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Tag: start up visa

StartUp Visa: un modo per attrarre talenti innovativi e creare startup globali

L’evoluzione economica mondiale degli ultimi anni ha dimostrato una crescente tendenza alla globalizzazione: il mondo delle start up segue in pieno questo trend, tanto da iniziare a parlare di mobilità delle imprese e di start up globali.
Diventa così fondamentale la creazione degli StartUp Visa, dei visti speciali concessi agli stranieri che creano impresa nel Paese che li rilascia.

Alcuni Governi si stanno adoperando in tal senso, adattando le proprie politiche in materia di immigrazione, visti e permessi per accogliere i talenti creativi stranieri che vogliano portare le proprie idee innovative all’estero e trasformarle in imprese. La nascita di startup è infatti un grande vantaggio per il tessuto sociale ed imprenditoriale, in quanto offre la possibilità di creare occupazione aumentando il numero di nuovi posti di lavoro.

Il Paese attualmente più all’avanguardia in materia è il Canada, che ha varato il suo StartUp Visa Program il 1° aprile di quest’anno.

Lo StartUp Visa Program canadese nasce da un percorso durato due anni, in cui hanno lavorato attivamente e in maniera congiunta tutti gli stakeholders coinvolti: Governo, imprenditori ed investitori. Il programma è stato inoltre accolto con grande interesse dall’opinione pubblica, altro fattore da tenere in grande considerazione per raggiungere obbiettivi comuni di sviluppo imprenditoriale e crescita occupazionale, economica e sociale.

Tra le condizioni di accesso allo Start Up Visa Program, il Governo canadese ha indicato innanzitutto il possesso di una “lettera di supporto“, che dimostra l’impegno di un business angel o di un venture capitalist canadese a finanziare l’idea: è possibile contattare uno degli investitori designati cui sottoporre la propria business idea, attraverso il sito internet dedicato all’iniziativa.
Per accedere al Programma è necessario ottenere un investimento minimo pari a 200.000 dollari canadesi, se ci si rivolge ad un Fondo di Venture Capital, o a 75.000 dollari canadesi, se l’investimento proviene da un Angel Investor (l’elenco degli investitori è disponibili a questo link).

Altri requisti di eleggibilità sono:
– conoscenza della lingua inglese e/o francese;
– aver proseguito per almeno un anno gli studi dopo il diploma di istruzione secondaria;
– avere una copertura economica adeguata.

Il visto ottenuto grazie allo StartUp Visa Program Canada è concesso non solo all’aspirante imprenditore, ma anche alla sua famiglia.

Tutte le informazioni e la modulistica necessaria per candidarsi sono disponibili a questo link.

Mentre il Canada, grazie agli StartUp Visa, apre le frontiere agli innovatori e startupper stranieri, gli U.S.A. sono attualmente in una situazione di stallo: la cultura e la legislazione impongono infatti regole troppo severe all’immigrazione, arenando i progetti per la diffusione dei visti.

Questa situazione fa fatica a sbloccarsi, nonostante le grandi potenzialità che lo strumento StartUp Visa può avere, soprattutto in termini occupazionali: in un rapporto dello scorso febbraio, infatti, la Kauffman Foundation ha stimato che lo StartUp Visa potrebbe portare alla creazione di un numero compreso tra 500.000 e 1.600.000 nuovi posti di lavoro in America nei prossimi 10 anni.

Attualmente, per ottenere uno StartUp Visa di un anno per gli Stati Uniti, è necessario ottenere un finanziamento da parte di un investitore U.S.A. per una cifra pari ad almeno 100.000 dollari. Per ottenere un visto di due anni, la legge impone un ostacolo ancora più grande: il finanziamento deve essere di almeno 250.000 dollari. Si attende lo sblocco della legislazione in materia, che dovrebbe sbloccarsi con la definitiva approvazione dello Startup 2.0 Act, destinato non soltanto agli imprenditori che vogliano creare una start up negli Stati Uniti, ma anche a ricercatori e studenti particolarmente meritevoli.

Nel frattempo, due imprenditori californiani hanno proposto un progetto per aggirare gli ostacoli burocratici delle politiche statunitensi, allo scopo di attrarre e trattenere in America i talenti stranieri: si tratta di Max Marty e Dario Mutabdzija, che hanno ideato il progetto Blueseed: si tratta di utilizzare una nave da crociera come base per imprenditori e ricercatori, una sorta di città galleggiante situata a 12 miglia dalla costa, in acque internazionali. Nell’idea di Marty e Mutabdzija, gli imprenditori e ricercatori che aderiranno a Blueseed potranno creare la propria Startup vicino alla Silicon Valley, senza dover ottenere il visto di lavoro U.S.A.: il progetto prevede spazi di co-working, accesso Internet e collegamenti continui con la terraferma tramite traghetto.
Il progetto dovrebbe partire nella primavera del 2014, e attualmente ha ricevuto richieste da oltre 1.300 imprenditori di 67 Paesi nel mondo.

Tra i Paesi che hanno previsto una procedura agevolata per l’ottenimento degli StartUp Visa abbiamo anche il Cile: grazie al lancio del programma StartUp Chile, infatti, lo stato sudamericano ha aperto le proprie frontiere ai talenti, agli innovatori e agli startupper di tutto il mondo.
Per gli aspiranti imprenditori stranieri che decidono di fondare la propria start up in Cile è prevista la possibilità di uno StartUp Visa temporaneo della durata di un anno, senza obbligo di permanenza continua nel territorio cileno. Ai partecipanti a StartUp Chile, inoltre, sarà garantito un finanziamento di 40.000 dollari (equity-free) di seed capital, oltre all’accesso alla rete sociale e finanziaria cilena, che negli ultimi anni ha dimostrato di costituire terreno fertile per le start up.

Ultimo in ordine di tempo tra i Paesi che prevedono lo StartUp Visa è l’Irlanda: si tratta di uno degli Stati Europei che negli ultimi tempi ha sviluppato un ecosistema ideale per le Start up.
Allo scopo di attrarre le migliori idee innovative da trasformare in imprese, il Governo irlandese ha ideato lo StartUp Entrepreuner Programme. Grazie alla partecipazione a questo programma, gli aspiranti startupper stranieri possono ottenere uno StartUp Visa per due anni, con estensione ad altri tre. Il visto sarà concesso anche alla famiglia dell’aspirante imprenditore. Chi accede allo Start Up Entrepreuner Programme irlandese ha inoltre diritto ad un finanziamento di 75.000 euro per avviare la propria attività.

L’auspicio è che anche l’Italia si adoperi presto a creare e regolamentare gli StartUp Visa: come abbiamo visto, infatti, si tratta di uno strumento fondamentale per attirare i talenti sul territorio, creando nuove imprese e soprattutto posti di lavoro in un Paese come il nostro dove, al momento, il problema della disoccupazione rappresenta una priorità.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Napoli, 17 maggio 2013