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Tag: fundraising

Le Village by Crédit Agricole Milano: la call a sostegno delle startup del fashion

A Milano, Capitale della Moda, le Startup e le giovani imprese nel settore del Fashion hanno la grande opportunità per crescere nel mercato mondiale.

Le Village by Crédit Agricole HUB dell’innovazione del gruppo Crédit Agricole in Italia – è un ecosistema aperto e inclusivo a sostegno del business e delle giovani aziende ad alta innovazione con potenziale di crescita, attraverso un sistema cooperativo che coinvolge partner pubblici e privati, con l’obiettivo di affiancare le giovani Startup nella fase di crescita e scale up.

La Call4Startup che viene lanciata da Le Village by CA Milano seleziona Startup e giovani imprese aventi tra i 6 mesi e i 5 anni di vita, operanti nel  settore Fashion, in particolare nel:

  • Retail;
  • E-Commerce;
  • In-Store Analytics;
  • Supply Chain Management;
  • Prototipazione virtuale;
  • Gestione dell’Inventario;
  • Logistica;
  • Monitoraggio della Produzione;
  • Marketplace;
  • Innovazione dei Materiali (Tessuti riciclati, Upcycling);
  • Wereables;
  • Trasparenza e Tracciabilità della supply chain;
  • Esperienza e Coinvolgimento del cliente.

L’ingresso in Le Village è vincolato al rispetto di 2 requisiti:

  1. Presenza di almeno un prodotto e/o un servizio già validato dal mercato;
  2. Fatturato superiore a 25.000 euro.

Le Startup che accedono a Le Village possono usufruire di servizi strategici per accelerare il proprio business, ricevere supporto nel fundraising e svilupparsi anche all’estero. Per Partner e Abilitatori, entrare all’interno di Le Village by CA significa inserirsi in un ecosistema che porta valore a tutti i soggetti coinvolti tramite la fruizione di servizi di Open Innovation, il networking e la possibilità di associare il proprio brand a un ambiente altamente innovativo.

Per partecipare alla Call4Startup di Le Village by CA Milano , le idee progettuali possono essere inviate fino al 19 aprile 2019 al seguente link: https://levillagebyca.it/it/call-4-startup/#1544085546666-33bbe280-6de7

Welfare, che impresa!: il concorso per i migliori progetti di welfare di comunità con premi fino a 75 mila euro

Welfare, che impresa! finanzia le Startup Sociali a servizio della Comunità.

Il Concorso è promosso da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Snam, Fondazione CON IL SUD e UBI Banca, con il contributo scientifico di AICCON e Fondazione Politecnico di Milano – Tiresia e la partnership tecnica degli incubatori PoliHub, SocialFare, Hubble Acceleration Program, G-Factor e Campania NewSteel.

Welfare, che impresa! mira a premiare e supportare i migliori progetti di Startup sociali capaci di ripensare il sistema di Welfare nei seguenti settori:

  • Agricoltura sociale;
  • Valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e dell’ambiente;
  • Circular Economy;
  • Servizi alla persona e welfare comunitario.

I progetti presentati dovranno generare impatto sociale e occupazionale, avere una connotazione fortemente tecnologica, creare rete sul territorio, essere scalabili, replicabili ed economicamente sostenibili.

Il Concorso premierà le quattro migliori Idee progettuali per le categorie NORD, CENTRO ITALIA e SUD ITALIA che si aggiudicheranno, ciascuna:

  • un premio in denaro di 20.000 euro messo a disposizione rispettivamente da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Snam e Fondazione con il Sud;
  • un finanziamento fino a 50.000 euro, a tasso 0%, della linea UBI Comunità per soggetti non profit, insieme a un conto non profit online gratuito;
  • un percorso di incubazione o accelerazione della durata di 4 mesi, del valore di 5.000 euro, da parte di uno dei partner PoliHub, G-Factor, Hubble Acceleration Program, SocialFare e Campania NewSteel.

Inoltre, partecipare a Welfare, che impresa! offre l’opportunità di acquisire nuove competenze utili a migliorare la propria capacità progettuale, attraverso un ricco percorso online di formazione su:

• Welfare di comunità;
• Introduzione alla digital social innovation;
• Scenari di open innovation;
• Misurazione dell’impatto sociale;
• Risorse finanziarie e fundraising;
• Elevator pitch e business plan.

I 12 team finalisti si aggiudicheranno la partecipazione a un workshop formativo di 2 giornate, finalizzato a mettere a punto la propria proposta progettuale. Al termine del workshop formativo, le organizzazioni finaliste saranno supportate attraverso un’attività di mentorship, basata su un rapporto di affiancamento one-to-one da remoto e finalizzata alla strutturazione del pitch per l’evento finale.

Per partecipare al concorso Welfare, che impresa!, le idee progettuali possono essere inviate fino al 18 aprile 2019 al seguente link: https://welfarecheimpresa.ideatre60.it/

Per informazioni:
Consultare la Pagina dedicata.
Consultare il Regolamento.

 

La nuova call di LUISS EnLabs – Summer 2019: per le startup digitali un premio di 145K

La call di LUISS EnLabs è pronta a selezionare i progetti imprenditoriali del futuro e sostenerli nella loro crescita.

L’acceleratore di Startup di LVenture Group insieme a LUISS EnLabs lancia una sfida a tutte le startup digitali attraverso le candidature per il suo Programma di Accelerazione LUISS ENLABS – Summer2019.

Per accedere al Programma di Accelerazione di LUISS EnLabs le Startup devono proporre soluzioni competitive in settori di mercato in forte crescita, con un prototipo funzionante del prodotto o un’idea validata e presentare un team disposto a trasferirsi a Roma o Milano per dedicarsi al progetto full time, con competenze trasversali, in particolare quelle necessarie allo sviluppo tecnologico.

La selezione è aperta a tutte le Startup che operano nel digitale con particolare riguardo per quelle attive nei settori del:

  • Corporate Welfare;
  • Cybersecurity;
  • Software per le Imprese;
  • Salute e Benessere;
  • Retail;
  • Industria 4.0;
  • Fintech/Intelligenza Artificiale;
  • Blockchain;
  • AR/VR;
  • IoT.

Le Startup selezionate accederanno a un investimento di 145 mila euro e riceveranno pieno supporto dal team di esperti di LUISS EnLabs e LVenture Group e da una rete di oltre 50 advisor nello sviluppo del loro prodotto e del modello di business, nella tecnologia, nella comunicazione, nel marketing e nelle attività di fundraising, potendo usufruire anche di assistenza legale.

Le Startup selezionate svolgeranno il Programma di Accelerazione della durata di 5 mesi nell’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, presso la Stazione Termini di Roma o nella sede dell’acceleratore presso il Milano LUISS Hub: due realtà connesse in un ecosistema ad alto tasso di contaminazione, dove startup, corporate, investitori, business angel e mentor lavorano fianco a fianco per creare imprenditorialità innovativa.

Le candidature al Programma di Accelerazione devono essere inoltrate online entro il 31 marzo 2019 accedendo ad acceleration.luissenlabs.com Con “Good Morning, Startup!

Per ulteriori informazioni è possibile prenotare un appuntamento, inoltrando un’email all’indirizzo info@luissenlabs.com, con il team di LUISS EnLabs pronto ad ascoltare progetti imprenditoriali innovativi e a indirizzarli nel processo di applicazione.

Hubble: il programma alla ricerca delle migliori startup e business ideas d’Europa

Hubble si rivolge a persone fisiche organizzate in team, a Startup innovative e PMI innovative che intendono portare avanti progetti di sviluppo di prodotto o di servizio.

Il programma è finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e promosso da Nana Bianca e Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione.

Hubble ha come obiettivo le attività di scouting, tutoring, mentoring e starting up/business acceleration delle migliori idee imprenditoriali attive sul territorio Toscano, Italiano ed Europeo, con particolare attenzione a progetti dal forte impatto sul mercato digitale e che possano garantire futuribili ricadute positive sullo sviluppo del territorio metropolitano. La ricerca delle idee si sofferma prevalentemente negli ambiti di:

  • Sharing Economy;
  • Smart Cities Solution;
  • Iot;
  • Energy;
  • Saas;
  • Mobile App;
  • Circular Economy;
  • Health;
  • Bioinformatics.

I progetti selezionati, da un minimo di 3 ad un massimo di 12 startup all’anno, riceveranno un grant di investimento di importo compreso tra €10.000,00 e €50.000,00.
I grant saranno spendibili esclusivamente in servizi e attività per lo sviluppo del proprio modello di business come costituzione della società, marketing, assunzioni, consulenze specialistiche, costi interni di personale e spazio di coworking presso Nana Bianca. Il trasferimento delle risorse avverrà in tranche in base al raggiungimento di milestone specifiche.

I team selezionati hanno l’obbligo di frequentare i corsi di formazione imprenditoriale a cura della Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università degli Studi di Firenze, che si terranno all’interno delle sedi dei soggetti docenti e nello spazio di Nana Bianca. I corsi verteranno su:

  • Online Marketing: gestione delle campagne online,
  • Canali finanziari: funzionamento dell’operazioni di Business Angel e Venture Capital,
  • Business Modeling & Business Planning, Pitch deck: come presentarsi agli investitori,
  • Fundraising: quali strumenti pubblici e privati per aiutare le startup innovative.

Per partecipare, è possibile candidarsi esclusivamente online sul sito al seguente link: https://www.f6s.com/hubbleaccelerationprogram, compilando il modulo di domanda entro il 31 marzo 2019.

The Startup Training 3 : il percorso disruptive nel campo dell’education imprenditoriale

The Startup Training la startup-school, alla ricerca di 40 start up da inserire in un percorso che li aiuterà a costruire il miglior modello di business, prima di dell’incontro con una rete di investitori.

Dopo le prime due edizioni realizzate in collaborazione con l’Università Bocconi e 380 startup formate in due anni, The Startup Training 3 si fa autonoma.
Il fondatore di The Startup Training, Alessandro Cordova, tramite le sue competenze trasversali e mettendo in contatto le startup con altri mentor di livello che hanno competenze verticali nel settore, accompagna le startup nella loro prima fase di vita ricorrendo al metodo scientifico.

L’innovazione del programma è proprio nel metodo: la nuova frontiera dell’approccio Lean Startup. L’approccio Lean spinge gli imprenditori ad effettuare continui test di mercato, come le interviste ai potenziali clienti e lo sviluppo agile del prodotto, il metodo scientifico insegna come effettuare queste interviste e questi A/B test in modo rigoroso.

L’obiettivo della call è quella di scovare le 40 migliori idee, di qualunque tipo.
A partire dal 12 gennaio 2019 e per 10 sabati consecutivi, queste seguiranno un percorso di accelerazione a Milano, incontrando investitori, mentor e confrontandosi con la realtà dei propri target grazie a indagini sul campo.

Nello specifico, il percorso seguirà diverse tematiche:

  • Business Model, dove si analizzeranno i punti di debolezza del modello di business e si costruiranno dei test di mercato per capire come trasformali in punti di forza.
  • Prodotto/Servizio, si potenzierà il tuo prodotto/servizio capendo quali sono le “killer features”, ovvero le funzionalità che i tuoi clienti ameranno.
  • Marketing, si ottimizzeranno le tue campagne marketing, identificando i canali e le strategie di comunicazione a maggior ritorno.
  • Team, ti aiuteremo ad identificare i punti di forza e debolezza del tuo team o, se sei ancora da solo, ad identificare i migliori cofounder e collaboratori per la tua startup.
  • Fundraising, si costruiranno pitch da presentare agli investitori, i quali incontrerai all’ultimo step del nostro programma presso Le Village di Crèdit Agricole.

Le application alla call per The Startup Training sono aperte fino al 30 novembre 2018, possono essere effettuate compilando il form di candidatura visitando il sito www.thestartuptraining.com .

Formazione per Startup: Dall’Idea all’Impresa, a Napoli il 27 luglio

E’ previsto per venerdì 27 luglio il settimo incontro formativo del ciclo “Dall’Idea all’Impresa”, il percorso dedicato agli aspiranti startupper degli Atenei campani che partecipano all’edizione 2018 di StartCup Campania.

L’appuntamento è dedicato al tema “Guida pratica alla preparazione degli elementi essenziali del piano economico-finanziario per l’avvio di una nuova impresa”: una tematica di grande rilevanza per gli aspiranti startupper coinvolti nel percorso, che segue alcuni interessanti appuntamenti dedicati a tematiche come “Team Building e competenze trasversali per l’organizzazione di una nuova impresa” e “Progettare e comunicare la nuova impresa”.

Si parte alle 14:30, con i saluti introduttivi affidati a Mariangela Contursi (Campania New Steel), per proseguire alle 14:40 con l’intervento di Donatella Vecchione (Pop-Up), “Storie di Startup di successo”.

Si susseguiranno, a partire dalle ore 15:00, tre interventi:
Elementi essenziali per preparare il piano economico finanziario e per intercettare il fundraising (a cura di Giovanni De Caro, Healthware International);
I prossimi passi e le prossime scadenze in vista della finale regionale di ottobre 2018 (a cura di Pierluigi Rippa, Federico II);
Le prossime scadenze in vista della finale del PNI Premio Nazionale per l’Innovazione del 29 – 30 novembre 2018 a Verona (a cura di Mario Raffa, Federico II e PNI).

L’incontro si terrà a presso l’Aula C al secondo piano della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base in Piazzale Tecchio, n° 80 (Napoli).

La locandina dell’evento è disponbile qui.

Napoli, 25/07/2018

CLab Napoli: aperte le selezioni per la terza edizione. Scadenza 4 gennaio 2016

Resterà aperto fino al 4 gennaio 2016 il Bando per l’accesso al terzo ciclo del Contamination Lab Napoli: nato dalla collaborazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con il MIUR ed il MISE, il progetto gode del Patrocino dell’Assessorato ai Giovani, Innovazione e Creatività del Comune di Napoli e si fonda sul concetto di apprendimento attraverso la “contaminazione” tra studenti di differenti discipline.

banner CLab Napoli

Per la sua terza edizione, CLab Napoli si propone di selezionare in totale 35 giovani aspiranti imprenditori: 30 posti sono riservati agli studenti delle Università della Campania, del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Altri 5 posti, invece, sono riservati a uditori, scelti tra neolaureati, dottorandi e giovani (anche in assenza del requisito dell’iscrizione all’Università).

I 35 giovani selezionati avranno diritto ad un semestre di formazione totalmente gratuito per sviluppare le proprie idee innovative, che saranno scelte tra i seguenti ambiti strategici:

Green Economy,
Smart Technology,
Arte e Design,
Media e Industria Culturale.

Il percorso formativo del CLab Napoli avrà una durata complessiva di 72 ore e sarà suddivisa in tre fasi:

1) Modulo Social: la prima fase di avvio del percorso di contaminazione si focalizza sulla definizione dei profili di competenze degli studenti selezionati, per costruire i gruppi di lavoro al fine di implementare le idee innovative.

2) Modulo Start: è la fase di formazione di base, attraverso la quale saranno fornite ai partecipanti le conoscenze teoriche, tecniche e metodologiche e gli strumenti operativi indispensabili per sviluppare le idee progetto. In questa fase saranno definite e sviluppate le idee imprenditoriali, i modelli di business, le strategie di fund raising e il piano di marketing dell’idea.
In particolare, tra le tematiche approfondite in questa fase, ricordiamo: creatività, innovazione e sostenibilità, startup e best practices, fundraising e crowdfunding, etc.

3) Modulo Up: rappresenta la fase di formazione avanzata, incentrata sullo sviluppo e la prototipazione delle idee imprenditoriali innovative. Si svolgerà attraverso la modalità del lavoro di gruppo, sotto la guida di team e mentor del mondo accademico e dell’ecosistema startup.

Al termine del percorso, gli studenti potranno inoltre scegliere se proseguire la propria esperienza con uno stage presso uno dei soggetti partner di CLab Napoli.

La domanda di partecipazione alle selezioni di CLab Napoli va presentata entro il 4 gennaio 2015, compilando il form disponibile qui:

http://tinyurl.com/clabnapoli2015

Per ulteriori approfondimenti e dettagli, il Bando è disponibile qui: http://www.scienzesociali.unina.it/uploads/2015/12/CLabNapoli_IIIEd2015.pdf

Napoli, 07/12/2015

SIFTECH – 16 settimane di accelerazione in Israele per 10 startup da tutto il mondo

Resterà aperta ancora per poche settimane la call for startup dell’acceleratore SIFTECH, specializzato in aziende innovative ad alto potenziale di crescita per accompagnarle dalla fase del bootstrapping a quella del primo importante round di finanziamento seed.

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SIFTECH ha la propria sede a Gerusalemme, in Israele, e seleziona attraverso le proprie call dalle 7 alle 10 startup da inserire nel proprio programma di accelerazione: al momento, è aperta la call for startup per il programma in partenza a dicembre 2015. Le application possono essere inviate, entro la deadline del 15 dicembre 2015, al seguente link: https://www.f6s.com/siftechround5

Le startup selezionate avranno accesso al programma SIFTECH della durata di 16 settimane (dal 27/12/2015 al 14/04/2016), con la possibilità di usufruire degli spazi di co-working della struttura.
Nel corso delle 16 settimane di accelerazione, si alterneranno sessioni di formazione e mentorship, eventi di networking ed una settimana presso il Google Campus di Tel Aviv.

I vantaggi del programma di accelerazione SIFTECH sono di almeno tre tipologie:

NETWORKING: connessione con un network internazionale di esperti, mentor ed aziende per potenziali partnership e collaborazioni;

FUNDRAISING: formazione e supporto ad hoc per le attività di fundraising, con organizzazione di eventi e di incontri one-to-one con potenziali investitori;

LOCALIZZAZIONE: l’acceleratore è localizzato a Gerusalemme, nel cuore dell’ecosistema startup israeliano, uno dei più vivaci del mondo, in continuo sviluppo ed in un ambiente altamente creativo e dinamico.

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Per maggiori informazioni su SIFTECH: http://siftech.co/

Napoli, 18/11/2015

You Is Now: tre mesi a Berlino e 15.000 € seed per le migliori web startup Real Estate e Mobility

You Is Now, acceleratore tedesco di ImmobilienScout24, ha lanciato la sua call for startup per la Class II 2015 del suo programma di accelerazione: la struttura è alla ricerca di startup early stage e web based nei settori Real Estate e Mobility.

Le application on-line sono aperte fino al 18 ottobre 2015 al seguente link: https://www.f6s.com/youisnow-classll2015

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Alle startup selezionate saranno offerti un seed investment da 15.000€ ed un percorso di accelerazione della durata di tre mesi negli office spaces di Berlino, dal 9 novembre 2015 al 9 febbraio 2016, con mentoring e coaching da parte di esperti internazionali.

Il programma di accelerazione ricopre una serie di aspetti fondamentali nel lancio di un nuovo business: product market fit, customer acquisition e fundraising sono alcuni esempi delle tematiche che saranno trattate nei tre mesi a You Is Now.

Inoltre, il percorso prevede, oltre a guest speakers, workshop e office hours con gli esperti, delle lezioni settimanali al Founder Institute Berlin.

Infine, le startup di You Is Now seguiranno un percorso di Pitch Training in vista del Demo Day finale, durante il quale avranno l’opportunità di presentarsi a potenziali partner ed investitori.

Per maggiori informazioni: http://www.youisnow.com/

Napoli, 07/10/2015

Quali sono gli errori più frequenti per una startup alle prese con il fundraising?

Sam Altman è un imprenditore, attualmente presidente di Y Combinator e precedentemente co-founder e CEO della startup Loopt, applicazione mobile per il social networking, acquisita nel 2012 dalla Green Dot Corporation.

In un post pubblicato qualche tempo fa sul suo blog, Altman ha analizzato una fase fondamentale per una startup in crescita: la fase del fundraising. L’obiettivo del suo post è quello di individuare alcuni degli errori più frequenti che i founder di una startup possono fare quando si affacciano alla fase di fundraising.

1) Rendere il processo “iper-ottimizzato”

Moltissimi founder cercano strade difficili per la raccolta di capitali, mettendo spesso in pratica dei “trucchi” che pensano siano utili ma in realtà non fanno che complicare le cose. In realtà, scrive Altman, è tutto piuttosto semplice: se l’azienda funziona bene, otterrà dei buoni risultati in termini di fundraising. L’unica strada da percorrere, quindi, è quella di lavorare per migliorare il più possibile l’azienda, il suo funzionamento e i suoi risultati.

Il processo di fundraising, infatti, è molto semplice: innanzitutto bisogna trovare il modo di ottenere un incontro con i potenziali investitori. Dopodichè, occore spiegare loro in che modo la startup può riuscire a fargli ottenere guadagni elevati. Ciò significa spiegare agli investitori la mission aziendale, il prodotto, la traction, la visione futura, il mercato, la concorrenza, quale sarà il vantaggio competitivo nel lungo periodo, come hai intenzione di ottenere dei ricavi e come si compone il team.

Occorre riuscire a implementare un vero e proprio ambiente competitivo: le migliori condizioni in termini di raccolta capitali si ottengono quando più investitori sono in concorrenza tra loro per finanziare una startup. Secondo Altman, è questa l’unica “regola del gioco” valida.

Non bisogna, quindi, ricorrere a piccoli e grandi trucchi: l’unica strada percorribile è quella di lavorare sodo per far funzionare il business nel migliore dei modi, gli investitori decidono di finanziare una startup solo se sentono di poterlo fare con fiducia.

2) Numeri, richieste e valutazioni troppo alti

Quando si cerca di ottenere dei finanziamenti, è importante mantenere quelli che Altman definisce “clean terms”: spesso le startup alla ricerca di capitali tendono infatti a valutare per eccesso i numeri, facendo richieste più elevate di quanto sia realmente necessario.

Alla base di questo errore c’è la convinzione dei founder di “impressionare” i potenziali investitori: in realtà questo atteggiamento allontana gli investors, mentre chiedere semplicemente ciò di cui si ha effettivamente bisogno è l’atteggiamento vincente nel fundraising.

3) Non riuscire a creare un ambiente competitivo

Si tratta di una fase critica del “gioco” del fundraising. Come accennato più sopra, secondo Altman è fondamentale mettere “in competizione” più potenziali investitori.

La parte più difficile da gestire è sicuramente quando arriva la prima offerta: una volta ottenuta un’offerta, infatti, se non ne arrivano altre in tempi stretti si corre il rischio di voler aspettare troppo ad accettare (in attesa che altri investitori facciano una proposta) e di perdere quella che potenzialmente potrebbe essere una buona opportunità.

La cosa migliore, sarebbe trovare un investitore che ama davvero ciò che la startup sta facendo e che sia totalmente disposto a finanziarla: quando c’è una prima offerta di questo tipo, la startup può aspettare più tranquillamente e cercare di ottenere altre offerte.
Naturalmente occorre ricompensare il primo investitore, assicurandogli priorità o quanto meno la sicurezza di rientrare nel round di investimento.

Quando si riesce a creare un buon ambiente competitivo tra potenziali investitori, il processo di fundraising diventa davvero in discesa e spesso anche chi in precendenza non aveva mostrato interesse a finanziare il progetto inizia a considerare un possibile investimento.

4) Presentarsi agli investitori in maniera arrogante, irrispettosa, ecc.

Presentarsi ai potenziali investitori con un’aura da “nerdy founder” è un vezzo inutile e controproducente: occorre essere sempre rispettosi quando si incontrano gli investors. Questo significa, avverte Altman, che non bisogna mai pretendere una decisione dopo il primo incontro (a meno che non si stia davvero per chiudere il round di finanziamento).

Altman consiglia di ricordare sempre che gli investitori sono persone che vogliono essere amate, bisogna fargli sapere che si desidera davvero lavorare insieme a loro per renderli più inclini ad investire nella vostra startup.

5) Non ascoltare

Gli investitori sono preoccupati di non rischiare di perdere i propri capitali, mentre i founder sono persone ottimiste per eccellenza. Questo significa che, molto spesso, quella che per un investor è una versione “carina” di un no viene recepita dal founder come un “con un paio di ulteriori incontri, possiamo arrivare ad un sì”.

Bisogna imparare ad ascoltare con molta attenzione, e capire se è il caso di insistere ulteriormente o è più saggio e fruttuoso andare avanti e incontrare altri potenziali finanziatori.

6) Non avere un “lead investor”

Altman spiega che spesso i founder che raccolgono capitali da più investitori si compiacciono del fatto che nessuno di questi ha un particolare “potere” rispetto agli altri. La realtà, però, è che un investitore con poco potere nelle aziende che finanzia non si sente veramente coinvolto e non si adopera per il successo della startup.

Sarebbe invece davvero utile avere un “lead investor”, con il quale organizzare regolari incontri mensili per metterlo al corrente dei progressi: questi incontri fissi creano infatti una tensione positiva nella startup, soprattutto a livello operativo e di raggiungimento dei risultati prefissati.

7) Avere un pitch scarno

Spesso i founder si fanno prendere dalla voglia di seguire alla perfezione un template, spiegando tutto ciò che sanno sui concorrenti, sull’evoluzione del mercato, ecc. Ma altrettanto spesso, sono i primi ad annoiarsi e questa noia è palese anche all’esterno.

Il consiglio di Altman per un pitch vincente da presentare agli investitori è quello di concentrarsi sulle parti del business che davvero ti entusiasmano: ciò renderà entusiasti anche gli investitori. Trasmettere la passione per il proprio business è fondamentale, ed è quasi impossibile mentire a riguardo.

Gli investitori vogliono ascoltare una vera e propria storia, che racconta come il team ha deciso di lavorare all’idea, come si sono incontrati i co-founder, ecc.: sono aspetti da non tralasciare nel proprio pitch.

Inoltre, gli investitori intelligenti sono alla ricerca di progetti che possano realmente avere successo: occorre quindi concentrarsi sugli aspetti fondamentali che facciano capire che si sta davvero costruendo una grande azienda.

8) Non chiedere delle referenze sugli investitori

I grandi investor possono apportare una quantità enorme di valore aggiunto, nella stessa misura in cui i cattivi investitori possono rendere davvero la vita difficile ai founder di una startup: ecco perché Altman succerisce di chiedere sempre informazioni a chi ha già ottenuto finanziamenti, cercando di ottenere delle vere e proprie referenze sugli investitori con cui ci si prepara a collaborare.

9) Non avere una vision sufficientemente chiara

Se non si è fermamente convinti di ciò che si fa, e si è sempre d’accordo con i suggerimenti dell’investitore, significa che la vision della startup non è sufficientemente chiara. Altman sostiene che, pur dovendo sempre ascoltare ciò che l’investitore ha da dire, si dovrebbe rimanere sempre fermi su ciò in cui si crede davvero.

I founder che hanno una vision aziendale chiara riescono a spiegare ciò che stanno facendo e perché il loro progetto è importante in poche e semplici parole: una vision chiara implica solitamente una grande idea. Fermo restando che esistono sempre delle incognite: anche se non è possibile avere tutte le risposte, prima di iniziare la fase di fundraising è fondamentale avere una vision chiara.

10) Non conoscere le metriche chiave

Le possibili domande degli investitori per una startup in fase di early stage sono essenzialmente due: “Il team sa cosa fare?” e “Il team è in grado di farlo?”.
La risposta alla prima domanda è nel punto 9: occorre avere una vision aziendale chiara e definita.
Per la seconda domanda, invece, occorre essere in grado di dimostrare la qualità operativa attraverso i numeri e le metriche chiave: Altman afferma che è davvero sorprendente come spesso le aziende si rivolgano ai potenziali investitori senza conoscere queste informazioni.

Per leggere il post originale di Sam Altman: http://blog.samaltman.com/fundraising-mistakes-founder-make

Napoli, 17/04/2014

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