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Tag: attività

Associazione 3040: una partnership d’eccezione con le startup di VulcanicaMente 5

L’Associazione 3040, da anni impegnata sul fronte Startup italiano, fa un regalo speciale alle Startup del CSI – Incubatore Napoli Est.

Oggi vi raccontiamo dell’Associazione 3040 – l’associazione NO PROFIT nata nel 2013 con l’obiettivo di promuovere attività di networking e partnership per imprese, Startup italiane, mentor e investor.

Nel particolare l’Associazione:

  • organizza gli eventi ReGeneration, un format verticale che favorisce l’incontro tra Startup, imprese, mentor e investor;
  • come hub informativo segnala iniziative, call, bandi e finanziamenti per le Startup;
  • crea opportunità di partnership con incubatori e acceleratori in Italia e a New York;
  • collabora con imprese, professionisti, venture capital, incubatori, acceleratori ed associazioni dell’ecosistema Startup.

Dopo aver partecipato all’Open Day di Vulcanicamente 5, tramite il proprio delegato Vincenzo Filetti, ha spontaneamente deciso di premiare alcune Startup con il riconoscimento gratuito della quota associativa per l’annualità 2021.

Inoltre, le Startup selezionate:

  • avranno pubblicato il loro profilo Startup sul sito web Associazione 3040;
  • saranno iscritti alla mailing list per ricevere gli aggiornamenti dall’Associazione 3040;
  • potranno usufruire degli sconti per l’acquisto di servizi dai partner 3040;
  • saranno coinvolte in una video call finalizzata all’approfondimento dei reciproci ambiti di attività.

Le Startup da loro individuate sono: BRYLA, NANE’, SWEE, wOwRisparmio, BeHash.

Un’opportunità per le Startup del CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est molto importante, che consentirà ai team di poter usufruire di tutti i servizi, della visibilità e del network nazionale e internazionale che l’Associazione 3040 garantisce ai suoi iscritti.

ReStart IT: la competition alla ricerca di Talenti e opportunità del Made in Italy

La Call per le migliori Startup “Italian influenced”.

Al via “ReStart It” la competition organizzazata dall’Italian Club della London Business School dedicata alle Startup con soci italiani o indirizzate al mercato italiano.

Nel particolare, possono partecipare società fondate da italiani, con un solo socio italiano o che abbiano l’intenzione di confrontarsi con il mercato italiano.

ReStart It” vuole fare da catalizzatore per il successo dei nuovi imprenditori pronti a misurarsi con le sfide dell’oggi e del domani. Il Venture Capital diventa uno strumento fondamentale per poter dare una base solida ai propri progetti e per misurarsi con la fase di lancio di un’attività.

I giudici che saranno chiamati a valutare i vari progetti provengono da alcuni dei Venture Capitalist più rappresentativi del contesto italiano e internazionale.

I diversi acceleratori d’impresa italiani, mettono a disposizione percorsi di accelerazione dedicati per le Startup che meglio figureranno nelle varie tappe di “ReStart It“.

Per partecipare alla CallReStart It“, la deadline è fissata entro il 13 novembre 2020, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: urly.it/38k-y

20 Startup per Milano: il bando da 1 milione di euro per le startup innovative milanesi

L’iniziativa per soluzioni utili e innovative per rispondere in maniera efficace dopo l’emergenza Covid.

Al via il bando “20 Startup per Milano 2020“, l’iniziativa organizzata dal Comune di Milano che eroga un milione di euro erogati grazie al Fondo di Mutuo Soccorso a sostegno delle Startup cittadine innovative e a vocazione sociale capaci di offrire un contributo concreto al rilancio di Milano dopo l’emergenza Covid-19.

Il bando finanzierà almeno 20 Startup capaci di interpretare al meglio i bisogni, i servizi le nuove necessità della città emerse dal documento strategico Milano 2020.

Ai fondi da 1 milione di euro, potranno accedere le Startup innovative e quelle a vocazione sociale nonché le persone fisiche, singole o in gruppo che, in caso di valutazione positiva, si impegnino a costituire Startup innovative entro 90 giorni dalla data di assegnazione del contributo.

Il sostegno alle Startup si sostanzia in:

  • un contributo a fondo perduto in conto capitale, pari al massimo a 40 mila euro a parziale copertura delle spese di investimento per l’avvio del progetto;
  • gli aspiranti imprenditori potranno decidere se accedere ad un ulteriore contributo, pari alla quota fissa di 10 mila euro, per servizi di ricerca e sviluppo utili all’avvio dell’attività imprenditoriale da acquisire presso gli incubatori d’impresa certificati dal Ministero per lo Sviluppo Economico presenti a Milano.

Nei prossimi giorni sul sito www.comune.milano.it, nella sezione dedicata ai Bandi, saranno disponibili tutte le informazioni e la documentazione necessaria per la presentazione delle domande e accedere ai finanziamenti.

 

Mommypreneurs: la call internazionale per le giovani mamme

La Call per supportare sempre più donne nell’avvio di una propria impresa.

Al via la terza edizione del progetto internazionale Mommypreneurs organizzato e promosso da PoliHub – l’Innovation Park e Startup Accelerator del Politecnico di Milano e finanziato dal fondo EEA and Norway Grant for Youth Employment, Islanda, Liechtenstein e Norvegia, con l’obiettivo di sostenere l’occupazione giovanile in tutta Europa e mira soprattuto al reinserimento nel mondo del lavoro delle giovani mamme fino a trent’anni, inoccupate o in maternità.

Nel particolare, la Call Mommypreneurs vuole fornire le competenze utili e adatte a reinserire nel mercato del lavoro le giovani mamme, permettendo loro di dare avvio a un’attività imprenditoriale.

Nel corso di due anni, oltre mille giovani mamme di sette Paesi dell’Unione Europea (Cipro, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna), prenderanno parte a programmi di formazione della durata di due mesi. I corsi, interamente online, saranno curati da formatori professionisti e dureranno due mesi. Le lezioni avranno inizio il 2 novembre 2020 e termineranno nel mese di gennaio, per un totale di nove settimane. I contenuti saranno fruibili anche in orari diversi da quelli delle lezioni.

L’iniziativa stanziarà 60 milioni di euro a favore di progetti transnazionali per l’occupazione giovanile, aventi come destinatari ragazzi di età compresa fra i 15 e i 29 anni.

Per partecipare alla Call Mommypreneurs, la deadline è fissata entro il 26 ottobre 2020, è possibile attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdLukMIY0mYrcRcz9E12mK88dx2FQREHOkiW4F0Po5y6eFJVg/viewform

Bando Comune di Centola per l’individuazione di un partner operativo cui conferire il patrocino per la sperimentazione di un circuito valutario complementare

L’Avviso esplorativo per indagine di mercato.

Il Comune di Centola, promuove l’avvio della sperimentazione di un circuito valutario complementare, scambiabile anche tramite app per smartphone, mediante la concessione del patrocinio da parte dell’Amministrazione Comunale.

Nel particolare, il presente Avviso  è volto ad accogliere una o più adeguate manifestazioni di interesse da parte degli operatori economici in possesso dei requisiti minimi, al fine di individuare un partner qualificato al quale conferire il patrocino per una collaborazione, volta alla sperimentazione di un circuito valutario complementare, nell’ambito del territorio comunale, che sia di supporto agli acquisti e vendite delle imprese aderenti.

Possono partecipare tutti i soggetti rientranti in una delle categorie, sia in forma singola che associata, purché:

  • non si presentano condanne;
  • non siano sottoposti a fallimento, concordato preventivo o altra procedura concorsuale;
  • possano garantire la tracciabilità delle transazioni effettuate nell’ambito del circuito e la condivisione dei dati derivanti dalla gestione del circuito di credito commerciale ai fini del monitoraggio dei risultati attesi;
  • Iscrizione camera commercio;
  • Regolarità contributiva (Durc Regolare);
  • Possesso di idonea referenza bancaria indirizzata al Comune di Centola con la quale un istituto bancario con cui il concorrente intrattiene rapporti, attesti la capacita economica e finanziaria dell’impresa.
  • contratto di assicurazione della responsabilità civile professionale riferita all’attività di intermediazione.

I soggetti interessati dovranno presentare un progetto dell’attività ove siano esplicitate:

  • le modalità che si intendono adottare per l’erogazione del servizio,
  • le relative metodologie del servizio,
  • le modalità di coinvolgimento delle imprese partecipanti,
  • le modalità di compensazione delle posizioni tra imprese,
  • le caratteristiche della piattaforma digitale prescelta per le transazioni,
  • il valore aggiunto complessivo ipotizzabile per il territorio locale con le possibili estensioni del modello ai consumatori.

Per partecipare all’Avviso del Comune di Centola, la deadline è fissata  entro il 15 luglio 2020, attraverso la compilazione del modello scaricabile al seguente link: https://bit.ly/3e6cH7g

Per eventuali richieste di chiarimenti o di informazioni potranno essere trasmesse all’indirizzo di posta elettronica indicato all’attenzione del Responsabile del Procedimento, dott.sa Nicolina Luongo. all’indirizzo email provveditorato@comune.centola.sa.it

StartUp Chile: la call per startup di tutto il mondo ti porta in Sud America per 6 mesi

Il programma di accelerazione per le aziende, numero uno in America Latina, che aiuta alla convalida dei prodotti per startup.

Il programma Startup Chile attira imprenditori di livello mondiale per fare affari in Cile. Il programma di accellerazione accoglie gli imprenditori nella fase iniziale del business, per rafforzare l’ambiente imprenditoriale, sostenere la cultura dell’innovazione in Cile e far crescere la regione nel mondo.

Fino al 12 febbraio 2019, le start-up provenienti da qualsiasi paese possono fare domanda per entrare a far parte di una delle più grandi comunità commerciali del mondo.

Il programma di accelerazione ha una durata di 6 mesi, durante i quali i partecipanti potranno collaborare con altre aziende provenienti da oltre 85 paesi. Le aziende selezionate potranno utilizzare il Cile come piattaforma per entrare nel mercato LATAM e potranno accedere a:

  • un fondo privo di partecipazioni fino a 80.000 USD;
  • pieno accesso alle reti nazionali e internazionali del programma;
  • investitori, mentori, e partner globali per raggiungere nuovi mercati;
  • uno spazio di lavoro gratuito e un percorso di accelerazione per far crescere la propria attività.

I requisiti minimi da applicare sono:

  • la startup non deve essere fondata da più di 3 anni;
  • il team deve essere dedicato al progetto al 100%;
  •  prodotto funzionale e già convalidato;
  • la startup deve avere una prospettiva globale e una chiara strategia di espansione.

Per candidarsi, gli interessati dovrebbero visitare il sito Web Start-Up Chile a: http://startupchile.org/apply-seed

Per informazioni: Il 7 febbraio 2019 ci sarà la Webinar dal vivo su http://facebook.com/startupchile in modo che tutti i candidati interessati possano risolvere i loro dubbi direttamente con il team Start-Up Chile. Spiegheranno passo dopo passo come rispondere alla call, insieme alle risposte alle domande più frequenti.

Inno4SMEDays – Appuntamento il 29/10 a Napoli con il workshop “Credito e Finanza: opportunità per le imprese innovative”

Si terrà a Napoli il prossimo 29 ottobre il terzo appuntamento del Ciclo Inno4SMEDays, con il workshop dal titolo “Credito e Finanza: opportunità per le imprese innovative”L’appuntamento è per giovedì 29 ottobre 2015 (alle ore 10.00) presso la sede dell’ODCEC Napoli, sita in Piazza dei Martiri n. 30.

ODCEC

Inno4SME Days è un’iniziativa promossa nell’ambito della settima edizione della Settimana Europea delle PMI. Come accennato, il terzo appuntamento è incentrato sulle tematiche relative al Credito e alla Finanza, con l’obiettivo di presentare le dinamiche del credito in Campania e le opportunità offerte dal sistema finanziario pubblico e privato in favore del sistema imprenditoriale, con particolare attenzione per le imprese e startup innovative.

Gli argomenti del workshop saranno trattati da rappresentati di Ministero dello Sviluppo Economico, Banca d’Italia, Associazione Bancaria Italiana, Banca Europea degli Investimenti, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital e ODCEC Napoli. Nello specifico, il Programma della giornata prevede:

Ore 10:00INTRODUZIONE – A cura di Vincenzo Moretta (Presidente ODCEC Napoli), Valeria Fascione (Assessore per l’Internazionalizzazione, Startup e Innovazione Regione Campania), Carmen Padula (Consigliere ODCEC, Delegata alle Attività Produttive)

Ore 10:30IL RUOLO DEL FONDO DI GARANZIA PER LE PMI – A cura di Nicola Buonfiglio (Direzione Generale per gli incentivi alle imprese, Ministero dello Sviluppo Economico)

Ore 11:00DINAMICHE DEL CREDITO IN CAMPANIA: ALCUNE INDICAZIONI – A cura di Paolo Emilio Mistrulli (Capo Divisione Economia e Ricerche, Banca d’Italia Campania)

Ore 11:30LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ DI FINANZIAMENTO DELLE BANCHE IN FAVORE DELLE PMI – A cura di Raffaele Rinaldi (Responsabile Ufficio Crediti ABI – Associazione Bancaria Italiana)

Ore 12:00LA BEI E GLI STRUMENTI FINANZIARI PER LE PMI – A cura di Francesco Pettenati (Consigliere del Vice Presidente BEI – Banca Europea degli Investimenti)

Ore 12:30VENTURE CAPITAL E MINIBOND: OPPORTUNITA’ PER LE PMI – A cura di Amedeo Giurazza (Consigliere AIFI – Associazione italiana del Private Equity e Venture Capital).

La partecipazione al workshop è gratuita e aperta al pubblico, previa registrazione da effettuare attraverso la scheda scaricabile al seguente link: http://www.sviluppocampania.it/news/view/601/ricerca-e-innovazione-inno4sme-days-workshop-credito-e-finanza-opportunit-per-le-imprese-innovative

Così come per i precedenti appuntamenti di Inno4SMEdays, la partecipazione permette l’attribuzione di tre crediti validi per la formazione dei Dottori Commercialisti.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi a:

INFOPOINT di Sviluppo Campania

E-Mail:: promozione@sviluppocampania.it
Tel.:: 081 230 16 668

Napoli, 23/10/2015

Credito d’imposta per R&S: i dettagli e le informazioni sul Bonus Ricerca per startup e imprese

Diventa pienamente operativo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 174 del 29 luglio 2015) del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 maggio 2015, il Credito d’imposta per attività in Ricerca & Sviluppo.

Per spiegare nel dettaglio le modalità di fruizione e il funzionamento dell’agevolazione, lo scorso 28 febbraio la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato una Circolare di chiarimento relativa alla nuova versione del cosiddetto “Bonus Ricerca”, o credito d’imposta per attività in R&S.
Previsto dalla Legge di Stabilità 2015, il Bonus Ricerca è un’agevolazione aperta a tutte le imprese italiane (indipendentemente dalle dimensioni, dal fatturato, dalla forma societaria) che effettueranno, nei periodi di imposta dal 2015 al 2019, spese per attività di R&S per un ammontare annuo pari ad almeno 30.000 €.

R&S
Bonus Ricerche: credito d’imposta per R&S

 

Come abbiamo visto qualche tempo fa, in questo post del nostro blog, il Credito di imposta previsto dalla Legge di Stabilità 2015 modifica sostanzialmente la precedente versione prevista da Destinazione Italia: il bonus è infatti destinato a tutti i titolari di reddito di impresa, senza vincoli di alcun tipo, mentre in precedenza era riservato ad imprese con un fatturato annuo inferiore a 500.000 €.

Inoltre, il nuovo Credito di imposta per attività di R&S si differenzia dal precedente per quanto riguarda la decorrenza: in precedenza, il limite temporale era infatti fissato al 31 dicembre 2016, mentre oggi è possibile beneficiare del bonus per investimenti in attività di R&S effettuati nei periodi d’imposta dal 2015 al 2019.

Ancora, il Bonus Ricerca funziona su basi di automaticità: non sono previste istanze telematiche per richiederlo e i controlli vengono effettuati esclusivamente ex post.
Il Bonus Ricerca, inoltre, non rientra nella natura degli Aiuti di Stato ai sensi della normativa comunitaria, pertanto non richiede l’approvazione della Commissione Europea.

Novità sostanziale del nuovo Credito d’imposta per attività di R&S è la maggiorazione premiale prevista per attività di R&S svolte attraverso il ricorso a contratti di ricerca, con università, enti, imprese e startup. Tale premialità è prevista anche per le attività di R&S svolte da personale altamente qualificato.
Secondo la Legge di Stabilità, tale premialità consiste nell’aumento dell’aliquota per il calcolo del credito, che passa dal 25% al 50% al ricorrere delle due situazioni sopra citate.

Il Credito d’imposta per attività in R&S può quindi essere ottenuto da qualsiasi impresa in Italia, a prescindere dalle dimensioni e dalla forma societaria, nel rispetto dei seguenti limiti:

Limite minimo di spesa: 30.000 € annui;
Limite massimo di credito: 5 milioni € annui.

Le attività di R&S considerate ammissibili sono, ad esempio, quelle relative a lavori sperimentali o teorici di “ricerca fondamentale”; ricerca pianificata e indagini critiche per acquisire nuove conoscenze da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi (o migliorare prodotti, processi e servizi già esistenti); acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti per piani, progetti o disegni di nuovi prodotti, processi o servizi (o per il miglioramento di quelli esistenti).

Riguardo, invece, alle spese ammissibili per la determinazione del Credito d’imposta ricordiamo:

1) personale altamente qualificato impiegato nelle attività di R&S;
2) quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti ed attrezzature di laboratorio;
3) spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca, organismi equiparati, altre imprese, startup innovative;
4) competenze tecniche e privative industriali.

COME SI CALCOLA L’AMMONTARE DEL BONUS

Tornando alla Circolare del 28 febbraio 2015, particolarmente rilevanti sono i chiarimenti sulle modalità di determinazione del bonus: bisogna infatti calcolare la spesa incrementale, partendo dalla media degli investimenti in R&S effettuati nei tre periodi di imposta precedenti.
Per le nuove imprese, in attività da meno di tre anni, la media va calcolata sull’intero periodo a partire dalla costituzione.

Tale media va confrontata con il totale degli investimenti in R&S realizzati nel periodo di imposta per il quale si intende beneficiare del Bonus Ricerca: da questo confronto si ottiene la spesa incrementale.
La spesa incrementale, infine, va moltiplicata per l’aliquota di riferimento: in generale, il 25%, se incorrono i due casi precedentemente segnalati l’aliquota da considerare è invece pari al 50%.

Per maggiori informazioni e dettagli, la Circolare del 28 febbraio 2015 è scaricabile in formato PDF al seguente link: http://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/739

Napoli, 05/03/2015

Consigli per startup: i 10 ruoli essenziali per essere un buon CEO

Essere CEO e founder di una startup significa che una sola persona si trova a dover ricoprire molti ruoli differenti: ne sa qualcosa Alex Turnbull, CEO di Groove (helpdesk software per piccole imprese) e startupper seriale, che ha scritto un recente post sull’argomento intitolato “The 10 Essential Roles of a Startup CEO”.

In generale, Turnbull sostiene che ciascun membro del team di una startup (e, più in generale, di un’azienda) deve avere ben chiaro il proprio ruolo, le proprie responsabilità, le attività da svolgere. Inoltre, ciascuno deve imparare a fare il miglior uso possibile del tempo a propria disposizione: sembra tutto piuttosto ovvio, ma spesso nella realtà non è così semplice.

Questo discorso si complica ulteriormente nel caso del CEO, in quanto il suo ruolo comprende una serie di sfaccettature ed attività molto diverse tra loro, che bisogna imparare a far convivere e bilanciare. Nello specifico, Turnbull identifica 10 differenti ruoli che il CEO di una startup si trova a dover ricoprire:

1) Recruiter

Le startup hanno bisogno di un grande team, composto da persone straordinarie: quando si lavora come CEO di una startup in crescita, trovare le persone migliori da inserire nel team è un lavoro a tempo pieno.
Un buon CEO è in grado di identificare le figure di cui il team ha bisogno e di selezionare le persone più adatte a ricoprire tali ruoli.

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2) Cheerleader

Quando si costruisce qualcosa dal nulla, come accade in una startup, in alcuni momenti tutto sembrerà davvero difficile da superare. Il team, a volte, può cadere nella tentazione di mollare: è in momenti come questo che occorre essere più determinati possibile e il CEO ha il compito di mantenere alto il morale dell’intera squadra. Un team entusiasta di lavorare rappresenta infatti una delle basi fondamentali per costruire una startup di successo.
Ma, come specifica l’autore del post, per essere un buon CEO non basta sostenere il team nei momenti difficili: dare feedback positivi e riconoscere i meriti del buon lavoro svolto deve essere parte del lavoro del CEO di una startup ogni giorno.

3) Coach

I migliori CEO sanno essere dei grandi coach: sostengono il team e lo spingono verso il successo, aiutando a raggiungere gli obiettivi prefissati, a pianificare quelli futuri, a riallinearsi quando ci si trova fuori rotta.
Inoltre, il CEO deve essere in grado di fare un passo indietro quando gli obiettivi non vengono raggiunti, per osservare in maniera realistica cosa non è andato bene e come riorganizzare le attività da svolgere.

Come Coach, un buon CEO deve essere vicino al team e programmare regolarmente incontri one-to-one con ogni singolo membro della squadra: non è possibile allenare un grande giocatore se non si conoscono le sue competenze, obiettivi, sfide e preoccupazioni. Il compito di un buon CEO/Coach è conoscere tutti i membri del team meglio possibile.

4) Dealmaker

Le partnership possono essere un potente strumento per far crescere una startup: spesso, però, le aziende più grandi scelgono di collaborare con una startup soltanto attraverso un contatto diretto con il CEO.

Da questo punto di vista, il CEO deve essere capace di comunicare ai potenziali partner (così come si fa con clienti, investitori e dipendenti) la vision aziendale e i vantaggi della collaborazione con la propria startup.

5) Studente

Secondo Turnbull l’apprendimento è fondamentale: quando si smette di imparare, significa che si rimane fermi. Un CEO deve mantenersi sempre aggiornato, attraverso lo studio di libri, blog, advisors, e di tutte le risorse utili per conoscere al meglio il mercato di riferimento.

I migliori CEO di startup sono quelli che non hanno mai smesso di studiare, imparare, conoscere.

6) Firefighter

In una startup è inevitabile: ci saranno momenti di crisi. Un CEO deve essere sempre pronto ad intervenire, 24 ore su 24, 7 giorni su 7: proprio come i pompieri, sempre pronti a spegnere l’incendio e a capire come far sì che non accada la prossima volta.

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7) Strategist

Gran parte della giornata del CEO di una startup è dedicata alla parte strategica del business. In particolare, è importante analizzare gli scenari per stabilire la strategia a lungo termine dell’azienda (da 12 mesi a 5 anni), identificando gli obiettivi desiderati e le attività da implementare per raggiungerli.

8) Venditore

Fin dal primo giorno in cui l’idea sta nascendo, un CEO diventa venditore: tenta infatti di vendere la startup a potenziali investitori, clienti, partner, influencer, e a tutti coloro che possono aiutarlo a far crescere il business.
Secondo l’autore, quello di venditore è uno dei ruoli principali del CEO e rappresenta un’attività chiave.

9) Customer Support Champion

Se i clienti non sono soddisfatti, la startup non cresce. Ecco perchè, fin dal primo giorno, il CEO deve essere impegnato nel ruolo di Customer Support Champion, ascoltando le esigenze dei clienti mentre provano il primo prototipo di prodotto.

Ascoltare il cliente durante la fase di Product Development è essenziale per raccogliere i feedback, in modo tale da poter essere il portavoce dei clienti durante i successivi meeting aziendali.

Il lavoro di Customer Support di un CEO è importantissimo nelle prime fasi della startup, poi potrebbe rallentare, ma in ogni caso non dovrebbe mai fermarsi del tutto: ascoltare il cliente è una delle basi per raggiungere il successo.

10) Decider

Uno dei momenti più pericolosi per una startup è quando ci si ritrova a dover prendere una decisione e il team non può riunirsi: tutto rallenta, e una startup non può permettersi di perdere tempo.

In situazioni del genere deve intervenire il CEO, assumendosi la responsabilità di prendere le decisioni più rischiose e difficili: a volte potrà capitare di scontentare il team o i clienti, e sarà necessario risolvere i nuovi problemi creati dalla decisione stessa.

Ma il ruolo di decisore è per un CEO quello sicuramente più difficile e allo stesso tempo da cui trarre le maggiori soddisfazioni.

CEOstartup

Infine, Turnbull si concentra sulla necessità di trovare il giusto equilibrio tra i 10 ruoli elencati: è semplicemente impossibile eccellere in ciascuno dei 10. Ma capire che essere il CEO di una startup significa dover ricoprire ruoli diversi, e capire quali sono questi ruoli, rappresenta il primo passo per capire in cosa si è bravi e in cosa bisogna migliorare.

Il consiglio è quello di concentrarsi sui propri punti di forza, e di lavorare sui punti di debolezza per migliorare: qualora non sia possibile, è utile pensare di assumere qualcuno che possa ricoprire le attività a noi meno congeniali.

Il post originale è disponibile a questo link: https://www.groovehq.com/blog/startup-ceo-role?_hsenc=p2ANqtz-8iqWV4dVHV9oMtjlIS2dtN5i_jn-OmcoyhMglvYi8yXGsISdyt_dbCXnUmIPBkAMiU5DMHLmR7Yy_fN41nbeLAxJo-vA&_hsmi=20749075&utm_content=buffer14ffb&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Napoli, 23/07/2015

Innovazione e metodologia Lean: dalle startup alle aziende consolidate, secondo Steve Blank

Negli ultimi 5 anni la metodologia Lean Startup ha permesso agli imprenditori di costruire startup di successo adoperandosi nella ricerca del product/market fit, piuttosto che nel lanciarsi “alla cieca” nelle attività di execution. Le aziende corporate che perseguono l’innovazione cercano un modo efficace per poter applicare i principi di Open Innovation, ma trovare una teoria unificata dell’innovazione, che sia adattabile alle esigenze di aziende corporate e, contemporaneamente, alle esigenze di sviluppo rapido di una startup non è decisamente un’impresa semplice. Ci ha provato Steve Blank, che racconta la sua esperienza e i risultati delle sue attività in un post pubblicato poche settimane fa nel suo blog.

Di recente, alcuni innovatori particolarmente coraggiosi hanno tentato di sovrapporre gli strumenti Lean e le tecniche che funzionano nelle startup ad aziende corporate ed enti governativi, ma i risultati sono stati deludenti, caotici e frustranti: in definitiva, fallimentari. Queste brevi esperienze si sono trasformate in una sorta di “Teatro dell’Innovazione”, fatto di grandi proclami e comunicati stampa, ma senza cambiamenti reali e sostanziali.

Lavorando in collaborazione con Greg Hannon, responsabile dell’Innovazione a W.L.Gore, Steve Blank ha rilevato due strumenti di corporate strategy sviluppati da persone smart che possono aiutare ad intersecare i principi di Lean Startup a quelli di Corporate Innovation:

Il primo è la nozione di “ambidextrous organization” (di O’Reilly e Tushman), secondo cui le aziende che vogliono fare innovazione devono lavorare su due binari paralleli: da un lato, continuare ad eseguire il core business aziendale, dall’altro, lavorare per l’innovazione.

La seconda grande idea per la corporate innovation è rappresentata dai “Three Horizons of Innovation”, identificati da Baghai, Coley e White. Secondo questa teoria, le aziende devono allocare le proprie innovazioni in una delle tre categorie coincidenti con altrettanti “Orizzonti”:

Horizon 1: business maturi
Horizon 2: business in rapida crescita
Horizon 3: business emergenti

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A ciascun orizzonte corrispondono focus, management, strumenti e obiettivi differenti.
I tre orizzonti forniscono una tassonomia incredibilmente utile, ma nella pratica sono utilizzati dalle aziende come una semplice schematizzazione incrementale dell’execution di un business model. In realtà, questo strumento consente di spiegare in un modo del tutto nuovo come funziona l’innovazione all’interno di un’azienda corporate.

Ecco, infatti, che Blank spiega come ottenere un’innovazione più rapida applicando gli strumenti tipici delle startup (Business Model Canvas, Customer Development, Agile Engineering) assieme alla metodologia Lean e, infine, come adattare il tutto alle necessità e peculiarità delle aziende corporate.

Punto di partenza di Blank saranno quindi i “Three Horizons of Innovation”, cui viene applicata la metodologia Lean. A questi sarà affiancato il concetto di “ambidextrous organization”, e il risultato sarà un metodo di sviluppo rapido per idee innovative all’interno di aziende già consolidate.

Applicando la metodologia Lean Startup ai “Three Horizons of Innovation”, il risultato sarà la riformulazione dei tre orizzonti nel modo seguente:

Horizon 1: attività a supporto di business model già esistenti
Horizon 2: focus sullo sviluppo di business esistenti attraverso business model parzialmente noti
Horizon 3: focus su business model sconosciuti

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Il primo orizzonte (Horizon 1) rappresenta il core business dell’azienda: qui, quest’ultima si concentra nell’execution di un business model noto (sono conosciuti i clienti, le caratteristiche di prodotto, il pricing, i canali distributivi, la supply chain, etc). Nell’Horizon 1, l’azienda utilizza capacità e competenze esistenti in attività a basso rischio. Questo tipo di gestione funziona quando esistono processi ripetibili e scalabili, dove e possibile identificare procedure, metriche, KPI per l’execution e misurare i risultati del business.

Nel secondo orizzonte (Horizon 2), l’azienda estende il suo core business cercando nuove opportunità per il suo modello di business (ad esempio, canali di distribuzione differenti, nuovi clienti che utilizzano lo stesso prodotto, nuovi prodotti da vendere ai clienti esistenti, etc). In questo caso, si utilizzano per la maggior parte delle attività capacità e competenze già esistenti in azienda e le attività presentano ancora un livello di rischio moderato. La gestione in caso di Horizon 2 rappresenta quindi una sperimentazione all’interno del business model esitente.

Il terzo orizzonte (Horizon 3) è quello in cui le aziende mettono a lavorare gli “imprenditori folli”, quelli che in una startup sono solitamente rappresentati dal CEO. Si tratta di innovatori che vogliono sperimentare nuovi e rischiosi modelli di business: in questo caso, l’azienda corporate è in una situazione molto simile a quella in cui si trova una startup in fase di incubazione. In questo orizzonte, gli “imprenditori folli” operano con grande rapidità allo scopo di trovare un business model ripetibile e scalabile. I team che lavorano a questi progetti devono essere fisicamente separati dalle divisioni operative dell’azienda (ad esempio in un incubatore d’impresa) e hanno bisogno di piani, procedure, politiche, KPI differenti rispetto a quelli utilizzati nell’Horizon 1. Inoltre, per questo tipo di progetti, bisogna prevedere team di piccole dimensioni (meno di 5 componenti) che devono confrontarsi con almeno 100 persone in 10 settimane, iterando e modificando il prodotto in base ai feedback ricevuti. Date le piccole dimensioni dei team e le scarse spese di gestione, un’azienda corporate può mettere in atto più progetti in parallelo a livello di Horizon 3.

In ogni caso, le attività svolte sugli Horizon 2 e 3 non devono mai essere totalmente distaccate dalla struttura aziendale: ecco perchè è indispensabile che i manager delle attività implementate a livello di Horizon 1 siano in costante contatto e di supporto a chi lavora alle attività a livello degli altri due Horizon.

Ma cosa accade alle innovazioni sviluppate a livello degli Horizon 2 e 3? Blank spiega che lo scopo finale è che queste vengano adottate a livello di Horizon 1, a meno che non raggiungano una dimensione talmente rilevante da poter diventare un’organizzazione autonoma, o da poter essere venduta all’esterno.

Nel caso in cui un’azienda corporate si trovi a gestire numerosi progetti a livello di Horizon 2 e 3, entra in gioco inesorabilmente il concetto di “ambidextrous organization”: i progetti innovativi devono essere sviluppati in parallelo con il business model centrale, che serve i clienti già esistenti. Per ottenere questo tipo di scenario, è fondamentale che i manager condividano un intento strategico, una vision e dei valori comuni: inoltre, la parallela esecuzione delle attività dei tre orizzonti richiedere una grande capacità di gestione e risoluzione dei conflitti.

Per leggere il post originale: http://steveblank.com/2015/06/26/lean-innovation-management-making-corporate-innovation-work/

Napoli, 15/07/2015

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