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Tag: nuove aziende

PMI e start-up: il 17 settembre 2019 seminario a Napoli sulla proprietà intellettuale

L’iniziativa che ha come obiettivo quello di sensibilizzare in particolare le Piccole e Medie Imprese e le aziende di nuova costituzione.

Si svolgerà a Napoli il 17 settembre 2019 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il seminarioLa Proprietà Intellettuale come asset strategico per le PMI e le Start-up” organizzato dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale – OMPI/WIPO e dalla Direzione Generale per la lotta alla contraffazione – Ufficio italiano brevetti e marchi – DGLC-UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Confapi e la Camera di Commercio Internazionale – ICC Italia.

L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare in particolare le Piccole e Medie Imprese e le aziende di nuova costituzione sui temi legati alla tutela e allo sfruttamento della Proprietà Industriale e alla lotta alla contraffazione, incoraggiando la conoscenza del valore dell’attività creatività e innovativa e della sua protezione nell’ambito produttivo ed universitario.

Di seguito il Programma dell’evento:

Martedì, 17 settembre 2019
Dalle ore 9:00 alle ore 9:30 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Alle ore 10:00  APERTURA

Saluto di benvenuto:

  •  Prof. Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • Simona Marzetti, Dirigente – Ufficio affari internazionali, Direzione Generale per la lotta alla contraffazione (DGLC) – Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM), Ministero dello Sviluppo Economico;
  • Giovanni Napolitano, Vice Direttore, Dipartimento per i Paesi in transizione e sviluppati (TDC), Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI)
  • Raffaele Marrone, Presidente, Confapi Napoli
  • Michele Elio de Tullio, Presidente, Commissione Proprietà Intellettuale, ICC Italia

Dalle ore 10:00 alle 10:40 – Cos’è la gestione della Proprietà industriale? Perché è importante per le PMI?
Relatore: Giovanni Napolitano
L’OMPI e il suo ruolo a supporto delle PMI nell’e-commerce, nel branding, nell’export
Q&A

Dalle ore 10:40 alle ore 11:30 – Marchi, Indicazioni Geografiche, Disegni
Relatore: Giovanni Napolitano
I Servizi, le Banche dati, le Pubblicazioni dell’OMPI e il loro utilizzo da parte delle PMI

Case Study: Giacomo Maggiaro, Sales Manager, Azienda Agricola Biologica “Franca Battista” Q&A

Dalle ore 11: 30 alle ore 11:45 – Coffee Break

Dalle ore 11.45 alle ore 13:00 – Il ruolo dei Brevetti per le PMI
Relatore: Giovanni Napolitano
“Prediagnosi aziendale: un nuovo strumento per aiutare le PMI ad usare la proprietà industriale per proteggere i propri asset”

Case Study: Flavio Farroni, CEO & co-founder, MegaRide

Q&A

Dalle ore 13:00 alle ore 14:00 – Pausa pranzo

Dalle ore 14:00 alle ore 15:30 – Segreti industriali, informazioni e strumenti di proprietà industriale per le PMI
Relatore: Avv. Michele Elio de Tullio, ICC Italia
Relatore: Roberto Sandrini, Referente italiano, Progetto europeo Value
IP for SMEs (VIP4SME)
Q&A

Dalle ore 15:30 alle ore 16:20 – L’Enforcement della Proprietà Industriale e le sue sfide
Relatore: Simona Marzetti, DGLC-UIBM
Relatore: Simona Rubeis, Funzionario, Agenzia ICE, Desk
Anticontraffazione e Assistenza per gli Ostacoli al Commercio, Ufficio di
Coordinamento Marketing
Relatore: Graziano Mazza, Fondatore, PREMIATA S.r.l.
Q&A

Il seminario sarà a partecipazione gratuita, previa registrazione entro il 12 settembre 2019, compilando la scheda di adesione al seguente link: http://www.uibm.gov.it/attachments/article/2008618/SCHEDA%20DI%20REGISTRAZIONE.pdf

Consigli alle startup: un imprenditore impara tanto dai successi quanto dai fallimenti

Con migliaia di startup in tutto il mondo a lavorare a nuovi prodotti, non c’è da meravigliarsi se il 75% delle nuove aziende fallisce. In realtà il fallimento delle startup ha anche un suo lato positivo, in quanto aiuta l’ecosistema globale: startupper e imprenditori possono infatti imparare tanto dai successi, quanto dai fallimenti. La cattiva gestione, il marketing inefficace e i problemi del team sono soltanto alcuni dei tanti possibili motivi per cui una startup fallisce.

E’ possibile che si sia fondata una startup con gli amici di sempre, che però non hanno competenze complementari, oppure che si sia fondata una nuova impresa con persone aventi competenze totalmente complementari tra loro, ma che non sono in grado di comunicare efficacemente all’interno del team“: questa è una delle possibili cause di fallimento di una startup, raccontata da Cassandra Phillips, founder di Failcon, dove gli startupper che hanno affrontato il fallimento condividono ciò che hanno imparato con altri founder.

In un recente articolo pubblicato su Entrepreneuer, il giornalista ed esperto di Digital Media John Boitnott raccoglie le storie di 4 startup che sembravano essere sulla strada del successo, ma non sono mai riuscite a decollare e alla fine sono incappate nel fallimento: vediamo cosa può imparare uno startupper da ciascuna di esse.

1) Gowalla

Milioni di persone hanno apprezzato questo social network location-based nato nel 2007 e fallito cinque anni dopo. I problemi hanno bloccato la crescita di Gowalla prima che riuscisse a raggiungere le masse: l’ingresso sul mercato di Foursquare ha infatto rubato la scena a Gowalla.

Il problema principale di Gowalla era il check-in troppo difficile da usare: Gowalla si stava imponendo come mobile web app prima che la tecnologia degli smartphone fosse abbastanza diffusa tra il grande pubblico, per cui l’entusiasmo degli utenti si è spento ben presto lasciando Gowalla nel dimenticatoio.

Nonostante un round di finanziamento da 8,3 milioni di dollari in fase di startup, Gowalla è stata acquisita da Facebook per 3 milioni di dollari: anche un’acquisizione può essere un fallimento.

Il consiglio che è possibile trarre dalla storia di Gowalla è quello di non competere mai con un gigante. Mettersi contro Facebook significa affrontare una strada in salita.
Inoltre, bisogna assicurarsi che la tecnologia sia diffusa abbastanza da consentire agli utenti di utilizzare il tuo prodotto. L’autore del post si chiede cosa sarebbe successo a Gowalla se fosse entrata sul mercato più tardi, quando la app mobile hanno guadagnato parecchio in termini di traction grazie alla maggior diffusione degli smartphone e all’avanzamento della tecnologia.

2) Pay By Touch

Nonostante un lungo elenco di investitori, questa startup che sfruttava le impronte digitali per i pagamenti mobile non ha mai raggiunto il successo. A causa di accuse di frode ed altri problemi legali, il founder ha dovuto dichiarare bancarotta a fine 2007. Nonostante avesse raccolto milioni di dollari in equity, il founder aveva troppe spese e troppi problemi anche per pagare i suoi dipendenti. Un motivo potrebbe essere che le persone erano troppo abituate ad usare le carte di credito e di debito per affidarsi ad una nuova tecnologia di questo tipo.

Secondo Boitnott, il problema di Pay By Touch sta nell’aver proposto una soluzione innovativa ad un problema inesistente: si tratta di uno dei problemi più comuni con cui va a scontrarsi una startup. A volte i founder credono che la loro idea, il prodotto, la tecnologia sia così “cool” e all’avanguardia che la gente deciderà di usarla: in realtà, perché un nuovo prodotto venga effettivamente utilizzato, occorre creare qualcosa di cui le persone non possano fare a meno. Oltre la metà dei fallimenti di una startup, secondo l’autore, sono imputabili a questa causa.

3) RealNames Corporation

Fondata nel 1997, consente agli utenti di Microsoft Internet Explorer di utilizzare un sistema di denominazione basato su parole chiave per registrare domini direttamente dalla address bar del browser Microsoft Internet Explorer. Tutto ciò senza dover appartenere a domini di primo livello, come “.com” e “.net”.

L’azienda ha raccolto oltre 130 milioni di dollari di finanziamenti, ma ha chiuso i battenti nel 2002 a seguito della decisione di Microsoft che ha reindirizzato le oltre 1 miliardo di pagine per trimestre di RealNames direttamente sul motore di ricerca MSN.

Il problema che ha portato al fallimento di RealNames è stata quindi la totale dipendenza della propria sopravvivenza dalle decisioni di un colosso del settore come Microsoft. Non bisogna mai far dipendere la propria società da qualcun altro.

4) Pets.com

Si trattava di una famosa aziendache vendeva on-line prodotti per la cura degli animali, in attività dal 1998 al 2000. L’azienda aveva effettuato investimenti milionari in campagne di marketing, tra cui un annuncio durante il Super Bowl. I founder erano convinti di poter raggiungere il successo grazie ad una nicchia di mercato.
Ma il grosso problema era il costo delle spedizioni, che erano troppo elevati, soprattutto per i prodotti di fascia di prezzo più elevata. Le vendite di Pets.com diventarono presto troppo complicate.

Il consiglio da imparare da questo fallimento secondo l’autore è che occorre essere sempre brutalmente onesti sui progressi della propria startup: molto spesso, infatti, i founder hanno paura di chiedere aiuto, o lo fanno troppo tardi. Le cose, invece, sarebbero molto più facili se si riuscisse ad essere più onesti fin da subito con se stessi e con il proprio team.

L’articolo originale è disponibile a questo link: http://www.entrepreneur.com/article/235028

 

Se sei un aspirante startupper, con un’idea imprenditoriale innovativa e con la voglia di iniziare la tua avventura nel mondo delle startup, puoi ricevere altri consigli e suggerimenti utili lunedì 14 luglio 2014: il CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est ospita infatti l’evento gratuito dedicato allo storytelling e al networking per startup e imprese Tip & Tricks for startupper!

Per partecipare a Tip & Tricks for startupper basta registrarsi compilando il form disponibile a questo link: http://www.incubatorenapoliest.it/event/t-and-t-for-startupper/

Napoli, 07/07/2014