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Tag: cina

BIAT 2016: dall’ICE, nuove opportunità al Sud Italia per l’internazionalizzazione di startup e imprese. Iscrizioni entro il 15 settembre

Dopo la prima edizione, ospitata a Napoli nel mese di dicembre 2014, l’ICE – Italian Trade Agency si prepara alla seconda edizione della BIAT – Borsa dell’Innovazione e dell’Alta Tecnologia, che si terrà a Bari l’11 e 12 febbraio 2016.
La manifestazione è dedicata alla valorizzazione e alla commercializzazione di prodotti e servizi innovativi e di beni intangibili (in particolare brevetti) proposti da startup e imprese e dal mondo della ricerca delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), al fine di incentivarne la collocazione sui mercati esteri.

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L’edizione 2016 della BIAT sarà incentrata, in particolare, sui seguenti settori di interesse:

Biotecnologie
ICT
Nanotecnologie
Materiali innovativi
Energie rinnovabili
Ambiente
Nautica
Tecnologie per le smart communities

La partecipazione alla manifestazione è aperta a micro e PMI, startup, reti di imprese, consorzi, università, parchi tecnologici con sede operativa in una delle quattro Regioni Convergenza.
La procedura di iscrizione è aperta fino alle ore 17:00 del 15 settembre 2015 e prevede due fasi:

1) compilare, in lingua inglese, il form on-line disponibile al seguente link: http://biat2016.ice.it/iscrizione-all-evento

2) trasmettere via e-mail la scheda progettuale, in lingua italiana, all’indirizzo biat2016@ice.it

Per le startup e imprese che partecipano all’evento, il Programma prevede una prima giornata (11 febbraio) con sessione plenaria di carattere istituzionale e sezione tecnica su argomenti quali gli incentivi, la brevettazione, le forme di finanziamento per l’innovazione.
Nella seconda parte della prima giornata e per tutta la seconda giornata (12 febbraio) si svolgeranno invece gli incontri B2B con le controparti estere, che provengono dai seguenti Paesi: Brasile, Canada, Cina, Corea, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Federazione Russa, Francia, Germania, Giappone, India, Israele, Qatar, Regno Unito, Singapore, Stati Uniti, Svezia, Svizzera.

Oltre alle opportunità di matchmaking e networking offerte dalla BIAT 2016, l’ICE prevede per i partecipanti una serie di servizi, tra cui la validazione del progetto, la raccolta delle schede progettuali in una pubblicazione in lingua inglese, assistenza tecnica in materia di brevettazione e licensing.

Per ulteriori informazioni, il sito web dedicato all’evento è disponibile qui: http://biat2016.ice.it/home

Napoli, 26/08/2015

Innoapps Hackathon: un’occasione internazionale per giovani talenti creativi europei e cinesi nel settore delle applicazioni in tema Smart Cities

Anche quest’anno Huawei e European Young Innovators Forum organizzano Innoapps Hackathon, la competition internazionale dedicata a giovani talenti creativi europei e cinesi con un’ottima conoscenza della lingua inglese.

Innoapps Hackathon è alla ricerca di progetti di applicazioni mobile innovative per Android che siano in linea con il tema centrale dell’iniziativa: le Smart Cities.
Obbiettivo di Innoapps Hackathon è infatti quello di sostenere giovani talenti con un’idea che preveda la creazione di app innovative che siano in grado di offrire miglioramenti nella vita economica e sociale e che siano improntate ad un criterio di sostenibilità.

La Competition Innoapps Hackathon prevede tre fasi preliminari e un evento finale:

Fase 1: Entro il 9 novembre 2014, è aperta la call for application dedicata alla raccolta delle domande di partecipazioni individuali aperta a giovani residenti in paesi membri UE o in Cina, che non abbiano ancora compiuto 28 anni al momento dell’iscrizione alla competition.

Fase 2: I migliori talenti saranno selezionati per creare dei team misti di talenti europei e cinesi (i team saranno composti da due persone), che dovranno lavorare in ottica cooperativa allo sviluppo di un app in tema Smart Cities e dovranno sottoporre il progetto finale entro il 14 dicembre 2014.

Fase 3: Nei due mesi successivi, i team di Innoapps Hackathon selezionati per accedere alla finale potranno iniziare l’attività di coding e beneficiare del supporto degli esperti Huawei. I sei migliori team saranno invitati a partecipare all’Innoapps Hackathon finale che si svolgerà a Bruxelles a metà febbraio 2015.

Durante la finale di Bruxelles i sei team presenteranno il pitch della propria idea alla giuria internazionale di esperti che selezionerà i tre vincitori.

1° Premio: 20.000€ + servizi di supporto per lo sviluppo e per la commercializzazione dell’app, mentoring e networking, promozione e due telefoni Huawei.

2° Premio: 10.000€ + servizi di promozione e due telefoni Huawei.

3° Premio: 5.000€ ++ servizi di promozione e due telefoni Huawei.

Il form di iscrizione per la Fase 1 è disponibile al seguente link: https://onedrive.live.com/survey?resid=2EACBD409F7AE453!107&authkey=!ALzL98NMCeUdE7Q

Per maggiori informazioni su Innoapps Hackathon: http://innoapps.eu/

Napoli, 12/08/2014

A Napoli dal 10 al 12 dicembre la BIAT – Borsa dell’Innovazione e dell’Alta Tecnologia: i termini di partecipazione per startup e imprese scadono il 31/07/14

Sarà ospitata a Napoli dal 10 al 12 dicembre 2014 la BIAT – Borsa dell’Innovazione e dell’Alta Tecnologia: un evento internazionale organizzato da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane nell’ambito del Piano Export Sud a sostegno delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

La BIAT nasce grazie alla collaborazione delle quattro Regioni, di Confindustria e di Campania in Hub allo scopo di promuovere la commercializzazione di prodotti e servizi innovativi e ad alta tecnologia nei mercati esteri: in particolare, l’obiettivo è quello di favorire l’incontro tra domanda e offerta tra startup, PMI innovative, reti di impresa, università, parchi tecnologici con le controparti straniere.

L’evento prevede quindi la possibilità di incontrare controparti estere provenienti da seguenti Paesi esteri: Stati Uniti, Canada, Francia, Belgio, Svezia, Germania, Austria, Regno Unito, Giappone, Cina, Emirati Arabi, Israele e Federazione Russa.

Fino al 31 luglio 2014 è possibile inviare le proposte progettuali per partecipare alla BIAT attraverso la compilazione dell’apposito form on-line disponibile al seguente link: http://borsainnovazione.ice.it/home-page/iscrizione-all-evento

Il modulo va compilato in lingua inglese, e l’iscrizione va perfezionata con l’invio tramite e-mail (borsainnovazione@ice.it) del logo dell’azienda.

Le proposte progettuali possono essere presentate da micro, piccole e medie imprese, startup, reti di impresa, consorzi, università, parchi tecnologici in possesso dei seguenti requisiti:

1. Sede operativa in Sicilia, Campania, Calabria, Puglia;
2. Assenza di situazioni di morosità con l’Agenzia ICE;
3. Essere in regola con e norme vigenti in materia fiscale, assistenziale e previdenziale;
4. Essere in possesso di potenzialità di internazionalizzazione e capacità di apertura verso il mercato (requisiti minimi richiesti: avere un sito internet/una pagina in un social network ed essere in grado di garantire una risposta telematica in almeno una lingua straniera alle richieste provenienti da interlocutori esteri);
5. Non essere in stato di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata.

Per partecipare alla BIAT le proposte progettuali dovranno appartenere ad uno dei seguenti settori: aerospazio, nanotecnologie, biotecnologie, nuovi materiali, energie rinnovabili, ambiente, ICT e meccanica.

Inoltre, le selezioni saranno destinate a idee e progetti ad alto contenuto tecnologico, con buone prospettive di sviluppo di collaborazioni nell’ambito della ricerca e della produzione innovativa, con una buona attrattiva nei Paesi aderenti e nei settori di riferimento.

Il Programma della BIAT prevede nella prima giornata (10 dicembre) una sessione plenaria di carattere istituzionale seguita da un evento di networking tra le aziende selezionate e le controparti estere.
La seconda giornata (11 dicembre) sarà suddivisa in una parte strettamente tecnica (durante la mattinata), dedicata alle tematiche di tutela della proprietà intellettuale, incentivi alla brevettazione e forme di finanziamento per imprese innovative e startup. Nel pomeriggio si terranno le presentazioni delle 4 aree di eccellenza, una per ciascuna delle Regioni coinvolte, per illustrare il potenziale tecnologico di ognuna di esse.
Infine, la terza giornata di lavori (12 dicembre) vedrà una serie di incontri B2B stabiliti direttamente dai singoli operatori esteri con le imprese e startup presenti.

Per saperne di più sulla BIAT – Borsa dell’Innovazione e dell’Alta Tecnologia il link di riferimento è: http://borsainnovazione.ice.it/home-page/evento-borsa

Napoli, 09/07/2014

Il viaggio di Steve Blank in Cina: nuove frontiere dell’innovazione

Nei giorni scorsi Steve Blank ha pubblicato sul suo blog una serie di articoli che raccontano il suo recente viaggio in Cina per la promozione del suo ultimo libro “Startup Owners Manual“: un report in cui analizza la situazione passata e presente del Paese, il percorso verso l’innovazione e i possibili futuri sviluppi.

Nel 1949 nasce la Repubblica Popolare Cinese: da quel momento si assiste alla nazionalizzazione e cetralizzazione dell’intera economia del Paese, con la totale scomparsa del settore privato.
Oggi, l’economia cinese è un sistema sempre più fondato sullo sviluppo tecnologico innovativo che ha favorito la nascita di un ecosistema imprenditoriale avanzato, con grandi opportunità per startup e un moderno sistema di Venture Capital e Business Angel.
La domanda cui Blank cerca di rispondere nel suo primo post è come tutto ciò sia accaduto: egli ritiene che il percorso sia iniziato in maniera simile a quella vissuta dagli USA durante la Guerra Fredda, con un massiccio investimento in ricerca scientifica e tecnologica finalizzato alla modernizzazione dell’apparato militare nazionale. Tali investimenti hanno favorito lo sviluppo di nuove tecnologie ingegneristiche, digitali e di comunicazione, e hanno prodotto come “effetto collaterale” la nascita di un sistema caratterizzato da nuove startup e da una moderna mentalità imrenditoriale.
Infatti, a partire dal 1982 il Governo Cinese ha investito in una serie di interventi concentrati sui seguenti aspetti:

  • Ricerca di base
  • R&S nel settore high tech
  • Innovazione tecnologica e comunicazione
  • Infrastrutture di ricerca
  • Sviluppo delle risorse umane nei settori della scienza e della tecnologia.

Il più importante tra i programmi governativi di pianificazione centralizzata del governo cinese è senza dubbio il “Torch Program“, definito da Steve Blank come “la luce che può illuminare il mondo“. Il Programma si organizza in quattro ambiti di intervento che analizziamo più nel dettaglio:

  • INNOVATION CLUSTERS: la Cina è oggi, insieme a Israele e Singapore, il paese che meglio di tutti ha applicato il criterio di creazione di poli industriali allo scopo di garantire vantaggio competitivo alle imprese tecnologiche in esso ospitate. Tra questi, l’esempio più importante è a Pechino, dove Zhongguancun si afferma ogni giorno di più come la Silicon Valley cinese.
  • TECHNOLOGY BUSINESS INCUBATOR (TBI): secondo i dati, nel 2011 la Cina conta ben 1034 TBI che ospitano al loro interno oltre 60.000 startup. Di questi, circa il 20% sono a gestione privata. Da rilevare due aspetti fondamentali: la massiccia presenza di scienziati e ingegneri rientrati in Cina dopo esperienze formative all’estero e l’aumento costante delle strutture a gestione privata.
  • SEED FUNDING: il programma di finanziamento per startup più importante in Cina è l’Innofund, molto simile ai programmi di finanziamento statunitensi per lo sviluppo di startup innovative nel settore tecnologico. Dalla sua istituzione, l’Innofund ha ricevuto più di 35.000 candidature, finanziato circa 9.000 progetti e stanziato fondi per circa un milione di dollari: ciò nonostante, presenta l’inconveniente di una procedura di accesso lenta, macchinosa, ancora troppo legata al parere vincolante del governo sui progetti finanziabili.
  • VENTURE FUND GUIDING: istituito nel 2007, rappresenta il primo tentativo del governo cinese di introdurre VC privati nel sistema di finanziamento delle startup del Paese.

In conclusione del suo secondo post, Steve Blank afferma che la grande rilevanza del Torch Program sta anche e soprattutto nel fatto di aver introdotto nell’ecosistema imprenditoriale cinese concetti culturali tipici del mondo delle startup, come quelli di iterazione, pivot, learning & discovery.

Il terzo post è dedicato all’ascesa del Venture Capital in Cina e a come questo processo abbia favorito la crescita dell’ecosistema imprenditoriale del Paese. I primi investimenti in startup, come abbiamo visto, venivano da programmi statali e hanno favorito la nascita di spin-off e spin-out da parte di scienziati e ingegneri provenienti dal mondo dell’Università e della ricerca. Con il Torch Program è iniziata una seconda ondata di investimenti in VC con protagoniste le Banche. A metà degli anni ’90 le Banche e il governo cinese non erano più in grado di ricoprire l’intero fabbisogno di capitale di rischio delle startup del Paese: è così che sono entrati in gioco alcuni VC stranieri, concludendo il percorso di evoluzione del sistema di Venture Capital cinese da un’economia chiusa e centralizzata verso un sistema aperto e affacciato all’espansione globale, che rappresenta quello che Stebe Blank definisce il più grande sistema di Venture Capital al mondo dopo quello degli USA.

Tuttavia, negli ultimi due post sull’argomento, Blank racconta come nel suo viaggio abbia visto un forte divario tra le aree più moderne della Cina, come il già citato polo di Zhongguancun a Pechino, e le aree periferiche rurali dei villaggi.
La Cina si caratterizza infatti per una serie di contraddizioni e paradossi, provenienti dai retaggi di un sistema centralizzato che ancora oggi prevede il Great Firewall, che chiude le frontiere alla diffusione delle notizie dall’esterno oscurando i siti più diffusi e popolari nel resto del mondo, tra cui Facebook, Twitter e Youtube.
A ciò si aggiunge un sistema che, anzichè basarsi sull’innovazione, adotta un modello di sviluppo di nuove startup che si sostanzia nella clonazione di prodotti (soprattutto software) che funzionano all’estero, importandoli, adattandoli e fornendone una versione esclusivamente diretta al mercato interno cinese. Tutto ciò può accadere in virtù del fatto che il mercato cinese è sconfinato, dal punto di vista del numero di utenti e anche per il grado di diffusione e penetrazione delle tecnologie mobile nel Paese.
Altro grande paradosso, la cultura imprenditoriale che ancora oggi rifugge il rischio e ha paura del fallimento, ma allo stesso tempo investe per costruire Innovation Clusters, Parchi Scientifici e Tecnologici e Incubatori di impresa.
Si aggiunge infine la contraddizione tra la tendenza delle famiglie a fare grossi sacrifici per permettere ai propri figli di studiare all’estero (molto spesso proprio in Silicon Valley), salvo inculcargli, al ritorno in patria, l’idea di dover preferire la stabilità del posto fisso, preferibilmente in ambito statale.

Nonostante tutte queste stridenti contraddizioni, però, Steve Blank si dice convinto che la Cina sia una realtà moderna e sorprendente, che attualmente si trova sulla strada per costruire un grande e moderno ecosistema imprenditoriale basato sulla tecnologia e l’innovazione: il suo percorso è iniziato, veloce e inarrestabile, e non si può tornare indietro.

Napoli, 15/04/2013