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Tag: exit

Dall’Idea all’Exit – Domani, 20/10/2015 l’appuntamento con Augusto Coppola (LUISS ENLABS) è al CSI – Incubatore Napoli Est!

E’ tutto pronto per domani 20 ottobre 2015 qui al CSI – Incubatore Napoli Est: l’incubatore del Comune di Napoli si prepara infatti ad ospitare un imperdibile appuntamento per gli startupper ed aspiranti imprenditori innovativi napoletani, con un’intera giornata in compagnia di Augusto Coppola, Director di LUISS ENLABS, acceleratore romano di fama internazionale che è attualmente alla ricerca di nuovi progetti e talenti da inserire nel suo percorso 2015/2016.

ENLABS

Il programma della giornata si incentra su due momenti fondamentali: in apertura, dopo un welcome coffee offerto ai partecipanti, due ore dedicate ad un’interessante ed intensa overview dell’ecosistema startup con il workshop “Dall’Idea all’Exit”, che Augusto Coppola presenta per la prima volta a Napoli.

“Dall’Idea all’Exit” prevede una serie di consigli e suggerimenti utili a startupper ed aspiranti tali per capire quali sono i primi passi da compiere per creare una startup, a chi rivolgersi, come e dove cercare sul web le informazioni, i contatti ed i contenuti imperdibili.

Al termine del workshop, i partecipanti potranno interagire con Augusto Coppola con domande ed approfondimenti in un’apposita sessione dedicata alle Q&A.

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La seconda parte della giornata sarà invece riservata ad una Pitching Session, riservata innanzitutto alle startup di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa 3” attualmente insediate presso il CSI – Incubatore Napoli Est (più alcune startup locali). Per le startup del CSI si tratta di un’importante occasione di confronto, in una fase che si avvia ormai verso la conclusione del percorso di accelerazione, per ricevere feedback e consigli da un osservatore esterno di grande autorevolezza ed esperienza come Augusto Coppola.

Infine, la giornata di domani sarà occasione per i partecipanti di conoscere meglio i dettagli della call for startup attualmente aperta di LUISS ENLABS, la cui deadline è fissata per il 25 ottobre 2015: le startup selezionate avranno accesso al percorso di accelerazione nella sede di LUISS ENLABS a Roma Termini, con un micro-seed di 30.000€ per ciascuno dei progetti ammessi.

Per maggiori dettagli sull’evento di domani: http://www.incubatorenapoliest.it/events/dallidea-allexit-con-augusto-coppola/

Napoli, 19/10/2015

Da LUISS ENLABS a Napoli: il 20 ottobre 2015 Augusto Coppola ospite al CSI – Incubatore Napoli Est

Un nuovo imperdibile appuntamento è in arrivo per gli startupper napoletani!

Il 20 ottobre 2015 sarà ospite del CSI – Incubatore Napoli Est Augusto Coppola, Director di LUISS ENLABS, che presenta per la prima volta a Napoli il workshop “Dall’idea all’Exit”: una giornata interamente dedicata ai temi dell’innovazione e dell’ecosistema startup.

 ENLABS

L’evento è rivolto innanzitutto alle startup vincitrici di #VulcanicaMente3, ma il CSI ha previsto l’apertura al pubblico per un numero limitato di giovani aspiranti startupper: l’evento è gratuito, previa registrazione obbligatoria a questo link.

Il Programma della giornata si compone di due momenti fondamentali: in apertura, due ore dedicate ad un’intensa overview dell’ecosistema startup con il workshop di Augusto Coppola “Dall’idea all’Exit”.

Il workshop prevede una serie di consigli e suggerimenti utili a startupper ed aspiranti tali per capire quali sono i primi passi da compiere per creare una startup, a chi rivolgersi, come e dove cercare sul web le informazioni, i contatti ed i contenuti imperdibili.

Al termine di “Dall’idea all’Exit” Augusto Coppola terrà una sessione di Q&A, durante i quali i partecipanti potranno interagire con domande ed approfondimenti.

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Il secondo step della giornata prevede invece la Pitching Session riservata ai team vincitori di VulcanicaMente3: si tratta di un momento fondamentale, durante il quale le startup (giunte quasi al termine percorso di accelerazione) potranno presentare il proprio progetto di fronte ad Augusto Coppola e ricevere i preziosi feedback e consigli da un osservatore esterno di grande autorevolezza ed esperienza, proveniente da un incubatore di rilevanza internazionale come LUISS ENLABS.

Inoltre, la giornata del 20 ottobre sarà un’occasione per conoscere le opportunità della nuova call for startup di LUISS ENLABS, alla ricerca di nuovi progetti da accelerare all’interno della struttura romana: le application sono state aperte, infatti, ieri 23 settembre 2015 nel corso dell’evento ospitato negli headquarters di LUISS ENLABS a Roma e la deadline è prevista per il 25 ottobre 2015.

ATTENZIONE: Vi ricordiamo che l’evento del 20 ottobre al CSI è pubblico e gratuito, ma i posti disponibili sono limitati: registrati subito, compila il form di iscrizione disponibile QUI!

Napoli, 24/09/2015

Come costruire il miglior pitch per la tua startup: consigli da un Angel Investor

Zeynep Ilgaz è un’imprenditrice seriale, co-founder di startup come Biosciences e TestCountry, che ha avuto un’esperienza come membro del gruppo di Angel Investor “Tech Coast Angels”: durante il suo anno da Business Angel ha ascoltato numerosi pitch da parte di startupper ed è riuscita ad individuare i cinque elementi comuni ai pitch di successo.

angelinvestor

1) Connettersi con il cuore

Quando si propone il pitch è fondamentale riuscire a capire a che cosa l’investitore che ascolta è davvero interessato, cercando di intavolare una conversazione in cui ci sia connessione a livello emotivo. Un pitch deve raccontare una storia, essere ispirato, affrontare un problema e risolverlo: nel raccontare la propria soluzione per il mercato, è fondamentale far passare all’ascoltare la passione che ci spinge.

La passione di uno startupper è uno degli aspetti che resterà impresso nella mente dell’investitore: il messaggio che deve passare è che con la nostra startup stiamo provando a realizzare il nostro sogno, e che riusciremo a farlo con o senza l’aiuto di un investitore esterno. Sarà proprio questo messaggio ad invogliare l’investitore ad essere parte della vostra storia di successo.

2) Connettersi con la testa

Naturalmente, raccontare una storia di sogni e passione totalmente campata in aria non è una buona idea: il pitch deve dimostrare che il progetto ha delle solide fondamenta sulle quali potrà crescere.
Ciò che bisogna mostrare all’investitore è che abbiamo un sogno da realizzare, un prodotto cui siamo appassionati, ma che allo stesso tempo sappiamo esattamente come costruire un’azienda per realizzarlo.

Gli investitori sono interessati ad aspetti ben precisi: prima di tutto, capire che tipo di problema risolve il vostro prodotto, quanto è grande il mercato, chi sono i concorrenti, perchè il vostro prodotto è migliore degli altri, come affronteremo la fase di acquisizione di nuovi clienti, qual è il vantaggio competitivo, etc.

3) Non utilizzare troppi fogli di calcolo

Uno dei più grandi errori che l’autrice ha riscontrato nella sua esperienza da Business Angel è riempire il pitch con troppi dati e statistiche. Va bene inserire delle metriche e dei numeri, ad esempio relativi alla dimensione del mercato, ma non bisogna spendere troppo tempo su questi aspetti.

Per un Angel Investor è più importante ascoltare un messaggio convincente, preciso, semplice, orientato al valore: allo stesso modo, non bisogna esagerare con il numero di slides.
Un’idea semplice, espressa in maniera efficace, è un’idea sulla quale si è più propensi ad investire.

4) Avere un grande team

Gli investitori puntano sul team: sanno bene che una squadra male assortita può rovinare anche il migliore dei business. Tra team ed investitore, inoltre, è fondamentale costruire fin da subito la fiducia.

A questo proposito è importante che il team sia coeso e che non ci siano attriti tra i membri che lo compongono: un investitore è scoraggiato all’idea di investire in una squadra che non funziona.

Spesso, confida Zeynep Ilgaz, il team è l’aspetto prioritario, la molla che riesce a convincerla ad effettuare un investimento.

5) Attenzione alla strategia di exit

I Business Angel investono non solo se c’è una buona idea, e se quest’idea è realizzata da un team forte e dinamico: i Business Angel investono quando sanno come faranno a rientrare del proprio investimento.

Ecco quindi che diventa fondamentale avere una chiara strategia di exit da presentare all’interno del pitch: un investor può anche apprezzare l’idea, ma se non riesce a capire come rientreranno i capitali sceglierà di investire altrove.

Per leggere il post originale: http://www.entrepreneur.com/article/244115

Napoli, 01/04/2015

Consigli per startup early stage: come presentare il pitch ad un business angel o a un venture capitalist?

L’incontro con potenziali investitori rappresenta un momento chiave per una startup in fase early stage: Inc.com ha pubblicato qualche tempo fa un’interessante vademecum utile per capire quali sono gli step essenziali per sfruttare al meglio l’occasione e presentare il proprio pitch in maniera efficace per convincere un business angel o un venture capitalist.

La guida si apre con il punto di vista sull’argomento di Mike Levinson, co-founder di DreamIt Ventures, programma di accelerazione per startup di Philadelphia: “Non andare oltre la prima base se non sei in grado di affrontare le quattro aree“. Secondo Levinson, infatti, un potenziale investitore focalizza la propria attenzione su quattro punti essenziali:

1) La business idea è abbastanza semplice perché io possa comprenderla e decidere di investire in essa?
2) La business idea risolve un problema o soddisfa un bisogno?
3) Esiste un mercato o una base di clientela abbastanza grande per la business idea?
4) L’imprenditore che propone l’idea ha le persone giuste nel team per realizzarla?

In sostanza, quando un founder incontra un business angel o un venture capitalist cerca di vendere la propria vision e il proprio team. Occorre però tener presente una differenza: gli angel tendono ad essere più interessati ad ascoltare una storia dietro all’idea, alle emozioni che essa può suscitare, mentre il venture capitalist solitamente presta maggiore attenzione ai numeri, le prestazioni e la traction.

Riguardo ai contenuti essenziali da inserire nel pitch agli investitori, bisogna innanzitutto avere un business plan con una strategia di marketing ben definita e solidi dati di bilancio. Ma ciò che può davvero fare la differenza quando si tratta di ottenere un finanziamento, è il modo di presentarsi, di parlare, e quali sono le informazioni aggiuntive che il pitch contiene.

Vediamo quindi alcuni consigli fondamentali che la guida di Inc.com offre ad aspiranti imprenditori per preparare e presentare il proprio pitch agli investitori:

– Alcuni investor sono molto attenti a cercare l’entusiasmo che gli startupper mettono nel proprio lavoro: la passione è quindi un aspetto fondamentale e che “non si può fingere”, come afferma Barbara Corcoran (investor e magnate nel settore immobiliare).

– Uno degli errori più frequenti dei founder che presentano il proprio pitch è quello di spendere troppo tempo a spiegare la tecnologia o il prodotto anziché focalizzarsi sulle motivazioni per cui un investitore dovrebbe finanziare la startup. Quando incontrano una startup, i potenziali investor partono dal presupposto che la tecnologia funzioni: meglio concentrare la presentazione sui dati, sui numeri, sul patrimonio netto. Qualora l’investitore abbia dei dubbi sulla tecnologia o sul prodotto sarà egli stesso a fare delle domande.

– Un aspetto spesso trascurato è il modo in cui ci si presenta agli investitori: la prima impressione, il primo sguardo, contano molto per costruire la fiducia. Occorre quindi fare attenzione a presentarsi ben curati, mantenere il contatto visivo diretto con l’interlocutore, controllare alcuni aspetti della comunicazione non verbale. Ad esempio, alcuni gesti da evitare sono mettere le mani in tasca o torcersi le dita: si tratta di gesti che tradiscono l’ansia e il nervosismo, mentre è importante dimostrare una certa sicurezza.

– La chiarezza è fondamentale: occorre esprimersi in maniera concisa ma efficace, trasmettendo la passione e l’entusiasmo del team. Occorre comunicare chiaramente l’idea, il mercato, i fattori distintivi, le basi del successo finanziario e perchè si dovrebbe investire nell’idea.

– Presentare il pitch con una presentazione PowerPoint di 12 slide è piuttosto standard, soprattutto per una startup nel settore tecnologico. Se c’è un prototipo funzionante è una buona idea quella di mostrarlo agli investor durante l’incontro, in modo da mostrare effettivamente come è fatto il prodotto e come dovrebbe funzionare. Ancora, un punto in più potrebbe essere presentare dati sulle vendite e gli ordini previsti, e risultati di ricerche di mercato, sondaggi, focus group e test di prodotto.

– Un altro aspetto importante è prepararsi ad anticipare le domande che gli investitori potrebbero porre. Alcuni esempi sono: Quanto è grande il vostro mercato? Chi sono i vostri concorrenti? Perchè il vostro prodotto è migliore di quello che è già sul mercato? Qual è la vostra strategia di acquisizione di nuovi clienti? Allo stesso tempo, è importante essere pronti a fornire strategie alternative, una sorta di “piano B” qualora la strategia ufficiale non dovesse permettere il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, quando un investor pone una domanda, è importante mostrarsi calmi e sicuri di sè, prendendosi il tempo per riflettere prima di rispondere. In questo modo si dimostra anche la propria capacità di reagire in maniera efficace e costruttiva quando di è sotto pressione.

– E’ inoltre fondamentale avere già pronta una exit strategy. L’investitore deve sapere come guadagnerà in futuro i propri soldi, forndendo proiezioni a uno e a tre anni. Occorre inoltre tener presente che la maggior parte degli investimenti di business angel restano nel capitale sociale per circa 7/8 anni, prima di procedere con l’exit e vendere ad un’altra compagnia.

– Tenere sempre presente che alcune delle motivazioni più comuni per respingere un accordo tra investor e startup sono: valuation troppo alta, team con poca esperienza, mancanza di vantaggio competitivo, potenziale di crescita insufficiente, indebitamento troppo alto.

– Infine, non pensare che perché il pitch è andato bene, e l’investitore sembra disposto a finanziare il business, l’affare sia ormai concluso: la parte difficile inizia proprio nella fase di follow-up. E’ fondamentale in questa fare mantenere i contatti per ottenere prima possibile un secondo incontro e, al momento di rivedersi, chiedere un accordo scritto. Naturalmente è necessario presentarsi al secondo incontro con la risposta a tutti i dubbi, le domande e le preoccupazioni che l’investor aveva sollevato e avere a disposizione il business plan e i documenti necessari a sottoscrivere l’accordo.

Per leggere l’articolo originale da cui è tratto questo post: http://www.inc.com/guides/2010/10/how-to-pitch-to-angel-investors.html

Napoli, 29/05/2014