Loading...

Tag: sosteniblità

EIT Digital 2021: La Call for Ideas destinata alle iniziative imprenditoriali per lanciare una startup di tecnologia digitale

La Call per l’avvio di Startup digitali e per la realizzazione di percorsi di formazione qualificata sulle tecnologie digitali.

L’EIT Digital – organizzazione leader nel campo dell’innovazione digitale e della formazione imprenditoriale -, ha lanciato la Call “EIT Digital 2021” con cui l’Istituto si rivolge alle menti imprenditoriali che intendono avviare una Startup digitale o fornire formazione in materia di tecnologia digitale.

L’architettura del programma di lavoro di EIT Digital 2021 è improntata sulla Strategic Innovation Agenda (SIA) 2020-2022 dell’Istituto, che delinea i percorsi strategici tramite cui rafforzare la posizione dell’Europa nel mondo digitale e sostenere le imprese e gli imprenditori a essere all’avanguardia nel campo dell’innovazione digitale.

Per far ciò, la SIA ha identificato cinque aree strategiche del programma di lavoro dell’EIT Digital che rappresentano i pilastri su cui lavorare per arrivare ad avere un’Europa digitale forte:

  1. Industria digitale;
  2. Città digitali;
  3. Benessere digitale;
  4. Finanza digitale;
  5. Tecnologia digitale.

In tale contesto l’EIT Digital 2021 intende intercettare due tipologie di proposte:

  • quelle di natura imprenditoriale, le quali confluiranno nell’Innovation Factory di EIT Digital che sostiene i team imprenditoriali pan-europei nel lancio di Startup e nuovi prodotti ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di migliorare l’impatto globale dell’industria digitale europea, stimolare la crescita economica sostenibile e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Infatti, grazie al supporto pre-incubazione di EIT, le attività selezionate saranno integrate nell’ecosistema europeo dell’Istituto e riceveranno un co-investimento finanziario per mettere a punto la loro tecnologia e attrarre investitori e clienti.
  • quelle di natura formativa, invece, il programma prevede l’EIT Digital Entrepreneurial Academy, che fornisce supporto per lo sviluppo e l’implementazione di programmi e corsi orientati allo sviluppo di business. In questo caso, infatti, i partner sono invitati a co-investire con EIT contribuendo alla trasformazione digitale dell’Europa e alla creazione di una forza lavoro digitalmente qualificata, da cui in futuro poter attingere.

Per partecipare alla CallEIT Digital 2021“, la deadline è fissata entro il 7 maggio 2020, è possibile compilare la domanda attraverso le indicazioni presenti al seguente link: https://www.eitdigital.eu/eitdigital2021/

Per maggiori informazioni è possibile consultare il Regolamento al seguente link: https://bit.ly/3dvmjsx

 

SPIN: il programma che fa crescere le startup innovative del Sud

Il Programma volto al rafforzamento di ecosistemi di impresa innovativi, sostenibili e competitivi anche a livello internazionale.

SPIN – Scaleup Program Invitalia Network -, il programma promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito del PON Imprese e competitività 2014-2020, e gestito da Invitalia in partnership con ELITE, London Stock Exchange Group con l‘obiettivo di incentivare iniziative imprenditoriali di piccole e medie, in Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia.

Sono Tre gli obiettivi:

  1. favorire l’incontro fra le piccole aziende innovative del Mezzogiorno con le medie e grandi imprese nazionali e internazionali;
  2. facilitare i processi di open innovation;
  3. trovare nuovi mercati finanziari.

Con SPIN, per la prima volta, spinoff universitari, PMI e startup innovative di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, potranno accedere ai servizi offerti da ELITE, attraverso una piattaforma online personalizzata.

Il percorso prevede due fasi:

  • Nella prima fase, 250 imprese parteciperanno a un innovativo programma di sviluppo imprenditoriale digitale con l’assegnazione di un tutor, l’accesso ad una piattaforma di servizi, l’utilizzo di un tool di self-assessment, un report sul posizionamento competitivo, l’accesso a iniziative di networking e di Open Innovation.
  • Nella seconda fase, le migliori 50 imprese selezionate da Invitalia accederanno a un’edizione avanzata del programma ELITE, con un percorso di alta formazione orientato alla crescita, all’open innovation e al funding.

Per accedere al programma SPIN – Scaleup Program Invitalia Network, la deadline è fissata entro il 7 novembre 2019, compilando la domanda online al seguente link: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/spin/presenta-la-domanda

 

 

 

Consigli alle startup: come costruire il percorso di crescita fin dalla fase early stage

Sheena Tahilramani è co-founder di 7 Second Strategies, società specializzata in public relations con sede a Pasadena: ha recentemente pubblicato un post su Entrepreuner, incentrato sul tema della crescita esponenziale di una startup e su alcuni aspetti che possono fare la differenza tra scalare il business e far fallire l’intero progetto imprenditoriale.

In particolare per un imprenditore che lavora da solo o a capo di una piccola società con un team composto da meno di 10 persone, il periodo iniziale di una startup può significare lunghe ore di lavoro e la tendenza a farsi sopraffare dalle attività che la startup richiede in questa fase early stage, perdendo di vista alcuni aspetti importanti che, se trascurati, comporteranno problemi al futuro sviluppo della startup.

Spesso, infatti, il founder di una startup trascura un’attività che è invece fondamentale per gettare le basi di una startup in grado di affrontare il suo percorso di crescita e di sviluppo: la creazione di una solida cultura aziendale e un approccio globale e fondato sulla pianificazione a lungo termine. Secondo Sheena Tahilramani è necessario impostare il percorso seguendo tre fasi fondamentali:

1) Impostare la mission e la vision, conoscendo la differenza tra i due concetti.

Anche se mission e vision possono sembrare in apparenza due concetti simili, questi due aspetti delineano le basi dell’azienda e del brand in modi differenti. La vision rappresenta “una forza globale aspirazionale”, le basi che spingono avanti nel tempo l’azienda; la mission si addentra invece nello specifico di ciò che l’azienda fa, in che modo e perché.

Anche se può sembrare relativamente poco importante costruire questi due concetti agli inizi di una startup, l’immagine del brand che i consumatori si costruiscono in base alla vision e alla mission che l’azienda dichiara possono rappresentare in seguito dei driver di crescita fondamentali.

Per costruire efficacemente la mission e la vision, occorre domandarsi: Perchè sto creando la mia azienda e dove voglio che sia tra 10 anni?

2) Sviluppare un piano di crescita globale.

L’autrice parte in questo caso da un presupposto ben preciso: circa la metà delle nuove imprese negli USA sopravvive per almeno cinque anni, e un terso sopravvive per almeno dieci anni. Ecco che un piano di crescita diventa fondamentale per garantire un business sostenibile.

Se il fatturato annuo della società non cresce in maniera almeno pari (o superiore) al tasso di inflazione, significa che l’azienda si sta muovendo all’indietro e che i concorrenti stanno avendo la meglio. Un piano di crescita efficace consente di evitare che l’azienda rimanga indietro e assicura un cammino pari o più veloce di quello della concorrenza.

Naturalmente bisogna sempre avere ben presente la natura mutevole del mercato, soprattutto in una situazione economica come quella attuale: ma anche qui, disporre di un piano di crescita secondo Sheena Tahilramani non è mai inutile: meglio avere un bersaglio mobile, che non avere alcun bersaglio. Anche se il piano avrà bisogno di continui aggiustamenti e modifiche, bisogna comunque stabilire le milestones per il percorso di crescita, in modo tale da avere una base solida quando si dovranno affrontare grandi decisioni per il business.

3) Assumere un “chief growth officer” può essere di grande aiuto.

Spesso l’assunzione di un dirigente che si occupi di gestire la crescita può essere un passo difficile da fare per una startup: ma è importante tenere l’idea in considerazione e rendersi conto che assumere un “chief growth officer” sarebbe un ottimo investimento.
Una startup deve vedere nella crescita il suo grande obiettivo, ed assumere qualcuno che si occupi di questo aspetto può fornire un’indispensabile guida.

Si tratta di una consapevolezza cui stanno giungendo molti CEO di aziende e startup oltreoceano: l’autrice cita infatti l’esempio di The Hershey Company, che dopo aver assunto un “chief growth officer” ha visto aumentare le proprie vendite annuali progressivamente, fino a raggiungere una crescita delle revenue pari al 50%.

In conclusione, una cultura ben definita, un solido piano di crescita e l’assunzione di un “chief growth officer” alla guida la strategia forniscono al CEO tutti gli strumenti necessari per scalare in modo più rapido ed efficiente: sicuramente lavorare sulla propria attività è la priorità per un CEO, in particolare se segue un approccio lean. Ma allo stesso tempo, imparare a fare un passo indietro giorno per giorno concentrandosi su questi aspetti critici assicura alla startup una crescita misurabile ed efficace.

Per leggere il post originale: http://www.entrepreneur.com/article/234411

Napoli, 06/06/2014