innovazione del settore scolastico

La Call for Innovation per Startup e PMI destinata al comparto formazione dal titolo “La scuola del futuro, oggi”

Digital MagicsIncubatore di Startup Digitali “Made in Italy” – e Gruppo Spaggiari Parma – Azienda leader nel mondo dell’Education in Italia, con la più utilizzata piattaforma cloud di servizi per la comunità scolastica -, lanciano la Call for InnovationLa scuola del futuro, oggi”.

L’obiettivo della Call “La scuola del futuro, oggi” è quello di identificare le migliori Startup e PMI innovative italiane del settore della scuola e della formazione che producono contenuti multimediali interattivi, grazie alle tecnologie all’avanguardia come la realtà virtuale e aumentata e l’intelligenza artificiale, e che sviluppano prodotti, servizi, app e piattaforme cloud per:

  1. Studenti come ripetizioni on-line, corsi e workshop di approfondimento online, integrazione di attività extrascolastiche;
  2. Famiglie, dalla protezione dei dati all’accessibilità e trasparenza delle informazioni, dal conference streaming live per assemblee e riunioni fino all’accesso a contenuti di approfondimento;
  3. Docenti come corsi di formazione e aggiornamento, sviluppo delle competenze digitali, metodi ad alto contenuto innovativo per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (Bes) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa), strumenti per analizzare l’andamento della classe e per migliorare le procedure del registro elettronico;
  4. Istituzioni e amministrazioni scolastiche fornendo strumenti organizzativi per favorire la gestione dell’infrastruttura scolastica, potenziando le infrastrutture di rete.

Saranno scelte le 10 Startup e PMI più interessanti che parteciperanno all’Innovation Day del  27 maggio 2019  a Talent Garden Milano Calabiana, successivamente valutate dal Gruppo Spaggiari Parma per avviare partnership commerciali e tecnologiche di Open Innovation.

Per partecipare alla Call è possibile candidarsi entro il 28 aprile 2019 sulla piattaforma dedicata al seguente link: https://openinnovation.digitalmagics.com/it/challenge/la-scuola-del-futuro-oggi

Per info sul Regolamento.

MADE IN STEEL 2019 : LA CALL CHE OFFRE 5 MILA EURO ALLA MIGLIORE STARTUP INNOVATIVA NEL SETTORE SIDERURGICO

Made in Steel sta cercando Startup e PMI per innovare il mercato dell’Acciaio e generare Sostenibilità Ambientale e Sociale.

La Call di Made in Steel, organizzata in collaborazione da Siderweb – quotidiano online sull’informazione economico-siderurgica – e Digital Magics – il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” – è alla ricerca di Startup e PMI innovative italiane e internazionali, che sviluppano soluzioni per la filiera dell’acciaio.

L’obiettivo della Call è trovare prodotti e servizi tecnologici in grado di innovare l’industria siderurgica, rispettando e generando modelli di sostenibilità ambientale e sociale in cinque aree:

  1. Innovazione della produzione;
  2. Sostenibilità ambientale;
  3. Capitale umano;
  4. Prodotto;
  5. Applicazioni nelle arti e nel design.

La Call for Innovation è rivolta a tutte le Startup che sviluppano prodotti e servizi capaci di innovare l’intero ciclo produttivo, dalle tecniche di produzione, al sistema di monitoraggio, alla gestione informatica dei dati, fino alla realizzazione di una filiera flessibile.

I risultati dovranno includere l’ottimizzazione delle prestazioni ambientali durante il ciclo produttivo, curando la riduzione delle emissioni nell’atmosfera e dei consumi energetici della gestione dei rifiuti e lo sviluppo dell’economia circolare.

Le migliori Startup e PMI selezionate saranno protagoniste di Made in Steel – la principale Conference & Exhibition del Sud Europa dedicata all’intera filiera dell’acciaio -, che si terrà dal 14 al 16 maggio presso Fiera Milano Rho.

Durante l’evento la giuria assegnerà un riconoscimento di 5.000 euro alla Startup o PMI ritenuta più innovativa.

È possibile inviare il proprio progetto fino al 14 aprile 2019 sulla piattaforma al seguente link: https://innovation.madeinsteel.it/en/registration/2 

Per informazioni sul Regolamento.

CEED TECH – Finanziamenti da 30K e 13 settimane nell’Est Europa per startup tech

CEED TECH è un consorzio composto da cinque acceleratori dislocati in altrettanti Paesi dell’Est/Centro Europa:

Startup Wise (Tallin, Estonia)
Open Coffee Club (Vilnius, Lituania)
The Spot (Bratislava, Slovacchia)
Startup Yard (Praga, Repubblica Ceca)
Digital Factory (Budapest, Ungaria)

ceedtech

Il network di acceleratori CEED TECH è specializzato nel supporto a startup con progetti innovativi nei seguenti settori: Data, Cloud Services, Analytics, Tecnologie Transazionali, FinTech ed E-Commerce, B2B, Security Software e Location-Based Services.

Inoltre, CEED TECH prevede una serie di servizi dedicati a progetti sviluppati sulla piattaforma UE Fiware.

Fino alla deadline fissata per l’11 novembre 2015 è possibile presentare la propria application per il nuovo programma di accelerazione CEED TECH. Il link di riferimento per il form di iscrizione è disponibile qui: https://www.f6s.com/ceedtech

Ai progetti selezionati sarà offerto un percorso di accelerazione della durata di 13 settimane, il cui inizio è previsto nel mese di Gennaio 2016.
Inoltre, le startup di CEED TECH hanno diritto ad un finanziamento seed del valore di 30.000€, con l’opportunità per i migliori progetti di accedere ad ulteriori round di finanziamento tra i 30 ed i 250K.

Per maggiori informazioni, il sito web di CEED TECH è disponibile qui: http://www.ceedtech.eu/

Napoli, 04/11/2015

StartupBootcamp Barcelona: 3 mesi in Spagna e 15K alle migliori 10 startup in tema Internet of Things e Data

StartupBootcamp Barcelona è uno dei più importanti acceleratori d’Europa con focus su progetti innovativi in ambito Internet of Things & Data. Ancora per pochi giorni, è possibile presentare application al suo programma intensivo (della durata di tre mesi) che si svolgerà presso la sua sede di Barcellona a partire dal 1° dicembre 2015.

SBC2

La call è aperta, infatti, fino al 16 ottobre 2015 attraverso il form di iscrizione disponibile a questo link: https://www.f6s.com/startupbootcampiotdata2015

Saranno selezionate le migliori 10 startup early stage, con progetti focalizzati in particolare nei seguenti settori: Public Sector & Cities; Healthcare & Life Sciences; Transport, Logistic, Automotive; Environmental, Renewables, Waste Processing; Home & Garden; Industrial & Manifacturing; Finance & Insurance; Offices & Workplace; Oil, gas; Travel; Utilities; Buildings & Infrastructure; Agriculture; Personal productivity; Media & Entertainment; Construction; Retail.

Inoltre, StartupBootcamp Barcelona segnala nello specifico 9 temi di interesse, da declinare nell’area Data o in quella IoT:

1. Security
2. Analytics
3. Storage
4. Connectivity
5. Hardware
6. Software
7. Infrastructure
8. Platforms
9. Products & Services

SBC1

Alle 10 startup selezionate attraverso la call, StartupBootcamp Barcelona offre un percorso di accelerazione trimestrale con coaching, mentorship, workshop e formazione più un premio in denaro (cash) da 15.000€ per ciascun team. In cambio, le startup dovranno assicurare full commitment e frequenza del programma per la sua intera durata e Equity per l’8%. I team selezionati avranno a disposizione uno spazio gratuito di lavoro presso StartupBootcamp Barcelona per i tre mesi del percorso, più altri tre mesi.

Infine, ai vincitori sarà offerta l’opportunità di presentare il proprio pitch nel corso del Mobile World Congress 4YFN e del Demo Day finale del Programma, previsto per il 25 febbraio 2016.

SBC3

Per ulteriori informazioni: http://www.startupbootcamp.org/accelerator/internet-of-things-data-barcelona.html

Napoli, 06/10/2015

Wellness Accelerator Program: la nuova call di Technogym per startup nel fitness

Giunge alla sua seconda edizione la call for startup per accedere al Wellness Accelerator Program di Technogym, in collaborazione con H-Farm e Wellness Holding, fondo di investimento legato al leader mondiale per il fitness ed il benessere.

technogym_QUOTE-v2

La call for startup è aperta a progetti imprenditoriali innovativi europei nel campo di attività di Technogym: sport, fitness e benessere. In particolare, la call si concentra su quattro settori di interesse specifici:

Dispositivi indossabili,
Piattaforme e strumenti,
Big Data e Analytics,
Soluzioni per la salute.

Le application sono aperte fino al 26 agosto 2015, attraverso il form disponibile a questo link: http://www.f6s.com/wellnessacceleratorfall2015/about

Saranno selezionati i migliori 5 team, che avranno accesso ad altrettanti percorsi di accelerazione della durata di 4 mesi, che si svolgeranno presso gli spazi di H-Farm in provincia di Venezia. Tra i servizi previsti per i team vincitori, il Wellness Accelerator Program garantisce tutoring&mentoring, networking, accesso a working spaces attrezzati, possibilità di matching con partner tecnici e partecipazione ad eventi ad hoc.

Per informazioni: http://www.wellnessaccelerator.com/

Napoli, 13/07/2015

Come costruire una startup rivoluzionaria: consigli per aspiranti imprenditori

Penny Herscher è CEO di FirstRain, leader mondiale nel campo delle soluzioni di Personal Business Analytics per professionisti. In precedenza ha guidatola società di software Simplex Solutions, fino a portarla nel 2001 ad una IPO di grande successo. E’ inoltre docente presso la Stanford Business School, la Haas School of Business all’Università di Berkeley e la Santa Clara University.

Di recente Penny Herscher ha firmato un interessante articolo pubblicato da Inc.Magazine dal titolo “Gli ingredienti necessari per creare una startup rivoluzionaria”, nel quale cerca di capire che cos’è esattamente a guidare un team di persone verso una vision unica e condivisa, in grado di apportare una vera e propria rivoluzione nel mondo attraverso l’introduzione di un nuovo prodotto o servizio.

startup-notebook

 

Il punto di partenza di Penny Herscher viene da un noto condottiero della storia europea: Napoleone Bonaparte, il quale sosteneva che “Ci sono solo due forze che uniscono gli uomini: la paura e l’interesse”. Da qui la convinzione che alla base delle grandi rivoluzioni della storia ci siano la paura o un interesse comune.

Nella sua esperienza a Simplex Solutions, la Herscher racconta che l’interesse alla base del lavoro del team era la necessità di trovare una soluzione tecnologica in grado di risolvere le sfide matematiche ed informatiche di “chip modeling”, ossia riuscire a disegnare un chip innovativo che fosse affidabile, veloce e a basso costo. Questa sfida è stata affrontata da un team unito, ma soprattutto in cui tutti avevano una profonda passione per il lavoro che stavano svolgendo.

I migliori leader (solitamente CEO o founder di startup) sono quelli che riescono a mostrare al team la vision, ciò che è possibile realizzare, riunendo l’intera squadra verso un obiettivo comune. Avere un obiettivo comune, un interesse condiviso, rappresenta secondo l’autrice dell’articolo l’unico concetto unificante che può portare il team a lavorare in maniera efficace, con passione e credendo fermamente nella possibilità di raggiungere gli obiettivi aziendali.

Riunire il team verso quello che Napoleone definiva un interesse comune è quindi il solo modo davvero duraturo per costruire una startup rivoluzionaria e di successo: non è possibile ottenere lo stesso risultato attirando i componenti del team per altre motivazioni.

Anche la paura, che Napoleone citava, ha un ruolo fondamentale in una startup rivoluzionaria: si tratta però di un ruolo che Penny Herscher definisce “di livello tattico” e con un’importanza temporanea: tutte le startup all’inizio hanno paura di fallire, di sbagliare, di non riuscire a rispettare i piani.

A differenza della vision condivisa, però, la paura non può garantire che il team resti unito e concentrato nel lungo termine: ecco perché l’autrice conclude il suo articolo dicendo che la lezione di Napoleone è importante per le startup, ma va presa solo a metà.

Quello che conta per costruire una startup rivoluzionaria, in conclusione, è riuscire a riunire il team attorno ad una sfida, mantenendo vivo il loro interesse e la loro passione: sarà così che riusciranno a raggiungere gli obiettivi di business.

Per leggere il post originale: http://www.inc.com/penny-herscher/don-t-just-create-a-startup-start-a-revolution.html?cid=sf01002

Napoli, 26/03/2015

Challenge Up! apre la sfida alle migliori startup nel settore dell’Internet of Things

Durante il Mobile World Congress di Barcellona i tre grandi leader mondiali della tecnologia Intel, Cisco e Deutsche Telekom hanno annunciato la nascita di Challenge Up!, il programma di accelerazione destinato alle migliori startup EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) operanti nel settore dell’Internet of Things.

Challenge Up! nasce allo scopo di ricercare, selezionare e supportare i migliori progetti innovativi e le grandi idee nell’IoT e nelle aree ad esso collegate:

Connected/smart solutions
Information security
Big Data
Analytics
Connectivity
Cloud computing

IOT
Challenge Up! è alla ricerca di startup nel settore IoT

Le startup selezionate per il programma di accelerazione Challenge Up! avranno accesso ad un percorso di product development, mentoring, networking e a tutti gli asset e gli strumenti messi a disposizione dagli organizzatori. Inoltre, per i migliori progetti di Challenge Up!, è prevista la possibilità ricevere finanziamenti e inserirsi sul mercato globale.

La call for ideas di Challenge Up! resterà aperta fino al 25 maggio 2015: le candidature possono essere presentate esclusivamente on-line, accedendo alla piattaforma attraverso il seguente link: https://challengeup.eu/guest/login

Alla chiusura delle candidature, Challenge Up! entra nella sua seconda fase che prevede per i progetti selezionati 5 giornate formative: si tratta dell’Acceleration Week, che si terrà dal 22 al 26 giugno 2015 e sarà incentrata su coaching e mentoring face-to-face e pitching.

Infine, i migliori progetti selezionati tra i partecipanti all’Acceleration Week avranno accesso ad un percorso di incubazione della durata di 4 mesi, che si svolgerà a Cracovia, Berlino e Vienna.

Per saperne di più: http://challengeup.eu/

Napoli, 06/03/2015

Consigli per startup: come affrontare al meglio l’attività di Product Validation

In un interessante post pubblicato di recente dal portale on-line Medium, l’imprenditore seriale e mentor di startup di origini indiane Ripul Kumar affronta un tema di rilevanza centrale per un’impresa alle prime fasi di sviluppo: il tema della Product Validation, ossia dell’incontro del prodotto di una startup con il “mondo reale”, e quindi con il mercato vero e proprio e i consumatori.

Il lancio di un nuovo prodotto sul mercato è un momento cruciale per una startup, e nella maggioranza dei casi (Kumar parla addirittura del 90%) questo incontro si rivela fallimentare: a volte i consumatori non ritengono utile il prodotto, altre volte non lo reputano abbastanza valido, altre ancora il prodotto si rivela essere “un capriccio” del CEO, altre ancora il prodotto viene lanciato al momento sbagliato (troppo presto o troppo tardi rispetto alle reali esigenze dei consumatori). In altri casi, ancora, il prodotto non risolve alcun problema al cliente oppure è estremamente difficile da usare.

Il ruolo del Product Manager di una startup è quindi quello di capire come costruire un prodotto che risponda ai comportamenti e alle esigenze della clientela. Per fare questo, bisogna convalidare le ipotesi ed essere pronti a pivot e modifiche quando necessario, cercando di essere il più possibile rapidi e reattivi ai feedback ricevuti dal mercato.
Nel processo di Product Validation la precocità è fondamentale: modificare un prodotto quando si è già troppo avanti nel processo, infatti, rappresenta un costo molto elevato.

Nel suo post, Kumar cerca di analizzare alcuni degli strumenti più utilizzati per la Product Validation nell’arco del ciclo di sviluppo del prodotto di una startup, cercando di capire quali possono essere i problemi e gli errori più frequenti.

1) Focus Group

I Focus Group possono essere uno strumento davvero difficile da usare nel processo di Product Validation: lo stesso Steve Jobs ha affermato che “Nella maggior parte dei casi, le persone non sanno ciò che vogliono finché non glielo si mostra”.

Nelle ricerche di mercato si utilizzano i Focus Group partendo dal presupposto che siano un’arma fondamentale per capire quale sia il comportamento del cliente di fronte ad un nuovo prodotto: in realtà, secondo Kumar, questo strumento non è assolutamente utile.

Innanzitutto, i Focus Group sono nati quando la gente aveva poco tempo a disposizione e più ricerche da fare, e le interviste one-to-one rappresentavano uno strumento dispendioso in termini di tempo e denaro: mettere 3/8 persone in una stanza nello stesso momento sembrava una strada più veloce e meno costosa per capire di più in termini di Product Validation.

Tuttavia, le dinamiche di gruppo portano molti pregiudizi e comportamenti inconsci: i partecipanti assumono spesso dei comportamenti finalizzati ad ottenere l’accettazione sociale del resto del gruppo, fornendo affermazioni e feedback falsati. Spesso, infatti, all’interno di un Focus Group emerge un leader che inconsapevolmente guida il comportamento degli altri partecipanti (fenomeno del “Group Think”). Il risultato è che i dati della ricerca sono irrimediabilmente falsati.

Secondo Kumar, quindi, i Focus Group sono uno strumento poco adatto in fase di Product Validation, mentre possono essere molto utili per una startup in fase di ideazione del prodotto.

2) Sondaggi

I sondaggi sono una delle tecniche più utilizzate dal Product Manager, che si basa sulla convinzione secondo cui tali strumenti possono fornire informazioni utili per la segmentazione, per l’analisi dei comportamenti e per prevedere i comportamenti futuri del cliente. Le ricerche di mercato, in passato, si sono basate molto speso sui sondaggi per cercare di capire come le persone di sarebbero comportate di fronte a nuovi prodotti o servizi.

In realtà, i sondaggi sono efficaci solo per la comprensione di dati noti (ad esempio, per i dati demografici) o per analizzare comportamenti specifici e relativi al passato, mentre per la Product Validation è fondamentale analizzare i comportamenti in via previsionale. I sondaggi forniscono opinioni, e come è noto le opinioni possono essere facilmente distorte.

3) Beta Release

Le versioni Beta vengono spesso utilizzate per risolvere eventuali bug di prodotto che sono sfuggite in fase di testing: in pratica, i componenti del team si aspettano che siano i clienti a trovare eventuali bug al posto loro. Ma questo discorso è possibile solo per alcune tipologie di prodotto: come afferma l’autore, infatti, non si può pretendere che siano i clienti a trovare eventuali difetti in prodotti come aerei, medicinali o automobili, come avviene invece per i software.

Spesso il Product Manager di una startup pensa sia meglio aspettare il rilascio della Beta per iniziare l’attività di Product Validation: in realtà, spiega Kumar, questa convinzione è errata e può essere fallimentare. La strada più giusta per una startup, invece, è testare il prodotto con gli early adopters, per evitare modifiche difficili e dispendiose quando ormai il processo è in fase avanzata.

4) Product Feedback

Effettuare le attività di Product Validation in una fase ancora successiva, dopo la Beta e quando il prodotto definitivo è ormai sul mercato, è un’altra situazione che la startup dovrebbe evitare: si tratta di una situazione di attesa, per la quale occorre aspettare le vendite effettive per poi ricevere i feedback dei compratori.

Il metodo più utile per una startup, al contrario, è quello di chiedere i feedback agli utenti quando i problemi possono ancora essere risolti in maniera ragionevole: inoltre, una volta delusi dall’acquisto, i clienti sono difficilmente propensi ad inviare il proprio feedback. Preferiscono, invece, semplicemente abbandonare il prodotto.

Quando il prodotto definitivo è sul mercato, infatti, i feedback di clienti delusi si trasformano in recensioni negative su blog e social media. Inoltre, se il prodotto non è ancora ampiamente diffuso sul mercato e le vendite stentano a crescere, saranno davvero pochi i feedback che la startup potrà ricevere.

5) Analytics

Nell’attuale situazione globale, in cui i dati sono universalmente e liberamente disponibili a chiunque, è facile pensare di poter analizzare le informazioni ottenendo numeri e metriche da utilizzare per la Product Validation.

Sicuramente l’analisi dei dati attraverso Analytics è fondamentale per capire da dove arrivano gli utenti e cosa fanno: si tratta di uno strumento molto utile per individuare dove sono i problemi.
Tuttavia, è impossibile utilizzare Analytics come strumento per capire le motivazioni alla base del comportamento degli utenti: ecco il motivo per cui è uno strumento poco adatto alla Product Validation, dove invece si ricercano i perché del comportamento dei consumatori.

In conclusione, come è possibile convalidare al meglio il prodotto?

Secondo Kumar, ci sono tre punti fondamentali per una buona attività di Product Validation che ogni startup dovrebbe tenere ben presenti:

– Convalidare il prodotto con utenti reali e nelle primissime fasi del ciclo di vita del prodotto, a partire dalla fase di ideazione. Non aspettare il rilascio della Beta o della versione definitiva.

– Convalidare ininterrottamente il prodotto in tutte le fasi del suo ciclo di vita, per poter effettuare le correzioni in maniera rapida e tempestiva.

– Convalidare il prodotto utilizzando strumenti e tecniche comportamentali (Usability Testing), lasciando perdere metodi come i sondaggi e i Focus Group.

Per leggere il post originale: https://medium.com/start-up-vision/5-product-validation-disasters-751fe61a26b4

Napoli, 14/01/2015

1 2