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Tag: big data

Cisco IoT Innovation Grand Challenge: un montepremi da 250.000 $ per startup e idee innovative nell’Internet of Things

Manca ancora qualche giorno alla chiusura della call for ideas per la competition internazionale Cisco IoT Innovation Grand Challenge: fino al 1° luglio 2014 è possibile presentare le candidature per partecipare all’iniziativa del colosso statunitense Cisco Systems, dedicata a team e startup early stage con progetti innovativi in grado di sfruttare il potenziale dell’Internet of Things.

Alla base di Cisco IoT Innovation Grand Challenge c’è infatti la consapevolezza degli organizzatori che entro il 2020 saranno circa 50 miliardi i dispositivi ed oggetti connessi a internet: in uno scenario di questo tipo si aprono interessanti opportunità per le aziende che saranno in grado di sfruttare al massimo le potenzialità offerte dall’Internet of Things, grazie a progetti e prototipi che aiutino a “connettere ciò che non è ancora connesso”.

Possono presentare il proprio progetto singoli individui, team e startup ad elevato potenziale di crescita, che siano in possesso di un’idea innovativa in fase di prototipazione che sia in grado di contribuire alla diffusione dell’Internet of Things su scala globale.

Il contest Cisco IoT Innovation Grand Challenge prevede la possibilità di candidarsi per una delle seguenti categorie:

1) Applications and Applications Enablement: si tratta di applicazioni industriali e commerciali per dispositivi mobile, che possono riguardare l’acquisizione dati, il modelling, la gestione di eventi o di flussi di lavoro, l’integrazione, l’execution, la gestione del ciclo di vita del prodotto, ecc.

2) Analytics: progetti dedicati alla gestione di dati ed informazioni, anche riguardanti i Big Data, basati su algoritmi in grado di estrarre il maggior numero di dati possibili con il minimo sforzo. In particolare, saranno graditi progetti relativi ai settori dei trasporti e della sanità.

3) Management: progetti di applicazioni e sistemi in grado di automatizzare e gestire le reti tradizionali, in particolare con processi scalabili. Applicazioni per la gestione efficace di reti, protocolli e modelli eterogenei.

4) Networking: strumenti e soluzioni per gestire l’infrastruttura di rete tra varie entità nell’Internet of Things (gateway, routing, ecc).

5) Things: idee e progetti che consentano di connettere dispositivi al momento non collegati (sensori, controlli, ecc); sistemi a basso costo per allungare la durata di dispositivi attraverso nuove metodologie di raccolta dell’energia.

Per maggiori dettagli sui progetti e sulle categorie in concorso: https://iotchallenge.cisco.spigit.com/Page/AboutTheContest/Categories?

La prima fase prevista è quella di raccolta delle candidature: i progetti, in lingua inglese, dovranno essere sottoposti agli organizzatori entro il 1° luglio 2014, compilando il form disponibile al seguente link: https://iotchallenge.cisco.spigit.com/User/Register?orig_url=/Page/PostIdea

Tra tutti i progetti candidati, la Giuria di Cisco IoT Innovation Grand Challenge selezionerà i migliori 18 che accederanno alla semifinale. Un’ulteriore progetto semifinalista sarà selezionato dalla community attraverso la votazione on-line dei progetti.
I seminifinalisti avranno 20 giorni di tempo (a partire dalla data di comunicazione dell’ammissione alla fase successiva) per migliorare l’idea e preparare una presentazione testuale (non più di 7 pagine) ed un video (massimo tre minuti), entrambi in lingua inglese: durante questa fase ciascun team potrà usfruire dell’aiuto di uno Sponsor di Cisco.

Sulla base delle presentazioni e dei video la Giuria sceglierà i sei progetti finalisti che parteciperanno alla finale di Cisco IoT Innovation Grand Challenge: a questo punto, ciascuno di essi dovrà preparare un business plan dettagliato ed un nuovo video (stavolta della durata massima di 45 secondi) per presentare il progetto.

Entro il 14 ottobre 2014 la Giuria sceglierà i tre progetti vincitori della competition: il montepremi totale è di 250.000 $ e sarà suddiviso in un primo premio di 150.000 $, un secondo di 75.000 e un terzo di 25.000.

Tutti i finalisti avranno inoltre diritto ad un anno di partecipazione gratuita al Solution Partner Program di Cisco e ad un percorso di mentorship individuale degli esperti di Cisco.

Per ulteriori informazioni: https://iotchallenge.cisco.spigit.com/Page/Home

Il Regolamento completo è disponibile qui: https://iotchallenge.cisco.spigit.com/Page/AboutTheContest/TermsAndConditions?

Napoli, 27/06/2014

BBVA Open Talent: il contest internazionale per startup innovative technology-based con in premio un contributo di 30.000 euro e una settimana di accelerazione a New York City

BBVA Open Talent è una startup competition internazionale giunta alla sua sesta edizione e promossa da BBVA – Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Madrid) allo scopo di fornire supporto a progetti e imprese in fase di startup. Il focus è su progetti imprenditoriali basati sulle tecnologie innovative, che favoriscano lo sviluppo economico e sociale.

La competition BBVA Open Talent si compone di tre contest regionali simultanei: BBVA Open Talent Europe, BBVA Open Talent Central and South America e BBVA Open Talent North America. Possono partecipare alle selezioni imprese nate a partire dal mese di Aprile 2010, che non abbiano raccolto capitali per oltre 1,5 milioni di euro negli ultimi 12 mesi e con un fatturato annuo inferiore a 1 milione di euro.

I progetti dovranno rientrare in una delle due categorie in gara: New Banking e Digital Life.

New Banking: la categoria comprende progetti che utilizzano le nuove tecnologie per creare modalità innovative di concepire e fornire servizi finanziari customer-oriented. Possono riguardare nuovi servizi, tecnologie e soluzioni B2C, B2B o B2B2C. Tra i progetti possono rientrare quelli relativi a: retail banking, corporate banking, pagamenti, assicurazioni, gestione patrimoniale e degli investimenti, trading and market.

Digital Life: di questa categoria fanno parte i progetti che sviluppano tecnologie innovative riguardanti una serie di elementi, tra cui la società (sanità, istruzione, lavoro, viaggi, turismo, smart city, ecc.), le piattaforme tecnologiche (sicurezza, applicazioni mobile, cloud computing, big data, hardware e software, ecc.), e-business, e-commerce, gaming e multimedia, social network e web 2.0.

Le application per l’edizione 2014 di BBVA Open Talent vanno inviate on line entro il 10/06/2014 compilando il form disponibile al seguente link:
https://www.f6s.com/bbvaopentalent2014-english#/apply

La Commissione di Valutazione selezionerà 60 finalisti: 20 progetti (10 per categoria) in ciascuna delle tre regioni. I finalisti saranno quindi invitati all’evento finale organizzato in ciascuna delle tre regioni per presentare il proprio progetto ad una giuria di esperti internazionali.

La Giuria sceglierà quindi i vincitori, che in questa sesta edizione della competition internazionale saranno in tutto 13:

6 winners: uno per categoria in ciascuna delle tre regioni;
6 runners-up: uno per categoria in ciascuna delle tre regioni (rappresentano i secondi progetti più votati dalla Giuria);
– Un progetto selezionato attraverso le votazioni on line tra tutti i 60 finalisti.

Ciascuno dei team vincitori riceverà un contributo pari a 30.000 euro per sviluppare un progetto di collaborazione con BBVA e un viaggio a New York (per un componente di ciascun team) per partecipare al programma Crash Acceleration in NYC: si tratta di una settimana di accelerazione durante il quale i partecipanti potranno entrare in contatto con potenziali investitori, partner strategici, mentor e advisor a livello internazionale, avendo accesso ad una community mondiale di innovatori cui presentare la propria startup.

Napoli, 28/05/2014

Trust Capital, gestione dei dati personali e fidelizzazione dei clienti: la situazione attuale e gli sviluppi futuri di un tema centrale per startup e imprese

Il Trust Capital rappresenta un tema di importanza cruciale per startup e imprese, che riguarda la costruzione del rapporto di fiducia con la clientela e si focalizza in particolare sul tema della sicurezza dei dati del cliente: un argomento di grande attualità, come dimostra un recente sondaggio citato da Blake Cahill (Global head of digital and social marketing per Philips) in un post pubblicato nei giorni scorsi dalla sezione “Big Data” di Lean Back, versione digitale dell’Economist Group.

Secondo il sondaggio, svolto in UK, il 78% dei clienti si dichiara diffidente riguardo al modo in cui le aziende utilizzano i loro dati personali e una percentuale ancora maggiore (82%) ritiene di avere scarso controllo su tale utilizzo. Cahill ritiene che preoccupazioni di questo genere sono in crescita a livello globale, anche se la maggior parte delle aziende tardano a riconoscere questa situazione.

In realtà, le previsioni sono quelle di un cambiamento nei prossimi dieci anni: entro il 2025, è altamente probabile che le modalità di relazionarsi tra brand e clienti cambieranno. I clienti saranno sempre più iper-connessi e avranno sempre maggior consapevolezza del fatto che le aziende raccolgono, utilizzano e monetizzano i dati personali.
Si prevede, inoltre, che entro il 2025 lo status quo sarà cambiato, nel senso che i clienti accetteranno man mano l’idea dell’utilizzo dei dati da parte delle aziende e le loro decisioni di acquisto terranno di conseguenza sempre più conto di questo aspetto.

Alla base di questo cambiamento e del processo decisionale dei clienti, secondo Cahill, ci saranno due driver fondamentali: la scelta e la consapevolezza. Da qui, la convinzione che le startup e imprese devono impegnarsi prima possibile nella costruzione del proprio Trust Capital.

Costruire un solido Trust Capital, infatti, significa dimostrare ai clienti che il brand rispetta e protegge i loro dati, li usa in maniera trasparente, dà la possibilità di scelta e controllo ed educa le persone a proteggere al meglio i propri dati. Cahill afferma che le aziende che si impegneranno nella costruzione del Trust Capital avranno maggiori possibilità di successo nel business degli anni a venire.

Inoltre, è importante tener presente che al momento la tecnologia per la raccolta di dati personali attraverso i software dei dispositivi connessi a internet si evolve più rapidamente della legislazione in materia: brand globali provenienti da aree geografiche differenti sono soggetti a regolamenti e normative differenti, a volte addirittura contraddittori: ciò non fa che accrescere la confusione dei clienti.

In assenza di leggi sulla privacy globali, scrive Cahill, è fondamentale, per costruire il Trust Capital, che startup e imprese si adoperino per mettere in pratica le migliori politiche sulla privacy, applicandole su scala globale: le aziende devono utilizzare e proteggere adeguatamente i dati dei propri clienti allo stesso modo in qualsiasi mercato.

Infine, le opportunità e i vantaggi derivanti dal costruire il Trust Capital per imprese e startup consentono di costruire con i clienti un rapporto equilibrato e duraturo, basato su un utilizzo intelligente, consensuale e responsabile dei dati. Il Trust Capital è quindi di centrale importanza ed ha un impatto fondamentale sulla reputazione complessiva delle imprese, fidelizzando maggiormente i clienti.

L’articolo originale da cui prende spunto questo post è disponibile qui: http://www.economistgroup.com/leanback/big-data-2/building-trust-capital/

Napoli, 08/05/2014

Percorsi di innovazione in azienda: i pro e i contro degli approcci top-down e bottom-up

Vishal Kumar è un imprenditore esperto in tema di innovazione, con focus particolare sul tema Web e Big Data Analytics, Sviluppo Software, Social Media Strategy e Lean Innovations. Attualmente è founder di Cognizeus, società specializzata nell’analisi dei Big Data che offre sistemi di gestione dei dati per la crescita sostenibile delle aziende.

Kumar ha pubblicato un suo recente articolo sulle differenze tra percorsi di innovazione bottom-up e top-down: in un percorso di innovazione bottom-up, le idee e gli spunti per l’innovazione in azienda provengono “dal basso”, ossia da clienti e dipendenti. Nel percorso di innovazione top-down, viceversa, gli spunti provengono dalla leadership aziendale.

Secondo Kumar, ciascuno dei due percorsi ha pregi e difetti, ma l’approccio bottom-up è più efficace per l’innovazione aziendale: per raggiungere la sua tesi, Kumar ha raccolto dati in merito ad entrambi gli approcci, fino a giungere alla conclusione che i benefici di una strategia di innovazione bottom-up superano nella maggior parte dei casi quelli di una strategia di innovazione top-down.

Nel suo post, infatti, Kumar elenca quelli che sono, a suo parere, i benefici di una strategia di innovazione che segue un percorso bottom-up:

1) Data sets you free: i dati rendono liberi.

Il punto di partenza di Kumar per spiegare quest’affermazione risiede in quello che egli definisce “l’incubo più spaventoso per qualsiasi business”: una decisione aziendale errata.
Qualsiasi decisione aziendale porta con sè dei rischi non sempre facilmente misurabili: ma basarsi sui dati per prendere le decisioni consente di diminuire sensibilmente il rischio, consentendo di prendere decisioni più “calcolate” e di conseguenza più sostenibili in termini di rischio. Una strategia bottom-up si caratterizza per essere guidata da un processo decisionale “data driven”, basato su dati misurabili, con la conseguenza di ottenere un’innovazione meno rischiosa e più sostenibile.

2) L’innovazione basata sui feedback dei clienti aiuta a plasmare le caratteristiche “core” del business e ad accrescere la fiducia della clientela.

Secondo Kumar, i clienti sono i più grandi appassionati di qualsiasi prodotto. Sono loro che investono tempo e denaro per integrare un prodotto nella propria vita ed è per questo che nessuno, più dei clienti, è adatto a indicare i cambiamenti, i miglioramenti e le innovazioni necessarie ad un prodotto.
Per implementare un processo di innovazione bottom-up basato sui feedback della clientela occorre stare il più vicino possibile ai clienti, prendere in attenta considerazione i loro pareri e basare le decisioni di innovazione su questi.

3) L’innovazione è solo un passo avanti, ma un posizionamento customer centric è il vero successo.

Per ottenere tutti i vantaggi di un processo di innovazione bottom-up, è necessario cambiare l’intera configurazione della cultura aziendale impostandola in modo che sia “customer centric”, centrata sul cliente. Ciò significa, secondo Kumar, che l’azienda deve imparare ad ascoltare attentamente i clienti e utilizzare i dati ottenuti come guida per una gestione efficace ed ottimale del business. Il risultato sarà, assieme ad un processo di innovazione sostenibile e vincente, che la clientela sarà sempre più soddisfatta.

4) La democrazia porta sempre avanti le idee migliori.

Secondo Kumar, quando si decide di impostare un processo di innovazione aziendale bottom-up, entra in gioco la democrazia come strategia vincente per filtrare le migliori idee su cui basare le decisioni innovative. Bisogna quindi ascoltare tutti i pareri e tenere in attenta considerazione quelli “più gettonati”.

5) Far passare le idee “top-down” attraverso il processo bottom-up.

Se la leadership aziendale ha una grande idea innovativa, o un’intuizione che sembra poter avere successo sul mercato, è possibile farla comunque passare attraverso un processo bottom-up proponendola a clienti e dipendenti per ottenere i loro feedback. In questo modo sarà possibile raccogliere dei dati utili per prendere le decisioni più efficaci e per testare le probabilità di successo dell’intuizione. Inoltre, se ci sono dei punti deboli da modificare, un processo di valutazione bottom-up di un’intuizione della leadership aziendale consente di metterli a fuoco e rimediare.

In conclusione, Kumar afferma che le strategie di innovazione dovrebbero partire da un percorso bottom-up abilmente affiancato da decisioni top-down: in questo modo, l’azienda è in grado di prendere il meglio da ciascuno dei due approcci prendendo le idee innovative “dal basso” e filtrandole/sviluppandole basandosi sui dati e sui feedback di clienti e dipendenti.

Per leggere il post originale: https://www.linkedin.com/today/post/article/20140422124336-1853953-why-bottom-up-innovation-trumps-top-down-innovation?goback=.mpd2_*1_*1_*1_*1_*1_*1_20140422124336*51853953*5why*5bottom*5up*5innovation*5trumps*5top*5down*5innovation&trk=prof-post

Napoli, 22/04/2014

La Call per partecipare al Seed Program – Summer 2014 di Mind The Bridge: deadline il 28/02/2014

Sono ufficialmente aperte le Applications per il Seed Program – Summer 2014 di Mind The Bridge, programma nato dalla collaborazione con il Fondo MTS della Silicon Valley destinato a percorsi di accelerazione ad hoc (della durata di 3/6 mesi) per 5/7 startup selezionate che vogliano localizzare le proprie attività in Silicon Valley.

La partecipazione alle selezioni è aperta esclusivamente a team di founders internazionali con progetti focalizzati sul mercato statunitense. I progetti dovranno essere focalizzati su tecnologie disruptive nei seguenti settori: mobile, big data, digital publishing, educational platforms, design, fashion e payments. E’ inoltre necessario essere in possesso di un MVP e di un business scalabile.

Il Programma Summer 2014 di Mind The Bridge garantisce un percorso di mentorship con esperti altamente qualificati ed offre la possibilità di accedere ad un finanziamento seed attraverso il Fondo MTS: le candidature on-line resteranno aperte fino al 28 febbraio 2014.

Nel mese di maggio 2014 Mind The Bridge terrà un bootcamp di due giorni a Napoli, per valutare con interviste one-to-one i migliori progetti, e a giugno 2014 saranno selezionati i 5/7 progetti che parteciperanno alla Startup School di MTB a San Francisco (della durata di tre settimane).

Al termine della Startup School, saranno selezionate le startup che parteciperanno al percorso di accelerazione e che verranno valutate dal Fondo MTS per un eventuale finanziamento seed.

Per presentare il proprio progetto, il link delle Applications è il seguente: http://www.f6s.com/mtsseedprogram#/apply

Napoli, 13/02/2014

La Francia investe nell’innovazione: la prima di tre call per imprese di tutto il mondo

La Francia ha aperto una call destinata ad imprese di tutto il mondo per progetti innovativi che riescano ad apportare cambiamenti e miglioramenti in settori strategici per l’economia francese: il concorso è “Innovation 2030” ed è stato lanciato nelle scorse settimane dal Presidente della Repubblica Hollande e dal Ministro per il Rilancio Produttivo Montebourg.

Possono proporre la propria candidatura imprese provenienti da tutto il mondo, di qualsiasi dimensione: dalle PMI alle multinazionali. Le imprese partecipanti devono essere disponibili a stabilire una sede in Francia. I sette settori strategici individuati per la call sono:

1. Energy Storage: progetti innovativi che si occupano di stoccaggio di energia.

2. Recycling of Metals: progetti contenenti una valida ed efficace innovazione nel campo del riciclo dei metalli.

3. Development of Marine Resources: progetti inerenti lo sviluppo delle risorse subaquee metalliche, o che offrano soluzioni di desalinizzazione meno costosi/a minor consumo energetico rispetto a quelli attualmente esistenti.

4. Plant Proteins and Plant Chemistry: progetti finalizzati allo sviluppo di prodotti alimentari a base di proteine vegetali e progetti finalizzati allo sviluppo di nuovi materiali a partire dalle piante.

5. Personalised Medicine: progetti per interventi terapeutici mirati, ad esempio dispositivi medici e/o immagini ad alta risoluzione.

6. The Silver Economy – Innovation in the Service of Longevity: progetti che permettano agli anziani di affrontare le conseguenze della perdita di autonomia attraverso la tecnologia.

7. Big Data: progetti che prevedano un utilizzo più efficace dei dati, oppure che riescano ad individuare nuovi utilizzi e nuovi modelli analitici.

Il Concorso “Innovation 2030” si articola in tre fasi differenti: la prima fase, partita il 2 dicembre con il lancio ufficiale della call, è finalizzata alla selezione dei 100 migliori progetti che presenteranno la propria candidatura entro il 30/01/2014 (qui, il form per partecipare).
I progetti verranno selezionati entro il 31/03/2014 sulla base di criteri quali il grado di conformità con uno dei sette settori individuati, il livello di innovatività (da un punto di vista tecnologico e non), la fattibilità tecnico-scientifica, i potenziali risultati economici, la capacità del proponente di portare a termine il progetto.

Le aziende selezionate durante la prima fase dovranno creare la propria azienda (o filiale) in territorio francese, e riceveranno un grant sotto forma di sovvenzioni fino ad un massimo di 200.000 euro per ciascun progetto: la prima rata (pari al 70% della sovvenzione complessiva) viene erogata immediatamente, mentre il restante 30% al momento della sottoscrizione del contratto tra l’azienda e BPI France.

Il 1° settembre 2014 aprirà una seconda fase del concorso, definita di “Risk Reduction”: sarà aperta a circa 30/40 progetti, provenienti da quelli selezionati nella prima fase ma aperta anche a nuove idee, in cui il sostegno finanziario sarà finalizzato all’espansione e allo sviluppo di progetti particolarmente promettenti. Il finanziamento massimo per ciascun progetto selezionato nella seconda fase sarà di 2 milioni di euro.

Infine, la terza fase è definita “Development Phase” e avrà luogo a partire dal 2016: in questo caso saranno individuati 1 o 2 progetti per ciascuno dei sette settori di intervento che potranno beneficiare di finanziamenti fino a 20 milioni di euro per l’industrializzazione del proprio business.

Le somme versate dal Governo Francese saranno quindi finalizzate allo sviluppo di nuove industrie nei settori più importanti per l’economia del Paese, e lo scopo finale è quello di accrescere l’industrializzazione nazionale a partire dal 2020.

Per maggiori informazioni:

Napoli, 27/12/2013

Hello Tomorrow Challenge mette in palio 100.000 euro per la migliore startup di domani!

Hello Tomorrow Challenge è una startup competition europea destinata a progetti (di prodotti o servizi) basati su tecnologie innovative: possono partecipare team composti da studenti/ricercatori (composti da un massimo di 6 membri, di cui almeno la metà under 35). Non è indispensabile avere una società già costituita, ma in caso di startup già costituite in forma societaria è necessario che siano state create dopo il 22/01/2013. Inoltre, le startup partecipanti non possono aver raccolto più di 100k € di capitale.

Hello Tomorrow Challenge è rivolta a giovani innovatori di oltre 30 paesi, e si propone di far incontrare creatività, scienza e tecnologia con il mondo dell’imprenditorialità allo scopo di costruire il futuro: oltre alla possibilità di candidare il proprio progetto, il portale offre la possibilità di incontrare nuovi possibili co-founder per dar vita a team di innovatori.

Le candidature devono essere inviate tramite il portale http://hello-tomorrow.org/# entro il 29 gennaio 2014: le categorie sono Energy, Biotech Medtech, IT/COM, Hardware Robotics, Big Data.
La giuria provvederà a selezionare i migliori 25 progetti che seguiranno un programma di mentoring nei mesi di febbraio e marzo. I criteri di selezione dei 25 progetti riguarderanno il team (in termini di esperienze e capacità dei membri e della loro coesione e complementarità all’interno del gruppo), l’innovazione tecnologica, il mercato (in termini di dimensioni, segmentazione, potenziale di crescita), la fattibilità del progetto e gli aspetti strettamente finanziari del piano.

Al termine del programma di mentoring (tra il 6 e il 17 aprile 2014) la giuria si occuperà della selezione dei 5 finalisti che parteciperanno all’evento finale “The First Day of Tomorrow” (Parigi, 18 aprile 2014): alla giornata parteciperanno oltre 2000 ospiti, e i 5 finalisti presenteranno il proprio pitch davanti ad una giuria formata da 50 esperti internazionali.
Al Grand Winner spetterà un premio in contanti di 100.000 euro, inoltre per ciascuna delle 5 categorie in concorso sarà premiato il miglior progetto con altrettanti premi da 15.000 euro ciascuno.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare i responsabili italiani all’indirizzo roma@hellotomorrow.org.

Inoltre è possibile visitare il sito internet dell’iniziativa e scaricare la locandina informativa di Hello Tomorrow Challenge.

Napoli, 11/12/2013

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