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Tag: early stage

LVenture Group e LUISS EnLabs lanciano la call dell’estate: fino a 160k per le migliori startup digitali

L’acceleratore di LVenture Group è pronto a trasformare le Startup digitali early stage più promettenti nelle imprese del futuro.

Al via la seconda Call annuale di LUISS EnLabs – l’acceleratore d’impresa di LVenture Group nato da una joint venture con l’Università LUISS – che apre le porte alle candidature per il batch invernale del suo Programma di Accelerazione, che partirà nel mese di dicembre.

Il Programma di Accelerazione LUISS EnLabs ha una durata di 5 mesi sotto la guida del team di esperti di LUISS EnLabs e LVenture Group. Le Startup che verranno selezionate potranno accedere ad un investimento fino a 160 mila euro da parte di LVenture Group ed avvalersi di una rete di oltre 50 advisor a supporto dello sviluppo del loro prodotto, del modello di business, della tecnologia, della comunicazione, del marketing, dell’assistenza legale e delle attività di fundraising.

Inoltre, potranno usufruire di importanti agevolazioni, come crediti per il cloud, supporto nella prototipazione SEO, facilitazioni e-payments, per un valore di 1,5 milioni di euro.

Per accedere al Programma di Accelerazione di LUISS EnLabs le Startup devono proporre soluzioni competitive nei settori di mercato emergenti, con un prototipo funzionante del prodotto o un’idea validata – Minimum Viable Product – e presentare un team disposto con competenze trasversali necessarie allo sviluppo tecnologico.

La selezione è aperta a tutte le Startup che operano nel digitale con particolare riguardo ai nuovi trend di mercato in ambito di:

  • Corporate Welfare;
  • Cybersecurity;
  • Software per le imprese;
  • Fintech;
  • Retail;
  • Industria 4.0;
  • Salute e Benessere;
  • Urban Tech ed all’utilizzo di tecnologie come AR/VR, Intelligenza Artificiale e Big Data, Blockchain.

Le Startup selezionate svolgeranno il Programma di Accelerazione nell’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs, presso la Stazione Termini di Roma o nella sede dell’acceleratore presso il Milano LUISS Hub, accedendo a spazi di lavoro capaci di rispondere ad ogni esigenza operativa e a centinaia di eventi legati al mondo dell’innovazione, fonte di costante ispirazione e di opportunità di networking.

Le candidature al Programma di Accelerazione LUISS EnLabs devono essere inoltrate online, entro il 30 settembre 2019, accedendo al seguente link: https://www.f6s.com/luissenlabs-winter2020/apply

È inoltre possibile prenotare un incontro one-to-one con il team di accelerazione di LUISS EnLabs, pronto a indirizzare nuovi progetti innovativi nel processo di applicazione scrivendo una e-mail a: applications@lventuregroup.com.

Prima Edizione del Premio Manfredo Manfredi: la competition per progetti imprenditoriali con un montepremi di 150 mila euro

La Call per progetti imprenditoriali hi-tech in grado di creare nuovi posti di lavoro e di far crescere l’ecosistema nazionale dell’innovazione.

Il Premio Manfredo Manfredi, promosso dalla Famiglia Manfredi e da Polihub – l’incubatore del Politecnico di Milano -, nasce per contribuire al rinnovamento del tessuto industriale nazionale offrendo a giovani imprenditori le prime risorse economiche necessarie a mettersi in gioco e avviare un’iniziativa imprenditoriale innovativa.

Il premio è intitolato alla memoria dell’ingegner Manfredo Manfredi, storico manager del gruppo Barilla che a partire dagli anni ’50 e fino al 2013 ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda, da piccola realtà di provincia a multinazionale leader nel settore alimentare e simbolo dell’Italia nel mondo.

L’iniziativa vuole premiare idee brillanti e giovani di talento, supportandoli nella fase di avvio e creazione dell’azienda, aiutando gli imprenditori alla ricerca dell’innovazione sia nelle tecniche di management che nello sviluppo di nuovi prodotti.

Il Premio Manfredo Manfredi è rivolto alle migliori iniziative hi-tech entrate nel network di PoliHub, negli anni 2017-2018-2019, attraverso i seguenti canali di accesso attivati:

  • Switch2Product;
  • StartCup Lombardia;
  • Processo di selezione da autocandidatura tramite il portale online;
  • Premi di incubazione.

Possono partecipare i progetti imprenditoriali in fase “early stage” in particolare:

  • Startup non ancora costituite o fondate in data non anteriore al 1 gennaio 2018;
  • Startup non finanziate da alcun investimento esterno di tiposeed”;
  • Capaci di utilizzare in modo distintivo le nuove tecnologie.

Grazie alla dotazione messa a disposizione dalla Famiglia Manfredi, il montepremi complessivo per la prima edizione del Premio è di 150.000 euro, da assegnare ad un massimo di tre Startup vincitrici sottoforma di grant e servizi d’incubazione.

Ognuno dei progetti imprenditoriali premiati riceverà quindi un totale di 50.000 euro, di cui 30.000 euro sotto forma di grant e un’equivalente di 20.000 euro in servizi di incubazione.

Per partecipare alla Prima edizione del Premio Manfredo Manfredi, il termine ultimo è fissato al 15 novembre 2019, è possibile attraverso la compilazione del form al seguente link: https://polihub.wufoo.com/forms/zk6ihj80upkybv/

Per info sul Regolamento.

Startup Early Stage: come si definiscono, cosa fanno, di cosa hanno bisogno

Quando si parla di ciclo di vita di una startup, si intendono le varie fasi che quest’ultima attraversa dalla sua nascita fino all’eventuale exit o acquisition. Ci sono molte differenti classificazioni delle fasi di vita di una startup, e le stesse singole fasi vengono definite e identificate in maniera differente.

La primissima fase di una startup, la cosiddetta fase early stage, è sicuramente quella più difficile da identificare e definire: Lee M. von Kraus, esperto di startup e mentor di grande esperienza, ad esempio, sostiene che la startup early stage è quella “in fase pre-money, che sta ancora lavorando allo sviluppo del suo primo prodotto”. In questa fase, la startup sta perfezionando la propria idea di partenza, lavorando alla costruzione di un MVP ed effettuando i primi test del prototipo.

A seconda dei risultati di questi test, una volta analizzati con cura i dati ottenuti, la startup early stage potenzialmente è pronta per le modifiche e gli aggiustamenti (pivot) e per ripartire da capo. L’obiettivo finale della fase early stage è quello di ottenere un prodotto scalabile da presentare ai potenziali investitori attraverso un pitch efficace e convincente. Per von Kraus, quindi, la fase early stage rappresenta per una startup l’intera fase di pre-finanziamento. Una volta ottenuti i primi soldi, la startup è pronta per attraversare la fase successiva, la cosiddetta fase seed.

Per altri esperti, però, è la fase seed a identificarsi con quella di pre-finanziamento. Superata la fase seed, la startup sarà pronta a passare alla fase early stage. Ecco, quindi, che la definizione del ciclo di vita della startup diventa confusa e complicata! Per capire meglio cosa si intende per startup early stage, proviamo a passare in rassegna le definizioni di altri esperti.

Vediamo, ad esempio, cosa ne pensa Kent Gustavson, imprenditore ed esperto di startup: “la fase early stage è come i primi giorni di primavera, in cui le piante crescono più che mai”. Una definizione poetica, in cui la startup early stage è vista come quella più rischiosa e incerta, ma anche come quella più ricca di opportunità.

Secondo Gustavson, l’obiettivo principale della startup in fase early stage non si limita alla ricerca dei primi finanziamenti: “è paragonabile al primo periodo di attività di un artista. In questa fase, l’arte è spesso più semplice, più ideolgica, ma è anche molto importante per la futura crescita dell’artista”. In questo senso, la startup early stage è a suo parere quella in cui il team è visionario, l’idea rivoluzionaria, e il MVP è in grado di agganciare i primi clienti e sostenitori.

Brian Rabben (team lead di Google e mentor a 500 Startups) ha, invece, una definizione decisamente più tecnica: la fase early stage è quella in cui la startup si trova in una situazione di “pre product-market fit” accompagnata da almeno una delle seguenti condizioni aggiuntive: meno di 10 dipendenti, incapacità di pagare ai dipendenti e ai fondatori uno stipendio competitivo, assenza di profitti e/o finanziamenti.

Infine, Mike Moyer, docente universitario e autore di best seller in tema di imprenditorialità, definisce la startup early stage come “una società nella quale tutti i partecipanti mettono a rischio i propri contributi personali in termini di tempo, denaro, relazioni, forniture, strutture o attrezzature”. Secondo Moyer, se una startup ha già abbastanza denaro, ricavi o investimenti per pagare i componenti del team non può essere più considerata in fase early stage.

Rileggendo tutte le definizioni di startup early stage elencate, si nota un comune denominatore: il denaro. Tutti gli esperti concordano sul fatto che la startup early stage è in fase di pre-money e di pre-finanziamento. Per passare alla fase successiva del proprio ciclo di vita, quindi, lo strumento indispensabile per una startup è il capitale.

Per raccogliere capitale, però, è indispensabile che la startup si prepari adeguatamente a presentarsi sul mercato e agli investitori: in questa fase iniziale, una risorsa di valore inestimabile è data da un percorso di mentorship e formazione personalizzato, sotto la guida esperta di chi conosce al meglio l’approccio Lean Startup.

FONTE: https://www.startups.co/articles/startup-stages

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Napoli, 06/09/2018

Opportunità per startup nel settore Internet of Things: la call 2015 di Helsinki Ventures IoT Accelerator

Fino al 31 novembre 2015 è possibile inviare la propria candidatura per la call for startup “Helsinki Ventures IoT Accelerator 2015”, a cura dell’omonimo acceleratore per startup early stage che implementa un programma dedicato a soluzioni innovative uniche e rivoluzionarie nel settore dell’Internet of Things.

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Il programma di Helsinki Ventures Accelerator nasce in collaborazione con SIGFOX, leader a livello globale nel settore delle soluzioni IoT economicamente sostenibili e ad alta efficienza energetica.

La prossima edizione del programma partirà nel mese di gennaio 2016 ed avrà una durata minima di quattro settimane, con possibilità di estensione dei servizi fino ad un totale di 12 mesi.
Durante il percorso, le startup selezionate potranno beneficiare di un programma di mentorship IoT-focused, con l’aggiunta di una serie di opportunità:

accesso a spazi di coworking nella sede finlandese dell’acceleratore,
network internazionale con potenziali partner aziendali,
accesso all’ecosistema finlandese, ed in particolare di Helsinki, di potenziali clienti ed investitori,
supporto tecnologico specializzato degli esperti SIGFOX,
accesso alla community di riferimento, con opportunità di collaborazione con le altre startup del sistema,
possibilità di investimento da parte di Helsinki Ventures.

La call for startup per “Helsinki Ventures IoT Accelerator 2015” resterà aperta fino al 30/11/2015. Le application devono essere inviate attraverso il form disponibile al seguente link: https://www.f6s.com/iotaccelerator

Per ulteriori informazioni e dettagli: http://www.helsinkiventures.com/

Napoli, 16/11/2015

Growth Hacking per startup con prodotti SaaS: alcune tecniche fondamentali già in fase Early Stage

Darius Lahoutifard è founder di Business Hangouts e imprenditore seriale specializzato in aziende SaaS: l’acronimo sta per “Software as a Service” e si riferisce ad un modello di distribuzione in cui un software viene messo a disposizione dei clienti via internet, direttamente dall’azienda che lo ha sviluppato (si parla di un servizio di Cloud Computing).
Quando si parla di un software Saas, il cliente paga per utilizzare il prodotto (e non per possederlo): questo tipo di software è spesso utilizzato dai clienti B2B per esternalizzare alcune attività del proprio business, ma oggi è molto diffuso anche nel mercato B2C.

In quanto esperto di imprese SaaS, Lahoutifard pubblica sul portale VentureBeat una serie di articoli relativi a questo particolare segmento di business: di recente, ad esempio, si è occupato della tematica relativa alla crescita di una startup SaaS e, nello specifico, ad alcune tecniche di growth hacking utilizzate dai founder di imprese in questa tipologia di mercato. In particolare, Lahoutifard descrive quattro tecniche di growth hacking per startup Saas: vediamole più in dettaglio.

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1. Piccole App su grandi mercati

Nelle primissime fasi, tutte le startup sognano partnership con grandi nomi in modo tale da avere una referenza forte da utilizzare per piazzarsi meglio sul mercato o per raccogliere capitali. Ma questo tipo di pratica è spesso estremamente costosa, e non riesce a produrre sempre i risultati sperati.

Oggi, si può ottenere una grande visibilità semplicemente proponendo un’app in uno dei marketplace disponibili, come App Store e Google Play (in caso di applicazioni mobile), o su altre piattaforme specifiche per desktop app. L’App Store di Google Chrome, ad esempio, è piuttosto facilmente accessibile per sviluppatori di qualsiasi applicazione che sia eseguibile sul browser Chrome.
Ancora, se si dispone di un’app in qualche modo integrata con uno dei prodotti Google Apps è possibile accedere al Google Apps Marketplace.
Secondo l’autore, è davvero sorprendente il modo in cui la presenza in uno di questi store riesce ad attrarre utenti: il consiglio è quello di sviluppare un’app semplice e veloce, con funzioni di base ma con un eccellente design, in maniera tale da catturare i primi numeri in termini di lead sul mercato del mobile.

2. Modelli freemium

Il popolare ed efficace modello freemium funziona bene anche per le imprese SaaS: è sempre possibile creare un numero di caratteristiche di base da concedere gratuitamente al cliente, piuttosto che offrire l’utilizzo del software per un numero limitato di volte, o soltanto in determinati casi. Inoltre, è sempre possibile monitorare i clienti che utilizzano il software gratuitamente e modificare la portata del modello freemium quando diventano troppi, e bisogna che qualcuno di essi inizi a pagare.

Quando si sceglie il modello freemium, secondo Lahoutifard, la decisione migliore è quella di concedere prove gratuite per un periodo di tempo limitato: in questo modo, il cliente può sviluppare un rapporto più stabile con l’azienda ed aumentano le possibilità che decida di effettuare l’aggiornamento a pagamento (upgrade).

3. Utilizzare prima possibile strumenti di Marketing Automation

Una volta che si inizia a generare traffico con gli account gratuiti, il passo successivo è quello di scalare fino a raggiungere gli account a pagamento. Non bisogna aspettare troppo per implementare i primi strumenti di marketing automation, come HubSpot e Marketo: è infatti possibile utilizzare fin da subito alcuni auto-responder di base, che automaticamente diano il benvenuto e guidino nei primi passi gli utenti che utilizzano la versione freemium.

Appena effettuata l’iscrizione è buona norma inviare del materiale gratuito, come ad esempio video, white paper, case study ed altre tipologie di supporti didattici. Gli invii possono essere programmati in maniera sequenziale, basati su specifici eventi o un tot di volte a settimana.

4. Concierge onboarding

L’automazione è sicuramente utile, ma non potrà mai sostituire fino in fondo l’interazione umana: gli strumenti di marketing automation non possono competere con il concierge onboarding, e quindi con una telefonata (o meglio ancora una videochiamata) di benvenuto al nuovo cliente.

Per svolgere al meglio questo lavoro (le chiamate possono essere effettuate, in caso di prodotti di fascia alta, anche ai clienti freemium) va prevista una persona dedicata (o un team in caso di numeri particolarmente elevati) che si occupi di queste attività di accoglienza: la scelta dovrebbe ricadere su persone che siano addestrate alle vendite e al rapporto con la clientela, e che abbiano al contempo un background tecnico di conoscenza del prodotto.

SaaS

Ora che abbiamo analizzato più nel dettaglio le quattro tecniche proposte da Lahoutifard, vediamo come esse possono essere applicate nelle primissime fasi di una startup SaaS (per intenderci, nella fase denominata Early Stage). Ad una prima occhiata, può sembrare che questo tipo di consigli sia applicabile a startup in fase più avanzata, che ha già delle metriche rilevanti in tema di vendite… Ma è assolutamente sbagliato!

Le riflessioni sulle vendite devono iniziare fin dagli albori della vita di una startup. Non possono essere prese in considerazione direttamente quando si hanno numeri rilevanti, altrimenti significherebbe aver perso delle opportunità: naturalmente, non è il caso di assumere un team dedicato alle vendite fino a che non si sarà arrivati alla convalida del proprio processo. Ma per capire come riuscire a convalidare e padroneggiare l’intero processo e iniziare a veder crescere le vendite, le tecniche di growth hacking sono assolutamente indispensabili già in fase early stage.

In pratica, il processo di vendita SaaS inizia nel momento in cui si inizia a sviluppare il prodotto per poi proseguire attraverso le seguenti fasi:

– MVP demo (secondo il Lean Startup Model), che alcuni chiamano MSP (Minimum Sellable Product),
– Feedback del cliente,
– MVP migliorato e primi introiti fatturati,
– Ripetere i passaggi precedenti con altri clienti,
– Automatizzare le vendite ed il processo di apprendimento con strumenti di marketing automation,
– Costruire app gratuite per sfruttare il traffico in entrata dai grandi marketplace,
– Prevedere un piccolo team di vendita per implementare tecniche di concierge onboarding,
– Prevedere account executives per chiudere ulteriori vendite,
– Scalare il processo di vendita.

Per leggere il post originale: http://venturebeat.com/2015/11/08/growth-hack-your-enterprise-saas-startup/

Napoli, 09/11/2015

E-Tailers 2015: la call for startup di Digital Magics e Talent Garden, per progetti nell’E-Commerce, il Retail, i Pagamenti e la Logistica

Sono aperte le candidature per partecipare alla competition E-Tailers 2015, nata dalla collaborazione tra Digital Magics e Talent Garden per selezionare le migliori proposte progettuali di startup early stage con un’idea innovativa nei seguenti settori:

 Retail Innovation
 E-Commerce & Mobile Commerce
 Sistemi di Pagamento
 Soluzioni Logistiche Innovative

Lo scopo della call for ideas E-Tailers 2015 è quello di scovare le migliori idee innovative ed originali di business in Italia, capaci di trasformarsi in progetti disruptive a livello nazionale ed internazionale.

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Per offrire le migliori opportunità alle startup selezionate, Digital Magics e Talent Garden hanno creato una solida rete di partner: PrestaShop (leader nelle soluzioni open source per l’e-commerce), TAG Innovation School (scuola del digitale e dell’innovazione fondata da Talent Garden), Corriere Innovazione, IBM (leader nei servizi cloud e delle soluzioni enterprise per l’e-commerce e il digital marketing), Innogest SGR (tra i principali fondi di venture capital in Italia), Ninja Marketing e zanox (network leader a livello europeo nel campo del performance marketing).

Possono partecipare alla call per E-Tailers 2015:

persone fisiche che abbiano compiuto il 18° anno di età, individualmente ed in team;
persone giuridiche, in forma societaria, ivi comprese le startup innovative ai sensi della legge n. 221/2012 e successive modifiche ed integrazioni.

Le application devono essere inviate esclusivamente on-line, entro la scadenza fissata all’11 novembre 2015, compilando il form disponibile sul sito web dedicato all’iniziativa: http://e-tailers.digitalmagics.com/

All’application deve essere allegato un file in PDF con la documentazione di progetto, contenente informazioni riguardanti la descrizione dell’idea, le potenzialità di mercato, il team, lo scenario competitivo, la roadmap di sviluppo.

Al termine della call saranno selezionati i 10 progetti finalisti, che avranno accesso alla seconda fase di E-Tailers 2015: si tratta di due giornate formative presso TAG Milano Calabiana, con workshop e programmi di formazione, previste per il 18 e 19 novembre 2015. Lo scopo delle due giornate è quello di preparare il pitch dei 10 progetti.

Infine, il Regolamento di E-Tailers 2015 prevede la terza ed ultima fase, prevista per il 20 novembre 2015: i dieci finalisti parteciperanno alla Pitching Session finale di fronte alla Giuria di esperti (provenienti da Digital Magics e dai Partner) che decreteranno i vincitori della competition.

La Giuria di E-Tailers 2015 sceglierà i vincitori sulla base dei seguenti criteri di valutazione:

Partecipazione proattiva delle startup finaliste alle giornate formative,
Idea disruptive: innovatività ed originalità dell’idea e dell’approccio,
Team con competenze eterogenee e complementari,
Roadmap di sviluppo del progetto ben definita,
Business Model sostenibile,
Chiarezza e completezza delle informazioni.

I Premi in palio per i vincitori di E-Tailers 2015 sono offerti dai Partner dell’iniziativa, ed in particolare:

PrestaShop: due buoni/voucher del valore di 2.500€ ciascuno per l’acquisto di prodotti sul marketplace PrestaShop,
zanox: due servizi di advertising senza setup fee e senza minimi garantiti,
TAG Innovation School: due offerte di sinergie formative per accompagnare la crescita del business,
Ninja Marketing: due offerte di media partnership.

Inoltre, tutti i progetti finalisti della competition avranno un’opportunità di contatto e visibilità con Digital Magics e Innogest SGR e potranno candidarsi per i programmi IBM specifici per le startup. In particolare, Digital Magics si riserva la possibilità di offrire l’accesso alle startup finaliste al proprio programma di accelerazione (previa costituzione in forma societaria, in caso di partecipazione di persone fisiche).

Per maggiori informazioni e dettagli si rimanda alla lettura del Regolamento completo della competition, disponibile qui: http://e-tailers.digitalmagics.com/regolamento/Regolamento_Call_E-Tailers_2015.pdf

Napoli, 28/10/2015

Prosper Startup Accelerator: 50K e tre mesi negli USA per le migliori donne startupper. Deadline 23/10/2015

Prosper Startup Accelerator è alla ricerca delle migliori startup del mondo guidate da donne, da inserire nel suo programma di accelerazione Spring 2016 presso la sede della struttura a St. Louis (USA): l’iniziativa, nata nel 2011 per facilitare l’accesso al mondo dell’imprenditoria innovativa da parte di startupper donne, propone un programma di accelerazione trimestrale e l’accesso a seed investment da 50.000$ per ciascun progetto selezionato.

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Le application sono aperte a startup women-led, nelle quali almeno una delle posizioni di leadership ed una significativa percentuale del capitale siano in mano ad una donna. I progetti imprenditoriali di Prosper Startup Accelerator dovranno essere in fase early-stage e con focus su una delle seguenti aree:

1. Technology
2. Health Care
3. Consumer Products

Nello specifico, saranno tenute in particolare considerazione le startup con progetti in possesso dei seguenti requisiti:

Un prodotto o servizio potenzialmente in grado di avere una crescita significativa,
Rivolto ad un target di mercato considerevolmente ampio,
In grado di risolvere un problema sostanziale per il cliente,
Che abbia già le prime metriche in termini di traction e customer engagement.

Per partecipare alle selezioni è necessario compilare il form di application on-line disponibile qui entro la deadline fissata al 23 ottobre 2015. Durante la prima settimana di novembre, saranno identificati i finalisti che presenteranno il proprio pitch il 19/11/2015 (nella sede di St. Louis o in videoconferenza).

Tra le startup finaliste, infine, saranno selezionate le vincitrici che avranno accesso ai seguenti premi:

50.000$ seed suddivisi in due tranches, di cui una al momento dell’insediamento e l’altra al termine del percorso di accelerazione;
percorso di accelerazione della durata di 3 mesi a St. Louis, con possibilità di accesso al Prosper Startup Accelerator Fund.

Il programma di accelerazione Prosper Startup Accelerator – Spring 2016  partirà il 19 gennaio 2016, per concludersi con un Demo Day finale previsto il 6 aprile 2016.

Per maggiori informazioni: http://www.prosperstl.com/

Napoli, 12/10/2015

Startup Tips – Tre decisioni difficili in tema finanziario che un CEO deve saper affrontare

Il portale Inc. ha recentemente pubblicato un post firmato da Aj Agrawal (co-founder e CEO di Alumnify) focalizzato su tre decisioni fondamentali e difficili che il CEO di una startup deve assolutamente prendere in materia finanziaria.

In generale, un CEO si ritrova spesso a dover prendere decisioni difficili, in particolare in fase early stage: nella maggior parte dei casi, si tratta di problemi che non hanno una risposta o una soluzione giusta in assoluto. Di solito, infatti, in una startup è necessario risolvere i problemi prendendo la miglior decisione possibile, per andare avanti con lo sviluppo e la crescita del business in maniera rapida ed efficace: non ci sono risposte preconfezionate, né tantomeno soluzioni perfette.

L’area finanziaria, con tutte le decisioni su come spendere il denaro dell’azienda, è di solito quella in cui si concentrano le problematiche più difficili: in particolare, Agrawal ne sceglie tre da descrivere e discutere nel suo post, con lo scopo di aiutare i CEO in difficoltà a trovare una soluzione utile.

Vediamo quindi quali sono le tre decisioni difficili in materia finanziaria selezionate da Agrawal.

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1) Quanto pagare i componenti del team

Agli inizi della vita di una startup, è altamente improbabile riuscire ad offrire ai componenti del team degli stipendi competitivi: anzi, spesso non è nemmeno possibile pagare dei veri e propri stipendi in denaro!
Il compito del CEO è quello di trovare il giusto equilibrio tra quanto è giusto pagare qualcuno e quanto, invece, ci si può permettere sulla base della cassa dell’azienda.
In alcuni casi può essere utile il pagamento in Equity, ma a volte questo non basta a garantire il massimo committment dei collaboratori.

Il problema principale in questa fase iniziale è quello di trovare la via di mezzo tra il mantenersi prudenti nelle spese per preservare cassa, e le esigenze del team che chiede più soldi.
In entrambi i casi, far pendere l’ago della bilancia in una delle due direzioni può essere controproducente: da un lato, si rischia di lasciare la startup senza denaro disponibile, dall’altro si rischia che i membri del team lascino l’azienda.

Il modo più semplice per affrontare questa situazione, secondo l’autore, è che il CEO si accontenti di prendere lo stipendio più basso tra tutti i componenti del team. Questo può servire sia a preservare denaro che a dare un esempio a tutti gli altri collaboratori della startup.

2) Dopo quanto tempo assumersi rischi

Questa è, in assoluto, la decisione più difficile da prendere per il CEO di una startup in fase early stage: bisogna decidere se mantenere la prudenza per preservare la cassa, o assumersi dei rischi ed investire.
Arriva infatti un momento in cui la startup dovrà decidere se aumentare la velocità e provare a far crescere davvero il business.

In questo caso non ci sono consigli e soluzioni predefinite: il CEO dovrà sapere quando dire di no, quando è possibile rischiare, quando la startup è pronta a fare il salto di qualità.

3) Quanto pagare se stessi in quanto CEO

Naturalmente, ogni situazione è diversa dalle altre: se il CEO ha una famiglia composta da cinque persone e tutti gli altri collaboratori sono single, bisognerà tener conto delle diverse necessità. Ma, in generale, la scelta migliore è quella per cui il CEO tiene per sé solo la quantità di denaro strettamente necessaria per vivere.

Sembra una soluzione controintuitiva e difficile, visto che il CEO è solitamente colui che si assume maggiori responsabilità e lavora a ritmi più serrati di tutti. Ma prendersi dei premi e dei benefit per sé è davvero controproducente per un CEO, che rischia di creare malcontento all’interno del team.

Per leggere il post originale: http://www.inc.com/aj-agrawal/3-of-the-hardest-financial-decisions-startup-ceos-must-make.html

Napoli, 04/09/2015

OpenAxel: dall’UE, la call for startup che premia i migliori progetti nel settore ICT

openaxel

C’è tempo fino al 30 ottobre 2015 per partecipare alla seconda edizione della call for startup OpenAxel (Open Acceleration across Europe), progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dello Startup Europe Hub allo scopo di selezionare le migliori idee innovative in ambito ICT per supportarne la crescita, il processo di internazionalizzazione, la ricerca di finanziamenti.

Con la sua seconda call, OpenAxel selezionerà le migliori 30 startup semifinaliste, che riceveranno un pacchetto equity-free di servizi di accelerazione e l’invito a partecipare all’evento pubblico finale del Mobile World Congress 2016 a Barcellona. Tra i 30 semifinalisti, inoltre, saranno selezionati i 9 progetti vincitori che avranno diritto ai seguenti premi:

coaching e mentoring da dirigenti di aziende leader a livello globale;
accesso ad un network di potenziali partner internazionali nel settore tecnologico e dell’ICT;
Boot Camp Week in Silicon Valley per incontrare aziende leader e potenziali investitori;
invito a partecipare all’evento pubblico finale del Mobile World Congress 2016 a Barcellona.

Le application sono aperte (fino al 30 ottoobre 2015) a startup già costituite o persone fisiche (individualmente o in team) in possesso di una business idea da trasformare in impresa. I progetti innovativi per OpenAxel dovranno riguardare il settore ICT, e saranno valutati in base ai seguenti criteri:

stadio di sviluppo del progetto (da early stage a early growth),
innovatività e potenzialità disruptive dell’idea,
utilizzo delle nuove tecnologie nelle comunicazioni digital,
potenzialità in termini di scalabilità e crescita globale,
solidità del business model,
potenzialità di distribuzione rapida del prodotto e time-to-market,
solidità e committment del team.

Il link per iscriversi alla call for startup OpenAxel è disponibile a questo link: http://portal.openaxel.com/p/openaxel/

Il Regolamento completo è invece disponibile qui: http://openaxel.com/wp-content/uploads/2015/09/OPENAXEL_D41_AnnexII_Guide-for-applicants_2nd-contest_FINAL.pdf

Per tutte le informazioni: http://openaxel.com/contest/

Napoli, 04/09/2015

La tua startup in Spagna con Bolt Accelerator: fino a 20K e 12 settimane di mentorship

Il Bolt Accelerator Program è il programma di mentorship per startup early stage rivolto a progetti di impresa innovativi e tecnologici che aspirano al mercato globale, che si svolge nella città spagnola di Malaga.
Attualmente è aperta la call per l’accesso alla sua quarta edizione, riservata a startup europee che siano in possesso di un prototipo (o mock up).

boltlogo

Il programma di accelerazione per le startup ammesse ha una durata di 12 settimane e la mentorship si focalizza su alcune tematiche chiave di valore fondamentale per la crescita di una startup: lean startup, customer development, business model canvas, etc.
Scopo finale del percorso, è quello di aiutare la startup a trovare il proprio product-market fit.

Oltre alla partecipazione al programma di accelerazione, il Bolt Accelerator offre alle startup spazi di lavoro in modalità co-working, servizi di assistenza e consulenza, opportunità di networking e la partecipazione agli eventi Demo Day e Investor Day.

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Per ciascuna delle startup selezionate, inoltre, è previsto un investimento fino a 20.000€ (a fronte della cessione del 6% in Equity). Per le migliori startup, al termine del percorso, è prevista la possibilità di accedere a finanziamenti a condizioni agevolate fino a 100.000€.

Le application possono essere effettuate entro il 31 luglio 2015 a questo link: https://www.f6s.com/boltaccelerator4thprogram/apply

Per maggiori informazioni: http://bolt.eu.com/en/

Napoli, 24/07/2015

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