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Tag: bando

190 milioni per le imprese e startup del Mezzogiorno: il MISE pubblica la Circolare attuativa

E’ stata pubblicata la Circolare attuativa del Decreto 6 marzo 2013 del MISE, che ha istituito un Fondo di 190 milioni di euro destinato alla nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno (con sede operativa e/o legale in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) che abbiamo presentato qualche tempo fa in questo post nel nostro blog.

La Circolare ha sostanzialmente confermato e dettagliato la normativa prevista dal Decreto, che prevede due tipologie di agevolazioni:

  • Aiuti a favore delle piccole imprese di nuova costituzione (Titolo II del Decreto MISE 06/03/2013);
  • Azioni di sostegno ai programmi di investimento effettuati da nuove imprese digitali e/o ad alto contenuto tecnologico (Titolo III del Decreto MISE 06/03/2013).

Lo Sportello Telematico per la presentazione delle domande sarà aperto a partire dalle ore 12:00 del 04 Settembre 2013. Come già accennato, la procedura prevista è a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, e in particolare la Circolare specifica che non verranno prese in considerazione domande inviate precedentemente alla data indicata.

Confermati dalla Circolare i soggetti beneficiari delle agevolazioni già previsti dal Decreto: possono presentare domanda le piccole imprese, incluse le startup innovative (ai sensi dell’art. 25, comma 2, DL 179/2012) e le persone fisiche che intendano costituire una nuova impresa (in tal caso, dovranno costituire la società entro 30 giorni successivi dall’eventuale concessione dell’agevolazione).

Da notare che, tra i requisiti necessari per accedere alle agevolazioni, la Circolare specifica la condizione secondo cui le imprese/startup debbano essere costituite da non oltre 6 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Inoltre, le società possono presentare domanda soltanto se composte da una maggioranza assoluta di persone fisiche (per le cooperative, i soci devono essere esclusivamente persone fisiche). A tale proposito, per le startup innovative è interessante evidenziare che alla determinazione del predetto requisito non concorrono le partecipazioni di minoranza (inferiori al 50%) da parte di Università, Centri di Ricerca pubblici e privati e investitori istituzionali. Con questi ultimi si intendono i soggetti la cui attività di investimento in strumenti finanziari è subordinata a previa autorizzazione o comunque sottoposta ad apposita regolamentazione: rientrano tra essi, quindi, banche, SGR, fondi di sviluppo e tutti i soggetti per cui sussiste l’obbligo di iscrizione all’albo unico degli intermediari finanziari (ai sensi dell’art. 106 del Testo Unico Bancario).

Tra le previsioni specifiche per le startup, la Circolare conferma l’istituzione di un apposito Comitato Tecnico che assisterà Invitalia (il soggetto gestore) nella valutazione delle domande provenienti da startup innovative.

Allo stesso modo, è confermata la possibilità di innalzamento dell’importo massimo degli aiuti concessi dal Titolo II del Decreto alle startup innovative in due casi:

– spese di Ricerca e Sviluppo per una percentuale pari o superiore al 30% del maggiore valore tra costo e valore della produzione;
– spese per la retribuzione “di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero“, qualora tale forza lavoro sia in percentuale pari o superiore al 40% della forza lavoro complessiva.

A questo proposito, la Circolare stabilisce che le startup innovative indichino, nell’apposita sezione del piano di impresa della domanda di agevolazione, le spese in Ricerca e Sviluppo e quelle per l’impiego di dipendenti e collaboratori.

Confermata anche la revoca del maggiore importo in questione, qualora l’impresa perda i requisiti di startup innovativa.

Per maggiori informazioni, si rimanda alla pagina dedicata all’argomento nel sito web del MISE.

Napoli, 21/06/2013

Agevolazioni alle imprese: riapre il 10 giugno il Bando “Incentivi per il Design”

Con una Comunicazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 giugno 2013, il Ministero dello Sviluppo Economico rende nota la riapertura del Bando “Incentivi per il Design”: sarà possibile presentare le domande di agevolazione a partire dalle ore 12:00 del 10 giugno 2013.

La riapertura riguarda la Misura B, “Incentivo per lo sfruttamento economico dei titoli di proprietà industriale”, del bando per la concessione di agevolazioni per il design a favore di micro, piccole e medie imprese, pubblicata in G.U. n. 179 del 3 agosto 2011 e sospesa nel dicembre dello stesso anno.

Il programma Incentivi per il Design nasce per favorire il ricorso alla registrazione dei titoli di proprietà industriale e il loro sfruttamento economico attraverso agevolazioni, concesse secondo la procedura a sportello, a micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia regolarmente iscritte al Registro delle Imprese.

Lo strumento si articola in due linee di intervento: la Misura A, che prevede un premio per il deposito, cioè per la registrazione nazionale, comunitaria ed internazionale di nuovi modelli e disegni industriali, e la Misura B, che prevede incentivi per lo sfruttamento economico dei modelli/disegni industriali.

La riapertura dei termini, a partire dal 10 giugno 2013, riguarda quindi la seconda delle misure del programma. La Misura B è destinata alle imprese che intendono qualificare la propria produzione introducendo sul mercato prodotti innovativi, e/o che vogliono commercializzare i propri titoli di proprietà industriale (per esempio mediante cessione delle licenze).
Possono quindi presentare domanda le micro, piccole e medie imprese italiane con un progetto di sfruttamento economico di un modello/disegno industriale per il quale sia stata depositata una domanda di registrazione, oppure un disegno/modello da realizzare ex novo.

Gli incentivi si sostanziano in un contributo in conto capitale che potrà coprire fino all’80% delle spese ammissibili, mentre gli importi massimi previsti variano in base alle diverse fasi progettuali. L’Avviso prevede infatti tre fasi:

fase B.1 (limite massimo del contributo 10.000 euro): area progettazione e ingegnerizzazione, volta all’acquisizione di servizi specialistici esterni volti alla realizzazione di un nuovo modello/disegno industriale, e al successivo deposito della domanda di registrazione,
fase B.2 (limite massimo del contributo 60.000 euro): area produzione, per l’acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la messa in produzione di nuovi prodotti a esso correlati,
fase B.3 (limite massimo del contributo 10.000 euro): area commercializzazione, diretta all’acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la commercializzazione del titolo di proprietà industriale.

L’erogazione del contributo è legata al raggiungimento degli obiettivi intermedi e al completamento delle singole fasi del progetto, anche se l’Avviso prevede la possibilità di svincolare la prima tranche del contributo (di importo massimo pari al 50% dell’intero finanziamento) previa presentazione di apposita fideiussione bancaria (come previsto dall’art. 11 del Bando).

Nella Comunicazione del MISE, si specifica che ulteriori informazioni sugli incentivi e le agevolazioni  sono disponibili ai seguenti link:
www.sviluppoeconomico.gov.it
www.uibm.gov.it
www.incentividesign.it

Il testo integrale del Bando è invece disponibile qui.

Napoli, 06/06/2013

Un Fondo di 190 milioni di euro per startup e imprese innovative del Mezzogiorno

In data 6 marzo 2013, il MISE ha firmato un Decreto per lo stanziamento di 190 milioni di euro allo scopo di promuovere la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno: tra le Regioni interessate troviamo la Campania, insieme a Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Attualmente si è in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto (il cui testo integrale è disponibile qui) e della Circolare attuativa che definirà nel dettaglio modalità, forme e termini per le procedure telematiche di invio delle domande: con grande probabilità, l’apertura del Bando è prevista per il mese di settembre 2013. La valutazione delle domande sarà affidata a Invitalia, individuata come soggetto gestore, attraverso una procedura a sportello basata sull’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Riguardo alla procedura di valutazione delle domande, il Decreto contiene una previsione espressamente dedicata alle startup innovative: le domande presentate da queste imprese saranno valutate da una commissione ad hoc, composta da esperti in materia di venture capital e startup di impresa.

Il Decreto prevede due tipologie di agevolazioni:

  • al TITOLO II (artt. 6 – 12) sono previsti gli aiuti a favore delle piccole imprese di nuova costituzione,
  • al TITOLO III (artt. 13 – 20) sono previste le azioni di sostegno ai programmi di investimento effettuati da nuove imprese digitali e/o ad alto contenuto tecnologico.

Prima di esaminare più nel dettaglio le due tipologie di agevolazioni, vediamo chi sono i soggetti beneficiari: l’art. 5 del Decreto elenca i requisiti delle imprese che hanno accesso agli aiuti, facendo un esplicito riferimento all’inclusione tra queste delle startup innovative (così come definite all’art. 25, comma 2, del DL n. 179/2012).
Possono presentare domanda le imprese costituite da non più di 6 mesi, con sede operativa e legale nel territorio di una delle Regioni interessate, costituite in forma sociataria o cooperativa regolarmente iscritte al Registro delle Imprese. Possono inoltre avere accesso alle agevolazioni le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa in possesso di tali requisiti entro e non oltre i 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda.

TITOLO II: Aiuti a favore delle piccole imprese di nuova costituzione

In particolare, sono ammessi alle agevolazioni previste dal Titolo II i progetti che presentano carattere di innovatività: i piani di impresa devono introdurre nuove soluzioni organizzative o produttive e/o orientate a nuovi mercati.

I contributi previsti dal Titolo II si riferiscono ai costi sostenuti per i primi 4 anni di attività (dalla data di presentazione della domanda), per un importo annuo massimo di 50.000 euro e totale di 200.000 euro. Tale limite viene però innalzato per le startup innovative in due possibili casi (riconducibili ai tre “ulteriori requisiti” di cui al DL 179/2012):

  • spese di Ricerca e Sviluppo per una percentuale pari o superiore al 30% del maggiore valore tra costo e valore della produzione;
  • spese per la retribuzione “di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero“, qualora tale forza lavoro sia in percentuale pari o superiore al 40% della forza lavoro complessiva.

Se si verifica uno di questi due casi, l’importo annuo massimo del contributo sarà pari a 60.000 euro per il primo anno, ed aumenterà di 10.000 euro l’anno fino a raggiungere i 90.000 euro per il quarto e ultimo anno di agevolazione. Si segnala che tale innalzamento del limite annuo sarà revocato in caso di perdita dei requisiti di startup innovativa.

I costi ammissibili sono elencati all’art. 7 del Decreto, e riguardano in particolare i finanziamenti esterni concessi all’impresa, le spese per impianti e macchinari (affitto, ammortamento e leasing) e i costi per il personale.

L’intensità degli aiuti concessi viene suddivisa in due periodi:

  • per i primi tre anni dalla data di presentazione della domanda, abbiamo una percentuale del 25% per le imprese ubicate in Sardegna, e del 35% per le imprese ubicate in Campania e nelle altre Regioni oggetto di intervento;
  • per l’ultimo anno di agevolazione, abbiamo una percentuale del 15% per le imprese ubicate in Sardegna, e del 25% per le imprese ubicate in Campania e nelle altre Regioni oggetto di intervento.

TITOLO III: azioni di sostegno ai programmi di investimento effettuati da nuove imprese digitali e/o ad alto contenuto tecnologico

Le agevolazioni previste dal Titolo III riguardano due tipologie di programmi di investimento:

  • programmi di investimento per l’avvio di imprese nel settore dell’economia digitale;
  • programmi di investimento a contenuto tecnologico, finalizzati a valorizzare economicamente i risultati della ricerca del settore pubblico e privato.

Tali programmi devono avere una durata massima di 18 mesi e possono altresì accedere alle agevolazioni i soggetti ammissibili alle agevolazioni previste dal Titolo II. Ulteriori requisiti per l’accesso alle agevolazioni del Titolo III saranno specificati dalla Circolare attuativa, fermo restando anche in questo caso l’indispensabilità del carattere innovativo dei progetti presentati, sia riguardo l’introduzione di nuovi prodotti/servizi che l’utilizzo di nuove soluzioni organizzative o produttive.

L’agevolazione prevista dal Titolo III si compone di due parti:

  • un contributo in conto impianti per la realizzazione dei programmi di investimento: per un importo massimo pari a 200.000 euro, a copertura del 65% dei costi ammissibili. Tale percentuale è aumentata al 75% per imprese costituite interamente da giovani under 35 e da donne;
  • servizi di tutoring tecnico-gestionale a sostegno della fase di avvio dell’impresa, erogati direttamente da Invitalia per un importo massimo di 5.000 euro.

I costi ammissibili per i contributi di cui al Titolo III sono elencati all’art. 15 e riguardano aspetti più strettamente tecnologici direttamente collegati all’attività di impresa. Sono ammesse in particolare le spese per impianti, macchinari e attrezzature tecnologici e/o tecnico-scientifici; componenti hardware e software; brevetti e licenze, ma anche certificazioni, know-how e conoscenze tecniche non brevettate; spese di progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche e impianti tecnologici, con relative spese per consulenze ed eventuali interventi correttivi ed adeguativi.

Si ricorda che gli aiuti concessi sia dal Titolo II che dal Titolo III del Decreto 06 Marzo 2013 sono da intendersi nel rispetto del regime De Minimis, e che le piccole imprese sono individuate secondo la definizione comunitaria che prevede un organico inferiore a 50 persone e un fatturato (o il totale del bilancio annuale) non superiore a 10 milioni di euro.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina dedicata al Decreto nel sito web del MISE.

Napoli, 05/06/2013

Manager to Work: da Italia Lavoro, oltre 9 milioni di euro per imprese con ex dirigenti e quadri

Italia Lavoro è l’ente strumentale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che si occupa della promozione e gestione di azioni nel settore delle politiche del lavoro, dell’occupazione e delle politiche sociali.

Nell’ambito dell’Azione di Sistema Welfare to Work, ideata per le politiche di reimpiego del biennio 2012-2014, Italia Lavoro propone l’iniziativa Manager to Work: con tale iniziativa, Italia Lavoro si propone di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di ex dirigenti e quadri disoccupati, anche attraverso politiche di autoimpiego e creazione di impresa.

L’iniziativa Manager to Work mette infatti a disposizione 9.715.000 euro del Fondo Sociale Europeo, suddivisi tra bonus alle aziende per l’assunzione di dirigenti o quadri e incentivi ai manager per la creazione di impresa e l’autoimpiego.

In particolare, l’avviso pubblico destinato ai manager prevede la concessione di un contributo per la creazione di impresa o l’autoimpiego fino ad un massimo di 25.000 euro, elevabili a 50.000 euro nel caso di impresa costituita da due ex dirigenti e/o quadri disoccupati o a 75.000 euro se gli ex dirigenti e/o quadri disoccupati costituenti l’impresa sono più di due.

Per richiedere il contributo, è necessario che la neoimpresa (in forma individuale o associata) sia costituita da ex dirigenti o quadri in possesso di uno o più dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto il 50° anno di età,
  • essere donne che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi,
  • essere residenti in una delle regioni Obiettivo Convergenza che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi,
  • essere privi di un impiego regolarmente retribuito, che non rientrino nella categoria dei lavoratori “svantaggiati” (definiti dal Regolamento CE n.800/2008, art.2, lettera 18).

Le domande potranno essere presentate fino al 31/12/2014.

Qui è disponibile il testo integrale del Bando, mentre da qui è possibile visitare la pagina destinata all’iniziativa Manager to Work.

Napoli, 04/06/2013

Un premio da 5.000 euro per l’innovazione sociale: il Kublai Award

Kublai è un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del MISE per avviare e incentivare progetti di sviluppo locale. Kublai organizza il Kublai Award: si tratta del premio destinato al miglior progetto di innovazione sociale registrato alla community ning che raccoglie tutti i partecipanti a Kublai. Per il 2013, il bando prevede due premi: uno previsto per il mese di luglio, l’altro per novembre.

Il Kublai Award mette in palio un voucher del valore di 5.000 euro, da spendere per la formazione per servizi utili alla crescita del progetto. Il premio è messo in palio dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del MISE e possono partecipare tutti i progetti iscritti alla community ning di Kublai precedentemente al 30 maggio 2013.

Per partecipare all’edizione di luglio, infatti, basta iscrivere il proprio progetto di innovazione sociale compilando il form di iscrizione e allegando il documento di progetto redatto secondo lo schema progettuale presente all’interno del sito. Le candidature dovranno essere inviate entro le ore 15:00 del 30 maggio 2013.

Il documento progettuale dovrà concentrarsi su tre aspetti fondamentali:

1) Il cuore dell’idea: Idea progettuale e piano delle attività;

2) Le persone e le alleanze per lo sviluppo del progetto: il team promotore, la realtà locale, le alleanze e le collaborazioni, l’assetto organizzativo;

3) Prospetto economico-finanziario e timeline di realizzazione del progetto.

Per decretare il vincitore, i progetti affronteranno prima di tutto una preselezione di cui si occuperà lo staff di Kublai che comunicherà entro il 5 luglio i progetti finalisti (massimo 10). La preselezione verrà effettuata sulla base dei seguenti criteri:

  • Qualità del documento di progetto
  • Partecipazione della community alla discussione sul progetto
  • Condivisione dei valori di Kublai: progettazione partecipata, socializzazione e scambio delle idee ed esperienze, trasparenza, apertura.
  • Credibilità della proposta in relazione al profilo ed alle competenze dei proponenti

L’aspetto della community e dei valori di partecipazione, socializzazione e scambio è infatti fondamentale nella visione del progetto Kublai: a tal fine, oltre alla piattaforma ning, sono a disposizione degli iscritti degli appositi help desk che consentono ai partecipanti di interagire con i responsabili e lo staff di Kublai.

I progetti finalisti verranno valutati da una giuria di esperti e addetti ai lavori nel corso di un evento che avrà luogo a metà luglio. Il vincitore sarà decretato tenendo in considerazione i seguenti parametri:

  • Fulcro dell’iniziativa (idea progettuale e piano delle attività)
  • Innovatività e originalità
  • Realizzabilità (immediata) e sostenibilità economica
  • Qualità e completezza della presentazione/pitch
  • Persone (organizzazione e alleanze)
  • Rilevanza rispetto al contesto

Per tutte le informazioni: http://www.progettokublai.net/2013/05/21/kublai-award-iscrizioni-aperte-per-il-premio-di-luglio/

Per scaricare il Regolamento del Kublai Award: http://www.dps.tesoro.it/documentazione/bandi/DD_KUBLAI_AWARD_2013_ALL_1.pdf

Napoli, 23 maggio 2013

Il Turismo, nuova frontiera di sviluppo per le startup innovative in Italia?

In un paese come l’Italia, il turismo rappresenta sicuramente una delle potenziali fonti di ricchezza e, in quanto tale, un settore in cui può essere molto proficuo investire.
Appaiono molto interessanti le potenzialità di applicazione delle tecnologie digitali e dell’ICT nel settore, tanto che da tempo si parla di Turismo 2.0 come nuova e promettente opportunità per il sistema economico nazionale.
Basti pensare alle grandi possibilità di sfruttare le ICT e il digital per ottimizzare la comunicazione dell’offerta turistica, da parte degli operatori privati ma anche e soprattutto delle amministrazioni pubbliche: le nuove tecnologie applicate al Destination Management consentirebbero di spaziare in nuovi orizzonti nella costruzione e comunicazione dell’immagine turistica del territorio.
L’innovazione tecnologica, in campo turistico, passa anche da tutto ciò che riguarda la sostenibilità, la qualità della vita e il rispetto per l’ambiente: ecco perchè energie green e smart city sono sicuramente concetti connessi al turismo, in quanto migliorano l’attrattività dei territori sia per cittadini e imprese che per turisti e visitatori.

Attualmente le startup innovative nel settore sono ancora molto poche, basti pensare che secondo i dati recentemente diffusi da Infocamere, tra le startup iscritte al Registro delle Imprese solamente 3 fanno capo al settore turistico.
Sembra però che la situazione stia cambiando: innanzitutto a livello istituzionale, come dimostra il Bando Startup pubblicato dal MIUR nel mese di marzo. In ognuna delle tre linee di intervento destinate ai progetti innovativi di impresa, infatti, il turismo è inserito nell’elenco dei settori di intervento previsti dalla normativa. In particolare, per le linee 1 e 2 (Big Data e Cultura ad impatto aumentato) si parla genericamente di turismo, mentre per la linea 3 (Social Innovation Cluster) è previsto nello specifico il settore del turismo responsabile.
Da notare che nel Bando Startup si fa ampio riferimento anche alle energie green e a tematiche tipiche delle smart city: per la linea 1 si fa riferimento ai settori della mobilità e dell’energia, mentre per la linea 3 si parla di energie rinnovabili, sviluppo sostenibile e utilizzo efficiente delle risorse naturali; tutela dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e soluzioni innovative per la qualità della vita.

L’incremento dell’interesse per il settore turistico si rileva anche in iniziative non istituzionali, come ad esempio nel recente bando per il Premio Marzotto: nella sezione “Premio Impresa del Futuro” sono messi in palio ben 250.000 euro per la migliore idea imprenditoriale che abbia un significativo impatto positivo in ambito sociale, culturale, territoriale o ambientale e il turismo è ancora una volta tra i settori di intervento preferibili elencati. Inoltre, anche da programmi di accelerazione come Working Capital e Mind The Bridge stanno venendo fuori esempi di startup innovative dedicate al settore turistico.

Tra le 12 startup presentate all’inaugurazione dell’edizione 2013 di Working Capital, ben due sono gli esempi connessi al turismo: CicerOOs, un motore di ricerca dedicato al mondo dei viaggi, e Map2app, software per la creazione di guide turistiche mobili.
Riguardo a Mind The Bridge, ha riscosso particolare successo il progetto Find your Italy, startup ospitata nell’acceleratore di impresa del Polo Tecnologico di Pavia, che ha vinto la borsa di studio per la scuola californiana di MTB ed è tra i finalisti della competition. Il suo progetto prevede la creazione di un network di persone ed esercizi commerciali locali che entrino in contatto diretto con il turista e lo accompagnino nel suo viaggio alla scoperta dell’Italia più autentica.

Un’altro esempio recente è dato della campagna per la promozione turistica e culturale dell’Isola di Malta lanciata dall’Ente del Turismo di Malta su web e mobile. La campagna prevede spazi pubblicitari sulle maggiori testate on line di RCS MediaGroup e Gruppo Editoriale L’Espresso e banner su mobile e su web. Su mobile è, inoltre,possibile consultare gratuitamente la Guida in formato PDF, realizzata con la collaborazione di Lonely Planet, e usufruire dell’applicazione “Visit Malta”.

La campagna è realizzata dalla 4w MarketPlace, startup dell’incubatore Digital Magics. Si tratta di un network pubblicitario italiano che gestisce campagne pubblicitarie sul web e tramite smartphone. Dal 2009 può contare su un accordo esclusivo con Premium Publisher Network, Consorzio fondato dal Gruppo Editoriale L’Espresso e da RCS MediaGroup – a cui hanno aderito RAI, La Stampa, ANSA, Gruppo Finelco, Class Editori e le principali testate locali. Dal 2011 è inoltre in possesso della certificazione come advertising provider di Facebook, che consente la vendita di pubblicità all’interno del social network. Infine, ha ricevuto nel 2012 un finanziamento di 2,5 milioni di euro da Principia SGR finalizzato al potenziamento dello sviluppo tecnologico.

Si tratta del caso più recente di una startup di successo che ha previsto l’applicazione delle tecnologie innovative al settore turistico: un campo che in Italia può offrire numerose e interessanti opportunità agli startupper.

Napoli 23/04/2013

Creative Clusters Green Technology: la Regione Campania punta sull’energia green

Campania Innovazione, l’Agenzia Regionale per la Promozione della RIcerca e dell’Innovazione ha lanciato la call for ideas “Creative Cluster Green Technology” allo scopo di raccogliere i migliori progetti nel settore dell’energia green per supportarle nel percorso di costituzione di startup.
L’avviso è finalizzato allo scopo di migliorare lo sviluppo economico regionale attraverso il sostegno all’imprenditoria innovativa nel settore delle energie, in particolare quelle provenienti da fonti rinnovabili. Ciò allo scopo di realizzare il programma di sviluppo firmato nell’agosto 2012 dal MIUR e dalla Regione Campania, che prevede per il settore “Risparmio Energetico” la creazione di un Distretto ad Alta Tecnologia denominato Smart Power System, all’interno del quale si andrà a creare un ecosistema per imprese innovative del settore energie green.
La call for ideas “Creative Cluster Green Technology” si pone quindi l’obiettivo di stimolare e sostenere la nuova imprenditorialità nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili, selezionando progetti ad alto livello di creatività nei seguenti settori:

  • Aria e Ambiente
  • Smart Grid
  • Efficienza Energetica
  • Eolico
  • Biofuel
  • Energia Solare
  • Energy Storage
  • Materiali
  • Trasporti
  • Acqua
  • Altre Fonti rinnovabili

Il bando si rivolge sia a persone fisiche che a startup innovative con sede operative sul territorio della Regione Campania. Non sono previsti limiti di età per i partecipanti.

Il percorso inizia con una fase iniziale di Scouting e Valutazione, al termine della quale verranno individuate le 12 proposte migliori tra tutte le domande pervenute entro il 14 giugno 2013, sulla base delle decisioni di una Commissione di Valutazione che sarà composta da esperti in creazione di impresa, tecnologie per l’energia e innovazione. La selezione sarà effettuata tenendo conto di criteri quali la chiarezza della proposta, la significatività dell’impatto tecnologico, il grado di innovatività dell’idea, la fattibilità tecnica e l’appeal di mercato.

La seconda fase è quella di Tutoraggio e Accelerazione, che una avrà durata di 6 mesi, durante la quale i partecipanti potranno usufruire dei servizi offerti dal Polo Tecnologico di Campania Innovazione S.p.A. per la nascita e lo sviluppo delle nuove startup.

Le domande di partecipazione e la documentazione richiesta dovranno essere prima di tutto compilate on line e dovranno poi essere inviati in formato cartaceo a Campania Innovazione S.p.A. – Via Coroglio, 57 -80124 – Napoli.

Il bando è scaricabile all’indirizzo: http://www.campaniainhub.it/servizi/creative-factory/progetti/creative-clusters-green-technology/allegati/avviso-green-technology

Per compilare la domanda di partecipazione on line:

http://www.agenziacampaniainnovazione.it/

http://www.campaniainhub.it/

Napoli, 15 aprile 2013

Approfondimento del “Bando StartUp”

Dopo lo sguardo d’insieme offerto qualche giorno fa, e aver partecipato all’incontro divulgativo tenutosi lo scorso 27/03 presso Città della Scienza, analizziamo più nel dettaglio il “cd Bando StartUp” emanato dal MIUR con il Decreto n. 436 del 13 marzo 2013.

Ricordiamo che con tale bando il Ministero ha provveduto allo stanziamento di un fondo di 30 milioni di euro articolati su quattro linee di intervento. Approfondiamo di seguito le tre linee riservate alle imprese.

Diciamo subito che, a dispetto del nome, il Bando non fa diretto e, comunque, esclusivo riferimento alle “Startup innovative”, così come definite dalla recente normativa.

 

REQUISITI GENERALI…

Le linee di intervento in questione sono definite nel Titolo I del Decreto 436/2013 nel modo seguente: Big Data, per cui sono stati stanziati 8 milioni di euro, Cultura ad impatto aumentato, con uno stanziamento pari a 14 milioni di euro e Social Innovation Cluster, cui sono stati riservati 7 milioni di euro.

Per tutte le linee di intervento, i soggetti ammissibili devono essere imprese industriali in possesso di tre requisiti:

  • avere sede operativa nelle quattro regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Sicilia, Calabria),
  • essere in possesso dei requisiti comunitari di piccola, media o micro-impresa (previsti dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione),
  • essere esistenti da meno di sei anni dalla pubblicazione del Bando.

E’ prevista la possibilità per tali soggetti di presentare i propri progetti anche in maniera congiunta (es. associazione di scopo, reti d’imprese, ecc.), “tra loro e/o con grandi imprese, con Università e Istituti Universitari statali, e/o con Enti e Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca vigilati dall’Amministrazione Pubblica Centrale, e/o con altri organismi di ricerca in possesso dei requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione Europea del 6 agosto 2008, e tutti comunque con sede operativa nelle 4 regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia)“. In ogni caso, una percentuale pari ad almeno il 60% del costo totale del progetto dovrà essere sostenuto da piccole, medie o micro-imprese.

 

INTENSITA’ ECONOMICA DEGLI AIUTI…

I progetti ammissibili dovranno avere un costo complessivo minimo pari a € 400.000,00 fino ad un massimo di € 1.200.000,00 e una durata massima di 24 mesi. In particolare, l’art. 11 descrive i costi ammissibili, che possono essere: spese di personale, spese per strumenti e attrezzature, spese di consulenza, costi di fabbricati e terreni, spese generali supplementari. In ogni caso, i costi sostenuti devono essere specificamente riferiti al progetto.

Il Ministero eroga gli aiuti sotto forma di rimborsi spese, con possibilità di liquidare un’anticipazione del 50% previa stipula di polizza fideiussoria.

L’intensità massima degli aiuti, in termini di ESL, è pari al 80% dei costi ammissibili (85% per gli Enti di Ricerca). L’intensità degli aiuti si determina come segue:

  • 50% base dei costi giudicati ammissibili riferibili alle attività di ricerca industriale per le PMI;
  • 25% base dei costi giudicati ammissibili riferibili alle attività di sviluppo sperimentale per le PMI

Le suddette percentuali sono aumentate cumulativamente:

  • del 10%, per le medie imprese, e del 20%, per le piccole imprese;
  • del 15% nel caso di collaborazione con Università statali e Enti di Ricerca, se quest’ultimi sostengano almeno il 10% dei costi ammissibili nonché abbiano il diritto di pubblicare i risultati della ricerca.

Queste disposizioni, assieme a quella sulla riserva del 60% a favore delle pmi, sopra descritta, sono, certamente, i più evidenti elementi del Bando a favore delle imprese di modeste dimensioni.

 

GLI INTERVENTI AMMISSIBILI…

Analizzando nel dettaglio ciascuna linea di intervento, il Decreto specifica che la linea 1 – Big Data nasce allo scopo di promuovere progetti di ricerca e innovazione che offrano soluzioni nuove o che riguardino metodi e tecnologie esistenti sebbene riformulati in un contesto applicativo nuovo del mercato italiano. Fondamentale caratteristica che tali progetti devono possedere è quella relativa alla sostenibilità economica, e quindi alla capacità di accedere a quello che l’art. 2, comma 1 definisce “un mercato rilevante“.
Gli ambiti tecnologici all’interno dei quali è possibile presentare domanda di finanziamento sono quattro, nello specifico:

  1. Cloud Computing – Modelli e strumenti di gestione evoluta dei sistemi di comunicazione e di calcolo che permettano di migliorarne le prestazioni in termini di efficienza e efficacia.
  2. Data Integration – Modelli e strumenti di integrazione di grandi basi di dati anche attraverso l’utilizzo di tecniche innovative di data management e data integration (es. linked open data, semantic web) che permettano di gestire in modo efficace una grande varietà di fonti informative.
  3. Cyber security – Modelli e strumenti per l’analisi delle vulnerabilità, del rischio e della successiva protezione dell’integrità logico-funzionale dei sistemi informatici e dei dati in esso contenuti o condivisi.
  4. Big Data Analytics – Modelli e strumenti evoluti di data management, data processing e data mining in grado di raccogliere, curare, archiviare, ricercare, condividere, analizzare e visualizzare grandi quantità di dati.

Il Decreto identifica inoltre un elenco di settori/temi in cui i progetti proposti dovranno trovare applicazione (uno o più temi/settori), basandosi sulle caratteristiche del mercato nazionale e delle sue potenzialità.
Riguardo alla presentazione dei progetti, le proposte per la linea 1 di intervento dovranno basarsi su fonti informative rilevanti, preferibilmente nazionali, descritte in un massimo di 3.000 caratteri secondo uno schema che, partendo da una complessiva descrizione del progetto (che espliciti caratteristiche e obiettivi), si soffermi su una serie di punti: l’esplicitazione degli obiettivi di ricerca; la descrizione delle competenze scientifico-tecnologico-gestionali del soggetto proponente; la descrizione dettagliata delle attività di ricerca e sperimentali e delle relative fasi; il programma temporale della proposta; le modalità di valorizzazione dei risultati del progetto e la relativa sostenibilità nel tempo dell’iniziativa attraverso un dettagliato modello di business.

La linea 2 – Cultura ad Impatto Aumentato annovera tra le proposte finanziabili i progetti che trasformino le risorse della cultura in prototipi di prodotti e servizi, attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. In particolare, tali progetti, innovando le modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali, dovranno avere lo scopo di supportare la creazione di strumenti che consentano di rafforzare e ampliare la catena del valore della cultura, promuovendo la fertilizzazione incrociata di settori e imprese dell’industria creativa e culturale, e l’applicazione di processi tecnologici e creativi a processi produttivi tradizionali, anche con il coinvolgimento del settore manifatturiero, dell’artigianato e del turismo. I progetti dovranno inoltre favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi, stimolare l’avvio di imprese o di idee progettuali supportate da consorzi di impresa ad elevato contenuto creativo ed innovativo e sviluppare nuove professionalità legate all’evoluzione tecnologica.

Le proposte dovranno essere indirizzate ad uno dei tre ambiti di riferimento previsti dalla normativa, che sono:

  1. Digital Cultural Heritage: soluzioni tecnologiche che valorizzano il processo di digitalizzazione dei beni culturali materiali e/o immateriali, al fine di arricchire e incrementare la fruizione e la distribuzione dei contenuti e dei significati;
  2. Making e Design: progetti mirati alla realizzazione di prototipi di prodotti e servizi a partire da beni culturali, attraverso processi di produzione innovativa tipici del making, dell’artigianato digitale e delle moderne applicazioni del design (interaction, product, customized, open), anche attraverso la realizzazione di strutture per la fabbricazione digitale;
  3. Spazi della Cultura 2.0: progetti mirati allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la valorizzazione di beni e siti culturali promuovendone nuovi modelli di interazione, interpretazione, destinazione d’uso, riuso e fruizione, anche nel quadro di politiche pubbliche e di valorizzazione del territorio

Si specifica, inoltre, che i progetti dovranno riguardare uno o più beni culturali così come definiti dalle Convenzioni UNESCO in materia, sia per i beni culturali e paesaggistici che per quelli afferenti al patrimonio culturale immateriale.

La proposta progettuale, redatta anche in questo caso in massimo 3.000 caratteri, dovrà seguire uno schema sostanzialmente simile a quello previsto per la linea 1 per quanto riguarda l’oggetto della proposta, gli obiettivi di ricerca, la descrizione del soggetto proponente, i risultati e il programma temporale. Tuttavia, per i progetti della Linea 2 sono previsti alcuni elementi caratteristici da mettere in risalto: la componente innovativa e creativa e fattibilità tecnica (per spiegare in che modo l’applicazione al bene cuturale delle tecniche digitali produce valore aggiunto); la componente culturale e/o territoriale (come il progetto si relaziona con il mondo della cultura in generale e con il bene culturale cui è specificamente riferito); la disponibilità del bene culturale, ossia delle modalità di accesso e utilizzazione del bene culturale per gli scopi del progetto.

Per questa linea di intervento è prevista la possibilità di una descrizione aggiuntiva di massimo 5.000 caratteri che verrà valutata come premialità aggiuntiva qualora i progetti presentino caratteristiche di scalabilità e replicabilità a livello nazionale e internazionale, appartenenza dei promotori del progetto a settori differenti o coinvolgimento del settore produttivo, partnerariato e finanziamenti aggiuntivi (pubblici o privati) anche attraverso intenzione formale di co-finanziamento.

La linea 3 – Social Innovation Cluster riguarda i progetti capaci di aggregare competenze interdisciplinari, capacità innovative e di imprenditorialità emergente che si distinguano per un forte impatto in termini crescita sostenibile dei territori e dimostrino di poter contribuire alla competitività internazionale ed al sistema economico nazionale. Anche in questo caso, i progetti dovranno essere a forte impatto tecnologico ed economicamente sostenibili, sono richieste specificamente anche caratteristiche di dinamismo, flessibilità e capacità di risposta alle nuove esigenze del mercato italiano.

Il Decreto elenca una variegata serie di ambiti di riferimento lasciando però aperta la possibilità di presentazione di proposte progettuali anche in altri ambiti non espressamente previsti.

Come per le linee di intervento 1 e 2, i progetti dovranno essere presentati con una descrizione di massimo 3.000 caratteri, focalizzata sui seguenti elementi:

  • una complessiva descrizione della proposta, che evidenzi la tipologia di beni e servizi che si intende sperimentare, valorizzando una ricerca riferita alla coerenza del progetto rispetto ai bisogni sociali e di mercato identificati dagli aderenti al Cluster;
  • descrizione di un piano di attività con “milestones“, obiettivi, risorse necessarie per la realizzazione di ciascun obiettivo. In aggiunta alla descrizione può anche essere allegato uno schema di tipo GANNT;
  • descrizione delle ricadute positive in termini di impiego delle risorse e di qualità della vita della collettività;
  • la descrizione del modello e dei meccanismi di “revenue sharing” con i partner coinvolti.

 

I CRITERI DI VALUTAZIONE…

Un ultimo approfondimento fondamentale va dedicato alle modalità di valutazione dei progetti proposti: tutti i progetti saranno valutati distintamente ed in forma comparata da un panel di esperti (nazionali ed internazionali) nominati dal MIUR. Per ciascuna linea di intervento sono previsti criteri di valutazione ad hoc:

BIG DATA. 1) Qualità della proposta (max 30 punti): in termini di solidità e praticabilità; grado di innovazione, originalità ed utilità; congruità economica. 2) Qualità dei soggetti proponenti (max 20 punti): in termini di competenze coinvolte, valorizzate e generate dal progetto; meccanismi di governance, coinvolgimento di eventuali partner, valorizzazione delle competente delle piccole, medie e microimprese coinvolte. 3) Sostenibilità del progetto in termini economici e temporali (max 20 punti). Sono previsti ulteriori 10 punti a titolo di premialità per coloro che dimostrino una partnership pubblica o privata con un’organizzazione che metta a disposizione un patrimonio informativo rilevante (punteggio minimo per l’ammissibilità della proposta: 50 su 80).

CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO. 1) Qualità tecnico-scientifica del progetto (max 25 punti): in termini di solidità e praticabilità; grado di innovazione; novità, originalità ed utilità; capacità di creazione di valore aggiunto; congruità economica. 2) Qualità dei soggetti proponenti (max 20 punti): competenze coinvolte sia singolarmente sia come raggruppamento; articolazione e integrazione delle competenze; qualità del legame proposto con il detentore del bene culturale. 3) Sostenibilità e impatto dei progetti (max 25 punti): temporale, economica, sociale e in termini di impatto sul territorio anche a livello internazionale.
Sono previsti altri 10 punti a titolo di premialità con riferimento alla descrizione aggiuntiva di cui si è parlato in precedenza (punteggio minimo per l’ammissibilità della proposta: 55 su 80).

SOCIAL INNOVATION CLUSTER. 1) Qualità delle attività progettuali (max 30 punti): in termini di innovatività e originalità; capacità di dare risposta alle sfide individuate per ciascuna area di intervento. 2) Replicabilità dell’iniziativa anche in termini di partnership internazionali (max 30 punti). 3) Rilevanza del business model soprattutto in termini di auto-sostenibilità del Cluster nel medio-lungo periodo (max 15 punti). 4) Diversificazione delle azioni progettuali con preferenza per progetti che coinvolgano almeno due ambiti di intervento (max 15 punti). Non sono previsti in questo caso elementi di premialità aggiuntiva (punteggio minimo per l’ammissibilità della proposta: 60 su 90).

 

MAGGIORI INFO…

Questo è il sito ufficiale del Bando http://startup.miur.it/

Il Bando e gli altri documenti ufficiali, la presentazione in ppt, sono disponibili a questo link http://www.ponrec.it/pac/start-up/documenti/

Le FAQ saranno aggiornate a partire dal 05/04 a questo link http://www.ponrec.it/pac/start-up/faq/

Questi sono, invece, le principali coordinate social:

  • https://www.facebook.com/MIURsocial
  • @MiurSocial
  • @PONREC
  • #MiurStartup — #bigdata — #socialinnovation — #clabs — #culturadigitale — #creativeculture — #makers
  • http://www.youtube.com/user/ponrec

 

Napoli, 02 aprile 2013

 

Approfondimenti: Finanziamenti per 30 milioni di euro con il Bando Startup

Con il Decreto n. 436 del 13 marzo 2013 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha provveduto allo stanziamento dei fondi strutturali europei del PAC: il Bando Start Up, infatti, mette a disposizione una vera e propria “corsia preferenziale” per le piccole, medie e micro imprese delle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) esistenti da meno di sei anni, che vogliano investire sulla Ricerca e l’Innovazione attraverso le applicazioni dell’ICT.
Oltre alle singole imprese in possesso di tali requisiti, il Decreto annovera tra i soggetti ammissibili eventuali reti di imprese, o collaborazioni con grandi imprese, Università Statali, Enti e/o Istituzioni Pubbliche Nazionali di Ricerca e/o altri organismi di ricerca. Il Bando Start Up impegna complessivamente 30 milioni di euro e si articola in quattro linee di intervento: le prime tre linee sono destinate alle imprese e alle reti di imprese come sopra definite. Per tali linee di intervento, le proposte progettuali devono avere un costo compreso tra 400.000 e 1.200.000 euro e una durata non superiore ai 24 mesi.

Linea 1 – BIG DATA: il Decreto annovera tra questi gli interventi con lo scopo di “promuovere progetti di ricerca e innovazione caratterizzati dalla creazione di soluzioni nuove o dalla declinazione e personalizzazione di metodi e tecnologie esistenti in un contesto applicativo nuovo, tipicamente italiano; inoltre esse devono dimostrare di essere sostenibili economicamente e di essere in grado di accedere ad un mercato rilevante“.
Per presentare domanda, è necessario che i progetti riguardino uno dei seguenti ambiti tecnologici: Cloud Computing, Data Integration, Cyber Security e Big Data Analytics. Per far sì che gli interventi siano il più possibile coerenti con le caratteristiche strutturali e le potenzialità economiche e tecnologiche italiane, inoltre, il Bando identifica i temi/settori in cui i progetti proposti dovranno trovare applicazione: turismo, politiche pubbliche, comunicazione, sanità, energia e mobilità. (Fondi stanziati: 8 milioni di euro)

Linea 2 – CULTURA AD IMPATTO AUMENTATO: Si tratta di progetti volti “alla traduzione, attraverso la combinazione di tecnologie digitali, di risorse della cultura in prototipi di prodotti e servizi, in particolare innovando le modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali“. Le proposte progettuali devono rispondere ad una serie di caratteristiche anche dal punto di vista degli scopi perseguiti: si va dal suporto alla creazione di strumenti che consentano esperienze collaborative e interattive dei contenuti e delle risorse culturali, al  “rafforzare e ampliare la catena del valore della cultura” applicando processi tecnologici e creativi a processi produttivi tradizionali, passando per il favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi, tenendo sempre presente l’elevato contenuto creativo ed innovativo e lo sviluppo di nuove professionalità nel settore tecnologico.
I progetti della linea 2 dovranno essere riferiti ai seguenti ambiti: Digital Cultural Heritage, Making e Design, Spazi della Cultura 2.0.
E’ importante sottolineare, inoltre, che le proposte progettuali dovranno essere centrate sull’innovazione nelle modalità di produzione, fruizione e distribuzione dei contenuti culturali combinando tecnologie afferenti ai seguenti campi di applicazione: esperienza visiva e interattiva, produttività e automazione intelligente, distribuzione digitale, mobilità e interoperabilità. (Fondi stanziati: 14 milioni di euro)

Linea 3 – SOCIAL INNOVATION CLUSTER: I Cluster della Social Innovation sono intesi dal Bando Start Up “come aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti attivi nel campo della Social Innovation articolate in più aggregazioni, anche pubblico-private“. Essi dovranno contribuire alla competitività internazionale sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale. E’ prevista la possibilità di adesione al Cluster di partner internazionali.
Il Decreto elenca, in maniera esemplificativa e non esaustiva, una serie di ambiti di intervento delle proposte progettuali, tra cui energie rinnovabili e sviluppo sostenibile, occupazione, istruzine e formazione sui temi di educazione finanziaria, digitale e alla legalità, tutela e valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici, riuso e riciclo di materiali e rifiuti non pericolosi.
I soggetti che intendono presentare domanda dovranno, per questa linea di intervento, riunirsi in consorzi, società consortili, Associazioni temporanee di Impresa, Associazioni Temporanee di Scopo. Essi dovranno essere non meno di tre e dovranno individuare tra loro uno specifico organo capofila di coordinamento e gestione,il Cluster dovrà inoltre avere una composizione i cui proponenti provengano da almeno tre regioni diverse. (Fondi stanziati: 7 milioni di euro)

La quarta linea di intervento è denominata CONTAMINATION LAB e non è riferita alle imprese, bensì alle Università e agli Istituti Universitari Statali delle quattro regioni dell’Obiettivo Convergenza: lo scopo è quello di promuovere Progetti sviluppati dalle Università volti alla creazione di un Contamination Lab nel rispetto di una serie di linee guida identificate dal provvedimento stesso.
I CLab sono descritti nelle linee guida come “luoghi di contaminazione tra studenti di discipline diverse“, che nascono allo scopo di promuovere la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione permettendo agli studenti di sviluppare progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale. All’interno dei CLab le Università offrono agli studenti un’offerta formativa utile all’elaborazione di tali progetti, attraverso una serie di risorse, iniziative, strutture e attività. Un CLab dovrà prevedere uno spazio fisico ed uno spazio virtale per ospitare la propria community, inolte ciascuno di essi andrà a confluire in un unica rete nazionale che sarà denominata “CLab Italia“.
Anche in questo caso, i progetti devono avere una durata massima di 24 mesi, mentre il valore complessivo massimo è fissato a 200.000 euro. (Fondi stanziati: 1 milione di euro)

Le domande di partecipazione al Bando Start Up dovranno essere presentate entro le ore 17.00 del 10 maggio 2013 per via telematica, tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO.

Le richieste di informazioni possono essere inviate all’indirizzo di posta elettronica bandostartup@miur.it

Il testo del Decreto è disponibile al seguente link: http://attiministeriali.miur.it/anno-2013/marzo/dd-13032013.aspx

 

Napoli, 22 marzo 2013

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