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La scuola del futuro, oggi: la call per l’innovazione del settore scolastico

La Call for Innovation per Startup e PMI destinata al comparto formazione dal titolo “La scuola del futuro, oggi”

Digital MagicsIncubatore di Startup Digitali “Made in Italy” – e Gruppo Spaggiari Parma – Azienda leader nel mondo dell’Education in Italia, con la più utilizzata piattaforma cloud di servizi per la comunità scolastica -, lanciano la Call for InnovationLa scuola del futuro, oggi”.

L’obiettivo della Call “La scuola del futuro, oggi” è quello di identificare le migliori Startup e PMI innovative italiane del settore della scuola e della formazione che producono contenuti multimediali interattivi, grazie alle tecnologie all’avanguardia come la realtà virtuale e aumentata e l’intelligenza artificiale, e che sviluppano prodotti, servizi, app e piattaforme cloud per:

  1. Studenti come ripetizioni on-line, corsi e workshop di approfondimento online, integrazione di attività extrascolastiche;
  2. Famiglie, dalla protezione dei dati all’accessibilità e trasparenza delle informazioni, dal conference streaming live per assemblee e riunioni fino all’accesso a contenuti di approfondimento;
  3. Docenti come corsi di formazione e aggiornamento, sviluppo delle competenze digitali, metodi ad alto contenuto innovativo per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (Bes) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa), strumenti per analizzare l’andamento della classe e per migliorare le procedure del registro elettronico;
  4. Istituzioni e amministrazioni scolastiche fornendo strumenti organizzativi per favorire la gestione dell’infrastruttura scolastica, potenziando le infrastrutture di rete.

Saranno scelte le 10 Startup e PMI più interessanti che parteciperanno all’Innovation Day del  27 maggio 2019  a Talent Garden Milano Calabiana, successivamente valutate dal Gruppo Spaggiari Parma per avviare partnership commerciali e tecnologiche di Open Innovation.

Per partecipare alla Call è possibile candidarsi entro il 28 aprile 2019 sulla piattaforma dedicata al seguente link: https://openinnovation.digitalmagics.com/it/challenge/la-scuola-del-futuro-oggi

Per info sul Regolamento.

BMT – Borsa Mediterranea del Turismo: tra gli espositori la startup Hearth

Il principale marketplace di primavera proposto dal mercato italiano agli operatori di settore nel quartiere fieristico della Mostra d’Oltremare di Napoli.

BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, sull’onda della vivacità che caratterizza il mondo dell’impresa turistica, offre l’opportunità di incontrare i protagonisti della scena turistica per consolidare i rapporti e le scelte utili per la stagione che si appresta a partire.

Da venerdì 22 a domenica 24 marzo, la manifestazione riproporrà il tradizionale schema con l’area espositiva riservata a tutto quanto fa turismo, dai tour operator alle Start up impegnate soprattutto nella ricerca di una nuova tecnologia utile alle aziende del turismo ed a chi viaggia. Anche per questa edizione, l’area Incoming ospiterà i quattro workshop di prodotto dedicati all’Italia, ad Incentive & Congressi, alle Terme e Benessere ed al Turismo Sociale.
Elemento centrale e catalizzante della BMT in quanto rappresentano la maggiore opportunità per mettere in vetrina l’offerta turistica italiana e della Campania in particolare.

Tra gli espositori sarà presente anche la Startup Hearth, la quale sarà presente all’evento BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, per illustrare quanto la Regione Campania sia ricca di un patrimonio culturale e paesaggistico che non aspetta altro che essere riscoperto.

Hearth, a partire da gennaio 2019, insieme al suo team, si è insediata all’interno del CSI – Incubatore Napoli Est, dopo aver partecipato all’Avviso pubblico di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa 4 – Reloaded” – del Comune di Napoli.

Per info sul team e sull’idea, qui la scheda della startup Hearth .

 

 

 

 

Ascoltare il cliente è la base per l’innovazione: l’approccio Lean Startup

L’ascolto del cliente come punto di partenza per implementare l’innovazione: parliamo di una delle basi fondamentali dell’approccio Lean Startup, la metodologia per startup ideata da Eric Ries

L’approccio Lean Startup rappresenta una delle colonne portanti del percorso di formazione teorico/pratica per lo startup creation a cui hanno avuto accesso le 20 idee di impresa selezionate per i Learning Days di #VulcanicaMente4R. Il percorso dei Learning Days si avvale, infatti, di un esclusivo approccio metodologico chiamato approccio scientifico – sperimentale che raccoglie contributi derivanti da svariate correnti sull’imprenditorialità innovativa e le startup.

Quello che vogliamo approfondire oggi in questo post è uno dei temi caratterizzanti dell’approccio Lean Startup, rappresentato dalla centralità del cliente e, in particolare, dall’importanza di ascoltare il cliente e i suoi feedback per costruire e migliorare il prodotto e/o il servizio offerto dalla propria startup.

Questa tematica è affrontata in un interessante post pubblicato di recente dal blog di leanstartup.co, intitolato “Innovate Better By Listening To Your Customers”. Il post descrive la conversazione avvenuta tra Elliot Susel (Lean Startup Co.) e Sonali Shetty (Kova Digital), incentrata proprio sul modo più efficace che le aziende dovrebbero implementare nel comunicare con i clienti.

La rivoluzione nella comunicazione azienda/cliente è iniziata circa dieci anni fa, quando Apple aveva aperto l’app store, i social media erano in enorme crescita e Facebook aveva aperto la propria API a sviluppatori di app di terze parti. Improvvisamente, le aziende avevano la possibilità di comunicare con i propri clienti e, più in generale, con il proprio target di potenziali clienti in una maniera diretta come mai era accaduto prima.

Shetty racconta come ha vissuto quel periodo: l’obiettivo della sua azienda era quello di far capire a startup e imprese cosa poteva significare per loro questo cambiamento, quanto fosse rivoluzionario e quanto fosse importante per la loro crescita prepararsi ad utilizzare al meglio tutto questo. Nel frattempo, la crescita esponenziale del mondo digital stava ampliando sempre di più gli orizzonti: non c’erano soltanto le app, ma anche nuovi prodotti in campo mobile, web, IoT, algoritmi e machine learning. Questa crescita non faceva altro che ampliare le opportunità derivanti dalla comunicazione diretta tra azienda e cliente.

La metafora del fiume, utilizzata da Shetty per spiegare quanto accadeva in quel periodo di crescita e di cambiamento, aiuta a comprendere meglio la situazione: è come quando attraversi il fiume e senti le pietre sotto ai piedi. L’obiettivo resta attraversare il fiume, ma mentre prosegui il tuo percorso, sentire che le pietre danno stabilità al tuo cammino ti aiuta a capire quanto il percorso stia procedendo su un terreno sempre più solido e sensato.

Facendo perno proprio sulle nuove possibilità in termini di prodotto offerte dal panorama in continua evoluzione, Shetty con la sua Kova Digital si è concentrato sull’innovazione e sulla consulenza alle imprese che desideravano implementarla. Il punto di forza del progetto stava nel fatto che tutte le aziende, prima o poi, hanno bisogno di innovarsi.

L’innovazione però, spiega Shetty, non è mai un lavoro facile: nella maggior parte dei casi, le aziende hanno serie difficoltà a implementare il cambiamento. Spesso vedono dei rischi troppo grandi, o hanno paura di fallire, o ancora non vogliono investire le risorse necessarie. Per questo motivo, Shetty consiglia di affidare ad una persona il compito di innovare, facendone un lavoro vero e proprio.

Questa persona deve impegnarsi nell’attività di ascolto del cliente: lo scopo è conoscerlo, capirlo, capire quale sia il suo percorso di acquisto e se ci sono (e dove) delle lacune o delle opportunità da studiare, eliminare o sfruttare.
Non bisogna mai cercare di copiare l’innovazione di altre aziende: l’innovazione giusta è diversa per ciascun progetto, perché è legata indissolubilmente all’ascolto delle esigenze, dei bisogni, dei feedback raccolti dai clienti effettivi e potenziali.

Lo scopo deve essere quello di individuare e fornire al cliente ciò che egli ritiene essere un valore aggiunto. Per questo motivo, imparare a comunicare efficacemente con il cliente è un’attività che bisognerebbe imparare a fare prima possibile. Ed è altrettanto fondamentale imparare ad implementare rapidamente i miglioramenti a prodotti e servizi, testarli e ripartire da capo ogni volta che sarà necessario, in quello che l’approccio Lean definisce il feedback loop.

Questo approccio, cuore pulsante del Lean Startup, è quello che ogni startup deve imparare a mettere in pratica fin dall’inizio della sua attività di business, per permettere all’idea di crescere e di arrivare sul mercato con migliori opportunità di successo. Occorre fare attenzione, però, perché (come spiega Shetty per esperienza) spesso le startup tendono a voler saltare immediatamente alla costruzione di un prodotto, che vivono come qualcosa di più semplice e immediato, senza trascorrere abbastanza tempo nell’attività di comunicazione e conoscenza del cliente.

La lezione più importante per una startup, quindi, è quella di imparare prima possibile ad ascoltare il cliente e i suoi bisogni, in maniera tale da apportare al prodotto / servizio offerto i miglioramenti suggeriti e da testare quanto prima il nuovo prodotto / servizio ottenuto. E, naturalmente, non dimenticare mai l’insegnamento più importante: il concetto di fallimento va rimodulato, perché

un errore ben compreso e sfruttato non è altro che una forma di apprendimento

Vi ricordiamo che l’approccio Lean Startup è una delle basi teoriche del percorso di formazione e mentorship ad approccio scientifico – sperimentale dei Learning Days di #VulcanicaMente4R, riservato ai 20 migliori team che hanno partecipato alla call for ideas.

I 6 workshop dei Learning Days, della durata di due giorni ciascuno, saranno ospitati dal CSI – Centro Servizi Incubatore Napoli Est. Il percorso ha preso il via lo scorso 30 ottobre, con la partecipazione dei 20 team selezionati nella prima fase del percorso di “VulcanicaMente: dal talento all’impresa 4 – Reloaded”.

Il programma e il calendario dei Learning Days sono disponibili qui: 

Vulcanicamente 4 learning days

vm4r

Sei utili consigli di business dal CEO di una startup di successo planetario: il talk di Sean Rad (Tinder) al Web Summit

Nel corso dell’ultimo Web Summit, che si è svolto dal 3 al 5 novembre 2015 a Dublino, il CEO e co-founder di Tinder Sean Rad ha tenuto un interessante talk sulla sua esperienza nell’azienda che rappresenta oggi il player più importante a livello mondiale nel settore del dating on-line: nel corso del suo intervento, spiega l’attuale situazione di Tinder, gli obiettivi per il futuro e, soprattutto, come è riuscito a raggiungere con la sua startup il grande successo di cui gode attualmente.

ceo tinder

Sean Rad sta attualmente vivendo il grande sogno di ogni startupper: Tinder registra al momento oltre 1.500.000 appuntamenti a settimana, di cui oltre un milione rappresentano appuntamenti di nuovi iscritti. Tinder è presente in 194 Paesi nel mondo, con un Business Model che prevede una versione free per tutti gli iscritti con la possibilità di scaricare la versione a pagamento dell’applicazione per gli utenti che desiderano usufruire dei servizi aggiuntivi (la stragrande maggioranza delle revenue di Tinder, spiega Rad, deriva proprio dall’app a pagamento).
Tinder si conferma ogni giorno come una startup di enorme successo, che nel giro di tre anni è riuscita a crescere come nessun’altra piattaforma era riuscita a fare prima.

Ma come hanno fatto Sean Rad ed i suoi soci (Justin Mateen e Jonathan Badeen) a raggiungere questi livelli?

Nel corso del suo talk al Web Summit, Rad ha condiviso con i presenti alcuni spunti e consigli per portare al successo la propria startup: vediamo quali sono.

1) Ama quello che fai, e crea un team fantastico!

Fin dall’inizio del suo discorso, ciò che traspare dalle parole di Sean Rad è la grande passione per il lavoro che svolge: “E’ bellissimo. Siamo orgogliosi di ciò che facciamo. Ci piace molto”.

Circa un anno fa, Rad è stato sostituito nel ruolo di CEO da Christopher Payne, ex dirigente di eBay, Amazon e Microsoft: ma la guida del nuovo CEO non ha portato buoni frutti e gli altri membri del CdA di Tinder hanno restituito a Rad la sua posizione da CEO.

Nonostante fosse stato rimosso dal ruolo di CEO, Rad ha sempre continuato a lavorare con impegno e a sostenere e consigliare il nuovo CEO nel suo lavoro e nelle scelte strategiche. Tuttavia, come dicevamo, l’esperienza di Payne come CEO di Tinder non è stata particolarmente brillante.

Rad afferma che ci sono un sacco di motivi per cui la scelta di dare a Payne il ruolo di CEO non ha funzionato, ma in ogni caso a lui non importa quale ruolo e quali attività doveva svolgere in azienda: l’importante è continuare a lavorare con il team e fare ciò che serve alla startup, “anche lavare i pavimenti, se necessario”.

Ma in che modo Rad si approccia al suo lavoro di CEO ogni giorno? La sua risposta è interamente centrata sull’apprendimento continuo: si approccia al lavoro come se ogni giorno stesse imparando qualcosa di nuovo. E come a fine giornata sia fondamentale che tutto il team senta di aver imparato qualcosa.

E’ questo tipo di approccio, secondo Rad, che identifica un grande team per una startup: occorre riunire in squadra persone appassionate e pronte ad imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.

2) Raccogliere dati e massimizzarne l’utilizzo

Quando una startup riesce ad avere accesso ad un grande quantitativo di dati sarebbe negligente a non utilizzarli per il bene dell’azienda: i dati vanno raccolti nel maggior numero e con la maggior attenzione ed accuratezza possibili, per poi utilizzarli per lo sviluppo del prodotto.

Tinder, ad esempio, ha potuto disporre di una grande moltitudine di dati raccolti sulla “single culture”: di recente hanno condotto un sondaggio su 300.000 utenti, da cui è risultato che oltre l’80% degli utenti di Tinder utilizzavano l’app per cercare una relazione stabile e duratura, e solo il restante 20% era interessato a brevi amicizie.

Ancora, racconta Rad, grazie alle ricerche, alla raccolta e all’utilizzo accurato dei dati Tinder è in procinto di rilasciare un “grande cambiamento” del suo algoritmo, in grado di aumentare il numero di corrispondenze del 30% e, di conseguenza, migliorare l’esperienza dell’utente sulla base dei suoi bisogni.

Lo scopo della raccolta dei dati deve essere, per una startup, quello di utilizzarli nella maniera più efficace allo scopo di migliorare il prodotto e la user experience.

3) Accetta allo stesso modo le buone e cattive recensioni della stampa

Rad si ispira ad un verso di Ruyard Kipling, secondo il quale nella vita si attraversano sia trionfi che disastri, ed entrambi vanno accettati e trattati allo stesso modo: è proprio ispirandosi a questo concetto che Rad si approccia alla “cattiva stampa”. Anche perché è convinto che la stampa sia predisposta a focalizzarsi sempre su ciò che è controverso.

Secondo Rad, la stampa si concentra raramente sui fatti e la sostanza, ed ha la tendenza a cercare le prove a conferma di ciò che sono convinti di voler dimostrare: il team di Tinder cerca quindi di stare il più possibile vicino al proprio audience di riferimento, e ad oggi questo atteggiamento li porta ad avere un feedback positivo dai propri utenti. Questa è l’unica cosa su cui si concentrano Rad ed il suo team, ferma restando l’apertura ad accogliere tutti i punti di vista.

In sostanza, afferma Rad, quando una startup ha impatto sulla società e sulla cultura sarà sempre esposta alle critiche: la cosa migliore è semplicemente accoglierle, esattamente come i pareri positivi.

4) Non fermarsi mai: innovare continuamente e costantemente

Nei prossimi sei mesi, Tinder si aspetta di vedere la propria dating app muoversi più velocemente ed aggressivamente che mai. L’applicazione è stata già aggiornata con nuove funzionalità di recente, maggiormente vicine alle esigenze dei clienti.

Il team di Tinder è sempre e costantemente alla ricerca di nuove modalità per migliorare l’esperienza dell’utente, ed è proprio per questo motivo che è stato modificato l’algoritmo (come accennato, la nuova versione sarà rilasciata a breve).

In sostanza, Rad è convinto che c’è sempre da lavorare per innovare il prodotto.

5) Focus sulle risorse a disposizione

Rad è molto attento a non farsi distrarre dai feedback e suggerimenti che arrivano ogni giorno dall’ampia ed impegnativa base di utenti di Tinder: si tratta infatti di una fonte inesauribile e costante di suggerimenti per nuove funzionalità da implementare.

La parte più difficile è riuscire a stabilire le giuste priorità: occorre infatti lavorare molto per diventare bravi nel bilanciamento di priorità e risorse a disposizione. Di fronte a tanti utenti, la soluzione più semplice ed efficace è quella di riuscire a trovare ciò che avrà impatto sul maggior numero di utenti possibile.

Per Rad e per l’intero team di Tinder, la mission è semplice, chiara e ben definita: “Fin dal primo giorno, il nostro obiettivo è stato quello di scoprire ogni singola relazione possibile”.

Allo stesso modo, la più grande frustrazione è quella di non riuscire a trovare il matching giusto per l’utente. La difficoltà di Tinder è intrinseca al mondo cui si rivolge: le relazioni sono la parte più importante e più difficile nella vita delle persone, e vanno trattate con rispetto ed attenzione.

6) Competere con se stessi, non con i rivali

Come è accaduto per Uber, Facebook, Airbnb ed altre startup di successo planetario, Tinder è diventato il nome utilizzato da migliaia di startup al mondo per descrivere in termini semplici ciò che cercano di fare con il proprio business.

Naturalmente, tra queste startup ci sono quelli che potrebbero rappresentare dei potenziali concorrenti: come si pongono Rad ed il team di Tinder di fronte a tutto questo?

Da quando Tinder ha iniziato a scalare, si trova in una posizione decisamente confortevole: tuttavia, per un imprenditore è fondamentale essere abbastanza realistico da avere ben chiaro quale potrebbe essere “the next big thing” nascosta dietro l’angolo.

Allora qual è l’approccio di Tinder a questo aspetto del business? Semplicemente, afferma Rad, “Siamo in competizione con noi stessi. Tutti cercano di diventare il prossimo Tinder” ma loro non si preoccupano troppo della concorrenza. Sono lusingati di questo successo, stanno attenti ad osservare con attenzione il mercato e le altre applicazioni che vengono rilasciate ogni giorno, ma si impegnano costantemente e quotidianamente allo scopo di migliorarsi.

Quando si ha un successo planetario, non bisogna fermarsi ed adagiarsi: il lavoro di ogni giorno è finalizzato a migliorare continuamente se stessi.

E infine, cosa c’è in serbo per il 2016? Recruiting è la parola chiave con cui Rad conclude il suo talk al Web Summit. Tinder ha bisogno di trovare le persone giuste per arrivare dove si è prefissata, e questa è una delle attività più difficili per una startup che sta scalando.

FONTE: http://startups.co.uk/6-business-insights-from-tinder-ceo-sean-rads-web-summit-talk/

Napoli, 19/11/2015

Growth Hacking per startup con prodotti SaaS: alcune tecniche fondamentali già in fase Early Stage

Darius Lahoutifard è founder di Business Hangouts e imprenditore seriale specializzato in aziende SaaS: l’acronimo sta per “Software as a Service” e si riferisce ad un modello di distribuzione in cui un software viene messo a disposizione dei clienti via internet, direttamente dall’azienda che lo ha sviluppato (si parla di un servizio di Cloud Computing).
Quando si parla di un software Saas, il cliente paga per utilizzare il prodotto (e non per possederlo): questo tipo di software è spesso utilizzato dai clienti B2B per esternalizzare alcune attività del proprio business, ma oggi è molto diffuso anche nel mercato B2C.

In quanto esperto di imprese SaaS, Lahoutifard pubblica sul portale VentureBeat una serie di articoli relativi a questo particolare segmento di business: di recente, ad esempio, si è occupato della tematica relativa alla crescita di una startup SaaS e, nello specifico, ad alcune tecniche di growth hacking utilizzate dai founder di imprese in questa tipologia di mercato. In particolare, Lahoutifard descrive quattro tecniche di growth hacking per startup Saas: vediamole più in dettaglio.

growthhack

1. Piccole App su grandi mercati

Nelle primissime fasi, tutte le startup sognano partnership con grandi nomi in modo tale da avere una referenza forte da utilizzare per piazzarsi meglio sul mercato o per raccogliere capitali. Ma questo tipo di pratica è spesso estremamente costosa, e non riesce a produrre sempre i risultati sperati.

Oggi, si può ottenere una grande visibilità semplicemente proponendo un’app in uno dei marketplace disponibili, come App Store e Google Play (in caso di applicazioni mobile), o su altre piattaforme specifiche per desktop app. L’App Store di Google Chrome, ad esempio, è piuttosto facilmente accessibile per sviluppatori di qualsiasi applicazione che sia eseguibile sul browser Chrome.
Ancora, se si dispone di un’app in qualche modo integrata con uno dei prodotti Google Apps è possibile accedere al Google Apps Marketplace.
Secondo l’autore, è davvero sorprendente il modo in cui la presenza in uno di questi store riesce ad attrarre utenti: il consiglio è quello di sviluppare un’app semplice e veloce, con funzioni di base ma con un eccellente design, in maniera tale da catturare i primi numeri in termini di lead sul mercato del mobile.

2. Modelli freemium

Il popolare ed efficace modello freemium funziona bene anche per le imprese SaaS: è sempre possibile creare un numero di caratteristiche di base da concedere gratuitamente al cliente, piuttosto che offrire l’utilizzo del software per un numero limitato di volte, o soltanto in determinati casi. Inoltre, è sempre possibile monitorare i clienti che utilizzano il software gratuitamente e modificare la portata del modello freemium quando diventano troppi, e bisogna che qualcuno di essi inizi a pagare.

Quando si sceglie il modello freemium, secondo Lahoutifard, la decisione migliore è quella di concedere prove gratuite per un periodo di tempo limitato: in questo modo, il cliente può sviluppare un rapporto più stabile con l’azienda ed aumentano le possibilità che decida di effettuare l’aggiornamento a pagamento (upgrade).

3. Utilizzare prima possibile strumenti di Marketing Automation

Una volta che si inizia a generare traffico con gli account gratuiti, il passo successivo è quello di scalare fino a raggiungere gli account a pagamento. Non bisogna aspettare troppo per implementare i primi strumenti di marketing automation, come HubSpot e Marketo: è infatti possibile utilizzare fin da subito alcuni auto-responder di base, che automaticamente diano il benvenuto e guidino nei primi passi gli utenti che utilizzano la versione freemium.

Appena effettuata l’iscrizione è buona norma inviare del materiale gratuito, come ad esempio video, white paper, case study ed altre tipologie di supporti didattici. Gli invii possono essere programmati in maniera sequenziale, basati su specifici eventi o un tot di volte a settimana.

4. Concierge onboarding

L’automazione è sicuramente utile, ma non potrà mai sostituire fino in fondo l’interazione umana: gli strumenti di marketing automation non possono competere con il concierge onboarding, e quindi con una telefonata (o meglio ancora una videochiamata) di benvenuto al nuovo cliente.

Per svolgere al meglio questo lavoro (le chiamate possono essere effettuate, in caso di prodotti di fascia alta, anche ai clienti freemium) va prevista una persona dedicata (o un team in caso di numeri particolarmente elevati) che si occupi di queste attività di accoglienza: la scelta dovrebbe ricadere su persone che siano addestrate alle vendite e al rapporto con la clientela, e che abbiano al contempo un background tecnico di conoscenza del prodotto.

SaaS

Ora che abbiamo analizzato più nel dettaglio le quattro tecniche proposte da Lahoutifard, vediamo come esse possono essere applicate nelle primissime fasi di una startup SaaS (per intenderci, nella fase denominata Early Stage). Ad una prima occhiata, può sembrare che questo tipo di consigli sia applicabile a startup in fase più avanzata, che ha già delle metriche rilevanti in tema di vendite… Ma è assolutamente sbagliato!

Le riflessioni sulle vendite devono iniziare fin dagli albori della vita di una startup. Non possono essere prese in considerazione direttamente quando si hanno numeri rilevanti, altrimenti significherebbe aver perso delle opportunità: naturalmente, non è il caso di assumere un team dedicato alle vendite fino a che non si sarà arrivati alla convalida del proprio processo. Ma per capire come riuscire a convalidare e padroneggiare l’intero processo e iniziare a veder crescere le vendite, le tecniche di growth hacking sono assolutamente indispensabili già in fase early stage.

In pratica, il processo di vendita SaaS inizia nel momento in cui si inizia a sviluppare il prodotto per poi proseguire attraverso le seguenti fasi:

– MVP demo (secondo il Lean Startup Model), che alcuni chiamano MSP (Minimum Sellable Product),
– Feedback del cliente,
– MVP migliorato e primi introiti fatturati,
– Ripetere i passaggi precedenti con altri clienti,
– Automatizzare le vendite ed il processo di apprendimento con strumenti di marketing automation,
– Costruire app gratuite per sfruttare il traffico in entrata dai grandi marketplace,
– Prevedere un piccolo team di vendita per implementare tecniche di concierge onboarding,
– Prevedere account executives per chiudere ulteriori vendite,
– Scalare il processo di vendita.

Per leggere il post originale: http://venturebeat.com/2015/11/08/growth-hack-your-enterprise-saas-startup/

Napoli, 09/11/2015

Nuovo appuntamento al CSI: il 14 novembre, Fabio Lalli a Napoli con il suo workshop in tema App Marketing!

Continua la serie di incontri ed approfondimenti dedicati a startup ed innovazione del CSI – Incubatore Napoli Est: la prossima data da segnare in agenda è sabato 14 novembre 2015, giornata scelta per l’imperdibile appuntamento con Fabio Lalli (CEO di IQUII srl) dedicato al tema “App Marketing: dallo sviluppo al lancio”.

L’evento, gratuito ed aperto al pubblico previa registrazione (è possibile registrarsi compilando il form disponibile qui), prevede un’intera mattinata dedicata al mondo delle App Mobile con tutte le ultime novità ed informazioni utili per chi voglia imparare a gestire al meglio l’intero processo che va dalla fase di studio per il lancio, al lancio dell’applicazione fino al monitoraggio e alla gestione delle performance delle applicazioni pubblicate negli App Store.

Il Programma della giornata prevede:

  • ORE 09:00 Registrazione Partecipanti e Welcome Coffee
  • ORE 09:30 Workshop “App Marketing: dallo sviluppo al lancio” a cura di Fabio Lalli

  • ORE 11:30 Casi di Studio

fabiolalli

La tematica dell’App Marketing rappresenta uno degli argomenti più importanti per chi lavora nel mondo delle applicazioni mobile: Fabio Lalli ed il suo team di IQUII hanno imparato dalla propria esperienza di tutti i giorni che oggi non ci si può fermare al semplice sviluppo di app.

Gli App Store, infatti, sono ormai sovraffolati di applicazioni proposte agli utenti in tutti i settori: sono attualmente oltre 3 milioni le app disponibili negli store Google Play, App Store, Amazon App Store e Windows Phone Store.

Il lavoro deve quindi arricchirsi e completarsi con una serie di attività di App Strategy ed App Marketing, per capire in che modo riuscire a posizionare e diffondere nella maniera più efficace le proprie applicazioni mobile. In quest’ottica diventa inoltre fondamentale imparare a conoscere, quantificare ed analizzare i numeri e le metriche più rilevanti.

L’evento “App Marketing: dallo sviluppo al lancio” nasce proprio allo scopo di affrontare questo tipo di tematiche, con un approccio interattivo e pratico basato su un Workshop della durata di due ore ed altre due ore dedicate all’approfondimento attraverso l’analisi di Casi di Studio.

I Casi di Studio approfonditi insieme a Fabio Lalli saranno scelti tra le App proposte dai partecipanti: per proporre il tuo progetto, è necessario segnalare al momento dell’iscrizione il nome e il settore di riferimento della tua App assieme al tuo ruolo (Sviluppatore o Marketing) nel campo dedicato ai Commenti.

Per chi voglia iniziare a conoscere le tematiche dell’App Marketing, il team di IQUII ha messo a disposizione unebook gratuito intitolato “Guida all’App Marketing- Edizione 2015″, scaricabile al seguente link: http://iquii.com/2015/07/20/guida-app-marketing-2015/

L’appuntamento con l’evento pubblico e gratuito “App Marketing: dallo sviluppo al lancio” è per sabato 14 novembre 2015, a partire dalle 09:30 presso il CSI – Incubatore Napoli Est.

ATTENZIONE: Sono disponibili ancora pochi posti! Per partecipare, basta compilare il form di registrazione disponibile qui: http://www.incubatorenapoliest.it/events/fabio-lalli-al-csi-con-app-marketing-dallo-sviluppo-al-lancio/

N.B.: Se hai già un progetto di App Mobile, non dimenticare di segnalarlo nel campo del form dedicato ai Commenti: tra tutti i progetti dei partecipanti saranno scelti i Casi di Studio da approfondire nella seconda parte della mattinata insieme a Fabio Lalli.

Napoli, 06/11/2015

DevFest Campania 2015 – A Napoli il 5 e 6 novembre, due giornate di speech e hackathon su innovazione e tecnologie Google

Si terrà il 5 e 6 novembre a Napoli l’edizione 2015 della DevFest Campania, l’evento all’innovazione ed alla condivisione di esperienze di casa Google e non solo a cura della community Google Developers Group Campania.

DevFest Campania è un evento di due giornate, organizzato da GDG Campania in collaborazione con l’Unione degli Universitari di Napoli, 012 Factory, Intel e Roll Studio che giunge quest’anno alla sua quarta edizione: l’appuntamento è per il 5 e 6 novembre (dalle 10:00 in poi) presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope, nella sede ospitata al Centro Direzionale di Napoli (Isola C4, Aula 1).

Le giornate di DevFest Campania vedranno una serie di speech e workshop, seguiti da un hackathon della durata di 24h no stop durante il quale i programmatori potranno riunirsi in team o lavorare individualmente alla realizzazione del prototipo di un prodotto innovativo basato sull’utilizzo di almeno una tecnologia Google (a scelta tra Polymer, Android e Cloud).

GDG

Vediamo più nel dettaglio il Programma dell’evento:

GIOVEDI’ 5 NOVEMBRE: SPEECH

Ore 10.00 START + REGISTRAZIONI

Ore 10.30 Benvenuto (Saluti istituzionali ed introduzione alla giornata)

Ore 10.45 Speech a cura di Fabrizio Lapiello – Titolo: Became a changemaker!

Ore 11.15 Speech a cura di Vincenzo Santopietro – Titolo: Principi chiave per App di successo su Google Play

Ore 12.00 Speech a cura di Emanuel Di Nardo e Fabrizio Lapiello – Titolo: A world in cloud

Ore 12.30 Speech a cura di Sonia China – Titolo: Learning through play, l’edTech divertente

Ore 13.00 PAUSA PRANZO (buffet offerto dagli organizzatori)

Ore 14.00 Speech a cura di Emanuel Di Nardo – Titolo: Google Cloud Endpoints

Ore 14.30 Speech a cura di Emiliano Abbatangelo – Titolo: Bugminers.net

Ore 15.00 Speech a cura di Francesca “Cora” Sollo – Da definire

Ore 15.30 Speech a cura di Raffaele Montella – Titolo: Quando un Android sale a bordo: buon vento con FairWind!

Ore 16.00 Pausa / Caffè / Q&A / Networking / Test Google Project Tango

Ore 17.00 Presentazione Hackathon con comunicazione del tema dei progetti

VENERDI’ 6 NOVEMBRE: HACKATHON

La conclusione dell’Hackathon è prevista per le ore 17:00 con la presentazione dei lavori alla Giuria e la premiazione dei vincitori. I premi in palio sono:

  • Premi: Android Wear, Nexus Player, Asus ZenPhone
  • Premio 012Factory: Ingresso esclusivo nel programma 012Academy e/o 012Talent

Per partecipare a DevFest Campania 2015 è necessario registrarsi al seguente link: http://www.eventbrite.com/e/devfest-campania-2015-tickets-18940854606

Napoli, 27/10/2015

Appathon 2015: da UniCredit un montepremi da 18.000€ per una maratona da 24h di sviluppo app fintech

UniCredit lancia il contest “Appathon 2015”, una maratona di 24 ore che si svolgerà il 7-8 novembre a Milano aperta a team composti da App Developer, Web Designer e Marketing Specialist con un progetto per lo sviluppo di un’app focalizzata nel settore finanziario.

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Nello specifico, Appathon 2015 prevede tre tipologie di sfida:

1. Customer Centric Wallet: app in grado di arricchire e migliorare l’attuale esperienza di pagamenti mobile, con nuove funzionalità da implementare su devices quali Apple Watch, New Samsung Gear, dispositivi indossabili Android. La sfida consiste nel riuscire a sviluppare nuove informazioni e funzionalità aggiuntive per smart watches, come ad esempio la possibilità di trasferimento di denaro.

2. Social Media & UniCredit Mobile Banking: si tratta di creare nuove soluzioni per integrare i pagamenti mobile con i più importanti social network, da implementare attraverso app mobile (iOS e Android) sia per smartphone che per Apple Watch. Da tenere in considerazione nello sviluppo delle app le limitazioni imposte dalla normativa sulla privacy e sulle informazioni sensibili.

3. Value Added Services: si tratta di implementare nuovi servizi “a valore aggiunto”, che non siano strettamente inerenti il settore bancario, da affiancare a quelli dello stesso genere che UniCredit offre attualmente ai propri clienti. Ad esempio, esiste attualmente un servizio attraverso il quale i clienti UniCredit possono accedere alle offerte immobiliari e sottoscrivere un mutuo. Le soluzioni dovranno essere app mobile (iOS e Android) per Apple Watch, New Samsung Gear, dispositivi indossabili Android.

La partecipazione ad Appathon 2015 è aperta a team composti da un minimo di tre fino ad un massimo di 5 membri, che dovranno essere maggiorenni e residenti in Italia.
Le domande di partecipazione possono essere inviate entro la deadline fissata al 18 ottobre 2015, compilando il form di iscrizione disponibile al seguente link: https://www.appathon.eu/it/applynow.html

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UniCredit selezionerà 25 team per partecipare all’Appathon 2015, che dovranno sviluppare nel corso di 24 ore un’app inerente una delle tre sfide esposte in precedenza. Le app andranno sviluppate in uno dei tre seguenti sistemi operativi: iOS, Android, Windows Mobile.

La Giuria di Appathon 2015 sceglierà i tre vincitori del contest sulla base di criteri inerenti l’innovazione, la user experience, il graphic design, l’attinenza al tema prescelto e sulla base di una valutazione di tipo tecnico.

Ai tre team vincitori di Appathon 2015 anrà un montepremi in denaro di 18.000€ così suddiviso:

1° Team classificato: 10.000€
2° Team classificato 6.000€
3° Team classificato: 2.000€

Inoltre, per tutti i team partecipanti al contest che rispettano i requisiti di partecipazione, è previsto l’invito ad una serie di incontri informativi propedeutici alle selezioni per il Programma UniCredit Startlab Fintech Accelerator.

Per maggiori informazioni: https://www.appathon.eu/it.html

Napoli, 02/10/2015

iOsmosi, startup vincitrice di #VulcanicaMente3, a Todi Appy Days 2015: appuntamento il 27 settembre!

Ci sarà anche iOsmosi, startup vincitrice del TechGarage di VulcanicaMente: dal talento all’impresa 3 attualmente insediata al CSI – Incubatore Napoli Est, tra i progetti che parteciperanno a Todi Appy Days 2015!

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Todi Appy Days è l’International App Festival, un appuntamento annuale che quest’anno si svolgerà dal 24 al 27 settembre nel centro di Todi (qui, la mappa delle location dell’evento): le giornate del festival sono rivolte a startup, aziende, professionisti, scuole, famiglie e a tutti coloro che vivono il digitale come un aspetto naturale nella loro vita di tutti i giorni.

Il Programma di Tody Appy Days 2015 prevede una serie di workshop, talk e convegni su una serie di tematiche fondamentali nel digitale: dal coding, alla gamification, agli open data fino ad arrivare all’utilizzo del digitale nell’apprendimento e nell’education.

Ed è proprio riguardo a quest’ultima tematica che rientra la presentazione del prototipo di iOsmosi, piattaforma di e-learning che si propone la mission di rivoluzionare la didattica linguistica per bambini attraverso gli scambi linguistici e culturali tra i più piccoli, resi possibili grazie ad un software interattivo di videoconferenza che riduce l’intermediazione degli adulti.

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Inoltre, Alessandra Graziosi, CEO e founder di iOsmosi, sarà tra gli speaker del workshop dedicato al tema “Tecnologie e contenuti per favorire l’apprendimento attraverso il digitale”.
Il workshop è previsto nella mattinata di domenica 27 settembre (ore 10:45 – 11:45) e prevede la partecipazione, oltre ad Alessandra Graziosi, anche di Alessia Riccardi, Giovanni Vannini, Marco Iannacone, Marco Santini e Paola Mattioli.

L’incontro “Tecnologie e contenuti per favorire l’apprendimento attraverso il digitale” vedrà la presentazione di 5 testimonianze attraverso le esperienze nate allo scopo di accrescere la cultura e le capacità di bambini e ragazzi attraverso gli strumenti digitali.

Per maggiori informazioni su Todi Appy Days 2015: http://www.appydays.it/

Napoli, 25/09/2015

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