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Tag: startup

La tua Startup a San Francisco con Mind the Bridge!

Sono aperte le candidature per partecipare al Summer Batch 2013, il programma di accelerazione di Mind the Bridge aperto alle startup dell’area mediterranea che operano nei campi mobile, big data, editoria digitale, piattaforme di formazione, design, moda, pagamenti.

Dopo la conclusione della sessione invernale del programma, il Winter Batch (che ha finanziato 6 startup tra cui l’italiana Esimple, prima classificata), Mind the Bridge si prepara a selezionare i nuovi talenti che potranno ricevere fino a 65 mila dollari e partecipare al programma di accelerazione della durata di 10 settimane nell’incubatore MtB Gym di San Francisco in partenza ad agosto 2013.

Requisiti indispensabili per la partecipazione, un prodotto almeno in fase minimale di realizzazione e un primo (anche se piccolo) bacino di utenti. Ciascuna start up dovrà inoltre inviare una presentazione di massimo 10/15 slide, completa di link a una demo o a un video di presentazione del progetto.

Per partecipare basta collegarsi al sito mindthebridge.org/accelerator e cliccare su “Apply now“: si verrà indirizzati a una pagina che consente di creare il proprio profilo online. A questo punto, i candidati dovranno inserire i propri dati e allegare i documenti richiesti. E’ prevista una Early submission deadline per il 31 marzo, ma la Final deadline è fissata al 15 aprile 2013.

Mind the Bridge selezionerà i venti progetti migliori, che parteciperanno all’appuntamento con il Boot Camp, la due giorni dedicata all’approfondimento del progetto e al miglioramento del pitch attraverso sessioni di mentorship, che quest’anno verrà ospitato da TrentoRISE intorno a metà maggio. Dopo circa un mese, infine, la selezione finale dei progetti che riceveranno il finanziamento e il supporto economico da parte del fondo Mind the Seed più l’inserimento nel programma di accelerazione a San Francisco, che consentirà ai vincitori di poter vivere un’esperienza unica nella Silicon Valley per consolidare il proprio progetto imprenditoriale.

Per ulteriori informazioni: http://mindthebridge.org/

 

 

 

 

Finanziamenti UE: nuove regole per i fondi d’investimento

Sono stati approvati dal Consiglio UE i regolamenti che modificano la normativa per l’accesso ai finanziamenti europei: sono previsti nuovi requisiti, basati su criteri volti a migliorare l’accesso al credito delle PMI e delle micro imprese.
Nello specifico, si tratta dei regolamenti del Single Market Act che riguardano i fondi destinati alla fornitura di capitali per le piccole, medie e micro imprese nella fase di avvio delle attività (start-up) e imprenditoria sociale (con focus sugli strumenti di investimento disponibili nel settore pubblico e privato, strumenti di gestione del debito e microcredito).

Obiettivo dell’azione, dunque, è stimolare la crescita della piccola imprenditoria europea consentendo l’accesso ai finanziamenti mediante l’istituzione di un passaporto europeo per i manager di venture capital (per i quali è stata istituita la denominazione EuVeca) e di fondi di imprenditoria sociale (per i quali è stata istituita la denominazione EuSef), che certifichi la loro competenza a proporre i relativi fondi.

Le nuove norme comunitarie per i gestori dei fondi di venture capital e dei fondi destinati all’imprenditoria sociale prevedono:

  • requisiti uniformi a livello comunitario per i gestori di organismi di investimento collettivo, relativamente al portafoglio e alle tecniche di investimento e alle imprese ammissibili;
  • regole uniformi per categorie di investitori ai quali il fondo europeo si può indirizzare e per l’organizzazione interna dei soggetti gestori che li commercializzano;
  • passaporto europeo per i manager di venture capital che assicuri parità di condizioni per gli operatori di mercato.

La normativa comunitaria nasce dalla constatazione di quanto i fondi di venture capital siano fondamentali per la crescita economica, per la creazione di nuovi posti di lavoro, per la mobilitazione del capitale, per gli investimenti in innovazione e ricerca e sviluppo e, in generale, per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale europeo. Da qui, l’esigenza di individuare un quadro comune per tutti gli Stati Membri che vada a definire in maniera condivisa le requisiti, regole e strumenti.

Come previsto per i Regolamenti comunitari, non è necessario alcun atto di recepimento da parte dei singoli Stati: le nuove regole entreranno automaticamente in vigore in tutti gli Stati Membri a partire dal 22 luglio 2013. Attualmente saranno applicabili esclusivamente ai Fondi comunitari, ma è prevista entro due anni una revisione del Regolamento che potrebbe estendere l’efficacia anche a fondi stabiliti al di fuori del territorio UE.

Per le startup, il regolamento relativo alla denominazione EuVeca è scaricabile al seguente link:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/12/pe00/pe00073.en12.pdf

ItaliaOnLine e Starthappy: tecnologia cloud e visibilità digital per 20 startup italiane

Un concreto supporto alla crescita di nuove imprese digitali, un’offerta complessiva in servizi e visibilità digital del valore di 2 milioni di euro per 20 start up: è questo il programma Starthappy di ItaliaOnLine, la più grande internet company italiana che da febbraio 2013 riunisce tutti i brand e gli asset di Libero e Matrix.
ItaliaOnLine si propone come fulcro del prossimo sviluppo digitale nazionale, di cui vuole farsi interprete e promotore grazie ad iniziative come Starthappy, allo scopo di diventare il punto di riferimento di chi fa innovazione in Italia.
Starthappy è un programma della durata di 2 anni per il quale verranno selezionate 20 startup italiane in possesso dei seguenti requisiti:

  • Essere imprese private del settore ICT
  • Avere meno di 3 anni di età
  • Non essere quotate in borsa
  • Avere avuto ricavi inferiori a 1 milione di euro nell’ultimo anno

Il programma è articolato in due fasi: una volta superato il processo di selezione, si apre la prima fase durante la quale alle start up è offerto accesso gratuito, per un valore di € 50.000,00 in due anni, all’infrastruttura Cloud di Libero, basata sulla tecnologia della californiana Joyent. Oltre alle risorse cloud, le start up in questa fase possono beneficiare di un’opportunità di visibilità nei confronti dei 20 milioni di visitatori unici al mese di Libero.it e Virgilio.it, attraverso spazi di advertising dedicati.
In questo modo le startup possono concentrarsi sullo sviluppo dei propri business plan, mentre ItaliaOnLine pensa all’infrastruttura e si fa carico di costi e aspetti tecnici.
La seconda e ancor più importante fase si svilupperà sul modello del “Venture building & Accelerator”, con un focus specifico nel settore editoriale e dell’e-commerce: in particolare, ItaliaOnline individuerà periodicamente idee innovative da sviluppare in compartecipazione con talenti dallo spiccato spirito imprenditoriale dando vita a nuove startup.

L’offerta per ciascuna startup ha un valore di mercato pari a circa 100.000,00 euro, che ItaliaOnLine mette a disposizione per “contribuire attivamente alla crescita dell’industry digitale, supportando in modo concreto lo sviluppo di nuove iniziative di business“, come dichiarato da Antonio Converti, CEO di ItaliaOnline, che prosegue: “Da leader di mercato sentiamo il dovere di contribuire alla nascita di un modello italiano per le startup e di definire insieme ad altri operatori un percorso per sostenere l’innovazione, lo sviluppo economico e, non ultimo, la creazione di posti di lavoro, in un momento particolarmente delicato della storia del nostro Paese“. (fonte: Assodigitale.it)

Ad oggi sono state già selezionate due startup: OndangoSportsQuare Games: la prima offre soluzioni che permettono alle aziende di vendere prodotti e servizi direttamente dalla fan page di Facebook, ed ha all’attivo oltre 500 clienti a livello globale; la seconda sviluppa giochi sportivi a livello mondiale con 80.000 utenti registrati.
Per proporre la propria startup a Starthappy basta compilare il modulo disponibile al seguente link: http://www.starthappy.it/it/proponi-la-tua-startup/

Startup in Europa, nasce il “Leader Club”

Dopo il lancio della Grand Coalition nelle scorse settimane, per la quale è possibile presentare qui la propria candidatura fino al 31 maggio 2013, prosegue l’attività della Commissione Europea per il sostegno dell’impreditorialità e dell’innovazione nel settore ICT con l’iniziativa Startup in Europe, Stay in Europe.

Si tratta di un piano della Commissione in 6 mosse, grazie al quale gli aspiranti imprenditori digitali d’Europa potranno avere a disposizione nuovi strumenti per mettere in pratica le proprie idee, senza dover sognare la Silicon Valley: il primo passo è mettere a disposizione dei giovani europei le esperienze di chi ce l’ha fatta, con la piattaforma Startup Europe Leader Club.

Vorrei che i giovani imprenditori trovassero modelli cui ispirarsi, con un vero e proprio mercato unico digitale in cui sviluppare le loro idee“, dice Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea: è su questo presupposto che la Commissione sta creando una piattaforma in cui imprenditori di spicco potranno parlare delle loro fonti di ispirazione e delle loro frustrazioni, richiamando l’attenzione dei giovani e dei leader europei sul potenziale offerto da una carriera imprenditoriale.

Contando sulla partecipazione dei creatori di Spotify, Angry Birds, Tuenti, Skype, SeedCamp, HackFwd, della Tech City di Londra e di TheNextWeb, sta prendendo forma in queste settimane il Leader Club: sono proprio loro la prova vivente che diventare imprenditori del web si può, e che questa può essere una carriera professionale particolarmente gratificante. Neelie Kroes ha commentato: “Queste persone non si sono limitate alle parole, sono passate ai fatti e hanno realizzato un progetto. Ecco perché i giovani e i leader dovrebbero ascoltarle“.

Per fare qualche esempio, oggi Spotify è disponibile in 23 paesi, mentre attraverso Skype passa un terzo delle chiamate internazionali e Angry Birds, con gli oltre 250 milioni di utenti attivi al mese, è più grande di Twitter.
Ciò nonostante, il numero di laureati nel settore delle ICT è in calo e la disoccupazione è in aumento: gli imprenditori, con il progetto Startup Europe Leader Club, possono aiutare i cittadini degli Stati Membri a colmare queste lacune.

Nel dettaglio, i Leader che partecipano al progetto sono Zaryn Dentzel (fondatore e CEO di Tuenti, il più grande social network “solo su invito” spagnolo, con oltre 12 milioni di utenti); Daniel Ek e Martin Lorentzon (co-fondatori di Spotify); Kaj Hed (presidente di Rovio, editore di Angry Birds); Lars Hinrichs (fondatore e CEO di HackFwd, società di investimento progettata per supportare gli sviluppatori di software in Europa); Joanna Shields (Ceo di Tech City); Reshma Sohoni (Partner di Seedcamp, un catalizzatore per la prossima generazione di investitori europei); Boris Veldhuijzen van Zanten (fondatore di The Next Web); Niklas Zennström (co-fondatore di Skype, Kazaa, Joltid e Joost).

Gli altri punti previsti dall’iniziativa “Start up in Europe, Stay in Europe” sono:

  • la partnership Startup Europe, per mobilitare le competenze tecniche, le possibilità di tutoraggio, le tecnologie e i servizi
  • il forum EU Accelerators, per far conoscere i programmi di accelerazione esistenti
  • le reti di crowdfunding (finanziamento collettivo) dell’UE, per collegare le attuali piattaforme di crowdfunding, in particolare quelle specializzate in start-up che operano sul web
  • una maggiore sensibilizzazione degli investitori in capitali di rischio alle opportunità commerciali del web grazie alla condivisione delle esperienze positive e alla creazione di reti
  • la promozione delle competenze legate al web: a) ampliando il ruolo delle piattaforme didattiche online (quali i “corsi online aperti a tutti” o “Massive Online Open Courses”) per sopperire alla carenza di sviluppatori del web; b) utilizzando piattaforme per condividere e scambiare competenze tra gli imprenditori del web su scala europea; nonché c) esplorando l’utilità di gemellaggi, a livello europeo, fra operatori esperti di alto livello e giovani imprenditori, con l’intento di condividere idee ed esperienze.

SI tratta di un altro passo avanti nel percorso dell’UE per lo sviluppo e l’innovazione dell’imprenditoria digitale in Europa: la crescita “Made in Europe” passa attraverso le Startup!
Per tutte le informazioni: https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/web-entrepreneurs

Approfondimenti: Finanziamenti per 30 milioni di euro con il Bando Startup

Con il Decreto n. 436 del 13 marzo 2013 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha provveduto allo stanziamento dei fondi strutturali europei del PAC: il Bando Start Up, infatti, mette a disposizione una vera e propria “corsia preferenziale” per le piccole, medie e micro imprese delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) esistenti da meno di sei anni, che vogliano investire sulla Ricerca e l’Innovazione attraverso le applicazioni dell’ICT.
Oltre alle singole imprese in possesso di tali requisiti, il Decreto annovera tra i soggetti ammissibili eventuali reti di imprese, o collaborazioni con grandi imprese, Università Statali, Enti e/o Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca e/o altri organismi di ricerca. Il Bando Start Up impegna complessivamente 30 milioni di euro e si articola in quattro linee di intervento: le prime tre linee sono destinate alle imprese e alle reti di imprese come sopra definite. Per tali linee di intervento, le proposte progettuali devono avere un costo compreso tra 400.000 e 1.200.000 euro e una durata non superiore ai 24 mesi.

Linea 1 – BIG DATA: il Decreto annovera tra questi gli interventi con lo scopo di “promuovere progetti di ricerca e innovazione caratterizzati dalla creazione di soluzioni nuove o dalla declinazione e personalizzazione di metodi e tecnologie esistenti in un contesto applicativo nuovo, tipicamente italiano; inoltre esse devono dimostrare di essere sostenibili economicamente e di essere in grado di accedere ad un mercato rilevante“.
Per presentare domanda, è necessario che i progetti riguardino uno dei seguenti ambiti tecnologici: Cloud Computing, Data Integration, Cyber Security e Big Data Analytics. Per far sì che gli interventi siano il più possibile coerenti con le caratteristiche strutturali e le potenzialità economiche e tecnologiche italiane, inoltre, il Bando identifica i temi/settori in cui i progetti proposti dovranno trovare applicazione: turismo, politiche pubbliche, comunicazione, sanità, energia e mobilità. (Fondi stanziati: 8 milioni di euro)

Linea 2 – CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO: Si tratta di progetti volti “alla traduzione, attraverso la combinazione di tecnologie digitali, di risorse della cultura in prototipi di prodotti e servizi, in particolare innovando le modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali“. Le proposte progettuali devono rispondere ad una serie di caratteristiche anche dal punto di vista degli scopi perseguiti: si va dal suporto alla creazione di strumenti che consentano esperienze collaborative e interattive dei contenuti e delle risorse culturali, al  “rafforzare e ampliare la catena del valore della cultura” applicando processi tecnologici e creativi a processi produttivi tradizionali, passando per il favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi, tenendo sempre presente l’elevato contenuto creativo ed innovativo e lo sviluppo di nuove professionalità nel settore tecnologico.
I progetti della linea 2 dovranno essere riferiti ai seguenti ambiti: Digital Cultural Heritage, Making e Design, Spazi della Cultura 2.0.
E’ importante sottolineare, inoltre, che le proposte progettuali dovranno essere centrate sull’innovazione nelle modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali combinando tecnologie afferenti ai seguenti campi di applicazione: esperienza visiva e interattiva, produttività e automazione intelligente, distribuzione digitale, mobilità e interoperabilità. (Fondi stanziati: 14 milioni di euro)

Linea 3 – SOCIAL INNOVATION CLUSTER: I Cluster della Social Innovation sono intesi dal Bando Start Up “come aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti attivi nel campo della Social Innovation articolate in più aggregazioni, anche pubblico-private“. Essi dovranno contribuire alla competitività internazionale sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale. E’ prevista la possibilità di adesione al Cluster di partner internazionali.
Il Decreto elenca, in maniera esemplificativa e non esaustiva, una serie di ambiti di intervento delle proposte progettuali, tra cui energie rinnovabili e sviluppo sostenibile, occupazione, istruzine e formazione sui temi di educazione finanziaria, digitale e alla legalità, tutela e valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici, riuso e riciclo di materiali e rifiuti non pericolosi.
I soggetti che intendono presentare domanda dovranno, per questa linea di intervento, riunirsi in consorzi, società consortili, Associazioni temporanee di Impresa, Associazioni Temporanee di Scopo. Essi dovranno essere non meno di tre e dovranno individuare tra loro uno specifico organo capofila di coordinamento e gestione,il Cluster dovrà inoltre avere una composizione i cui proponenti provengano da almeno tre regioni diverse. (Fondi stanziati: 7 milioni di euro)

La quarta linea di intervento è denominata CONTAMINATION LAB e non è riferita alle imprese, bensì alle Università e agli Istituti Universitari Statali delle quattro regioni dell’Obiettivo Convergenza: lo scopo è quello di promuovere Progetti sviluppati dalle Università volti alla creazione di un Contamination Lab nel rispetto di una serie di linee guida identificate dal provvedimento stesso.
I CLab sono descritti nelle linee guida come “luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse“, che nascono allo scopo di promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione permettendo agli studenti di sviluppare progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale. All’interno dei CLab le Università offrono agli studenti un’offerta formativa utile all’elaborazione di tali progetti, attraverso una serie di risorse, iniziative, strutture e attività. Un CLab dovrà prevedere uno spazio fisico ed uno spazio virtale per ospitare la propria community, inolte ciascuno di essi andrà a confluire in un unica rete nazionale che sarà denominata “CLab Italia“.
Anche in questo caso, i progetti devono avere una durata massima di 24 mesi, mentre il valore complessivo massimo è fissato a 200.000 euro. (Fondi stanziati: 1 milione di euro)

Le domande di partecipazione al Bando Start Up dovranno essere presentate entro le ore 17.00 del 10 maggio 2013 per via telematica, tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO.

Le richieste di informazioni possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica bandostartup@miur.it

Il testo del Decreto è disponibile al seguente link: http://attiministeriali.miur.it/anno-2013/marzo/dd-13032013.aspx

 

Napoli, 22 marzo 2013

Il 26 marzo Kublai in campo a Napoli, partecipa anche il CSI!

 

kublaicamp

Il 26 marzo 2013 a Napoli, al Riot Studio, uno spazio nato da un paio d’anni circa nel cuore antico di Napoli (presso Palazzo Marigliano), si terrà il “Kublai in campo”, iniziativa  del Ministero dello Sviluppo Economico nata con l’obiettivo di avviare e incentivare progetti di sviluppo locale.

Come si legge nel blog di Kublai: “L’idea è quella di dare più spazio ai progettisti e di farli interloquire non solo con il nostro coach Alfredo Fortunato, che chiaramente sarà presente anche Napoli, ma con tutti gli ospiti e gli  addetti ai lavori che parteciparanno alla giornata. Non ci sarà più una mattina “istituzionale” e di buone prassi e un pomeriggio di  barcamp  ma tutto in alternanza“.

La giornata del 26 sarà un’occasione unica per tanti progettisti in erba di  esporre e proporre le proprie idee di impresa alla presenza di Frieda Brioschi (Responsabile di Progetto di Kublai e Presidente di Wikimedia Italia) Edoardo Imperiale (Direttore Generale di  Campania Innovazione), Giuseppe Di Nicola (Premio Best Practices), Alessandro Messina (Federcasse), Vincenzo Caputo  (Presidente giovani imprenditori  e dell’Unione Industriali di Napoli), Pasquale Popolizio (Città della Scienza) Giampiero Bruno (Gestore CSI – l’Incubatore Napoli Est), Antonio Prigiobbo  (La community di Start-up sul territorio) e sopratutto Alfredo Fortunato, coach di Kublai.

Scarica qui il programma.

Tanti ragazzi, che si sono iscritti alla giornata, tra cui il team di Rehub, Startup insediata presso il CSI, si alterneranno con pitch e presentazioni dei loro progetti in un’intensa di giornata di confronto da cui si proverà a far emergere idee in grado di diventare imprese sostenibili. E’ possibile ancora iscriversi fino al 25 marzo inviando una mail a communitystaff@progettokublai.net.

 

Napoli, 22 marzo 2013

 

Nuove opportunità per le Startup: Seedlab 2013

È iniziata la seconda edizione di Seedlab, progetto di formazione e pre-incubazione dedicato a giovani imprenditori con idee innovative e in cerca di supporto formativo, finanziario ed organizzativo. Tra tutti coloro che parteciperanno, saranno scelte le 20 migliori start up per le quali Seedlab fornirà oltre 1,5 milioni di euro investiti in capitale, competenze e la possibilità di volare in Silicon Valley.
Gli aspiranti imprenditori devono presentare la propria candidatura entro il 31 marzo 2013, iscrivendosi al bando sul sito www.seedlab.com, nella sezione “Apply Now”.
I settori previsti dal Bando sono i seguenti:  Agroalimentare, Nuovi materiali, Tecnologie pulite, Scienze della vita, Informatica hardware, Meccanica e Robotica, Telecomunicazioni, Web-digitale-nuovi media, Informatica software.

SeedLab è il programma imprenditoriale realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, la Syracuse University in Florence, la Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa, la Mib School of Management di Trieste che fornisce micro-seed di finanziamento, formazione manageriale e mentorship per aiutare promettenti start up a diventare aziende di successo. Il programma consiste in un percorso intensivo suddiviso in due moduli, con lo scopo di aiutare gli innovatori con una buona tecnologia o idea imprenditoriale nello sviluppo di un business model solido e credibile, nella costruzione di un valido team imprenditoriale e nella creazione di un network industriale di finanziatori in grado di implementare concretamente l’impresa.
La partecipazione delle idee selezionate è finanziata da TTVenture, il primo fondo italiano di seed e venture capital per il trasferimento tecnologico e da Nest Investimenti.

A dimostrazione della validità del progetto, alcune delle startup vincitrici della prima edizione stanno già facendo strada: Linkpass, già vincitori di “Vulcanica-Mente: dal talento all’impresa“, una app per smarthphone in grado di connettere espositori e visitatori di fiere commerciali sulla base di algoritmi complessi, ha ricevuto 1 milione di euro di finanziamento dal fondo Vertis Venture.  Milkyway, di Jacopo Vigna di Modena – un innovativo market place per gli sport estremi – è attualmente in negoziazione con due investitori istituzionali e lo stesso vale per  WIB – Warehouse In a Box di Nino Lo Iacono, giovane innovatore di Enna che ha creato un distributore automatico evoluto che, fra le altre cose, consegna i prodotti all’interno di una borsa per la spesa e consente, secondo l’ideatore, di aumentare l’efficienza di rifornimento e ridurre le perdite legate alla merce “out-of-stock”; mentre SME Plus, un layer multi-touch per schermi flessibili, sta cercando fortuna negli Usa, dove ha iniziato un round di fund raising con alcuni partner locali di Seedlab.

 
Fonte: http://www.lastampa.it/2013/03/18/blogs/start-me-up/nuove-opportunita-da-seedlab-e-ideopoli-C5enF5bqsNpStc04y3bq6O/pagina.html

Napoli, 20 marzo 2013

 

Approfondimenti: Il Fondo per la Crescita Sostenibile

Con il Decreto interministeriale emanato l’8 marzo 2013 è definitivamente operativa la Riforma degli Incentivi alle imprese varata con il Decreto Sviluppo nel giugno 2012. Il provvedimento introduce una serie di misure di semplificazione nell’accesso agli incentivi per le imprese, allo scopo di stimolare la realizzazione di interventi che abbiano carattere di innovatività, favoriscano la crescita dell’occupazione e la competitività anche a livello internazionale delle aziende, disciplinando le modalità di intervento del nuovo Fondo per la Crescita Sostenibile, dell’ammontare di 600 milioni di euro, a cui potranno aggiungersi i finanziamenti agevolati di Cassa Depositi e Prestiti, il cui effettivo ammontare sarà determinato con un ulteriore decreto di concerto con il Ministero dell’Economia in corso di adozione.

Dal proprio sito internet, il MISE definisce il Fondo per la Crescita Sostenibile come uno strumento che consente di “avviare una innovativa modalità di interventi in favore della competitività delle imprese, introducendo profonde innovazioni dei meccanismi di intervento che consentono:

  • di focalizzare i finanziamenti su pochi obiettivi ritenuti strategici per lo sviluppo del Paese: ricerca, sviluppo e innovazione; rafforzamento della struttura produttiva; internazionalizzazione delle imprese. 
  • di concentrare le risorse disponibili su un’unica fonte finanziaria, evitandone la dispersione su una pluralità di interventi,  utilizzando come strumento prevalente di intervento il finanziamento agevolato ed eliminando i contributi a fondo perduto.”

Il tutto allo scopo di inquadrare la politica di incentivazione italiana all’interno di una cornice europea.

Il Ministero di propone di sostenere i programmi e progetti che le imprese beneficiarie non avrebbero svolto in mancanza delle risorse messe a disposizione dal Fondo in questione, in particolare al comma 2 dell’art. 3 elenca le tre tipologie di interventi finanziabili, e cioè interventi diretti:

  • alla promozione di progetti di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
  • al rafforzamento della struttura produttiva del Paese, al riutilizzo degli impianti produttivi e al rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale;
  • alla promozione della presenza internazionale delle imprese e all’attrazione di investimenti all’estero.

Il Decreto stabilisce le seguenti quattro linee di intervento per l’utilizzo del Fondo:

  1. Interventi per la ricerca e sviluppo,
  2. Interventi per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese,
  3. Interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero,
  4. Interventi per progetti speciali.

Gli interventi per la ricerca e sviluppo saranno indirizzati a progetti diretti ad introdurre significamenti avanzamenti tecnologici finalizzati alla realizzazione/al miglioramento di prodotti, processi e servizi tramite lo sviluppo delle tecnologie previste dal Decreto: innanzitutto le ITC, seguono poi le Nanotecnologie, i Materiali avanzati, le Biotecnologie, la Fabbricazione e trasformazione avanzate e lo Spazio. E’ prevista la possibilità di presentare progetti proposti in maniera congiunta da più soggetti, previa stipula di un apposito contratto di rete (o altra forma contrattuale di collaborazione), che permetta di individuare chiaramente la suddivisione delle competenze (in termini di costi, spese, utilizzo dei risultati) e identifichi un soggetto capofila. E’ da sottolineare, inoltre, la previsione di specifiche priorità per alcune tipologie di progetto: ricordiamo in particolare i progetti che prevedono lo sviluppo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Gli interventi previsti dal Titolo III del Decreto sono quelli per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese: Il Fondo interverrà per finanziare i progetti in grado di incrementare la produttività e l’innovatività in settori che necessitano di un riposizionamento competitivo e riqualificazione dei sistemi di produzione e dei relativi prodotti. Si fa riferimento a progetti in grado di potenziare la produttività nelle aree territoriali depresse con particolare riferimento alle Regioni del Mezzogiorno ed a quelle aree del Paese che versano in una situazione di crisi industriale complessa.  La priorità di intervento riguarda in qesto caso le Regioni Convergenza, le PMI, i programmi che abbiano effetti positivi sul livello di occupazione e quelli che siano in grado di minimizzare gli impatti ambientali.

Gli interventi per l’internazionalizzazione delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero saranno sostenuti dal Fondo attraverso forme di raccordo con L’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese (ICE). I programmi realizzati dalle imprese devono essere volti a sviluppare piattaforme di e-commerce e di frinchising per le PMI, diffondere e tutelare il made in Italy nei mercati esteri, partecipare a menifestazioni, gare, fiere internazionali per la promozione delle eccellenze produttive italiane. Anche in questo caso, è prevista priorità per coloro che ricorrono allo strumento del contratto di rete, e in ogni caso per i programmi che coinvolgano in modo significativo le piccole e medie imprese.

Il Decreto prevede infine i cosiddetti Progetti Speciali: essi devono innanzitutto avere come ambito di riferimento specifiche aree tecnologiche-produttive ritenute strategiche per la competitvità del Paese. In secondo luogo, devono essere diretti alla riqualificazione competitiva di tali aree e devono sostenere la creazione di nuova occupazione e/o salvaguardare il livello occupazionale esistente. Il Ministero definirà un’apposita Proposta di Progetto Speciale che verrà sottoposta all’attenzione delle associazioni di categoria rappresentative delle imprese e degli altri soggetti nazionali, che daranno il proprio parere insieme ad altri soggetti pubblici e privati interessati. Tale Proposta verrà poi attuata dal MISE attraverso apposito decreto.

Il Decreto dell’8 marzo 2013 stabilisce, infine, la creazione di apposite sezioni del Fondo per ciascuna delle linee di intervento analizzate.

Riguardo alle modalità di accesso al Fondo, gli interventi previsti dal decreto verranno attuati con bandi e direttive pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Essi prevederanno l’ammontare delle risorse destinate a ciascun intervento, i requisiti di accesso dei beneficiari, le condizioni di ammissibilità e presentazione delle proposte di progetto, i termini di presentazione delle domande.  Normalmente le risorse verranno assegnate  con procedure di tipo negoziale salvo il ricorso a procedure valutative. In quest’ultimo caso il decreto impone di prevedere specifiche riserve di risorse a favore esclusivo delle micro, piccole e medie imprese e reti d’imprese. Da segnalare, inoltre, che gli interventi previsti sono tutti sotto forma di finanziamento agevolato: non sono previsti aiuti a fondo perduto, anche questo in vista dell’inquadramento della normativa italiana nel contesto di regolamentazione dell’Unione Europea.

Il testo integrale del Decreto 8 Marzo 2013 è disponibile al seguente link: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/decreto-8marzo2013.pdf

Napoli, 19 marzo 2013

Approfondimenti: Il Credito d’Imposta per PMI e #Startup

La Legge di Stabilità 2013 (Legge n. 228 del 24/12/2012) ha istituito, ai commi 95, 96 e 97 dell’art. 1, un Fondo per la concessione del Credito d’imposta per la Ricerca e Sviluppo, destinato in particolare alle piccole e medie imprese e con lo scopo di ridurre il cuneo fiscale.

Istituito presso la Presidenza del Consiglio, il Fondo è finanziato dalla progressiva riduzione degli stanziamenti di bilancio destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese. Nello specifico, il credito d’imposta è riservato alle imprese e alle reti d’impresa che affidano progetti di ricerca e sviluppo a università ed enti/organismi di ricerca o che realizzano investimenti nel settore.

L’istituzione del fondo avviene secondo criteri e modalità definiti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico: i Ministri sono tenuti a riferire alle Commissioni parlamentari competenti circa l’individuazione e la quantificazione dei trasferimenti e dei contributi concessi, ai fini dell’adozione delle conseguenti iniziative di carattere normativo. In attesa di queste ultime, facciamo il punto della situazione sulla recente normativa sul tema di che trattasi.

Il Fondo per il Credito d’imposta prevede due differenti agevolazioni:

  • Deduzione ai fini IRAP dei costi sostenuti per il personale addetto all’attività di ricerca e sviluppo;
  • Deduzione ai fini IRES dei costi sostenuti per attività di ricerca e sviluppo.

Il beneficio sarà assegnato fino a concorrenza delle risorse disponibili, pari a 25 milioni di euro per il 2012 e 50 milioni di euro per il 2013 e per gli anni seguenti. Sono previste agevolazioni per l’assegnazione dei fondi alle imprese che hanno sede nei territori colpiti dal terremoto del 2012 (con l’istituzione di una specifica riserva), ma soprattutto delle “corsie preferenziali” per le start-up innovative e gli incubatori certificati (così come definite all’art. 25 del Dl 179/2012), per i quali è introdotto un vincolo di destinazione delle somme stanziate nel momento in cui si avvicina il loro esaurimento.

Al momento è stato emanato il decreto interministeriale previsto per dare attuazione al credito d’imposta per le assunzioni di personale altamente qualificato (art. 24 Dl 22 giugno 2012, n. 83), ovvero dei soggetti in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di una laurea magistrale, purché, in questo secondo caso, impiegato in specifiche attività di ricerca e sviluppo. Il provvedimento, oltre a disciplinare alcuni aspetti specifici del meccanismo agevolativo, ha chiarito definitivamente che il beneficio potrà essere richiesto e fruito per tutte le assunzioni a tempo indeterminato effettuate a partire dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del già richiamato decreto. Per gli anni successivi sono, invece, agevolabili i costi sostenuti per le medesime finalità a partire dal 1° gennaio di ciascuno di essi. Nel decreto si stabilisce che il beneficio si applica a tutte le assunzioni a tempo indeterminato, anche in caso di trasformazione di contratti a tempo determinato o di apprendistato.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 35% di tutti i costi aziendali sostenuti per il lavoratore (per esempio oneri fiscali e previdenziali), ma può essere fruito solo nel limite di 200.000,00 euro per anno. Il credito di imposta spettante deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale il beneficio è maturato e va utilizzato in compensazione, in base al Dlgs 241/1997, attraverso il modello F24. Il bonus non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile Irap e ai fini del calcolo del rapporto citato negli articoli 61 e 109, comma 5 del Tuir. Non è, inoltre, soggetto al limite annuale di utilizzo (pari a 250 mila euro).

Nonostante il decreto, però, l’incentivo non può ancora essere utilizzato o richiesto: sarà, infatti, necessario un ulteriore provvedimento del Ministero dello Sviluppo economico, con cui definire i contenuti della domanda di accesso all’agevolazione e rese note le procedure per la sua presentazione. L’aiuto sarà assegnato mediante la procedura del “click day“, un’apposita piattaforma informatica creata per la gestione del Credito d’imposta, ma al momento non è stato ancora emanato il decreto che dovrà disciplinare nel dettaglio i contenuti delle domande e la procedura di inoltro delle stesse.

Approfondimenti: il Fondo di Garanzia a supporto delle imprese

Il Fondo di Garanzia per le PMI rappresenta uno strumento di intervento pubblico di Garanzia sul credito alle imprese italiane a fronte di finanziamenti concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari. Si tratta di uno strumento introdotto dal Ministero per lo Sviluppo Economico con la Legge 622/1996, che ha subito negli anni una serie di integrazioni e modifiche, fino all’ultimo ampliamento con la Circolare MCC n. 639 del 11/03/2013 riguardante il raggio d’azione della Riserva PON, dedicata alle imprese delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). Grazie al Fondo, l’impresa che ha bisogno di un finanziamento può chiedere alla banca di garantire l’operazione mediante una serie di strumenti, primo fra tutti la Garanzia Diretta: in questo modo il finanziamento è a rischio zero per la Banca che, in caso di insolvenza dell’impresa, viene risarcita dal Fondo Centrale di Garanzia e in caso di eventuale esaurimento di fondi di quest’ultimo, direttamente dallo Stato. Il secondo strumento previsto dal Fondo è la cosiddetta Controgaranzia, con la quale l’impresa si rivolge ad un Confidi o ad altro fondo di garanzia che provvederanno ad inviare la domanda di controgaranzia al Fondo. In sostanza è il Confidi a garantire il finanziamento concesso dall’Istituto di Credito e a garantirsi a sua volta grazie all’intervento del Fondo. Ultimo strumento previsto è la Cogaranzia, destinato però ai Confidi e gli altri fondi di garanzia che abbiano stipulato apposita convenzione con il Gestore del Fondo (MedioCredito Centrale S.p.A.).

L’aspetto più interessante in materia di Startup riguarda la possibilità di accesso al Fondo in modalità semplificata, gratuita e diretta così come previsto dall’art. 30 della Legge n. 221 del 17/12/2012, che ha convertito in legge il Decreto Sviluppo bis n. 179 del 18/10/2012 introducendo una serie di norme specifiche per le Startup innovative.

Tornando agli strumenti previsti dal Fondo, ci soffermeremo in particolare sulla Garanzia Diretta: è importante sottolineare come il vantaggio fondamentale di questo strumento sia la possibilità di ottenere dalle banche condizioni economiche migliori riguardo tassi e commissioni o nell’erogazione di maggior credito, pur mantenendo la libera contrattazione tra banche e imprese (il Fondo di garanzia, infatti, non interviene direttamente nel rapporto Banca/Impresa).

Lo strumento della Garanzia Diretta è riservato alle imprese regolarmente iscritte nell’apposito Registro della CCIAA che rispettino innanzitutto i requisiti dimensionali previsti dalla normativa vigente in materia: sono ammesse piccole, medie e micro imprese. In ottica del settore di appartenenza dei soggetti beneficiari, sono ammessi praticamente tutti i settori, con alcune limitazioni riguardanti l’Estrazione di minerali, le Attività manifatturiere e i Trasporti. Sono totalmente esclusi il settore delle Attività finanziarie e della Pubblica Amministrazione. Ulteriore fondamentale requisito è che l’impresa sia economicamente e finanziariamente sana: a riguardo sono previsti una serie di condizioni ed indici di riferimento, tra cui dei requisiti previsti esclusivamente per le nuove imprese (Startup), che vengono approfonditi attentamente nelle Disposizioni Operative e cambiano a seconda della tipologia di procedura attivata.

Sono previste infatti differenti procedure, tra cui in particolare la Procedura Ordinaria, la Procedura Semplificata (o Microcredito) e quella definita “Importo Ridotto“. Nel primo, la valutazione dei dati economico/finanziari per stabilire l’ammissibilità dell’impresa al Fondo si basa sull’analisi dei dati di bilancio sulla base di modelli standardizzati di calcolo (SCORING) che consentono l’assegnazione di un punteggio su una scala da 0 a 3 per ciascuno dei quattro indici calcolati. Sulla base del punteggio totale, l’impresa verrà inserita in una delle tre fasce di valutazione previste:

  • Fascia 1: Esito positivo dell’istruttoria e conseguente ammissibilità al Fondo;
  • Fascia 2: Rientrano in questa fascia le domande che il Comitato andrà a valutare “caso per caso“, con un’analisi personalizzata;
  • Fascia 3: Esito negativo dell’istruttoria e conseguente inammissibilità al Fondo.

La procedura semplificata (il cosiddetto Microcredito) è riservata alle operazioni finanziarie non assistite da garanzie reali, assicurative e dalle garanzie prestate dalle banche. Possono accedere a tale procedura i beneficiari che presentino una certificazione che dichiari la sussistenza di una serie di condizioni, anch’esse specificate nelle Disposizioni Operative, con l’ulteriore vantaggio di avere la priorità rispetto alle altre domande sottoposte all’Istruttoria del Comitato.

La procedura “Importo ridotto” è applicabile alle operazioni finanziarie di importo ridotto non assistite da altre garanzie diverse dalle garanzie concesse dai Confidi e dagli altri Fondi di garanzia. Le operazioni in questione devono avere un importo base non superiore a 20.000,00 euro, che può essere incrementato fino ad un massimo di 100.000,00 euro, sulla base di una serie di elementi, tra cui l’anzianità dell’impresa, il numero di addetti, la crescita del fatturato, la proprietà/acquisto/locazione di immobili aziendali. La stessa procedura può essere applicata alle nuove imprese per finanziamenti di importo inferiore ai 10.000,00 euro che prevedano un piano di rimborso a rate mensili e con un preammortamento massimo di 6 mesi. Anche in questo caso le imprese possono presentare una certificazione al posto dei modelli di scoring previsti per la Procedura Ordinaria, e avranno diritto alla priorità nell’ordine di Istruttoria.

Le operazioni finanziare ammissibili coprono un range molto ampio, purchè siano operazioni con una scadenza e/o durata stabilita e certa e non riguardino attività connesse all’esportazione.

Riguardo alle percentuali di copertura e agli importi massimi garantiti, le Disposizioni Operative prevedono diverse possibilità. Le percentuali di copertura vanno dal 30% al 80% dell’importo finanziato. La percentuale massima prevista riguarda le Imprese del Mezzogiorno, le Imprese Femminili, i soggetti rientranti nelle riserve PON e POIn e le Imprese colpite dal sisma del maggio 2012. Gli importi massimi garantiti sono due:

  • 2.500.000,00 euro per le operazioni sul capitale di rischio, per coloro che accedono alle riserve PON e POIn, per le Imprese colpite dal sisma del maggio 2012, per le operazioni di anticipazione dei crediti verso la P.A. e per le operazioni di durata non inferiore a 36 mesi.
  • 1.500.000,00 euro per le operazioni di consolidamento delle passività a breve termine, per le operazioni a favore di piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione straordinaria di durata non inferiore a 5 anni e per tutte le altre operazioni finanziarie previste.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti http://www.fondidigaranzia.it/fondo_di_garanzia.html

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