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Dalla UE, 100 milioni di euro per 1.000 startup europee con “Future Internet PPP”

Nel 2011, su iniziativa della Commissione Europea, è stato istituito il “Future Internet PPP” (Partenariato Pubblico Privato Internet del Futuro), un programma in tre fasi cui è stato assegnato uno stanziamento complessivo di 600 milioni di euro per progetti innovativi finalizzati allo sviluppo e all’innovazione della Rete Internet in territorio comunitario, con particolare attenzione alle tecnologie del mobile.

Dopo gli stanziamenti relativi ai bienni 2011/2012 e 2013/2014, la Commissione Europea ha pubblicato una nuova call da 100 milioni di euro per progetti presentati da startup tecnologiche europee: è possibile inviare i progetti entro il 10 dicembre 2013.

Con i fondi a disposizione, l’Unione Europea conta di finaziare i progetti di 1000 startup innovative che operano nello sviluppo di app e servizi digitali.
I progetti candidabili devono essere capaci di sfruttare il potenziale di internet per favorire la crescita economica e possono far capo ai seguenti settori: trasporti, salute, produzione intelligente, energia e media.

L’effettiva erogazione dei finanziamenti è affidata a 20 consorzi selezionati direttamente dall’UE, dei quali fanno parte attori e stakeholders del mondo imprenditoriale e dell’ecosistema delle startup: acceleratori di impresa, piattaforme di crowdfunding, società di venture capital, spazi di co-working, organismi di finanziamento, associazioni di PMI.

Lo scopo finale dichiarato dalla Commissione Europea è quello di costruire, grazie ai progetti che verranno finanziati, un vero e proprio ecosistema basato sulla rete internet: il ruolo delle PMI e degli sviluppatori web che saranno coinvolti nel progetto è quello di costruire l’infrastruttura tecnologica di tale ecosistema, con progetti che si basano sull’utilizzo delle ICT per costruire servizi e app che rendano i processi aziendali più “smart”.

Con l’espressione “smart”, l’UE intende che i progetti dovranno rispondere a criteri di intelligenza, efficienza e sostenibilità da un punto di vista economico, finanziario, ambientale e temporale. Si segnala inoltre che i progetti verranno valutati anche sulla base dell’utilizzo degli open data.

Per maggiori informazioni su Future Internet PPP e sulla call aperta dal 28 giugno al 10 dicembre 2013, segnaliamo i seguenti link:

  • Qui, il portale dedicato a Future Internet PPP
  • Qui, la pagina dedicata alla nuova call nel sito di Cordis (Servizio Comunitario di Informazione in materia di Ricerca & Sviluppo)
  • Qui, la pagina alla nuova call nel sito della Commissione Europea

Napoli, 16 luglio 2013

Internazionalizzazione delle PMI napoletane: la Sezione Speciale del Fondo Centrale di Garanzia

Abbiamo già parlato (in questo post) del Fondo Centrale di Garanzia: si tratta di uno strumento di mitigazione del rischio di credito a sostegno delle PMI creato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il meccanismo su cui si basa il Fondo è la concessione di una garanzia pubblica che si sostituisce alle garanzie reali rilasciate dalle imprese di piccole e medie dimensioni, che dà a queste ultime la possibilità di accedere a finanziamenti sul mercato creditizio con maggiore facilità.

Il Fondo prevede delle misure per l’accesso gratuito e semplificato destinate alle startup, ma non è l’unico aspetto interessante per le imprese di nuova costituzione: spesso, infatti, le startup innovative hanno interesse ad aprirsi al mercato estero, ed è a questo proposito che risulta interessante l’iniziativa congiunta del Fondo con le Camere di Commercio di alcune città italiane.

Sono 19, infatti, le Camere di Commercio in Italia (compresa quella di Napoli) che hanno aderito ad un progetto in collaborazione con il Fondo Centrale di Garanzia per la costituzione di Sezioni Speciali del Fondo destinate all’internazionalizzazione delle PMI presenti sui territori di competenza: in particolare, la sezione di Napoli è operativa dal 10 giugno 2013 e mette a disposizione un milione di euro, cifra che verrà utilizzata per compartecipare alla copertura del rischio delle operazioni di internazionalizzazione ritenute ammissibili.

I soggetti beneficiari dell’iniziativa della Camera di Commercio partenopea sono le PMI, i consorzi di PMI, le società consortili (di servizi alle PMI e miste) che hanno sede legale e/o operativa a Napoli e provincia: potranno usufruire degli strumenti di cogaranzia e controgaranzia del Fondo Centrale di Garanzia e godranno di modalità semplificate di accesso al Fondo.

L’accesso all’iniziativa è riservato ad operazioni finanziarie con durata compresa tra 18 e 60 mesi, e sono previsti due casi con relative semplificazioni:

  • Il primo caso riguarda le operazioni a favore di imprese che presentano un’incidenza dell’export sul fatturato, relativo all’ultimo bilancio approvato, pari ad almeno il 30% . Per questa tipologia di imprese è stato elevato dal 25% al 40% il valore del rapporto massimo ammissibile tra finanziamenti e fatturato (per le operazioni di durata inferiore a 36 mesi). Possono inoltre accedere alla procedura semplificata tutte le operazioni con un importo inferiore al 35% del fatturato dell’impresa (la percentuale scende al 25% per operazioni di durta inferiore a 36 mesi).
  • Il secondo caso, invece, comprende le operazioni a favore di imprese che registrano una quota dell’export sul fatturato, relativo all’ultimo bilancio approvato, inferiore al 30% , o che non hanno ancora iniziato ad operare sui mercati internazionali. Per queste imprese viene introdotta la possibilità di avvalersi di una valutazione “caso per caso” dei progetti di internazionalizzazione.

Riguardo alle spese ammissibili, esse devono naturalmente essere relative ad operazioni e iniziative di internazionalizzazione. Alcuni esempi di tipologia di spese ammissibili sono quelle per la partecipazione a fiere internazionali (all’estero o in Italia); realizzazione di materiale informativo e pubblicità in lingua estera e per il mercato estero, organizzazione e/o partecipazione a workshop; conferenze ed incontri con operatori e giornalisti esteri; apertura di un sito internet in lingua straniera; formazione professionale di operatori in Italia e all’estero; spese di consulenza per ricerche e analisi di mercato. Si segnala inoltre, nell’ambito della possibilità prevista di finanziare le spese per realizzazione di una struttura per fini commerciali, che è finanziabile anche l’acquisto di un immobile (con il limite di finanziabilità del 50% del suo valore).

Per maggiori informazioni, il link dedicato alla Sezione Speciale del Fondo Centrale di Garanzia per l’Internazionalizzazione delle PMI napoletane è disponibile qui.

Napoli, 11 luglio 2013

I bandi e le competition per startup: date e scadenze utili

Nelle ultime settimane abbiamo approfondito vari bandi e competition interessanti per le startup e gli aspiranti imprenditori in possesso di idee creative ed innovative: per ciascuno di essi ci sono settori di riferimento, caratteristiche, premi e date di chiusura che abbiamo pensato di schematizzare e “mettere in ordine” per avere un quadro di riferimento utile.

Vi proponiamo quindi la nostra tabella riepilogativa, che contiene tutti i bandi e le competition utili in chiusura nelle prossime settimane di cui abbiamo parlato nel blog, con i link di riferimento ai nostri post di approfondimento.

COMPETITION/BANDO DESCRIZIONE PREMIO LINK AL BLOG DEL CSI DATA DI CHIUSURA
Fondo di Garanzia – Sezione Speciale per Imprese Femminili Sezione Speciale del Fondo di Garanzia per PMI destinata ad imprese e startup femminili, prevede la possibilità di accedere agli strumenti di garanzia diretta, controgaranzia e cogaranzia. Procedura di Garanzia semplificata e gratuita per imprese e startup femminili – Importo massimo finanziabile 2.500.000 euro Link Dal 14/01/2014
Bando MISE per Investimenti Innovativi nelle imprese del Mezzogiorno – Macchinari Regime di agevolazione per programmi di investimento siano finalizzati all’acquisto di immobilizzazioni materiali ed immateriali avanzate da un punto di vista tecnologico, innovativi e in grado di accrescere i livelli di efficienza e/o di flessibilità nello svolgimento del business. Destinato ad imprese delle Regioni Convergenza. Sovvenzione rimborsabile a tasso zero per investimenti tra 200.000 e 3 milioni di euro. La percentuale da restituire varia a seconda della dimensione dell’impresa Link Dal 27/02/2014
Plafond Beni Strutturali Plafond per finanziamenti e contributi a tasso agevolato per micro, piccole e medie imprese con sede in Italia destinato all’acquisto di macchinari, impianti, beni strutturali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché l’acquisto di hardware, software e tecnologie digitali. Finanziamenti da 20.000 a 2 milioni di euro + Contributo MISE sugli interessi + Accesso al Fondo di Garanzia (copertura fino all’80% dei costi) Link Dal 31/03/14
Misura “Reti di Impresa” – Fondo PMI Regione Campania Bando per la concessione di contributi destinato ad aggregazioni di micro e PMI con sede operativa nel territorio campano, riunite in Contratto di Rete e composti da almeno tre imprese. Il progetto di rete dovrà essere finalizzato all’innovazione e/o all’incremento della competitività delle imprese aderenti alla Rete. Sono ammesse sia reti già costituite, che reti costituende (entro 30 gg dall’ammissione alle agevolazioni). Finanziamenti a tasso agevolato per importi comprese tra 100.000 e 1 milione di euro, a copertura del 100%del programma di investimento – durata 7 anni con 12 mesi di differimento Link Dal 08/09/14
Credito di Imposta per assunzioni di personale qualificato Introdotto dal Decreto Legge 83/2012, il credito di imposta per assunzioni di personale qualificato prevede procedure semplificate e accesso prioritario alle agevolazioni per startup innovative e incubatori certificati. Con Decreto Direttoriale del 28/07/2014 è stato predisposto il calendario per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni: – dal 15 settembre 2014 e fino al 31 dicembre 2014 per le assunzioni effettuate nel periodo dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2012;
– dal 10 gennaio 2015 per le assunzioni effettuate nell’anno 2013;
– dal 10 gennaio 2016 per le assunzioni effettuate nell’anno 2014.
L’agevolazione consiste in un credito di imposta del 35% del costo aziendale sostenuto (fino a un limite di 200 mila euro annui per ciascuna impresa) per le assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato, con laurea magistrale o in possesso di dottorato di ricerca, da impiegare in attività di ricerca e sviluppo. Link Dal 15/09 al 31/12/14
Bando Disegni +2 Il Bando del MISE e Unioncamere prevede una dotazione complessiva di 5 milioni di euro, destinati ad agevolazioni per micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e con sede legale e operativa in territorio italiano, per il supporto a progetti di valorizzazione di un disegno/modello, singolo o multiplo Contributo in conto capitale, a copertura massima dell’80% delle spese ammissibili (fino a 65.000 € per la fase di produzione e fino a 15.000 € per la fase di commercializzazione) Link Dal 06/11/14
Smart&Start Italia Lo strumento del MISE prevede la possibilità di agevolazioni per start-up innovative su tutto il territorio nazionale in possesso dei seguenti requisiti:
essere costituite da non oltre 48 mesi dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, essere imprese di piccola dimensione, avere sede legale e operativa sul territorio nazionale italiano. Possono partecipare anche team di persone fisiche che intendono avviare una start-up innovativa e cittadini stranieri in permesso del Visto Start-up.
Finanziamenti a tasso agevolato per piani di investimento da un minimo di 100.000 a un massimo di 1,5 milioni di euro. Le percentuali del finanziamento variano tra il 70% e l’80%. Link Dal 16/02/15
DigitalOn Contest promosso da Aviva e Polihub destinato a progetti innovativi con focus sul miglioramento della produttività di professionisti, imprenditori e PMI, con particolare attenzione alla protezione delle attività e all’assicurazione del business. La partecipazione è aperta a persone fisiche (singolarmente o in team), sviluppatori, startup avviate da non oltre 5 anni e imprese già consolidate con un progetto innovativo. 12 mesi di accelerazione a Polihub e accesso al programma di accelerazione Startup Program del MIP – Politecnico di Milano + Premi Speciali Link 11/01/15
StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo – Fashion & Design Call per startup innovative con soluzioni tecnologiche avanzate in ambiti afferenti all’industria della moda e del design: tecnico-tessile, accessori, gioielli, lifestyle, soluzioni retail, 3D printing, service design, industrial design, arredamento, illuminazione, crowdsourcing creativo, etc. BootCamp Weekend / Deal Line-Up / Investor Arena Meeting Link 11/01/15
Programma INCENSe – Call Start Up Green Bando riservato a startup, PMI e team di persone fisiche con un progetto incentrato sullo sviluppo di innovazioni tecnologiche market-oriented che rendano il settore dell’energia più smart ed efficiente. Tra i settori elencati dal Bando si segnalano: Energy efficiency & Home automation; Energie rinnovabili; E-mobility e Ciber Security. Finanziamenti fino a 150.000 € + percorso di incubazione di 6 mesi Link 15/01/15
EGS Call for Project Call di EGS e Mind The Bridge per startup e talenti con progetti innovativi web based in tema eGovernment e eProcurement destinati alla PA italiana. Sono previsti tre vincitori. Collaborazione con EGS per lo sviluppo del progetto con possibilità di acquisizione, investimento o partnership Link 18/01/15
NòvaGrant 19 grant da 3.000 euro ciascuno per altrettante borse di studio dedicate a chi vuole cimentarsi nella narrazione dell’innovazione in 8 città italiane. L’iniziativa è aperta a studenti o laureati da non oltre 12 mesi nelle Università della Regione di appartenenza della città prescelta. Borse di studio della durata di 6 mesi e del valore di 3.000 € Link 31/01/15
StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo – Red, Green & White Biotech Call per startup innovative con idee riconducibili ai seguenti settori: life sciences, diagnostica, drug discovery & delivery, terapia e trattamenti, biotecnologie per l’ambiente e l’agricoltura, biotech per le applicazioni industriali, biomateriali e biocarburanti, biotech marino. BootCamp Weekend / Deal Line-Up / Investor Arena Meeting + Roadshow Internazionale Link 15/02/15
StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo – Healthcare & Medical Devices Call per startup innovative con idee riconducibili ai seguenti settori: prevenzione delle malattie; diagnosi, trattamento e terapie; chirurgia; strumentazioni di laboratorio; impianti e protesi; salute e riabilitazione; etc. BootCamp Weekend / Deal Line-Up / Investor Arena Meeting Link 15/02/15
H-Camp Spring 2015 Call for startup per l’accesso al programma di accelerazione internazionale di H-Farm, aperto alle 10 migliori startup in fase pre-seed con un progetto in una delle seguenti aree: Fashion & Design; Food & Wine; Travel & Tourism; Retail Experience (online e offline); Internet of Things (smart home e connected cars). Programma di accelerazione + 10.000 € in contanti Link 15/02/15
Brilliant Young Entrepreneurs Concorso nato su iniziativa di Junior Achievement Italia, Hyundai Italia e Fondazione Italiana Accenture aperto a studenti italiani e stranieri iscritti un Corso di Laurea, un Master o un Dottorato di Ricerca presso qualsiasi università o scuola di specializzazione post – diploma italiana, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, residenti in Italia e in possesso di un’idea imprenditoriale da trasformare in una vera attività di impresa 15.000 € a fondo perduto Link 16/02/15
Culturability – Spazi d’innovazione sociale Call per progetti di innovazione culturale con un forte impatto sociale aperta a: organizzazioni senza scopo di lucro composte in maggioranza da giovani Under 35; reti di organizzazioni non profit, anche per progetti in partnership con soggetti con sede all’estero, istituzioni ed enti pubblici, soggetti imprenditoriali, in cui le singole organizzazioni coinvolte prevedano un organo amministrativo, direttivo o consiliare composto in maggioranza da Under 35; team informali in cui tutti i componenti abbiano età compresa tra i 18 e i 35 anni. 6 premi da 60.000 € ciascuno (di cui 40.000 € a fondo perduto + 20.000 € in servizi di incubazione) Link 28/02/15
Arch Grants Global Startup Competition Call globale per il programma di accelerazione statunitense di Arch Grant, aperto a startup innovative di tutti i settori, per team disponibili a stabilirsi per almeno un anno a St Louis. Percorso di accelerazione + 50.000 $ in contanti Link 31/03/15

A cura di Technapoli, un ciclo di seminari su innovazione e proprietà industriale a Napoli

Il Consorzio Technapoli organizza a Napoli un ciclo di seminari per imprese, professionisti e startupper sull’innovazione e la proprietà industriale: nelle prossime settimane si terranno due incontri della durata di 12 ore ciascuno. Il tema trattato il 10 e 11 giugno è “Tutelare la Proprietà Industriale e proteggersi dalla contraffazione, con particolare riferimento all’area BRIC“, mentre il secondo incontro è previsto per il 17 e 18 giugno ed avrà come tema portante i “Contratti di sfruttamento delle tecnologie e contratti di utilizzo dei marchi“.

I seminari tratteranno gli argomenti in questione da un punto di vista sia teorico che operativo, con esempi e casi di studio, allo scopo di fornire una panoramica completa sugli strumenti giuridici che consentono la tutela dell’innovazione tecnologica e dei marchi d’impresa e sulle strategie finalizzate a proteggere tali asset aziendali.

Il ciclo di seminari del Consorzio Technapoli è anche un’occasione per conoscere meglio il nuovo Pacchetto Innovazione del MISE, nel quale rientra anche la riapertura del bando “Incentivi per il Design” di cui abbiamo parlato ieri in questo post. Durante gli incontri, infatti, saranno illustrati gli incentivi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per supportare il deposito e l’industrializzazione di brevetti, marchi e modelli. I partecipanti a ciascun seminario riceveranno inoltre un attestato di partecipazione ed una guida agli incentivi MISE che rientrano nel Pacchetto Innovazione.

La partecipazione al seminario è totalmente gratuita, previa registrazione on-line con la compilazione dell’apposito form.

Napoli, 07/06/2013

Agevolazioni alle imprese: riapre il 10 giugno il Bando “Incentivi per il Design”

Con una Comunicazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 giugno 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico rende nota la riapertura del Bando “Incentivi per il Design”: sarà possibile presentare le domande di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 10 giugno 2013.

La riapertura riguarda la Misura B, “Incentivo per lo sfruttamento economico dei titoli di proprietà industriale”, del bando per la concessione di agevolazioni per il design a favore di micro, piccole e medie imprese, pubblicata in G.U. n. 179 del 3 agosto 2011 e sospesa nel dicembre dello stesso anno.

Il programma Incentivi per il Design nasce per favorire il ricorso alla registrazione dei titoli di proprietà industriale e il loro sfruttamento economico attraverso agevolazioni, concesse secondo la procedura a sportello, a micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia regolarmente iscritte al Registro delle Imprese.

Lo strumento si articola in due linee di intervento: la Misura A, che prevede un premio per il deposito, cioè per la registrazione nazionale, comunitaria ed internazionale di nuovi modelli e disegni industriali, e la Misura B, che prevede incentivi per lo sfruttamento economico dei modelli/disegni industriali.

La riapertura dei termini, a partire dal 10 giugno 2013, riguarda quindi la seconda delle misure del programma. La Misura B è destinata alle imprese che intendono qualificare la propria produzione introducendo sul mercato prodotti innovativi, e/o che vogliono commercializzare i propri titoli di proprietà industriale (per esempio mediante cessione delle licenze).
Possono quindi presentare domanda le micro, piccole e medie imprese italiane con un progetto di sfruttamento economico di un modello/disegno industriale per il quale sia stata depositata una domanda di registrazione, oppure un disegno/modello da realizzare ex novo.

Gli incentivi si sostanziano in un contributo in conto capitale che potrà coprire fino all’80% delle spese ammissibili, mentre gli importi massimi previsti variano in base alle diverse fasi progettuali. L’Avviso prevede infatti tre fasi:

fase B.1 (limite massimo del contributo 10.000 euro): area progettazione e ingegnerizzazione, volta all’acquisizione di servizi specialistici esterni volti alla realizzazione di un nuovo modello/disegno industriale, e al successivo deposito della domanda di registrazione,
fase B.2 (limite massimo del contributo 60.000 euro): area produzione, per l’acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la messa in produzione di nuovi prodotti a esso correlati,
fase B.3 (limite massimo del contributo 10.000 euro): area commercializzazione, diretta all’acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la commercializzazione del titolo di proprietà industriale.

L’erogazione del contributo è legata al raggiungimento degli obiettivi intermedi e al completamento delle singole fasi del progetto, anche se l’Avviso prevede la possibilità di svincolare la prima tranche del contributo (di importo massimo pari al 50% dell’intero finanziamento) previa presentazione di apposita fideiussione bancaria (come previsto dall’art. 11 del Bando).

Nella Comunicazione del MISE, si specifica che ulteriori informazioni sugli incentivi e le agevolazioni  sono disponibili ai seguenti link:
www.sviluppoeconomico.gov.it
www.uibm.gov.it
www.incentividesign.it

Il testo integrale del Bando è invece disponibile qui.

Napoli, 06/06/2013

Il progetto di Vertis: un nuovo incubatore e 60 milioni di euro per le start up

Il 17 e 18 maggio si è tenuto a Napoli il ConvegnoIl ruolo del Venture Capital nello sviluppo economico del Mezzogiorno” organizzato dalla società partenopea di Venture Capital Vertis SGR.
Dagli interventi dei relatori, tra cui il vice presidente di Confindustria Enzo Boccia, Rocco Corigliano della Fondazione Cariplo e il presidente del FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti) Dario Scannapieco, emerge una grande attenzione per il mondo delle start up innovative e più in generale per le PMI, considerate fondamentali per dare all’Italia un ruolo importante nel sistema competitivo globale.
Secondo le personalità intervenute, infatti, è necessario rinnovare il più possibile il sistema strutturale del nostro Paese, grazie a misure di sostegno all’imprenditoria innovativa, tra cui la normativa relativa appunto al venture capital.
In particolare, la Fondazione Cariplo è una sostenitrice delle start up innovative, come dimostra l’investimento di oltre 250 milioni di euro effettuato nel settore: Cappellini spiega, infatti, che Cariplo ha “impiegato tutti i fondi disponibili per sostenere startup e centri di eccellenza. In giro per l’Italia ci sono molte realtà di questo tipo, ma pochissimi attori pronti a sostenere“.

In questo quadro si inserisce il nuovo progetto di Vertis SGR, annunciato proprio durante il Convegno del 17 e 18 maggio, che prevede la costruzione di un nuovo incubatore di start up innovative a Napoli e il lancio di un nuovo fondo di investimento.

Il nuovo incubatore di Napoli nasce dalla collaborazione tra:

  • Vertis, che si occuperà dello scouting di idee innovative e degli investimenti;
  • La scuola di management IPE, per la formazione degli startupper;
  • Il Denaro, che si occuperà della comunicazione.

Lo scopo, come dichiarato da Antonio Ricciardi, direttore scientifico dell’Ipe, è quello di “fare in modo di evitare che i nostri migliori innovatori siano costretti a emigrare, come purtroppo ancora oggi accade“.

Durante il Convegno del 17 e 18 maggio, inoltre, Amedeo Giurazza (numero uno di Vertis SGR) ha dichiarato l’intenzione di istituire un nuovo fondo di finanziamento per le start up: “pensiamo di approvarlo in consiglio di amministrazione nelle prossime settimane, anche prendendo spunto dalla definizione di start up innovativa introdotta dal Decreto Sviluppo di fine 2012, nel quale sono previsti anche incentivi fiscali per gli investitori in fondi di Venture Capital”.

Il nuovo fondo si chiamerà quasi sicuramente Vertis Venture 2 ed avrà una dotazione pari a 60 milioni di euro: il precedente, invece, ha effettuato investimenti per 40,5 milioni.
A differenza del primo fondo di Vertis, che era focalizzato su aziende del Mezzogiorno, il nuovo fondo potrà investire su tutto il territorio nazionale anche attraverso investimenti seed, quindi con importi più modesti, di un valore compreso tra i 50mila e i 300mila euro.

Fonte: Il Denaro

Napoli, 20/05/2013

La Commissione Europea e l’iniziativa “CIP Eco-Innovation”: nuova call for proposal.

L’iniziativa “CIP Eco-Innovation First Application and Market Replication Projects” della Commissione Europea è un programma per l’assegnazione dei fondi UE che prevede ogni anno la selezione di progetti imprenditoriali caratterizzati da una comprovata utilità in campo ambientale, ma non ancora pienamente commercializzati a causa della presenza di rischi residui.

Al momento è in corso la call per il 2013, che resterà aperta fino al 5 settembre 2013. E’ possibile candidarsi esclusivamente on line, inviando i progetti al seguente link: http://ec.europa.eu/environment/eco-innovation/apply-funds/application-pack/index_en.htm.

I partecipanti potranno ottenere sovvenzioni per ricoprire fino al 50% dei costi ammissibili di ciascun progetto, allo scopo di superare le barriere esistenti ad una maggiore penetrazione nel mercato, trasformando i migliori prodotti e servizi green in futuri successi dell’eco-innovazione europea. Il fondo messo a disposizione dalla Commissione Europea per il 2013 è di circa 31,6 milioni di euro. I progetti devono avere una durata massima di 36 mesi.

Sono ammessi progetti provenienti da persone giuridiche con sede in uno dei 27 Paesi Membri, o in uno degli Stati previsti dal CIP (Competitiveness and Innovation Framework Programme). Verrà data priorità ai progetti presentati da Piccole e Medie Imprese: questo aspetto è pienamente in linea con gli obiettivi delle politiche comunitarie per lo sviluppo economico europeo delineato da Horizon 2020 e attuato attraverso strumenti come il programma EIP (Entrepreneurship and Innovation Programme), nell’ambito del quale nasce l’iniziativa CIP Eco-Innovation.

Tra le caratteristiche generali dei progetti, ritroviamo innanzitutto il carattere dell’innovatività. I progetti devono inoltre apportare evidenti e sostanziali vantaggi a sostegno degli obiettivi di politica ambientale dell’Unione Europea, tenendo in considerazione le peculiarità e problematiche economiche.
I prodotti/servizi derivanti dai progetti dovranno apportare significativi miglioramenti ambientali, essere replicabili e con ampi margini di redditività. I vantaggi ed il valore aggiunto dei progetti devono essere tali da assumere una rilevanza non solo a livello europeo, ma anche internazionale. E’ inoltre indispensabile che i progetti siano ben strutturati da un punto di vista tecnico e gestionale e che non rientrino nei criteri di esclusione indicati dal Bando.

La Commissione Europea indica una serie di ambiti di intervento prioritari per la call of proposals 2013:

Material recycling: il riciclaggio dei rifiuti è un aspetto molto importante per la politica ambientale comunitaria, tanto che l’UE ha emanato una direttiva quadro sull’argomento (Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio). I progetti dovranno pertanto essere pienamente coerenti con tale direttiva, e dovranno presentare carattere di innovatività. Tra le azioni da sostenere indicate nel Bando, ritroviamo quelle volte a migliorare la qualità dei materiali riciclati; quelle per la creazione di prodotti innovativi che utilizzano materiali riciclati; le innovazioni di business finalizzate al rafforzamento della competitività delle industrie di riciclaggio.

Sustainable building products: l’attenzione ai prodotti per l’edilizia sostenibile è un aspetto molto importante per tenere sotto controllo l’impatto ambientale. L’edilizia rappresenta infatti il settore industriale a più alto impatto in termini di consumo di materie prime e conseguentemente di rifiuti. Inoltre, è causa di inquinamento dell’aria e dell’acqua e può avere ricadute anche in termini di efficienza energetica. Per questo motivo, l’UE intende dare priorità ai progetti che sviluppano prodotti e processi per l’edilizia ad elevato livello di sosteniblità.

Food and drink sector: il settore alimentare contribuisce in media per circa il 20-30% all’impatto ambientale derivante dai consumi privati. Le azioni cui il Bando darà priorità sono quelle che contribuiranno alla creazione di prodotti, servizi e processi più puliti con particolare attenzione all’utilizzo delle materie prime, ai metodi e materiali di imballaggio, a processi che riducano la produzione di rifiuti e che siano finalizzati all’efficienza dei consumi idrici e delle emissioni di gas serra. Saranno tenuti in ampia considerazione, inoltre, i progetti che ridurranno l’impatto ambientale grazie a nuovi servizi logistici, di distribuzione e inerenti le decisioni d’acquisto dei consumatori.

Water: L’UE è alla ricerca di progetti incentrati sull’efficienza idrica che riescano a ridurre i consumi di acqua di almeno il 30%. Si tratta di un tema particolarmente sentito a livello comunitario, che ha adottato nel novembre 2012 un Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee. In seguito, nel dicembre 2012, dall’adozione del Piano strategico di attuazione (SIP) del PEI per l’Acqua, che stabilisce l’ordine del giorno per lo sviluppo di soluzioni innovative per far fronte a sfide idriche. I progetti dovranno offrire soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate per il riutilizzo ed il riciclaggio delle acque, il trattamento delle acque reflue, il risparmio idrico.

Greening businesses: obiettivo di questo ambito di intervento è sostenere le piccole e medie imprese del settore green che vogliano modificare in un’ottica di miglioramento delle prestazioni ambientali i propri processi produttivi, tenendo in considerazione la necessità di adattamento ai cambiamenti climatici. I progetti potranno prevedere la progettazione, realizzazione e diffusione sul mercato di prodotti e servizi innovativi in ​​grado di ridurre gli impatti ambientali e utilizzare meno risorse; potranno essere finalizzati alla sostituzione delle materie prime con materie innovative che riducono l’impatto ambientale e consentono una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse (ad esempio, prodotti a base biologica); potranno essere incentrati sullo sviluppo di processi produttivi sostenibili, innovativi e replicabili.

I criteri di selezione previsti dal Bando sono i seguenti:

  1. Pertinenza delle azioni proposte in vista degli obiettivi previsti dal bando (Innovazione e Ambiente): in particolare verrà valutata la coerenza con le politiche europee previste in materia,
  2. Qualità delle azioni proposte: i progetti dovranno essere corretti e sostenibili da un punto di vista tecnico e gestionale;
  3. Impatto sul target di riferimento, replicabilità e impatto sul mercato;
  4. Budget e costi: indica la coerenza e la sostenibilità economico-finanziaria dei progetti;
  5. Valore aggiunto europeo: in termini di benefici, ampiezza del mercato di riferimento, cooperazione al progetto.

Come accennato, i progetti potranno essere inviati entro le 17:00 del 5 settembre 2013 (Ora locale di Bruxelles). Entro Marzo 2014 saranno comunicati i progetti vincitori, mentre l’erogazione dei finanziamenti è prevista per Maggio 2014.

Napoli, 15/05/2013

Opportunità di finanziamento per le imprese campane: il Fondo Jeremie

Jeremie è l’acronimo che sta ad indicare il fondo Joint Europe Resources for Micro to Medium Enterprises, nato su iniziativa della Commissione Europea e sviluppato in collaborazione con il Fondo Europeo per gli Investimenti per facilitare l’accesso al credito delle Piccole e Medie Europee nelle aree di riferimento. E’ importante specificare subito che il Fondo non viene erogato direttamente alle imprese, ma passa attraverso una serie di partner identificati tra gli intrmediari finanziari delle varie aree cui il fondo è destinato.
Si tratta di uno strumento di finanziamento esistente già da alcuni anni, che in Campania ha messo a disposizione negli ultimi due anni circa 18 milioni di euro e per il quale è stata aperta una nuova Manifestazione di Interesse dal 5 al 30 aprile 2013 destinata agli intermediari finanziari che da qui al 2015 vogliano diventare partner di Jeremie Campania. L’Europa prevede quindi di destinare nuove risorse al fondo, per cui è interessane capirne i meccanismi di funzionamento e le modalità di accesso.

Prima di tutto è possibile individuare una caratteristica imprescindibile per le imprese che intendono beneficiare del Fondo Jeremie: la scelta di effettuare nuovi investimenti che promuovano l’innovazione e lo sviluppo del tessuto economico di riferimento. Si tratta quindi di imprese che potremmo definire virtuose, nel senso che operano nel rispetto di criteri di sostenibilità economica e ambientale.
Tale aspetto è ancora più evidente per il Fondo Jeremie Campania, come deducibile dal fatto che nella Manifestazione di Interesse cui si è fatto cenno i settori prioritari di intervento previsti sono ICT, artigianato, attività culturali, servizi per il benessere e la cura della persona.

Gli obiettivi del Fondo dichiarati a livello comunitario specificano che esso è destinato sia alla creazione di nuove imprese che all’espansione di imprese già esistenti, e che gli investimenti possono avere le seguenti finalità:

  • modernizzare e diversificare le attività, sviluppare nuovi prodotti, assicurare e ampliare l’accesso al mercato;
  • finanziare la ricerca e lo sviluppo orientati al trasferimento di tecnologie, innovazione e imprenditorialità;
  • perseguire la modernizzazione tecnologica delle strutture produttive per poter raggiungere gli obiettivi delle economie a bassa emissione di anidride carbonica;
  • creazione e salvaguardia di posti di lavoro sostenibili.

Il Fondo Jeremie Campania è destinato in particolare a micro, piccole e medie imprese con sede legale e/o unità produttiva nel territorio regionale (requisito fondamentale che dovrà essere mantenuto per tutta la durata del finanziamento), anche in forma cooperativa e in consorzi, operanti nell’indstria, nell’artigianato, nel commercio, nel turismo e nei servizi con particolare riferimento ai seguenti settori:

  • tecnologie informatiche;
  • automotive;
  • biotecnologie;
  • aerospaziale;
  • agro-alimentare;
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili.

In Campania, i partner dell’iniziativa sono Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale e Banca Unicredit. Il meccanismo di finanziamento è un mutuo per cifre da 10.000 a 1.500.000 € per ciascuna impresa, della durata massima di 8 anni (elevabili a 10), di cui una quota del 45% a tasso zero, e il restante 55% a tasso variabile.
Riguardo alle attività finanziabili, tra esse rientrano costi e immobilizzazioni materiali e immateriali, incremento del capitale circolante per sviluppo dell’attività e fabbisogni di gestione e spese relative al puro capitale circolante, che siano finalizzate allo stabilimento, al rafforzamento, all’espansione, ad attività di business nuova o esistente delle PMI del territorio.
Le domande devono essere presentate presso le Sedi Unicredit (l’elenco è disponibile qui), fino ad esaurimento fondi, e dovranno essere corredate di una serie di documenti tra cui un Business Plan che descriva il piano progettuale dell’impresa.

Per maggiori informazioni:

Napoli, 18/04/2013

Approfondimenti: Il Fondo per la Crescita Sostenibile

Con il Decreto interministeriale emanato l’8 marzo 2013 è definitivamente operativa la Riforma degli Incentivi alle imprese varata con il Decreto Sviluppo nel giugno 2012. Il provvedimento introduce una serie di misure di semplificazione nell’accesso agli incentivi per le imprese, allo scopo di stimolare la realizzazione di interventi che abbiano carattere di innovatività, favoriscano la crescita dell’occupazione e la competitività anche a livello internazionale delle aziende, disciplinando le modalità di intervento del nuovo Fondo per la Crescita Sostenibile, dell’ammontare di 600 milioni di euro, a cui potranno aggiungersi i finanziamenti agevolati di Cassa Depositi e Prestiti, il cui effettivo ammontare sarà determinato con un ulteriore decreto di concerto con il Ministero dell’Economia in corso di adozione.

Dal proprio sito internet, il MISE definisce il Fondo per la Crescita Sostenibile come uno strumento che consente di “avviare una innovativa modalità di interventi in favore della competitività delle imprese, introducendo profonde innovazioni dei meccanismi di intervento che consentono:

  • di focalizzare i finanziamenti su pochi obiettivi ritenuti strategici per lo sviluppo del Paese: ricerca, sviluppo e innovazione; rafforzamento della struttura produttiva; internazionalizzazione delle imprese. 
  • di concentrare le risorse disponibili su un’unica fonte finanziaria, evitandone la dispersione su una pluralità di interventi,  utilizzando come strumento prevalente di intervento il finanziamento agevolato ed eliminando i contributi a fondo perduto.”

Il tutto allo scopo di inquadrare la politica di incentivazione italiana all’interno di una cornice europea.

Il Ministero di propone di sostenere i programmi e progetti che le imprese beneficiarie non avrebbero svolto in mancanza delle risorse messe a disposizione dal Fondo in questione, in particolare al comma 2 dell’art. 3 elenca le tre tipologie di interventi finanziabili, e cioè interventi diretti:

  • alla promozione di progetti di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
  • al rafforzamento della struttura produttiva del Paese, al riutilizzo degli impianti produttivi e al rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale;
  • alla promozione della presenza internazionale delle imprese e all’attrazione di investimenti all’estero.

Il Decreto stabilisce le seguenti quattro linee di intervento per l’utilizzo del Fondo:

  1. Interventi per la ricerca e sviluppo,
  2. Interventi per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese,
  3. Interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero,
  4. Interventi per progetti speciali.

Gli interventi per la ricerca e sviluppo saranno indirizzati a progetti diretti ad introdurre significamenti avanzamenti tecnologici finalizzati alla realizzazione/al miglioramento di prodotti, processi e servizi tramite lo sviluppo delle tecnologie previste dal Decreto: innanzitutto le ITC, seguono poi le Nanotecnologie, i Materiali avanzati, le Biotecnologie, la Fabbricazione e trasformazione avanzate e lo Spazio. E’ prevista la possibilità di presentare progetti proposti in maniera congiunta da più soggetti, previa stipula di un apposito contratto di rete (o altra forma contrattuale di collaborazione), che permetta di individuare chiaramente la suddivisione delle competenze (in termini di costi, spese, utilizzo dei risultati) e identifichi un soggetto capofila. E’ da sottolineare, inoltre, la previsione di specifiche priorità per alcune tipologie di progetto: ricordiamo in particolare i progetti che prevedono lo sviluppo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Gli interventi previsti dal Titolo III del Decreto sono quelli per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese: Il Fondo interverrà per finanziare i progetti in grado di incrementare la produttività e l’innovatività in settori che necessitano di un riposizionamento competitivo e riqualificazione dei sistemi di produzione e dei relativi prodotti. Si fa riferimento a progetti in grado di potenziare la produttività nelle aree territoriali depresse con particolare riferimento alle Regioni del Mezzogiorno ed a quelle aree del Paese che versano in una situazione di crisi industriale complessa.  La priorità di intervento riguarda in qesto caso le Regioni Convergenza, le PMI, i programmi che abbiano effetti positivi sul livello di occupazione e quelli che siano in grado di minimizzare gli impatti ambientali.

Gli interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero saranno sostenuti dal Fondo attraverso forme di raccordo con L’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese (ICE). I programmi realizzati dalle imprese devono essere volti a sviluppare piattaforme di e-commerce e di frinchising per le PMI, diffondere e tutelare il made in Italy nei mercati esteri, partecipare a menifestazioni, gare, fiere internazionali per la promozione delle eccellenze produttive italiane. Anche in questo caso, è prevista priorità per coloro che ricorrono allo strumento del contratto di rete, e in ogni caso per i programmi che coinvolgano in modo significativo le piccole e medie imprese.

Il Decreto prevede infine i cosiddetti Progetti Speciali: essi devono innanzitutto avere come ambito di riferimento specifiche aree tecnologiche-produttive ritenute strategiche per la competitvità del Paese. In secondo luogo, devono essere diretti alla riqualificazione competitiva di tali aree e devono sostenere la creazione di nuova occupazione e/o salvaguardare il livello occupazionale esistente. Il Ministero definirà un’apposita Proposta di Progetto Speciale che verrà sottoposta all’attenzione delle associazioni di categoria rappresentative delle imprese e degli altri soggetti nazionali, che daranno il proprio parere insieme ad altri soggetti pubblici e privati interessati. Tale Proposta verrà poi attuata dal MISE attraverso apposito decreto.

Il Decreto dell’8 marzo 2013 stabilisce, infine, la creazione di apposite sezioni del Fondo per ciascuna delle linee di intervento analizzate.

Riguardo alle modalità di accesso al Fondo, gli interventi previsti dal decreto verranno attuati con bandi e direttive pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Essi prevederanno l’ammontare delle risorse destinate a ciascun intervento, i requisiti di accesso dei beneficiari, le condizioni di ammissibilità e presentazione delle proposte di progetto, i termini di presentazione delle domande.  Normalmente le risorse verranno assegnate  con procedure di tipo negoziale salvo il ricorso a procedure valutative. In quest’ultimo caso il decreto impone di prevedere specifiche riserve di risorse a favore esclusivo delle micro, piccole e medie imprese e reti d’imprese. Da segnalare, inoltre, che gli interventi previsti sono tutti sotto forma di finanziamento agevolato: non sono previsti aiuti a fondo perduto, anche questo in vista dell’inquadramento della normativa italiana nel contesto di regolamentazione dell’Unione Europea.

Il testo integrale del Decreto 8 Marzo 2013 è disponibile al seguente link: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/decreto-8marzo2013.pdf

Napoli, 19 marzo 2013

Approfondimenti: Il Credito d’Imposta per PMI e #Startup

La Legge di Stabilità 2013 (Legge n. 228 del 24/12/2012) ha istituito, ai commi 95, 96 e 97 dell’art. 1, un Fondo per la concessione del Credito d’imposta per la Ricerca e Sviluppo, destinato in particolare alle piccole e medie imprese e con lo scopo di ridurre il cuneo fiscale.

Istituito presso la Presidenza del Consiglio, il Fondo è finanziato dalla progressiva riduzione degli stanziamenti di bilancio destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese. Nello specifico, il credito d’imposta è riservato alle imprese e alle reti d’impresa che affidano progetti di ricerca e sviluppo a università ed enti/organismi di ricerca o che realizzano investimenti nel settore.

L’istituzione del fondo avviene secondo criteri e modalità definiti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico: i Ministri sono tenuti a riferire alle Commissioni parlamentari competenti circa l’individuazione e la quantificazione dei trasferimenti e dei contributi concessi, ai fini dell’adozione delle conseguenti iniziative di carattere normativo. In attesa di queste ultime, facciamo il punto della situazione sulla recente normativa sul tema di che trattasi.

Il Fondo per il Credito d’imposta prevede due differenti agevolazioni:

  • Deduzione ai fini IRAP dei costi sostenuti per il personale addetto all’attività di ricerca e sviluppo;
  • Deduzione ai fini IRES dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo.

Il beneficio sarà assegnato fino a concorrenza delle risorse disponibili, pari a 25 milioni di euro per il 2012 e 50 milioni di euro per il 2013 e per gli anni seguenti. Sono previste agevolazioni per l’assegnazione dei fondi alle imprese che hanno sede nei territori colpiti dal terremoto del 2012 (con l’istituzione di una specifica riserva), ma soprattutto delle “corsie preferenziali” per le start-up innovative e gli incubatori certificati (così come definite all’art. 25 del Dl 179/2012), per i quali è introdotto un vincolo di destinazione delle somme stanziate nel momento in cui si avvicina il loro esaurimento.

Al momento è stato emanato il decreto interministeriale previsto per dare attuazione al credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato (art. 24 Dl 22 giugno 2012, n. 83), ovvero dei soggetti in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di una laurea magistrale, purché, in questo secondo caso, impiegato in specifiche attività di ricerca e sviluppo. Il provvedimento, oltre a disciplinare alcuni aspetti specifici del meccanismo agevolativo, ha chiarito definitivamente che il beneficio potrà essere richiesto e fruito per tutte le assunzioni a tempo indeterminato effettuate a partire dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del già richiamato decreto. Per gli anni successivi sono, invece, agevolabili i costi sostenuti per le medesime finalità a partire dal 1° gennaio di ciascuno di essi. Nel decreto si stabilisce che il beneficio si applica a tutte le assunzioni a tempo indeterminato, anche in caso di trasformazione di contratti a tempo determinato o di apprendistato.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 35% di tutti i costi aziendali sostenuti per il lavoratore (per esempio oneri fiscali e previdenziali), ma può essere fruito solo nel limite di 200.000,00 euro per anno. Il credito di imposta spettante deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale il beneficio è maturato e va utilizzato in compensazione, in base al Dlgs 241/1997, attraverso il modello F24. Il bonus non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile Irap e ai fini del calcolo del rapporto citato negli articoli 61 e 109, comma 5 del Tuir. Non è, inoltre, soggetto al limite annuale di utilizzo (pari a 250 mila euro).

Nonostante il decreto, però, l’incentivo non può ancora essere utilizzato o richiesto: sarà, infatti, necessario un ulteriore provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico, con cui definire i contenuti della domanda di accesso all’agevolazione e rese note le procedure per la sua presentazione. L’aiuto sarà assegnato mediante la procedura del “click day“, un’apposita piattaforma informatica creata per la gestione del Credito d’imposta, ma al momento non è stato ancora emanato il decreto che dovrà disciplinare nel dettaglio i contenuti delle domande e la procedura di inoltro delle stesse.

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