Loading...

Tag: management

Start Cup Campania 2020: la business plan competition che vede insieme tutti gli Atenei della Campania con premi fino a 5 mila euro

La Call che favorisce lo sviluppo economico del territorio di riferimento attraverso il sostegno alla nascita di imprese innovative.

Al via l’edizione del Concorso Start Cup Campania 2020competizione fra Progetti d’impresa che si propongono di sviluppare prodotti e/o processi innovativi sulla base delle competenze scientifiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, dell’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, dell’Università degli Studi del Sannio, dell’Università degli Studi di Salerno e dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.

Il programma ha come obiettivo lo sviluppo della ricerca scientifica e riconosce alle iniziative imprenditoriali promosse dal mondo accademico un ruolo importante nella valorizzazione economica della ricerca scientifica e premia le più meritevoli.

Il Concorso si rivolge a soggetti che propongano idee riguardanti l’applicazione di nuove tecnologie in un campo di attività economica e che aspirino a costituire un’impresa , nel particolare a gruppi composti da almeno 3 persone fisiche, in cui almeno il Capogruppo rientri in una delle seguenti categorie:

  • Docenti e/o ricercatori di una delle Università promotrici dell’iniziativa;
  • Dottorandi e/o titolari di assegni di ricerca di una delle Università promotrici;
  • Diplomati, laureati e/o dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo presso una delle Università promotrici dell’iniziativa nell’ultimo quinquennio;
  • Studenti iscritti regolarmente al momento della pubblicazione del bando di partecipazione presso una delle Università promotrici;
  • Personale tecnico amministrativo di una delle Università promotrici.

I progetti imprenditoriali presentati saranno valutati facendo riferimento ai seguenti criteri generali:

  • originalità dell’idea imprenditoriale;
  • valore del contenuto tecnologico o di conoscenza;
  • realizzabilità;
  • potenzialità di sviluppo e ambizione del progetto;
  • adeguatezza delle competenze del management team;
  • attrattività del mercato di riferimento;
  • qualità e completezza alla documentazione.

Ai primi 5 Progetti in graduatoria verranno assegnati i Premi messi a disposizione dalle Università promotrici, suddivisi per quota parte tra i componenti del gruppo vincitore. I Premi sono i seguenti:

1° classificato 5.000 euro;
2° classificato 3.000 euro;
3° classificato 2.000 euro;
4° classificato 1.000 euro;
5° classificato 1.000 euro.

Inoltre, sarà assegnati premi speciali:

  • un premio speciale di 1.500 euro per l’Innovazione culturale e sociale al miglior Progetto di impresa sviluppato nell’area delle discipline umanistiche.
  • un premio Speciale “Pari Opportunità”, finalizzato a promuovere il principio delle pari opportunità e l’imprenditorialità femminile;
  • un premio Speciale per gruppi costituiti esclusivamente da studenti;
  • un premio “Contamination” per i gruppi costituiti da membri provenienti da almeno due Atenei campani, aderenti all’iniziativa, con un progetto afferente ad almeno due tra le seguenti aree: umanistica, tecnico‐scientifica, scienze della vita, scienze sociali.Per partecipare alla Concorso Start Cup Campania 2020, la deadline è fissata entro le ore 12:00 del 23 aprile 2020, attraverso la compilazione del form disponibile al seguente link: http://www.startcupcampania.unina.it/Per avere maggiori informazioni, è possibile consultare il Regolamento al seguente link: http://www.startcupcampania.unina.it/documenti/regolamento_SCC.pdf 

Rising Up in Spain: il programma di accelerazione per startup straniere

Programma per imprenditori stranieri per stabilire le loro Startup in Spagna.

“Rising Up in Spain”, il programma di accelerazione organizzato dalla Camera di Commercio Ufficiale di Spagna in collaborazione con Invest in Spain ed è rivolto a Startup straniere, imprenditori stranieri e imprenditori spagnoli non residenti che hanno un progetto innovativo con un feedback già positivo dal mercato e sono interessate a stabilirsi in Spagna.

Il programma di Accellerazione offre:

  • Spazi di lavoro gratuiti;
  • Facilitazioni nell’ottenimento di visti e permessi;
  • Consulenza da parte di un rinomato acceleratore internazionale;
  • Accesso a un’ampia rete di investitori internazionali;
  • Visibilità su mezzi di comunicazione del settore;
  • Partecipazione a eventi organizzati in Spagna e meeting con multinazionali spagnole.

I progetti saranno scelti in base a 4 criteri:

  1. La tecnologia incorporata nel progetto;
  2. Il piano aziendale e la sua fattibilità economico-finanziaria;
  3. La convalida del prodotto e il potenziale di crescita;
  4. Il management team.

Verranno selezionate 15 Startup le quali avranno inizieranno il programma di Accellerazione nel mese di giugno 2020.

Per partecipare al programma di Accellerazione “Rising Up in Spain”, la deadline è fissata entro il 19 gennaio 2020, attraverso la compilazione del form al seguente link: http://www.investinspain.org/invest/en/rising/formsf/index.html

“Smart City, Mobility & Transportation of tomorrow”: Cariplo Factory lancia la call per la città del futuro

Il progetto di Cariplo Factory dedicato all’ideazione e alla realizzazione di servizi e prodotti della città del futuro.

Cariplo Factory – hub di innovazione che include percorsi di formazione esperienziale, programmi di accompagnamento imprenditoriale, progetti di open innovation, investimenti di venture capital e attività di supporto all’internazionalizzazione – in collaborazione con Cisco, Edison, Ferrovie dello Stato, Generali Jeniot e Modis ed il supporto di Lventure Group lanciano la Call “Smart City, Mobility & Transportation of tomorrow” con l’obiettivo di creare una mobilità intelligente in termini di miglioramento e incremento dell’offerta di trasporti e servizi.

I destinatari della Call, sono team che possiedono i suddetti requisiti:

  • Avere sviluppato un prodotto o servizio già funzionante;
  • Essere in fase post-seed;
  • Avere un TRLTechnology Readiness Levels – compreso tra 5 e 9.

Le realtà interessate potranno proporre le proprie soluzioni innovative all’interno delle seguenti aree:

1. City Logistics

  • Ottimizzazione della logistica dell’ultimo miglio e non;
  • Miglioramento della connettività tra città e abitazioni intelligenti;
  • Innovazione e miglioramento delle flotte che trasportano merci;
  • Mobilità delle persone;
  • Ideazione di nuovi sistemi di mobilità ecologica, sostenibile e condivisa;
  • Ottimizzazione delle flotte aziendali e multi-modali per utenti singoli;
  • Gestione dell’informazione;
  • Investimento nel potenziale dei veicoli connessi per migliorare la mobilità delle persone;
  • Gestione dei dati di mobilità provenienti da diverse fonti come veicoli, sensori ai semafori, telecamere, varchi elettronici, sistemi di pedaggio, parcheggi, etc..

2. Living & Building

  • Ottimizzazione data-driven per edifici smart commerciali e residenziali a basso consumo energetico;
  • Miglioramento della qualità dell’aria nelle zone a più alto tasso di criticità;
  • Integrazione delle energy communities nelle smart cities.

Le migliori proposte, selezionate durante la fase di screening, saranno protagoniste di un Matchmaking Day, presso Cariplo Factory il 14 ottobre 2019, a conclusione del quale si terrà una cena di networking. L’evento rappresenta una grande vetrina per le Startup e un’interessante opportunità per incontrare professionisti dell’innovazione, fondi di VC e il top management delle aziende coinvolte, e per dialogare con partner di rilievo che prenderanno parte alla serata.

Per partecipare alla Call “Smart City, Mobility & Transportation of tomorrow”, la deadline è fissata entro il 15 settembre 2019, è possibile compilando il form al seguente link: https://www.f6s.com/smartcitiesmobilitytransportation/apply

Per maggiori informazioni o dettagli scrivere a: smartcities@cariplofactory.it

Startup Tips – 6 consigli per la gestione di persone “difficili”

Migliorare le proprie capacità di gestione delle persone in una startup può essere un’impresa difficile, soprattutto quando ci si ritrova ad affrontare alcune persone.

La gestione del personale può essere una brutta gatta da pelare per i manager di qualsiasi azienda, a maggior ragione in una startup dove le difficoltà tipiche delle prime fasi sono numerose: solitamente, le persone più difficili da gestire sono quelle che hanno più esperienza e capacità rispetto al manager.

Ma le difficoltà non si fermano qui: le persone che possono far parte del team di una startup sono tutte diverse tra loro, e può capitare ad esempio di ritrovarsi a dover gestire qualcuno che va totalmente nel pallone quando si trova sotto pressione. In un’azienda agli inizi, la pressione è qualcosa con cui fare i conti ogni giorno ed è sottinteso quanto non saperla gestire possa diventare un problema.

In un articolo pubblicato dal portale Feedough a firma di Jamie Defoe, si affronta in maniera pratica il problema della gestione di persone difficili attraverso sei consigli utili per qualsiasi startup o azienda consolidata.

1. Segui la corrente

Il management non è mai una passeggiata, a maggior ragione quando si tratta di risorse umane: anzi, è probabilmente il lavoro di organizzazione più difficile di tutti e proprio per questo è solitamente pagato di più. La prima cosa da capire è proprio questa: il tuo lavoro è complesso, quindi segui la corrente.

Le frustazioni ci sono, ma prova ad abbandonarti agli eventi e a vedere tutto questo come un trampolino di lancio per la tua carriera: in questo modo, riuscirai ad avere il giusto equilibrio anche di fronte ai dipendenti più difficili. Con il tempo, riuscirai a massimizzare il potenziale di tutti e ad ottenere collaborazione e rispetto.

2. Sii chiaro rispetto ai tuoi obiettivi

Quando si tratta di gestire le persone, il punto focale è che se non sai essere chiaro rispetto agli obiettivi nessuno ti seguirà: spesso le persone più difficili sono quelle che non si sentono motivate a dare tutto per una mission e un leader in cui non credono.

Prima di gestire le risorse umane, fai chiarezza con te stesso su alcuni punti: qual’è la tua mission? Quali sono gli obiettivi che dovrete perseguire come team? Quali sono i valori su cui vuoi improntare il lavoro di squadra?
Rispondi a queste domande, chiarisci questi aspetti e incoraggia le persone a dire la propria opinione: si sentiranno apprezzate e motivate.

3. Mettiti nei loro panni

A volte le persone difficili da gestire non raggiungono gli obiettivi previsti, ma la colpa non è delle capacità del management: potrebbe essere un problema differente, magari c’è mancanza di coesione all’interno del team.

Guarda oggettivamente la situazione e, se pensi che non sia un problema che dipende da te, prova a metterti nei loro panni e a guardare la realtà attraverso i loro occhi: potrebbe esserci qualcuno che ha questioni personali da risolvere, oppure ci sono problemi in azienda di cui non ti eri reso conto.

4. Chiedi aiuto quando necessario

Chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, a maggior ragione sul lavoro: in una startup c’è un intero team su cui puoi contare! Magari c’è qualcuno che può offrirti una prospettiva diversa dalla tua, aiutandoti a risolvere un problema apparentemente insormontabile.

5. Tieni in considerazione il valore aggiunto

Le persone difficili possono essere un valore aggiunto per la startup se, nonostante i problemi che causano all’interno del team, portano comunque un vantaggio in termini di lavoro e produttività. Se così non fosse, vuol dire che queste persone rappresentano una voce in passivo e bisogna, nostro malgrado, prendere in considerazione l’idea che non facciano al caso nostro.

6. Sii più di un manager

Chiunque sia stato reclutato per entrare nel team di una startup ha qualcosa da offrire al progetto: impara a conoscerli e a individuare i loro punti di forza, mettendoli al servizio dell’azienda. Comprendere le unicità e le capacità di ognuno li farà sentire più motivati e flessibili, migliorandone la produttività.

FONTE: https://www.feedough.com/tips-managing-people-hard-to-manage/

L’ XI edizione del Premio GammaDonna: il premio dedicato alle imprenditrici innovative

Il Premio per valorizzare la capacità innovativa dell’imprenditoria femminile e giovanile.

L’undicesima edizione de Il Premio GammaDonna, – promossa dall’Associazione GammaDonna in collaborazione con la Commissione Europea e il contributo di QVC Italia – è il solo Premio che mette in luce la capacità imprenditoriale innovativa delle donne in un evento unico nel suo genere.

Il Forum Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile – GammaForum, oggi il più importante evento nazionale dedicato alla valorizzazione delle donne e dei giovani nel mondo dell’economia e dell’impresa, si terrà il 15 novembre 2019 a Milano, nella sede de Il Sole 24 Ore, con il titolo “Connexions. Strategie per lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa“..

Il Premio GammaDonna è destinato a imprenditrici che si siano distinte per aver innovato con prodotti/servizi, processi o modelli organizzativi nuovi all’interno della propria azienda, costituita entro il 1° gennaio 2017. Imprenditrici che hanno saputo coniugare con successo innovazione, impresa e società, sperimentando attività e assetti nuovi e facendo del “valore condiviso” un vero e proprio vantaggio competitivo.

Le candidature che entreranno in short-list avranno uno spazio sulla piattaforma GammaDonna che racconta e diffonde storie di innovazione, leadership, visione. La rosa delle 6 finaliste aprirà  l’XI Forum Nazionale dell’Imprenditoria Femminile e Giovanile – GammaForum, dove una Giuria composta da personalità del mondo dell’impresa, del venture capital e dell’innovazione decreterà la vincitrice.

Il Premio GammaDonna mette in palio:

  • un Master della 24Ore Business School;
  • un percorso d’incubazione in Polihub – Politecnico Milano;
  • incontri con gli investitori del network BacktoWork24;
  • 6 mesi di mentoring affiancati da un manager selezionato ValoreD;
  • attività di comunicazione dedicate.

Inoltre, tra le candidature pervenute saranno assegnati 2 Award:

  1. Il QVC Next Award per il prodotto più innovativo – premierà l’eccellenza creativa Made in Italy. L’impresa vincitrice si aggiudicherà un percorso di mentoring su business model e strategie di mercato con il team QVC – Merchandising, Legal, Quality & Cerifications, Brand&Comms, Supply Chain. Inoltre, avrà  accesso alla valutazione commerciale per onboarding e vendita del proprio prodotto attraverso le piattaforme QVC.
  2. Il Giuliana Bertin Communication Award, – premierà l’imprenditrice che si sia distinta nel campo della comunicazione on e offline. In premio, un pacchetto di attività di comunicazione, un Master della 24Ore Business School, incontri con gli investitori del network BacktoWork24, un percorso di mentoring ValoreD.

Per inoltrare la candidatura al Premio GammaDonna, la deadline è fissata entro il 5 agosto 2019, è possibile attraverso la compilazione del form al seguente link: https://www.gammaforum.it/partecipa

 

Joint Paper Development Workshop: l’evento sull’imprenditorialità il 13 e 14 giugno 2019 – Polo di San Giovanni a Teduccio

Arriva a Napoli il secondo ‘Joint Paper Development Workshop – Internationalization, Entrepreneurship and Innovation: A Multilevel Perspective’.

Tra il 18 e il 20 novembre del 2020,  l’Università di Napoli Federico II ospiterà la conferenza mondiale RENT 2020, la quale costituisce la maggiore rete di studio e ricerca sui temi dell’imprenditoralità. In vista di questo importante evento, sono previste una serie di iniziative di avvicinamento sui temi dell’imprenditoralità.

Il primo evento13 e 14 giugno la Federico II – in collaborazione con l’Università di Bergamo e l’Università di Pavia, presso il Polo Universitario dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, di San Giovanni a Teduccio a Napoli, ospiterà il workshop che vedrà la partecipazione di 22 giovani ricercatori provenienti da università italiane ed europee, con presentazioni dei loro progetti di ricerca sulle tematiche di frontiera inerenti il campo delle innovation ed entrepreneurship.

L’evento è supportato da EIASM, uno dei principali circuiti europei di Management, ed ECSB, la più grande associazione europea sulle piccole imprese.

L’incontro sarà aperto da uno dei maggiori studiosi di questo tema, il Prof. Howard E. Aldrich, e, nel secondo giorno, da Andrea Felice De Toni, presidente della Fondazione CRUI.

La partecipazione è gratuita, è richiesta la registrazione inviando una mail a: ivana.quinto@unina.it ed attendendo la conferma dell’avvenuta accettazione.

Per orari e informazioni dettagliate, si rimanda alla lettura del programma .

Prima Edizione del Premio Manfredo Manfredi: la competition per progetti imprenditoriali con un montepremi di 150 mila euro

La Call per progetti imprenditoriali hi-tech in grado di creare nuovi posti di lavoro e di far crescere l’ecosistema nazionale dell’innovazione.

Il Premio Manfredo Manfredi, promosso dalla Famiglia Manfredi e da Polihub – l’incubatore del Politecnico di Milano -, nasce per contribuire al rinnovamento del tessuto industriale nazionale offrendo a giovani imprenditori le prime risorse economiche necessarie a mettersi in gioco e avviare un’iniziativa imprenditoriale innovativa.

Il premio è intitolato alla memoria dell’ingegner Manfredo Manfredi, storico manager del gruppo Barilla che a partire dagli anni ’50 e fino al 2013 ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda, da piccola realtà di provincia a multinazionale leader nel settore alimentare e simbolo dell’Italia nel mondo.

L’iniziativa vuole premiare idee brillanti e giovani di talento, supportandoli nella fase di avvio e creazione dell’azienda, aiutando gli imprenditori alla ricerca dell’innovazione sia nelle tecniche di management che nello sviluppo di nuovi prodotti.

Il Premio Manfredo Manfredi è rivolto alle migliori iniziative hi-tech entrate nel network di PoliHub, negli anni 2017-2018-2019, attraverso i seguenti canali di accesso attivati:

  • Switch2Product;
  • StartCup Lombardia;
  • Processo di selezione da autocandidatura tramite il portale online;
  • Premi di incubazione.

Possono partecipare i progetti imprenditoriali in fase “early stage” in particolare:

  • Startup non ancora costituite o fondate in data non anteriore al 1 gennaio 2018;
  • Startup non finanziate da alcun investimento esterno di tiposeed”;
  • Capaci di utilizzare in modo distintivo le nuove tecnologie.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dalla Famiglia Manfredi, il montepremi complessivo per la prima edizione del Premio è di 150.000 euro, da assegnare ad un massimo di tre Startup vincitrici sottoforma di grant e servizi d’incubazione.

Ognuno dei progetti imprenditoriali premiati riceverà quindi un totale di 50.000 euro, di cui 30.000 euro sotto forma di grant e un’equivalente di 20.000 euro in servizi di incubazione.

Per partecipare alla Prima edizione del Premio Manfredo Manfredi, il termine ultimo è fissato al 15 novembre 2019, è possibile attraverso la compilazione del form al seguente link: https://polihub.wufoo.com/forms/zk6ihj80upkybv/

Per info sul Regolamento.

Crucial Conversations e Meeting in azienda: come avere delle conversazioni produttive

Odile Faludi è consulente in materia di Business Development, specializzata nella costruzione di relazioni e di “Crucial Conversations”, e quindi sull’importanza delle conversazioni e dello scambio di opinioni ed informazioni in azienda. Recentemente ha pubblicato un post su LinkedIn in cui raccoglie una serie di spunti e consigli interessanti per startupper e imprenditori alle prese con meeting aziendali e con le conversazioni che si svolgono durante questi incontri.

meeting-riunione-nanushi

Un meeting produttivo è sempre apprezzato dai partecipanti: a nessuno piace perdere tempo prezioso, soprattutto nel mondo del business. Quando un meeting è produttivo si creano conversazioni utili, che portano informazioni e apprendimento ai presenti, ma questo dipende in larga parte dalle capacità di leadership di chi gestisce l’incontro.

Per prima cosa, un buon manager deve dare sempre il buon esempio: arrivare puntuale alle riunioni, scegliere con cura le parole giuste, mostrarsi sensibile e disponibile alle esigenze delle persone, essere cortese. Altro atteggiamento che un buon manager deve avere è quello di utilizzare le lodi al posto delle critiche: un atteggiamento costruttivo con i dipendenti e gli altri membri del team è decisamente più utile e produttivo di un atteggiamento accusatorio e denigratorio.

Ancora, quando si partecipa ad un meeting è importante che l’atmosfera sia rilassata: i presenti devono essere tranquilli, un meeting aziendale non deve trasformarsi in una “tortura” da sopportare. Quando il meeting diventa un momento sgradito viene infatti a mancare la componente fondamentale di apprendimento e di passaggio delle informazioni, ed è difficile riuscire a cooperare e a condividere le conoscenze tra i membri del team.

Chi gestisce e coordina un meeting in azienda deve impostare l’incontro con il giusto tono, garantendo che le conversazioni si svolgano con le seguenti caratteristiche:

1. Motivazione ad agire, che si distingue dal semplice scambio di opinioni;
2. Offrire ai presenti un’opportunità per contribuire con il proprio talento e le proprie conoscenze allo sviluppo dell’azienda;
3. Consentire al gruppo di trovare un modo per realizzare step e obiettivi;
4. Creare un’occasione di prosperità e crescita per i partecipanti;
5. Dar modo alle persone di esprimere le proprie preoccupazioni ed esigenze individuali;
6. Costruire relazioni forti e dare occasione ai nuovi arrivati di entrare a far parte del team (il vero leader sa essere un catalizzatore);
7. Il processo decisionale deve essere caratterizzato da equità;
8. Incoraggiare tutti, nel corso del meeting, ad esternare pareri e idee e a condividere le conoscenze;
9. Evitare metodi di insegnamento poco chiari, nebulosi, in contrasto con il messaggio che si vuole effettivamente trasmettere;
10. Credere davvero a ciò che si sta dicendo… Altrimenti come si può pensare che ci credano gli altri? A tal proposito, è fondamentale ricordare che la resistenza all’ascolto dei partecipanti risulta nella maggior parte dei casi da scarsa fiducia.
11. Anche quando c’è fiducia occorre mantenere alta la motivazione e accogliere eventuali feedback negativi da parte del team.
12. Non far sentire gli altri partecipanti come dei semplici spettatori, bensì come dei protagonisti.
13. Aiutare gli altri a capire e a sostenere un nuovo punto di vista: per raggiungere questo risultato è importante riuscire ad innescare le emozioni. La natura umana è capace di comprendere più con il sentimento che con la ragione.
14. Utilizziamo lo storytelling e le vere esperienze di vita per spiegare le situazioni: si tratta di allontanarsi da una postura da “lezione” per prendere quella da supporto ed incoraggiamento. Per farlo, occorre essere in grado di rispondere a domande come “Ne vale la pena?” o “Posso farlo davvero?”.
15. Riconoscere i successi e mantenere alto il morale e la fiducia.

Il risultato deve essere che, alla fine del meeting, il team deve sentirsi sicuro e consapevole di aver fatto un passo avanti.

Per leggere il post originale: https://www.linkedin.com/pulse/running-your-business-odile-faludi

Napoli, 07/08/2015

Techstars METRO Accelerator. le migliori startup per hotel e ristoranti a Berlino, con finanziamenti fino a 120K

Fino al 3 agosto 2015 è possibile partecipare alla call for startup per l’accesso al programma di Techstars METRO Accelerator, aperto a progetti imprenditoriali innovativi technology-based con focus nel settore HORECA (hotel, ristorazione, bar e catering).

Le nuove soluzioni dovranno essere proposte da startup in attività da non oltre 3 anni, e potranno riguardare (a titolo esemplificativo): pagamenti, ordini, delivery, inventory management, food tech, big data, mobile, soluzioni B2B, etc.

METRO

Le application possono essere inviate esclusivamente on-line, entro la scadenza fissata al prossimo 3 agosto, al seguente link: https://www.f6s.com/techstarsmetroprogram/apply

Tra tutte le domande pervenute, saranno selezionate le migliori 10 startup che avranno accesso ad un programma di accelerazione della durata di 3 mesi.
Il programma di Techstars METRO Accelerator si svolgerà presso la sede di Berlino, inizierà ad ottobre 2015 per concludersi a gennaio 2016.

Nel corso del programma di accelerazione le 10 startup selezionate avranno l’opportunità di sviluppare il proprio progetto con il supporto di mentor di fama internazionale e potranno accedere a finanziamenti fino a 120.000€, in cambio del 7-10% in Equity.

berlin2-e1431340205472

Inoltre, al termine del programma di Techstars METRO Accelerator è previsto un evento finale denominato Demo Day, nel corso del quale le startup presenteranno i propri progetti innovativi di impresa ad una platea composta da potenziali investitori.

Per maggiori informazioni: http://www.techstarsmetro.com/

Napoli, 16/07/2015

Innovazione e metodologia Lean: dalle startup alle aziende consolidate, secondo Steve Blank

Negli ultimi 5 anni la metodologia Lean Startup ha permesso agli imprenditori di costruire startup di successo adoperandosi nella ricerca del product/market fit, piuttosto che nel lanciarsi “alla cieca” nelle attività di execution. Le aziende corporate che perseguono l’innovazione cercano un modo efficace per poter applicare i principi di Open Innovation, ma trovare una teoria unificata dell’innovazione, che sia adattabile alle esigenze di aziende corporate e, contemporaneamente, alle esigenze di sviluppo rapido di una startup non è decisamente un’impresa semplice. Ci ha provato Steve Blank, che racconta la sua esperienza e i risultati delle sue attività in un post pubblicato poche settimane fa nel suo blog.

Di recente, alcuni innovatori particolarmente coraggiosi hanno tentato di sovrapporre gli strumenti Lean e le tecniche che funzionano nelle startup ad aziende corporate ed enti governativi, ma i risultati sono stati deludenti, caotici e frustranti: in definitiva, fallimentari. Queste brevi esperienze si sono trasformate in una sorta di “Teatro dell’Innovazione”, fatto di grandi proclami e comunicati stampa, ma senza cambiamenti reali e sostanziali.

Lavorando in collaborazione con Greg Hannon, responsabile dell’Innovazione a W.L.Gore, Steve Blank ha rilevato due strumenti di corporate strategy sviluppati da persone smart che possono aiutare ad intersecare i principi di Lean Startup a quelli di Corporate Innovation:

Il primo è la nozione di “ambidextrous organization” (di O’Reilly e Tushman), secondo cui le aziende che vogliono fare innovazione devono lavorare su due binari paralleli: da un lato, continuare ad eseguire il core business aziendale, dall’altro, lavorare per l’innovazione.

La seconda grande idea per la corporate innovation è rappresentata dai “Three Horizons of Innovation”, identificati da Baghai, Coley e White. Secondo questa teoria, le aziende devono allocare le proprie innovazioni in una delle tre categorie coincidenti con altrettanti “Orizzonti”:

Horizon 1: business maturi
Horizon 2: business in rapida crescita
Horizon 3: business emergenti

three-horizons

A ciascun orizzonte corrispondono focus, management, strumenti e obiettivi differenti.
I tre orizzonti forniscono una tassonomia incredibilmente utile, ma nella pratica sono utilizzati dalle aziende come una semplice schematizzazione incrementale dell’execution di un business model. In realtà, questo strumento consente di spiegare in un modo del tutto nuovo come funziona l’innovazione all’interno di un’azienda corporate.

Ecco, infatti, che Blank spiega come ottenere un’innovazione più rapida applicando gli strumenti tipici delle startup (Business Model Canvas, Customer Development, Agile Engineering) assieme alla metodologia Lean e, infine, come adattare il tutto alle necessità e peculiarità delle aziende corporate.

Punto di partenza di Blank saranno quindi i “Three Horizons of Innovation”, cui viene applicata la metodologia Lean. A questi sarà affiancato il concetto di “ambidextrous organization”, e il risultato sarà un metodo di sviluppo rapido per idee innovative all’interno di aziende già consolidate.

Applicando la metodologia Lean Startup ai “Three Horizons of Innovation”, il risultato sarà la riformulazione dei tre orizzonti nel modo seguente:

Horizon 1: attività a supporto di business model già esistenti
Horizon 2: focus sullo sviluppo di business esistenti attraverso business model parzialmente noti
Horizon 3: focus su business model sconosciuti

horizons-with-bus-model

Il primo orizzonte (Horizon 1) rappresenta il core business dell’azienda: qui, quest’ultima si concentra nell’execution di un business model noto (sono conosciuti i clienti, le caratteristiche di prodotto, il pricing, i canali distributivi, la supply chain, etc). Nell’Horizon 1, l’azienda utilizza capacità e competenze esistenti in attività a basso rischio. Questo tipo di gestione funziona quando esistono processi ripetibili e scalabili, dove e possibile identificare procedure, metriche, KPI per l’execution e misurare i risultati del business.

Nel secondo orizzonte (Horizon 2), l’azienda estende il suo core business cercando nuove opportunità per il suo modello di business (ad esempio, canali di distribuzione differenti, nuovi clienti che utilizzano lo stesso prodotto, nuovi prodotti da vendere ai clienti esistenti, etc). In questo caso, si utilizzano per la maggior parte delle attività capacità e competenze già esistenti in azienda e le attività presentano ancora un livello di rischio moderato. La gestione in caso di Horizon 2 rappresenta quindi una sperimentazione all’interno del business model esitente.

Il terzo orizzonte (Horizon 3) è quello in cui le aziende mettono a lavorare gli “imprenditori folli”, quelli che in una startup sono solitamente rappresentati dal CEO. Si tratta di innovatori che vogliono sperimentare nuovi e rischiosi modelli di business: in questo caso, l’azienda corporate è in una situazione molto simile a quella in cui si trova una startup in fase di incubazione. In questo orizzonte, gli “imprenditori folli” operano con grande rapidità allo scopo di trovare un business model ripetibile e scalabile. I team che lavorano a questi progetti devono essere fisicamente separati dalle divisioni operative dell’azienda (ad esempio in un incubatore d’impresa) e hanno bisogno di piani, procedure, politiche, KPI differenti rispetto a quelli utilizzati nell’Horizon 1. Inoltre, per questo tipo di progetti, bisogna prevedere team di piccole dimensioni (meno di 5 componenti) che devono confrontarsi con almeno 100 persone in 10 settimane, iterando e modificando il prodotto in base ai feedback ricevuti. Date le piccole dimensioni dei team e le scarse spese di gestione, un’azienda corporate può mettere in atto più progetti in parallelo a livello di Horizon 3.

In ogni caso, le attività svolte sugli Horizon 2 e 3 non devono mai essere totalmente distaccate dalla struttura aziendale: ecco perchè è indispensabile che i manager delle attività implementate a livello di Horizon 1 siano in costante contatto e di supporto a chi lavora alle attività a livello degli altri due Horizon.

Ma cosa accade alle innovazioni sviluppate a livello degli Horizon 2 e 3? Blank spiega che lo scopo finale è che queste vengano adottate a livello di Horizon 1, a meno che non raggiungano una dimensione talmente rilevante da poter diventare un’organizzazione autonoma, o da poter essere venduta all’esterno.

Nel caso in cui un’azienda corporate si trovi a gestire numerosi progetti a livello di Horizon 2 e 3, entra in gioco inesorabilmente il concetto di “ambidextrous organization”: i progetti innovativi devono essere sviluppati in parallelo con il business model centrale, che serve i clienti già esistenti. Per ottenere questo tipo di scenario, è fondamentale che i manager condividano un intento strategico, una vision e dei valori comuni: inoltre, la parallela esecuzione delle attività dei tre orizzonti richiedere una grande capacità di gestione e risoluzione dei conflitti.

Per leggere il post originale: http://steveblank.com/2015/06/26/lean-innovation-management-making-corporate-innovation-work/

Napoli, 15/07/2015

1 2 3 5