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Gobeyond: daSisalPay, un premio da 50.000 € per il miglior progetto innovativo di impresa

Gobeyond è il contest finalizzato alla selezione e al sostegno delle nuove idee imprenditoriali italiane lanciato da SisalPay allo scopo di ricercare i migliori progetti ad alto potenziale innovativo tra cui scegliere il vincitore, che sarà premiato con un contributo finanziario di 50.000 €.

Le selezioni sono aperte a singoli candidati e team di persone fisiche (residenti in Italia e maggiorenni) e a micro e piccole imprese già costituite, con sede nel territorio italiano.

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Gobeyond: 50.000 in premio per il miglior progetto innovativo di impresa

I progetti ammissibili a Gobeyond devono essere in possesso delle seguenti caratteristiche:

1) Innovazione: intesa come carattere innovativo di prodotto/processo/servizio e/o distribuzione;
2) Utilità: l’idea deve rispondere a bisogni chiaramente definiti;
3) Fattibilità: intesa come sostenibilità economica nel tempo;
4) Scalabilità: pur generando, innanzitutto, un ritorno positivo a livello nazionale, il progetto deve essere replicabile in ottica internazionale.

Non sono previste limitazioni dal punto di vista del settore merceologico di riferimento dei progetti di impresa.

Per partecipare a Gobeyond, i candidati dovranno presentare domanda di partecipazione on-line attraverso la piattaforma www.gobeyond.info entro la deadline fissata al 15 aprile 2015.

Dopo aver effettuato la registrazione al sito, i proponenti dovranno caricare un video della durata massima di un minuto dell’elevator pitch del progetto e compilare la scheda di dettaglio (nella sezione “Profilo”) contenente le informazioni utili sull’idea.

Fino all’8 maggio 2015, le idee caricate sulla piattaforma potranno essere votate dalla community attraverso il meccanismo dei “like” su Facebook. Il numero di like sarà uno dei criteri di valutazione di cui terrà conto la Commissione per scegliere i 3 progetti finalisti.

Durante il Wired Next Fest 2015, ospitato a Milano nella seconda metà di maggio, saranno annunciati i tre progetti finalisti che potranno inviare il Business Plan del proprio progetto entro e non oltre il 10 giugno 2015.

Tra i tre finalisti, la Commissione di Gobeyond sceglierà il progetto vincitore che si aggiudica un premio di 50.000 €: la prima tranche (pari al 30%) sarà erogata nel corso dei primi 6 mesi dalla proclamazione del vincitore. Durante i 6 mesi di avvio, il vincitore potrà beneficiare del supporto degli “Enabling Partner” di Gobeyond, tra cui figurano Google e Wired.
Entro il 31 dicembre 2015, infine, sarà erogato il restante 70% del Premio.

Per maggiori informazioni, per scaricare il Regolamento e partecipare a Gobeyond: http://www.gobeyond.info/

Napoli, 23/02/2015

GDG BootCamp pre-StartupWeekend: il 16 febbraio a Napoli si parla di Shared-Economy per startup e innovatori

N.B.: Evento Annullato

GDG Campania, il Google Developers Group attivo nella nostra Regione, è l’organizzatore di un interessante evento dedicato a startupper e innovatori: il BootCamp pre-StartupWeekend, che sarà ospitato lunedì 16 febbraio presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope (Centro Direzionale Isola C4 – Napoli).

Nato in collaborazione con UDU Napoli, il GDG BootCamp pre-StartupWeekend sarà focalizzato sul tema della Shared-Economy: un’occasione per discutere insieme e confrontarsi sul modello che si propone di rispondere alle sfide della crisi attraverso la promozione di forme di consumo più consapevoli, anche attraverso il riuso.

Il BootCamp pre-StartupWeekend si ricollega alle tematiche del prossimo Startup Weekend Napoli, che sarà ospitato da Città della Scienza dal 20 al 22 febbraio e sarà incentrato proprio sul tema della Shared-Economy, della cooperazione, della condivisione e della flessibilità.

La Shared-Economy si conferma come un tema molto attuale per il mondo delle startup e dell’innovazione, nella consapevolezza che la collaborazione e la condivisione di beni, servizi, dati e abilità rappresenta un forte valore aggiunto per la comunità.

Nell’ottica tipica della Shared-Economy, le persone non vengono più viste come semplici consumatori, ma come produttori di contenuti: in questo scenario, le nuove tecnologie assumono un ruolo fondamentale e diventano sempre più utili le tecniche di prototipazione veloce del software.

Su queste basi nasce il GDG BootCamp pre-StartupWeekend, che prevede la partenza delle Registrazioni alle ore 10:00 di lunedì 16 febbraio: dopo i Saluti Istituzionali (a cura di GDG Campania – Università degli Studi di Napoli “Parthenope” – UDU Napoli – SWE Team) e un’introduzione al workshop, si alterneranno showcase e sessioni dedicate ai più moderni strumenti proposti da Google e Intel.

Nel dettaglio, il Programma del BootCamp prevede:

10:45 – Android Case Studies
Analisi delle varie applicazioni basate su API e degli strumenti (su Android) utili a massimizzare lo user engagment.

11:15 – Multiplatform Approach & Intel XDK
Talk dedicato alla progettazione e sviluppo di app native o multipiattaforma

11:45 – Pausa Networking

12:00 – Modern Frontend Workflow
Momento dedicato al mondo front-end, ai tools e alle utility in grado di automatizzare il lavoro per massimizzare la produttività e l’efficienza del lavoro

12:30 – Cloud Computing and Google App Engine
Presentazione sul cloud computing e sulla creazione di web app ad alta efficienza con Google App Engine

Tra gli speaker che si alterneranno durante la giornata, ricordiamo: Patrick Guido Arminio e Luigi De Rosa (Roll Studio), Valentina De Vivo (ITDM), Fabrizio Lapiello (012Factory) e Vincenzo Santopietro (Università degli Studi di Napoli Parthenope).

Napoli, 12/02/2015

Ancora pochi giorni per partecipare a “Call for Youth”: percorsi formativi Digital per giovani under 30

La Fondazione Mondo Digitale, in collaborazione con Google, ha lanciato un’interessante iniziativa dedicata a giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni interessati ad acquisire e accrescere le proprie competenze nel mondo digitale: un’occasione importante per chi si affaccia nel mondo del lavoro attuale, sempre più incentrato su temi quali il digital manifacturing, l’innovazione, il gaming e la stampa 3D.

L’iniziativa è chiamata “Call for Youth” e consiste nella possibilità di partecipare a percorsi formativi su quattro tematiche:

– percorso per imparare ad usare la laser cut e la stampante 3D e gli strumenti tipici di un FabLab;
– attività di videomaking con animazione 3D ed effetti visuali;
game development e l’interactive storytelling;
– percorsi sulla tecnologia immersiva e la realtà aumentata.

I giovani che avranno accesso a Call for Youth potranno scegliere tra due diverse tipologie di percorso intensivo, entrambe della durata di una settimana:

PERCORSO ALL4ALL: La durata del percorso è di una settimana (da lunedì a venerdì) e i partecipanti seguono tutti e quattro i percorsi formativi previsti per un totale di 22 ore. Ogni giorno è previsto un laboratorio diverso per un percorso intensivo che tocca i vari aspetti dell’economia digitale.

PERCORSO ONE4ONE: Anche in questo caso, la durata è di una settimana (da lunedì a venerdì), ma ci si concentra su un solo percorso formativo a scelta (per un totale di 22 ore, comprese 16 ore di laboratorio).

Le lezioni si terranno nella sede della Fondazione Mondo Digitale a Roma (Via Quadraro 102 – Quartiere Tuscolano) a partire dal 2 marzo 2015: le iscrizioni sono aperte ancora per pochi giorni, fino al 15 gennaio.

Napoli, 13/01/2015

Design Thinking e Lean Startup: due approcci differenti con ampie possibilità di integrazione

Alcuni giorni fa Matias Honorato, startupper cileno founder di SlidePick, ha pubblicato nel suo blog un resoconto del recente incontro tra Eric Reis, autore di “The Lean Startup”, Tim Brown, CEO di IDEO e autore di “Change by Design” e Jake Knapp, partner di Google Ventures: la loro conversazione era incentrata sui concetti di Lean Startup e Design Thinking, ed era finalizzata a scoprire quanto i due processi possono convergere nella gestione di una startup consentendo di ottenere ottimi risultati.

Prima di tutto, Honorato riassume brevemente i due concetti in questione, servendosi delle parole dei due autori:

– Il Design Thinking è la capacità di pensiero integrato, finalizzato a fornire un’esperienza soddisfacente attraverso la partecipazione di tutti. In questo senso, è possibile affermare che il Design è un processo che attraversa le seguenti fasi: Understand – Observe – Point of view – Ideate – Prototype – Test.
Si tratta, quindi, di un processo basato sulla comprensione e l’osservazione dei fatti e dei punti di vista di ognuno, per poi procedere con l’ideazione e la costruzione di un prototipo da testare sul mercato.

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– L’approccio Lean Startup, invece, può essere rappresentato come un modello circolare, nel quale le tre fasi fondamentali sono: Build – Measure – Learn. Nel modello di Reis, infatti, lo startupper deve imparare ciò che i clienti vogliono realmente dal prodotto, basandosi su fatti reali, e non ciò che dicono di volere o che l’imprenditore pensa possano volere.
Il processo circolare di Lean Startup, quindi, passa dall’idea alla costruzione di un prodotto, prosegue con la misurazione dei risultati ottenuti sul mercato (raccolta dati) e infine con la fase di comprensione (Learn), per poi ripartire da una nuova concezione dell’idea basata sulla conoscenza dei dati.

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Basandosi sulle definizioni, a prima vista i due approcci sembrano totalmente differenti: sia per il modo in cui rappresentano il processo produttivo, sia per le attività che compongono tale processo.
Mentre il Design Thinking può essere visto come un processo per trovare soluzioni creative a problemi complessi e specifici per le esigenze dei clienti, l’approccio Lean Startup è una sorta di framework da utilizzare per startup che abbiano intenzione di sviluppare un’idea o una vision già esistente, per la quale sia già stata identificata una nicchia di mercato.

In ogni caso, seppure con queste differenze, gli approcci in questione si intrecciano su una base comune: entrambi possono essere definiti, come fa lo stesso Honorato, “Customer Centric Innovations”, ossia innovazioni incentrate sul cliente.
In tal senso, bisogna pensare ad ogni processo innovativo (che sia la costruzione di un’automobile da parte di una grande multinazionale, o una startup “low budget” nata in un garage) come ad una serie continua di test ed esperimenti, finalizzati a comprendere ed imparare dal mercato per modificare i nostri presupposti iniziali, modellando il prodotto per risolvere il problema di una specifica nicchia di clienti.

Inoltre, entrambi i processi servono ad evitare di proporre al mercato prodotti non desiderabili, di cui nessuno ha bisogno: si può dire che il motto alla base del Design Thinking e dell’Approccio Lean sia “Fail fast, succeed faster”, un continuo provare e sbagliare, per convalidare al meglio la soluzione, l’idea, il prodotto di una startup.

Una volta identificate le similitudini tra i due concetti, è possibile capire in che modo integrarli per ottenere i migliori risultati da entrambi: per farlo, occorre prendere la parte migliore di ciascun approccio e collegare gli elementi.
Secondo Jake Knapp (il quale ha spiegato che l’approccio integrato è quello utilizzato da Google Ventures, che prende il nome di Design Sprint), dall’approccio Lean Startup occorre prendere il processo di iterazione veloce e gli anelli di retroazione, legando il tutto alle valutazioni metric-based. Tutto ciò va poi collegato ai metodi di ricerca qualitativa utilizzati nel Design Thinking, per comprendere meglio come personalizzare il prodotto sulla base delle esigenze dei clienti.

Si ottiene così un nuovo approccio, che Honorato definisce nel modo seguente: Design Thinking + Lean Startup = “Thinking Startup”.
Naturalmente, l’autore del post avverte che questa non è una sorta di formula magica che assicura il successo di una startup: un approccio del genere va visto non come un processo di step consecutivi da seguire, bensì come un framework, un quadro di riferimento, all’interno del quale ogni startup deve compiere i propri passi e rischiare il successo o il fallimento.

In conclusione, l’integrazione tra Lean Startup e Design Thinking offre nuovi, importantissimi strumenti ad una startup che voglia sviluppare la propria idea e le proprie potenzialità di business: ma non assicura in alcun modo il successo, che in ogni caso dipende in larga misura dal team e dalle caratteristiche del mercato.

Il post originale di Honorato è disponibile qui: http://www.mhonorato.com/desing-lean-thinking-startup/

Napoli, 30/07/2014

Google Ventures e Seedcamp: due nuovi fondi di investimento in arrivo per le startup europee

Negli ultimi giorni sono ben due le buone notizie per le startup europee in cerca di finanziamenti: Google Ventures e Seedcamp metteranno a disposizione dell’ecosistema europeo i propri fondi di investimento per i migliori imprenditori del Vecchio Continente. In entrambi i casi, le decisioni sono motivate dalle grandi potenzialità intraviste nel settore dell’imprenditorialità innovativa in Europa.

Google Ventures ha infatti annunciato alcuni giorni fa il lancio del proprio fondo di 100 milioni di dollari dedicato a startup europee nel settore hi tech. Il fondo dovrebbe rappresentare un primo passo del progetto di investimento di Google in Europa: per sottoporre i progetti, come consiglia Wired in questo articolo, è fondamentale mettersi in luce agli occhi di Google sfruttando al massimo il passaparola on-line, in particolare sui social network.
Inoltre, è consigliabile presenziare agli eventi che Google organizza in diverse città, per farsi conoscere e iniziare ad accedere al network del colosso americano. Al momento non è ancora stato pubblicato un calendario di eventi in Europa.

La seconda buona notizia proviene invece dall’acceleratore londinese Seedcamp, che ha annunciato il suo nuovo fondo da 30 milioni di euro, anche questo destinato a startup europee.
Il fondo è finanziato da investor provenienti da Cina, Russia, Europa (tra cui si segnala EIF – European Investment Found) e dalla Silicon Valley: in questo modo, si assicura alle startup finanziate da Seedcamp l’accesso a una rete di contatti globale.

Il nuovo fondo di Seedcamp avrà un focus particolarmente incentrato su startup dei settori Fintech, Internet of Things e Marketplaces. Grazie a questo fondo, Seedcamp si prepara a finanziare le migliori startup in Europa con ampie possibilità in termini di crescita e di scalabilità, applicando ancora una volta il metodo fondato su tre pilastri: Network, Learning e Capital.

Il “metodo Seedcamp” consiste infatti in un primo finanziamento seed (massimo 75.000$) con un percorso trimestrale di accelerazione e l’accesso al network globale di investitori, mentor, partner a disposizione delle startup.
L’apprendimento, in particolare, non si ferma però ai tre mesi di accelerazione: Seedcamp crede fermamente nel processo di apprendimento continuo, con una consulenza per i founder e i loro team che non si ferma alla fine del percorso di accelerazione ma prosegue per tutto il periodo di crescita e sviluppo della startup.

Per maggiori informazioni, i comunicati stampa di Google Ventures e Seedcamp sono disponibili ai seguenti link:

http://googleblog.blogspot.it/2014/07/google-ventures-invests-in-europe.html
http://seedcamp.com/seedcamp-launches-30m-fund/

Napoli, 18/07/2014

Le strategie utili per startup in fase di crescita: Sumo Logic, una storia di successo dalla Silicon Valley

Sumo Logic è una società di data analytics che ha avuto una crescita tanto rapida quanto esponenziale: cresce anno dopo anno del 500% e si è assicurata un investimento da 30 milioni di dollari dal VC Sequoia Capital nel maggio 2014.

Peter Cohan ha intervistato per Inc.com Vance Loiselle, CEO della startup, cercando di capire quali sono i punti-chiave della strategia di Sumo Logic che hanno permesso all’azienda di crescere e avere un successo così grande in così poco tempo. Secondo Vance Loiselle, sono essenzialmente quattro le strategie utili per una “company’s massive growth”:

1) Assumere grandi talenti

Si parla spesso dell’importanza di assumere nel team di una startup i migliori talenti in circolazione: la scelta di Sumo Logic si concentra in particolare sui migliori ingegneri e addetti alle vendite.

Per assicurarsi di assumere un grande talento occorre stabilire dei requisiti con degli standard elevati: nel caso di Sumo Logic, gli ingegneri devono provenire dai più importanti corsi universitari del Paese (ad es. Stanford e Columbia) oppure da grandi aziende (Sumo Logic ha sede in Silicon Valley ed è riuscita ad assumere personale di Google o Facebook).
Per riuscire a convincere chi lavora in grandi aziende a lasciare il proprio posto per collaborare con una startup, secondo Loiselle, bisogna far leva sul fatto che presso la startup avrebbero la possibilità di fare davvero la differenze, in una società ad alto potenziale di crescita.

Per gli addetti alle vendite, invece, il discorso è differente: i venditori devono essere altamente competitivi e migliorare sempre di più i propri risultati, incrementandoli volta per volta del 100 o anche del 150%. Loiselle li definisce veri e propri atleti, con ottime referenze e in grado di approcciarsi creativamente ai problemi che gli vengono sottoposti durante il colloquio.

2) Mantenere il focus

Una startup, soprattutto nelle sue primissime fasi di vita, deve affrontare un problema di liquidità limitata ma ha dalla sua parte quello che nell’articolo viene visto come un enorme vantaggio: l’ambizione. Ecco perchè il consiglio è quello di concentrare più possibile il focus, indirizzando la liquidità disponibile per soddisfare le ambizioni.

Sumo Logic, ad esempio, concentra il proprio focus sui due aspetti che ritiene più importanti per i clienti: mantenere in funzione i siti e assicurare la protezione dei dati. Il team sa che sono questi i due aspetti su cui focalizzarsi, e in questo modo è più facile concentrarsi su una strategia efficace e dare indicazioni precise agli addetti alle vendite.

3) Investire sulla cultura aziendale

Quando una società, dopo la fase di startup, inizia a scalare c’è il rischio che perda la cultura che l’ha aiutata a raggiungere il successo. Man mano che il team si espande, i nuovi arrivati non sono immersi nella cultura aziendale e il founder dovrebbe investire il proprio tempo per comunicare la cultura della startup a tutti i nuovi assunti membri del team.

Nell’esperienza di Sumo Logic, ad esempio, il team è cresciuto da 20, a 40 e infine a 70 membri: la stratificazione dell’organizzazione aziendale mette però a rischio la diffusione della cultura ai vari livelli. Per ovviare a questo problema, alla Sumo Logic organizzano appositi eventi formativi fuori sede, fissano regolari riunioni e celebrano i risultati positivi almeno ogni due settimane.

4) Costruire processi formali

Quando l’azienda cresce, è assolutamente necessario migliorare la struttura e i processi. Occorre impegnarsi per aggiungere elementi che accrescano entrambi gli aspetti, come ad esempio assumendo degli esperti in alcuni ruoli-chiave (risorse umane, marketing, finanza, vendite). In alcuni casi però, fa notare Loiselle, attendere prima di assumere queste figure professionali può aiutare la startup a risparmiare in termini di capitali: in questo caso è consigliabile servirsi di servizi e sistemi in outsourcing (ad esempio per le paghe o per le previsioni di vendita), permettendo così di continuare a concentrarsi su altri aspetti strategici maggiormente rilevanti in fase iniziale.

Il post originale è disponibile qui: http://www.inc.com/peter-cohan/4-steps-that-pave-the-way-to-massive-growth.html

Napoli, 02/07/2014

L’agenda degli innovatori e startupper in Campania: questa settimana la conferenza Google I/O e la premiazione dei migliori business plan di “Trasforma un’idea in un’impresa”

La settimana in corso si presenta come ricca di interessanti eventi dedicati al mondo delle startup, dell’imprenditoria e dell’innovazione in Campania.

Mercoledì 25 e giovedì 26 è infatti previsto l’appuntamento con Google I/O 2014: si tratta della conferenza annuale che il colosso americano Google tiene ogni anno (dal 2008) a San Francisco per far conoscere ad imprese, startup, sviluppatori e progettisti di tutto il mondo le novità dell’azienda.

La conferenza sarà proiettata nella piazza centrale del Centro Commerciale Campania (a Marcianise) durante l’evento Google I/O Extended Campania 2014, nato dalla collaborazione tra GDG Campania (Google Developer Group Campania), 012Factory (il centro di contaminazione per startup con sede a Caserta) e il centro commerciale di Marcianise.

L’ingresso è gratuito (fino ad esaurimento posti disponibili) previa registrazione obbligatoria al link: http://www.eventbrite.it/e/biglietti-google-io-extended-campania-2014-11988017483

L’appuntamento è per le ore 19:00. Al termine della diretta è previsto un momento di networking tra i partecipanti.

Per maggiori informazioni: http://io.gdgcampania.com/

Nella mattinata di venerdì 27 (dalle ore 10:00 alle ore 12:30), invece, sarà la Sala D’Amato di Palazzo Partanna (Piazza dei Martiri 58, Napoli), presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli, ad ospitare l’evento “Trasforma un’idea in un’impresa: i migliori business plan”.

Si tratta di un nuovo appuntamento del progetto di Innovazione e Sviluppo nato dalla collaborazione tra Università degli Studi di Napoli Federico II, Unione Industriali Napoli e una serie di partner tra cui figura Innovation Day Tour.

L’evento, a partecipazione libera e gratuita previa registrazione, sarà l’occasione per premiare i migliori business plan innovativi che si siano dimostrati in grado di dare prova tangibile di come sia possibile passare da un’idea ad un’impresa.

Per maggiori informazioni: www.marioraffa.eu
Per registrazioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-trasforma-unidea-in-unimpresa-i-migliori-business-plan-11916856639?ref=ebtnebregn

Napoli, 23/06/2014

Startup Tel Aviv Bootcamp 2014: fino al 30 giugno è possibile partecipare alla call della terza edizione

E’ aperta la call per la terza edizione di Startup Tel Aviv Bootcamp, il contest internazionale per startup creative ed innovative organizzato dal Ministero degli Affari Esteri israeliano, la città di Tel Aviv e Google Israel.

L’edizione italiana è promossa dall’Ambasciata di Israele e da LUISS EnLabs, possono partecipare alla call founder e CEO di startup in possesso di tre requisiti:

– età compresa tra 25 e 35 anni;
– startup attiva in uno dei seguenti settori di appartenenza: ICT, web, mobile, security;
– aver ricevuto un finanziamento seed.

Per proporre la propria candidatura bisogna inviare entro il 30 giugno 2014 un’e-mail all’indirizzo startelaviv@roma.mfa.gov.il corredata da:

– il link ad un video pitch in lingua inglese della durata massima di 5 minuti;
– un executive summary in lingua inglese di 500 parole (massimo una pagina);
CV del founder in lingua inglese.

In via opzionale, è possibile allegare alla domanda di partecipazione il link ad una demo del prodotto.
La giuria sceglierà la startup vincitrice che sarà comunicata durante l’evento di chiusura del concorso, previsto per il 16 luglio.

I founder delle 20 startup vincitrici, provenienti da tutti i Paesi coinvolti a livello globale, avranno diritto ad un viaggio in Israele e alla partecipazione a Startup Tel Aviv Bootcamp 2014: l’evento internazionale, durante il quale si svolgeranno conferenze, seminari e workshop, offre la possibilità di incontro e networking con imprenditori, professionisti ed investitori israeliani leader dell’ecosistema startup locale.

Quest’anno Startup Tel Aviv Bootcamp 2014 si svolgerà dal 14 al 19 settembre 2014, all’interno del Festival DLD Tel Aviv (Digital Life Design) e in concomitanza con altri importanti eventi dedicati al mondo delle startup, della tecnologia e dell’innovazione, tra cui Codemotion Tel Aviv.

Si tratta di un’interessante opportunità per startupper di entrare in contatto con la realtà israeliana che si sta affermando sempre di più come il secondo posto migliore al mondo, dopo la Silicon Valley, di aprire una startup: la città conta al momento oltre 5.000 startup attive e circa 400.000 dollari di finanziamenti pubblici all’anno destinati alle startup.

Per maggiori informazioni: http://www.luissenlabs.com/events/startup-tel-aviv-bootcamp-contest-for-startups.html

Napoli, 30/05/2014

Made in Italy: Eccellenze in Digitale – da Google e Unioncamere un’iniziativa per giovani e aziende allo scopo di accrescere la digitalizzazione delle imprese italiane

Made in Italy: Eccellenze in Digitale è un’iniziativa di Google e Unioncamere patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico, dedicata alla digitalizzazione delle imprese e delle filiere produttive Made in Italy, attraverso il coinvolgimento di giovani neolaureati o laureandi esperti nell’utilizzo del web e delle tecnologie digitali applicate alla comunicazione, il marketing e per l’internazionalizzazione delle imprese.

L’iniziativa prevede l’assegnazione di 104 borse di studio, finanziate da Google e Unioncamere, del valore di 6.000 euro ciascuna. I giovani selezionati lavoreranno per 6 mesi (25 settimane) presso una delle 52 Camere di Commercio aderenti all’iniziativa (in Campania sono coinvolte le sedi di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno): ciascuno dei vincitori parteciperà ad un percorso formativo e svolgerà un piano di lavoro che prevede una serie di attività tra le quali la diffusione delle competenze del web, l’elaborazione di una strategia digitale mirata all’export e lo sviluppo della presenza sul web di alcune aziende che verranno affidate a ciascun borsista.

Per partecipare alle selezioni per le Borse di studio, è necessario compilare il form di iscrizione on-line (disponibile al link: https://docs.google.com/forms/d/11JgZ2bKkE3bZOtm8m6EVLmoykg7fEQ3JNlcDiEFmRFg/viewform) e inviarlo all’indirizzo di posta elettronica certificata eccellenze.indigitale@legalmail.it entro le ore 14:00 del 28/05/2014.

Possono partecipare alle selezioni per l’assegnazione delle Borse di Made in Italy: Eccellenze in Digitale i giovani in possesso dei seguenti requisiti (elencati all’art. 4 del Regolamento):

1) età massima 28 anni;
2) laureati (votazione minima 95/110) o laureandi che abbiano sostenuto tutti gli esami previsti dal piano di studi (con una media minima di 27/30);
3) residenza nella Provincia/Regione per cui ci si candida, o in alternativa avere la sede degli studi universitari nella Regione per la quale ci si candida (l’elenco è disponibile all’art. 3 del Regolamento);
4) conoscenza approfondita del contesto economico e sociale e competenze specifiche nei settori comunicazione, marketing e internazionalizzazione;
5) competenze informatiche, di utilizzo del web e dei social media, in ambito digital marketing, di utilizzo di piattaforme di e-commerce e creazione di siti web;
6) conoscenza avanzata della lingua inglese e di ulteriori lingue straniere.

La selezione dei candidati per l’assegnazione delle Borse si svolgerà in due fasi:

– FASE 1: preselezione delle candidature ammissibili sulla base del possesso dei requisiti. Saranno individuate fino a 25 candidature per ciascuna area interessata.

– FASE 2: selezione dei candidati attraverso una prova scritta per accertare il possesso delle conoscenze e competenze richieste, più colloquio motivazionale. Le prove si svolgeranno a Roma a decorrere dal 12 giugno 2014.

Per ciascuna delle 52 Camere di Commercio aderenti all’iniziativa saranno selezionati i migliori due candidati che avranno diritto alla Borsa di Studio.

 

Napoli, 12/05/2014

Value Cycles, Revenue e metriche: concetti-chiave per il processo di crescita di una startup

Jiquan Ngiam è nel team di Coursera, una piattaforma di formazione che offre corsi on-line gratuiti in tutto il mondo attraverso partnership con le migliori università e organizzazioni a livello globale.
Nella sezione “Startup Strategy” di www.medium.com Ngian ha pubblicato un suo interessante contributo dedicato a quelli che definisce i quattro step fondamentali per una grande startup.

Quando una startup inizia a crescere e ottenere traction, spesso il team si trova a dover prendere delle importanti decisioni riguardo agli aspetti su cui concentrare attenzione e risorse per mantenere i ritmi di una crescita efficace. Come punto di partenza della sua analisi, Ngian sceglie il concetto di Value Cycles (cicli del valore): qualsiasi sia il prodotto preso in considerazione, c’è sempre alla base un ecosistema formato da produttori e consumatori di valore.

Rispetto al concetto di Value Cycles una startup può essere vista come un intervento all’interno dell’ecosistema finalizzato ad aumentare la quantità di valore consumata: ciò avviene attraverso la creazione di valore, moltiplicando/distribuendo valore, aumentando il consumo di valore o attraverso strumenti/mezzi che aumentano il valore consumato.

Tra gli esempi scelti dall’autore per spiegare questo concetto c’è Airbnb: la startup utilizza il valore latente costituito dalle stanze vuote di molte case e le collega con i viaggiatori in cerca di una stanza da affittare. In questo modo, hanno trovato una fonte di valore non sfruttata (latente) e creato un prodotto che consente la creazione ed il consumo di valore per i proprietari delle case e per i viaggiatori.

Una volta creato il nuovo valore, occorre conventirlo in Revenue: si tratta di una conversione spesso complicata, che dipende dal valore effettivamente consumato. Ad esempio, un utente che ricerca su Google “assicurazione auto” ottiene grande valore che sarà facilmente convertito in revenue. Un utente che, invece, cerca “video divertenti” otterrà allo stesso modo un grande valore che sarà difficilmente monetizzabile.

In termini di business model, occorre in primo luogo capire il valore che si sta creando e, successivamente, scoprire le opportunità di convertire tale valore in revenue: una startup, inoltre, dovrebbe tener presente il fatto che la conversione value/revenue diventa spesso più semplice con l’implementazione di una nuova funzione.

Altro aspetto importante per una startup in fase di crescita è quello delle metriche: capire quali siano le metriche chiave da tenere sotto controllo nelle fasi early stage è fondamentale quanto capire i value cycles e le revenue.
Si tratta di un aspetto che difficilmente le startup riescono a tenere sotto controllo in maniera efficiente: nelle prime fasi, infatti, si tende ad osservare metriche quali il numero di utenti iscritti o le visite al sito internet.

Ma ciò che conta davvero è capire come si crea e come cresce il valore: occorre quindi comprendere e misurare i cicli di creazione del valore, per poter individuare le metriche davvero utili a monitorare la crescita di una startup.

In conclusione, quindi, Ngiam riassume ed elenca le sue idee in quelli che definisce i 4 step per una grande startup:

1) Comprendere il flusso di valore nel vostro ecosistema. Il consiglio è quello di creare un diagramma del value cycle per comprendere meglio tale flusso.

2) Concentrare il focus sulla creazione di valore. Bisogna capire quali siano gli effettivi bisogni dei clienti/utenti, lavorando al fine di individuare i problemi da risolvere con il proprio prodotto. A questo punto occorre definire il proprio prodotto in modo che offra valore agli utenti: l’ideale sarebbe individuare il valore latente nel proprio ecosistema e da qui cercare idee per nuovi prodotti.

3) Cercare nuove opportunità per convertire il valore in revenue. Occorre capire quale sia la disponibilità a pagare per i diversi tipi di valore e se esistono delle condizioni supplementari che possano sbloccare la conversione. In questa fase è importare tenere sempre ben presente il fatto che i clienti pagano per il valore ricevuto, non per le funzioni o la tecnologia che caratterizzano il prodotto.

4) Determinare le metriche giuste per monitorare la crescita di valore. Si tratta di uno step indispensabile per assicurarsi che si sta fornendo valore alla clientela.

Per leggere il post originale di Jiquan Ngiam: https://medium.com/startup-strategy/7e943ffcd27c

Napoli, 23/04/2014

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