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Le Village by CA Milano: la call alla ricerca di startup da far entrare nell’ecosistema Le Village

L’opportunità per le Startup di entrare nell’hub di Crédit Agricole.

Al via la call4startup di Le Village by CA Milano – l’hub dell’innovazione di Crédit Agricole con l’obiettivo di sostenere la crescita delle Startup e accelerare l’innovazione delle aziende grazie alle sinergie e alla collaborazione tra corporate, giovani imprese e il gruppo internazionale Crédit Agricole.

Nel particolare, le Startup hanno la possibilità di accedere ad un programma di accompagnamento personalizzato, strutturato sui loro bisogni e studiato per raggiungere un’elevata crescita in breve tempo.

Le Startup selezionate per partecipare al programma avranno accesso a servizi di:

  • Business matching con aziende corporate e con il nostro ecosistema;
  • Programma di fundraising senza fee sul raccolto;
  • Supporto per lo sviluppo sui mercati internazionali;
  • Percorso di accompagnamento tailor made ed equity free.

Per potersi candidare, le Startup devono avere i seguenti requisiti:

  • Startup dai 6 mesi ai 5 anni di vita;
  • Intenzione di collocare il team presso gli spazi di Le Village;
  • Fatturato annuo superiore a 25 mila euro;
  • Presenza di almeno un prodotto e/o un servizio già validato dal mercato.

Per partecipare alla call4startup di Le Village by CA Milano, la deadline è fissata entro il 15 gennaio 2021, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://levillagebyca.it/it/call4startup/

DigiFed: una open call UE per le tecnologie digitali avanzate

Una call europea per il finanziamento di applicazioni innovative 

Il bando DigiFed, acronimo che sta ad indicare Digitising Europe’s industry together, è parte del programma europeo Horizon 2020 ed è finalizzato alla promozione di soluzioni innovative smart da collocare sul mercato che siano relative ad alcuni settori tecnologici particolarmente avanzati.

Nello specifico, la call in questione si rivolge a startup, PMI e midcups con applicazioni innovative in uno dei settori seguenti:

  • CPS / Embedded systems;
    Smart applications;
    Artificial Intelligence;
    Connectivity/IoT;
    Additive manufacturing;
    Application-specific semiconductor technologies;
    Heterogeneous integration and smart miniaturized systems;
    Micro and nano bio-systems;
    The energy efficiency of systems.

Le candidature verranno esaminate e saranno selezionati i migliori progetti, ai quali saranno forniti supporto di natura tecnica e sugli aspetti economici del business, oltre a finanziamenti fino a 55.000 euro per un tasso di co-finanziamento che potrà coprire fino al 70% del budget totale.

Tutti i dettagli e le informazioni per partecipare a DigiFed sono disponibili nel bando, scaricabile a questo link: https://digifed.org/wp-content/uploads/2020/09/Digital-Challenge_Call2_GuideForApplicants_v4.pdf

Cluster Fabbrica Intelligente presenta XFactory: opportunità per startup e PMI

XFactory, la call del Cluster Fabbrica Intelligente che permette a PMI e startup di lavorare con ABB e Ori Martin

Una grande possibilità per PMI e startup offerta dal Cluster Fabbrica Intelligente, l’associazione riconosciuta dal MIUR – Ministero dell’Università e della Ricerca che aiuta il Governo a disegnare la strategia di specializzazione intelligente: ecco cosa rappresenta XFactory per imprese che vogliono misurarsi con la grande opportunità di diventare fornitori di importanti attori del settore manifatturiero.

Il CFI ha lanciato una vera e propria call for solution: XFactory Open Innovation Challenge (XFOIC) nasce con l’obiettivo di dare anche alle realtà più piccole e più giovani di raggiungere il successo con le loro idee innovative. Tema dei progetti, la capacità di risolvere problematiche presentate da due lighthouse plant rinomatissimi: ABB a Dalmine e Ori Martin Tenova di Brescia.

“L’iniziativa – spiega Luca Manuelli, presidente del CFI – si ispira a Digital X Factory, la call for innovation lanciata a suo tempo da Ansaldo Energia e che ha permesso di selezionare dalle 160 Startup e pmi innovative partecipanti le sei aziende che attualmente lavorano nel suo Lighthouse Plant”.

Obiettivo principale della call for solution del Cluster Fabbrica Intelligente è creare un momento di incontro tra startup e PMI e i due impianti-modello 4.0, due realtà che spesso possono avere grosse difficoltà a incontrarsi, confrontarsi, comunicare.

Sono due le sfide che dovranno affrontare i partecipanti alla call: Metal Additive Manufacturing, l’impianto di Dalmine di ABB chiede soluzioni per implementare al meglio un nuovo sistema di additive manufacturing per la stampa 3D del metallo in grado di garantire qualità e velocità di esecuzione.

L’impianto siderurgico Tenova Ori Martin di Brescia, invece, è alla ricerca di soluzioni innovative per il posizionamento dei propri addetti in scenari critici, come ad esempio in caso di incidente. La challengechallenge si chiama “Cybersafety – Sensoristica innovativa per Piattaforma Sicurezza 4.0 in Acciaieria”.

Lo scopo finale è dare una possibilità ad aziende di dimensioni contenute e di età giovane di confrontarsi con un ambiente di lavoro prestigioso e innovativo: si tratta di una grande occasione di lavoro e crescita professionale per i partecipanti, che potranno presentare la propria domanda fino alla deadline fissata per il 23 ottobre.

L’appuntamento prosegue poi il 29 ottobre a Parma, dove si terranno i pitch dei rappresentanti delle aziende che hanno aderito all’iniziativa.

Seguirà ancora la seconda fase della selezione, che terminerà il prossimo 20 dicembre. Durante questo periodo, chi già aveva presentato la propria idea avrà l’occasione per raffinarla, mentre sarà possibile rispondere alla call per eventuali nuovi soggetti che non hanno presentato domanda nella prima fase.

Per partecipare, tutte le informazioni sono disponibili nel regolamento a questo link: https://www.openinnovation.regione.lombardia.it/assets/ed95e87e15357952fdb295c7b0d7b2ea/img/challenge/cfi/regolamento-OpenChallenge-LHP.pdf

DigiFed: DIGITALIZZARE L’INDUSTRIA EUROPEA con contributi fino a 110 mila euro

La Call per promuovere l’introduzione delle tecnologie digitali nelle loro offerte di prodotti e servizi.

Al via la seconda Call DigiFed – Digitising Europe’s industry together il progetto finanziato dall’UE nell’ambito del programma Horizon 2020 dedicato a sostenere le industrie dell’UE per digitalizzare i loro prodotti/servizi e raggiungere nuovi mercati.

La Call prevede due possibilità di partecipazione:

  1. Application Experiments si rivolge a Startup, PMI e midcups che sviluppano applicazioni smart in Europa;
  2. Digital Challenge è una sfida che permette alle Startup e alle PMI europee di ripondere a sfide industriali del mondo reale per le quali non sono ancora state identificate nel mercato soluzioni idonee.

E’ previsto un finanziamento per applicazione fino a 110.000 euro con un tasso di co-finanziamento pari al 70% del budget. Inoltre, i candidati selezionati avranno anche a disposizione supporto tecnico e aziendale personalizzato per lo sviluppo della soluzione individuata.

Per partecipare alla Call DigiFed, la deadline è fissata entro il 15 dicembre 2020, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://digifed.org/open-calls/open-call-2/

Bravo Innovation Hub: acceleratore d’impresa al Sud

L’acceleratore d’impresa per le Startup innovative del Mezzogiorno.

Bravo Innovation Hub, il primo acceleratore d’impresa promosso da Invitalia e Ministero dello Sviluppo Economico dedicato alle imprese innovative del Mezzogiorno. Il nuovo hub ha sede a Brindisi e rientra nel “Piano di azione per la diffusione dell’imprenditorialità e dell’innovazione“.

Al fine di velocizzare l’ingresso nel mercato delle imprese, Bravo Innovation Hub propone programmi di accelerazione verticali per consentire alle Startup di validare e sviluppare il modello di business, implementare fatturato, accedere al mercato dei capitali e intercettare partner strategici.

Nell’ambito del nuovo hub nasce il programma di accelerazione “Bravo Innovation Hub +Turismo+Cultura” dedicato alle imprese della filiera turistico-culturale, destinato alle Startup e microimprese in qualsiasi forma giuridica costituite dal 1° gennaio 2016 con sede con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

L’offerta prevede un budget di 40 mila euro per ciascuna impresa e comprende:

  • un contributo di 20 mila euro, di cui 15 mila erogati all’inizio e 5 mila a conclusione del programma;
  • spazi di lavoro all’interno del Bravo Innovation Hub di Palazzo Guerrieri in Brindisi;
  • formazione sulle competenze imprenditoriali;
  • mentoring e coaching per lo sviluppo del prodotto/servizio, modello di business, tecnologia, comunicazione, marketing, raccolta fondi;
  • assessment per identificare i punti di forza e le aree di miglioramento;
  • una giornata di confronto con testimonianze nazionali e internazionali specifiche del settore turismo e cultura;
  • iniziative di business matching e open innovation.

Per partecipare a Bravo Innovation Hub, la deadline è fissata entro il 3 novembre 2020, è possibile inviare la domanda all’indirizzo PEC finanzaimpresa@pec.invitalia.it

Action for 5G: la call for startup per potenziare e sviluppare la tecnologia 5G in palio 2,5 milioni di euro

La Call per lo sviluppo del 5G in Italia.

Al via la quarta edizione di “Action for 5G” la Call di Vodafone Italia in collaborazione con PoliHub, l’Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico per progetti innovativi legati alla rete di nuova generazione. Nel particolare, la Call indirizzata a Startup, PMI e imprese sociali, riguarda innovazioni nei settori:

  • Education;
  • Energy;
  • Entertainment & Gaming;
  • Healthcare;
  • Industry 4.0;
  • Mobility & Transport;
  • Retail;
  • Safety & Security;
  • Tourism;
  • Wellbeing & Sport Tech.

I progetti presentati dovranno utilizzare e valorizzare almeno una delle caratteristiche distintive del 5G:

  • velocità di connessione fino a 10 Gigabit al secondo;
  • latenza sotto i 10 millisecondi;
  • elevata densità di connessioni.

I progetti che accederanno alla fase di “Sviluppo Prototipo in 5G“, della durata di quattro mesi, nella quale riceveranno fino a 100.000 euro per lo sviluppo del primo prototipo funzionante in 5G. I migliori progetti per le categorie In Kind e Seed Capital entreranno nell’ultima fase di “Sviluppo Prodotto in 5G” con l’obiettivo di finalizzare la soluzione e portare in campo i primi trial commerciali.

Per partecipare alla Call Action for 5G, la deadline è fissata entro il 1 febbraio 2021, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://www.vodafone5g.it/login.php

5 tipologie di finanziamento per startup che devi conoscere assolutamente

Se hai una grande idea per un’impresa innovativa e vuoi provare a trasformarla in una startup di successo, non perderti questi 5 tipi di finanziamento.

Indipendentemente dalla tipologia di prodotto o servizio offerto, tutte le startup hanno una cosa in comune: la necessità di reperire capitale. Sfortunatamente, non è semplice per un’impresa in fase embrionale trovare degli investitori o dei finanziamenti disponibili. Non basta entrare in banca e chiedere un prestito: il rischio di impresa in una startup è troppo elevato per ottenere capitale attraverso i canali tradizionali.

In un recente post pubblicato su Merchant Maverick, sono elencate alcune modalità alternative di finanziamento che possono aiutarti a capitalizzare la tua startup: ci vuole un po’ di coraggio e di creatività, ma realizzare i tuoi sogni da imprenditore innovativo non è mai impossibile. Tuttavia, è necessario capire quanto capitale ti serve e perché: proprio per questo è fondamentale analizzare al meglio i tuoi costi di avvio, considerando tutte le possibili voci (dalle attrezzature, al marketing, passando per la ricerca e sviluppo solo per fare alcuni esempi).

Ma come possiamo finanziare la nostra startup? Partiamo con il più classico tipo di finanziamento: il cosiddetto debito. Si tratta di un vero e proprio prestito, in cui la somma forfettaria che il team riceve dovrà poi essere rimborsata (con gli interessi) in un determinato periodo di tempo. Il vantaggio di questa forma di finanziamento è che costruisci la tua reputazione rispetto ai creditori, ma l’altra faccia della medaglia sono tassi di interesse e condizioni spesso poco vantaggiose per una startup.

La seconda tipologia è il finanziamento in equity: il capitale necessario per la copertura dei tuoi costi di avvio sarà in questo caso ripagato sotto forma di partecipazioni nella tua startup. In questo modo, gli investitori potranno ricevere una fetta degli utili quando il business sarà avviato e remunerativo. Il vantaggio in questo caso è sicuramente il non dover restituire denaro, ma lo svantaggio sta nel perdere parte della proprietà della tua azienda: ciò non significa solo suddividere gli utili, ma anche dover consultare le parti quando ci sarà da prendere una decisione importante per il business.

Come terza tipologia possiamo considerare il cosiddetto finanziamento seed: questo termine che in inglese significa seme rende perfettamente l’idea di come funziona. All’inizio avrai un piccolo capitale che ti consentirà di avviare la startup: si parte da un seme, che crescerà nel tempo proprio come accade per le piante. Il capitale seed investito crescerà man mano che il business diventa fiorente e anche qui, come nel caso dell’equity, i finanziatori avranno in cambio delle partecipazioni nella tua attività, con tutti i pro e contro analizzati in precedenza.

Nel mondo startup si è fatta strada negli anni una tipologia di finanziamento “dal basso” nota come crowdfunding: si tratta di una vera e propria raccolta fondi, attraverso campagne lanciate su piattaforme online ad hoc, nelle quali chiunque crede nel prodotto o servizio che la startup ha progettato può investire una fetta di capitale. In cambio, i finanziatori otterranno partecipazioni o ricompense/vantaggi, ad esempio prezzi scontati al momento del lancio. Il crowdfunding ha il vantaggio di testare il gradimentoo sul mercato e costruire una prima base di utenti prima ancora di effettuare il lancio: dall’altro canto, richiede un forte sforzo di comunicazione e potrebbe non aiutare a raggiungere il risultato sperato.

Infine, uno startupper alla ricerca di capitale potrebbe servirsi di una delle sovvenzioni alle imprese previste nel pubblico: ci sono tantissimi bandi e opportunità a livello europeo, nazionale, regionale e locale che prevedono finanziamenti in denaro (quasi mai a fondo perduto, ma con condizioni vantaggiose) a volte abbinate anche a percorsi di formazione e mentorship con esperti del settore, come nel caso di VulcanicaMente: dal talento all’impresa o dell’Incubatore Diffuso del Comune di Napoli.

5 consigli per un pitch da remoto per la tua startup

La pandemia mondiale ha reso molto difficile incontrare gli investitori di persona: scopri come realizzare un pitch perfetto per la tua startup anche da remoto.

Da mesi ormai sono tantissime le persone che lavorano da casa e anche i founder di startup non possono far altro che adeguarsi allo smart working o lavoro da remoto. Potrebbe accadere nei prossimi mesi di ritrovarsi a dover presentare il proprio pitch a potenziali investitori direttamente da casa: ecco perché imparare a fare un buon pitch anche a distanza è fondamentale.

Ecco i 5 consigli indispensabili per un ottimo pitch da remoto:

1. Il pitch non è solo slide

Le slide sono fondamentali per un buon pitch e su questo non c’è dubbio. Tuttavia, e questo vale sia per presentazioni face-to-face che da remoto, a fare un buon pitch concorre tantissimo il tono con il quale lo presenti: devi saper raccontare la tua storia nel modo migliore, a prescindere dalla bellezza delle tue slide!
Impara a regolare al meglio il tono, il ritmo, le pause per far sì che il tuo racconto sia davvero avvincente.

2. Preparare delle slide efficaci

Anche se le slide non sono l’unica cosa che conta in un buon pitch, ciò non vuol dire che bisogna trascurarle, anzi: è bene preparare delle buone slide, chiare, efficaci ed esplicative.
La cosa migliore è inviare via email in anticipo le slide del pitch al proprio interlocutore ed utilizzarle poi come filo conduttore del discorso: chi ascolta deve riuscire a tenere il passo leggendole.

3. Non soffermarti troppo sul prodotto

Di solito, la maggioranza degli imprenditori e aspiranti tali che presentano un pitch a potenziali investitori concentrano la maggior parte dell’esposizione sul prodotto. Peccato che, soprattutto quando si parla di startup, per decidere se investire o meno il proprio denaro gli investitori vogliano sapere altro: mercato, team, concorrenti, business model, eccetera.

Il pitch dovrebbe toccare tutti questi aspetti e fornire alcune indispensabili informazioni sul prodotto: bisogna dire “quanto basta” per far capire cosa offre un prodotto (o servizio) e perché potrebbe essere davvero speciale e diverso da tutti gli altri. Per comunicare questi dettagli, una o due slide possono essere più che sufficienti.

4. Non dimenticare di mostrare cosa fa effettivamente il prodotto

Viceversa, sono tanti gli startupper che dimenticano completamente di descrivere il prodotto e rendono praticamente impossibile a un investitore capire cosa effettivamente fanno e come il prodotto funziona. Pitch di questo tipo sono troppo concentrati sul mercato: questo aspetto è sicuramente importante, ma anche in questo caso una slide o due possono bastare per spiegare qual è il tuo segmento di mercato. Aiuta sempre chi ti ascolta a capire qual è il tuo prodotto, a cosa serve e perché è migliore o differente dagli altri.

5. Chiudi con una slide davvero speciale

Nel suo post pubblicato dal portale Hackernoon, Rizwan Virk la chiama “la slide killer”: si tratta di quella slide che chiude il pitch e che l’investitore non potrà dimenticare. E’ quella slide che l’investitore racconterà ad altri investitori e soci quando dovrà spiegare il tuo pitch.

Si tratta di quella slide che racchiude tutto ciò che conta davvero dell’intero pitch e dalla quale dipende l’idea che l’interlocutore si farà di te: può essere sul team, sulla tecnologia, sulla traction, insomma su quello che è il tuo punto forte. Assicurati di creare una slide davvero speciale che aiuti l’investitore a non dimenticarsi di te, del tuo pitch e della tua startup.

Startup Culturali e Creative 2020: il bando per startup e MPMI

L’iniziativa per il rilancio delle attività culturali e creative del territorio.

La Regione Lazio lancia l’Avviso pubblico “Startup Culturali e Creative 2020” per il sostegno all’avvio dell’attività imprenditoriale delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) del Lazio che operano nell’ambito culturale.

I progetti possono essere presentati dalle MPMI, inclusi i liberi professionisti, in forma singola e potranno essere realizzati anche a beneficio di una attività imprenditoriale svolta dall’impresa in una o più sedi operative sul territorio del Lazio.

Il progetto deve riguardare i settori:

  • Patrimonio culturale ed artistico;
  • Architettura e Design;
  • Musica;
  • Audiovisivo;
  • Editoria;
  • Comunicazione;
  • Videogiochi e Software.

I progetti ammessi, dovranno avere un importo complessivo non inferiore ai 20 mila euro ed essere realizzato e rendicontato entro 24 mesi, durata minima richiesta per lo svolgimento delle attività progettuali. Il contributo, fino a 30 mila euro, verrà concesso a fondo perduto per un massimo dell’80% delle spese ammissibili.

Per partecipare al BandoStartup Culturali e Creative 2020“, la deadline è fissata entro il 1 ottobre 2020, è possibile attraverso la compilazione del form al seguente link: https://bit.ly/3hPEWIP

 

 

Good Food Makers: la call per imprese agtech e alimentari

Risolvere le sfide di business immediati attraverso il buon cibo.

Al via Good Food Makers, il programma di accelerazione per Startup agtech e alimentari, nata dalla collaborazione tra BLU1877 – la società di venture capital di Barilla, in collaborazione con l’incubatore di Startup statunitense KitchenTownha.

Good Food Makers, è un programma di otto settimane, flessibile e che si svolge principalmente da remoto. Le Startup avranno l’opportunità di lavorare direttamente con Barilla per portare sul mercato prodotti innovativi e sostenibili.

La Call è aperta alle aziende che lavorano su soluzioni in queste quattro aree:

  1. Snacking per bambini;
  2. Canali di distribuzione alternativi;
  3. Tracciabilità;
  4. Agricoltura rigenerativa.

Il programma, elaborato su misura in base alle esigenze e alle sfide specifiche delle Startup selezionate, affronterà temi relativi allo sviluppo e validazione del prodotto, manufacturing, marketing e test sui consumatori, normativa e sicurezza alimentare.

Per partecipare alla Call Good Food Makers, la deadline è fissata entro l’8 agosto 2020, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://goodfoodmakers.net/apply

 

 

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