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Categoria: consigli

Come avviare una Startup di successo in 6 semplici passaggi

Come pianificare il successo di una Startup fin dalle primissime fasi di avvio.

Solitamente osserviamo gli uomini d’affari e personalità di successo, sperando di poter usare le stesse strategie che usano per raggiungere il nostro successo. Tuttavia, dobbiamo considerare attentamente quali tra le loro strategie sono applicabili a noi.

Detto cio, i seguenti passaggi sono garantiti per aiutarti a raggiungere il successo della tua Startup:

  1. Primo passo: avere una visione chiara dei tuoi obiettivi nella vita – Per poter raggiungere il successo nella vita, devi avere una visione vivida dei tuoi obiettivi. Chiediti: “Che cosa voglio veramente ottenere?” Se nella tua vita desideri raggiungere più obiettivi, elencali in ordine cronologico in base al grado o all’intensità del tuo desiderio. Questo esercizio ti aiuterà a identificare a quale dare la priorità e quale verrà dopo.
  2. Fase due: trova la motivazione – I tuoi obiettivi dovrebbero darti già abbastanza motivazione, ma a volte quando i nostri obiettivi impiegano molto tempo per materializzarsi o addirittura sembrano impossibili da realizzare come pianificato, tendiamo a perdere la speranza. In tempi come questi, dobbiamo motivarci a ricordarci che rinunciare ai nostri sogni non ci porterebbe da nessuna parte, piuttosto, dobbiamo valutare ciò che abbiamo fatto di sbagliato e analizzare se tutto il resto è ancora in linea con i nostri obiettivi.
  3. Passaggio tre: creare una sequenza temporale – È importante avere una tempistica per raggiungere i tuoi obiettivi. Questo ti impedisce di procrastinare e ti aiuta a controllare la perdita nel peggiore dei casi. Se il tuo obiettivo è limitato nel tempo, sarai costretto a fare tutto il possibile per raggiungerlo entro i tempi che ti sei prefissato.
  4. Quarto passaggio: crea il tuo action plan – Questo riguarda le azioni che andrai effettivamente a implementare. Quali sono le cose che devi fare per consentire ai tuoi obiettivi di concretizzarsi? Pianificare senza intraprendere le azioni necessarie per realizzarlo è semplicemente sognare. Allo stesso modo, fare le cose senza un piano è inutile e solo una perdita di tempo e risorse. Pertanto, pianificare e intraprendere azioni è altrettanto importante per raggiungere il successo. Utilizzando la sequenza temporale, crea un elenco delle azioni necessarie da intraprendere in ogni fase per raggiungere i tuoi obiettivi finali.
  5. Passaggio 5: creare un piano di emergenza – Il cambiamento è costante, quindi è naturale creare i tuoi piani e i tuoi obiettivi in ​​modo sufficientemente flessibile da affrontare inevitabili cambiamenti. Tuttavia, è anche importante avere un piano di emergenza in modo da essere adeguatamente preparato a cambiare rotta se necessario. Spesso, avere qualcosa su cui ripiegare ci dà la certezza che c’è ancora un altro modo per raggiungere i nostri obiettivi. Ci aiuta anche a ridurre ulteriori perdite e a concentrare le nostre azioni sulla nostra visione anche se potrebbe essere totalmente diverso da quello che avevamo pianificato inizialmente.
  6. Passaggio sei: abbi fede – Hai già seguito ogni passo con diligenza, ora il prossimo passo sarebbe semplicemente credere che la fortuna è dalla tua parte e che tutto si svolgerà come l’hai immaginato.

4 consigli per le startup dopo la pandemia

I consigli per un piano strategico intelligente post Covid.

Nel clima in rapida evoluzione di un mondo pandemico, il mondo delle Startup è un microcosmo perfetto per questi strani tempi – anche in circostanze normali, una Startup è sempre su una corda tesa, a un passo dallo status di unicorno o dalla rovina finanziaria. Sebbene le prospettive possano sembrare desolate, soprattutto per le startup che contano nei round di raccolta fondi del 2020, in realtà ci sono più opportunità di crescita in un periodo di crisi che mai.

Mentre le Startup ruotano per soddisfare il panorama in evoluzione, ecco quattro cose da considerare:

1. Valutare e riallocare il budget: il primo passo in qualsiasi crisi economica è valutare i canali di spesa e determinare dove è possibile ridurre i costi. Ovviamente, molte di queste decisioni vengono prese a livello di personale, il che è difficile in qualsiasi momento, ma soprattutto in un piccolo team di avvio e in un momento di insicurezza.

2. Supporta i tuoi dipendenti: mantenere il morale dei dipendenti è cruciale in un momento come questo, soprattutto quando i budget e le responsabilità vengono riallocati e potrebbe essere necessario apportare tagli o cambiamenti significativi al personale. La trasparenza è la chiave, infatti, più conoscenza ha un dipendente sulla direzione che l’azienda sta prendendo e perché, più saranno investiti personalmente – la lealtà ha maggiori probabilità di uscire da questo investimento personale che da incentivi finanziari.

3. Ricalibrare e riposizionare: è probabile che una soluzione non applicabile a Covid sia depriorizzata nella catena degli acquisti. Le aziende in grado di adattarsi alle esigenze di un mondo pandemico e post-pandemico hanno maggiori probabilità di sopravvivere alle sue sfide e attrarre investitori che stanno restringendo i loro canali di investimento.

4. Vendita empatica: In un momento di crisi globale, l’ultima cosa che un’azienda vuole fare è diventare insensibile al dolore e alla sofferenza delle persone colpite. Considera i modi in cui la tua azienda può aiutare ad alleviare il dolore degli altri e fai tutto il possibile per supportare la tua base di clienti. Offrire prezzi flessibili (se si dispone della pista finanziaria per farlo) o condividere le migliori pratiche e suggerimenti con i concorrenti tradizionali pagherà i dividendi a lungo termine.

 

5 tipologie di finanziamento per startup che devi conoscere assolutamente

Se hai una grande idea per un’impresa innovativa e vuoi provare a trasformarla in una startup di successo, non perderti questi 5 tipi di finanziamento.

Indipendentemente dalla tipologia di prodotto o servizio offerto, tutte le startup hanno una cosa in comune: la necessità di reperire capitale. Sfortunatamente, non è semplice per un’impresa in fase embrionale trovare degli investitori o dei finanziamenti disponibili. Non basta entrare in banca e chiedere un prestito: il rischio di impresa in una startup è troppo elevato per ottenere capitale attraverso i canali tradizionali.

In un recente post pubblicato su Merchant Maverick, sono elencate alcune modalità alternative di finanziamento che possono aiutarti a capitalizzare la tua startup: ci vuole un po’ di coraggio e di creatività, ma realizzare i tuoi sogni da imprenditore innovativo non è mai impossibile. Tuttavia, è necessario capire quanto capitale ti serve e perché: proprio per questo è fondamentale analizzare al meglio i tuoi costi di avvio, considerando tutte le possibili voci (dalle attrezzature, al marketing, passando per la ricerca e sviluppo solo per fare alcuni esempi).

Ma come possiamo finanziare la nostra startup? Partiamo con il più classico tipo di finanziamento: il cosiddetto debito. Si tratta di un vero e proprio prestito, in cui la somma forfettaria che il team riceve dovrà poi essere rimborsata (con gli interessi) in un determinato periodo di tempo. Il vantaggio di questa forma di finanziamento è che costruisci la tua reputazione rispetto ai creditori, ma l’altra faccia della medaglia sono tassi di interesse e condizioni spesso poco vantaggiose per una startup.

La seconda tipologia è il finanziamento in equity: il capitale necessario per la copertura dei tuoi costi di avvio sarà in questo caso ripagato sotto forma di partecipazioni nella tua startup. In questo modo, gli investitori potranno ricevere una fetta degli utili quando il business sarà avviato e remunerativo. Il vantaggio in questo caso è sicuramente il non dover restituire denaro, ma lo svantaggio sta nel perdere parte della proprietà della tua azienda: ciò non significa solo suddividere gli utili, ma anche dover consultare le parti quando ci sarà da prendere una decisione importante per il business.

Come terza tipologia possiamo considerare il cosiddetto finanziamento seed: questo termine che in inglese significa seme rende perfettamente l’idea di come funziona. All’inizio avrai un piccolo capitale che ti consentirà di avviare la startup: si parte da un seme, che crescerà nel tempo proprio come accade per le piante. Il capitale seed investito crescerà man mano che il business diventa fiorente e anche qui, come nel caso dell’equity, i finanziatori avranno in cambio delle partecipazioni nella tua attività, con tutti i pro e contro analizzati in precedenza.

Nel mondo startup si è fatta strada negli anni una tipologia di finanziamento “dal basso” nota come crowdfunding: si tratta di una vera e propria raccolta fondi, attraverso campagne lanciate su piattaforme online ad hoc, nelle quali chiunque crede nel prodotto o servizio che la startup ha progettato può investire una fetta di capitale. In cambio, i finanziatori otterranno partecipazioni o ricompense/vantaggi, ad esempio prezzi scontati al momento del lancio. Il crowdfunding ha il vantaggio di testare il gradimentoo sul mercato e costruire una prima base di utenti prima ancora di effettuare il lancio: dall’altro canto, richiede un forte sforzo di comunicazione e potrebbe non aiutare a raggiungere il risultato sperato.

Infine, uno startupper alla ricerca di capitale potrebbe servirsi di una delle sovvenzioni alle imprese previste nel pubblico: ci sono tantissimi bandi e opportunità a livello europeo, nazionale, regionale e locale che prevedono finanziamenti in denaro (quasi mai a fondo perduto, ma con condizioni vantaggiose) a volte abbinate anche a percorsi di formazione e mentorship con esperti del settore, come nel caso di VulcanicaMente: dal talento all’impresa o dell’Incubatore Diffuso del Comune di Napoli.

5 consigli per un pitch da remoto per la tua startup

La pandemia mondiale ha reso molto difficile incontrare gli investitori di persona: scopri come realizzare un pitch perfetto per la tua startup anche da remoto.

Da mesi ormai sono tantissime le persone che lavorano da casa e anche i founder di startup non possono far altro che adeguarsi allo smart working o lavoro da remoto. Potrebbe accadere nei prossimi mesi di ritrovarsi a dover presentare il proprio pitch a potenziali investitori direttamente da casa: ecco perché imparare a fare un buon pitch anche a distanza è fondamentale.

Ecco i 5 consigli indispensabili per un ottimo pitch da remoto:

1. Il pitch non è solo slide

Le slide sono fondamentali per un buon pitch e su questo non c’è dubbio. Tuttavia, e questo vale sia per presentazioni face-to-face che da remoto, a fare un buon pitch concorre tantissimo il tono con il quale lo presenti: devi saper raccontare la tua storia nel modo migliore, a prescindere dalla bellezza delle tue slide!
Impara a regolare al meglio il tono, il ritmo, le pause per far sì che il tuo racconto sia davvero avvincente.

2. Preparare delle slide efficaci

Anche se le slide non sono l’unica cosa che conta in un buon pitch, ciò non vuol dire che bisogna trascurarle, anzi: è bene preparare delle buone slide, chiare, efficaci ed esplicative.
La cosa migliore è inviare via email in anticipo le slide del pitch al proprio interlocutore ed utilizzarle poi come filo conduttore del discorso: chi ascolta deve riuscire a tenere il passo leggendole.

3. Non soffermarti troppo sul prodotto

Di solito, la maggioranza degli imprenditori e aspiranti tali che presentano un pitch a potenziali investitori concentrano la maggior parte dell’esposizione sul prodotto. Peccato che, soprattutto quando si parla di startup, per decidere se investire o meno il proprio denaro gli investitori vogliano sapere altro: mercato, team, concorrenti, business model, eccetera.

Il pitch dovrebbe toccare tutti questi aspetti e fornire alcune indispensabili informazioni sul prodotto: bisogna dire “quanto basta” per far capire cosa offre un prodotto (o servizio) e perché potrebbe essere davvero speciale e diverso da tutti gli altri. Per comunicare questi dettagli, una o due slide possono essere più che sufficienti.

4. Non dimenticare di mostrare cosa fa effettivamente il prodotto

Viceversa, sono tanti gli startupper che dimenticano completamente di descrivere il prodotto e rendono praticamente impossibile a un investitore capire cosa effettivamente fanno e come il prodotto funziona. Pitch di questo tipo sono troppo concentrati sul mercato: questo aspetto è sicuramente importante, ma anche in questo caso una slide o due possono bastare per spiegare qual è il tuo segmento di mercato. Aiuta sempre chi ti ascolta a capire qual è il tuo prodotto, a cosa serve e perché è migliore o differente dagli altri.

5. Chiudi con una slide davvero speciale

Nel suo post pubblicato dal portale Hackernoon, Rizwan Virk la chiama “la slide killer”: si tratta di quella slide che chiude il pitch e che l’investitore non potrà dimenticare. E’ quella slide che l’investitore racconterà ad altri investitori e soci quando dovrà spiegare il tuo pitch.

Si tratta di quella slide che racchiude tutto ciò che conta davvero dell’intero pitch e dalla quale dipende l’idea che l’interlocutore si farà di te: può essere sul team, sulla tecnologia, sulla traction, insomma su quello che è il tuo punto forte. Assicurati di creare una slide davvero speciale che aiuti l’investitore a non dimenticarsi di te, del tuo pitch e della tua startup.

“Avviare un’impresa”: il workshop gratuito aperto al pubblico – 29 luglio ore 15:00 al The Green Hub!

Il workshop gratuito per svelare i segreti per avviare un’impresa di successo.

Continua la serie di opportunità offerte dal The Green Hub in collaborazione con Soges Spa con il workshop gratuitoAvviare un’impresa“, l’appuntamento è per mercoledì 29 luglio ore 15:00 17:00 al The Green Hub di Cava de’ Tirreni in via Consalvo, 38.

Un evento gratuito aperto al pubblico, con posti limitati, dove imparare ad avviare un’impresa evitando gli errori più comuni con consigli pratici dal punto di vista fiscale e amministrativo tenuto dal mentor coach Giampiero Bruno di Soges Spa.

Durante il workshop si parlerà della migliore forma giuridica da utilizzare per far crescere la propria idea imprenditoriale ed i modelli di srl a cui riferirsi. Un approfondimento particolare per gli imprenditori che intendono avviare una Startup beneficiando dell’opportunità di costituire la società interamente online, evitando ulteriori costi.

Inoltre ci sarà un focus sull’Avviso Pubblico “Campania Startup”: un sostegno per i giovani e le Startup nel processo di revisione del proprio modello di business in ottica di trasformazione digitale. Verranno illustrati i passaggi chiave per leggere correttamente il bando in modo da farsi trovare preparati ad accedere al finanziamento.

L’evento sarà aperto a tutti coloro che vorranno seguirlo in aula al The Green Hub, con posti limitati e nel rispetto del nostro protocollo di sicurezza Covid.

Per partecipare al workshopAvviare un’impresa” è possibile iscriversi attraverso la compilazione del form presente al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-avviare-unimpresa-114925535370?aff=odeimcmailchimp&mc_cid=45a354e937&mc_eid=e6cb5d7035

 

10 consigli di marketing per startup da non perdere

Il marketing rappresenta una delle parti cruciali di qualsiasi attività commerciale, e una startup agli inizi non fa certo eccezione.

Qualsiasi grande azienda di successo è stata all’inizio una startup ed è proprio nella fase iniziale del business che si pongono le basi di quella che sarà la vita futura dell’impresa: ogni scelta riguardante il brand, il prodotto o servizio offerto, i partner commerciali e gli investitori avrà un impatto sul futuro successo o insuccesso di mercato.

In un interessante post pubblicato da Concordance a firma di Manan Ghadawala, founder di 21Twelve Interactive, una delle app factory di maggior successo degli ultimi anni in India e Stati Uniti, l’autore raccoglie 10 consigli di marketing fondamentali per impostare fin dal primo giorno le strategie di digital marketing e social media marketing di un’impresa innovativa appena nata.

1. Conosci il tuo business

Per configurare la startup in generale e le strategie di marketing in particolare occorre conoscere a fondo il proprio business di riferimento: raccogli più informazioni possibile sul mercato, sul settore, sul lavoro, sul target ancor prima di iniziare a lavorare sul prodotto/servizio.

2. Conosci i tuoi utenti

Studiare a fondo il mercato per sapere quale sia la tua domanda di utenti è il passo successivo, che fornirà le informazioni necessarie a progettare il prodotto/servizio della tua startup: il mercato va studiato sia dal punto di vista della domanda che da quello dell’offerta esistente.

3. Conosci il marketing

Analizza le modalità di commercializzazione, distribuzione, presentazione del prodotto/servizio che vengono già utilizzate sul tuo mercato di riferimento dai competitor: è il modo migliore per capire come impostare le tue strategie di marketing.

4. Fuori dagli schemi

Per distinguerti sul mercato, devi pensare fuori dagli schemi: i “classici” suggerimenti di marketing non faranno certamente miracoli per la tua startup. Costruisci la strategia pensando fuori dai classici schemi e lavorando alla comunicazione in maniera creativa.

5. SEO

L’ottimizzazione per motori di ricerca, ossia SEO, è fondamentale per far sì che gli utenti che cercano un dato prodotto/servizio vedano per primo il tuo brand. Lavora sodo per un digital marketing in chiave SEO per posizionare al meglio il tuo prodotto, crea un sito web chiaro e mobile-friendly, assicurati che tutte le pagine siano ben navigabili, accessibili e funzionanti.

6. Social

Il digital marketing e il social media marketing sono ormai la punta di diamante per le startup che cercano di diffondere il proprio prodotto/servizio: lavora al meglio su più piattaforme possibili, scegliendo il linguaggio e la comunicazione giusta in base al target di riferimento.

7. Istruire, non promuovere

Quando parli ai tuoi clienti del tuo prodotto/servizio, non farlo soltanto nel senso di promuoverne l’acquisto: comunica al cliente allo scopo di istruirlo su quelli che sono i benefici e gli aspetti positivi del tuo brand. Crea più possibile connessioni personali con ciascun cliente, in modo tale da indurli a fidarsi maggiormente di te, della tua azienda e dei tuoi prodotti/servizi.

8. Coinvolgimento e concentrazione

Siate sempre vigili e concentratevi sulla necessità di rendere felici e soddisfatti i vostri clienti, assicurandovi al contempo di coinvolgerli con il brand per farli sentire importanti e parte della grande famiglia che è la vostra azienda. Prendersi cura dei clienti accrescerà il loro livello di fidelizzazione.

9. Il contenuto è ciò che conta

Offri ai tuoi clienti contenuti preziosi ed originali, non imborgliare né fare il furbo a riguardo perché i clienti se ne accorgeranno, resteranno delusi e ti abbandoneranno.

10. Branding

Lavora sul branding del tuo prodotto/servizio: lavorare sul marchio avrà una ricaduta positiva sulla tua posizione da leader di settore. Concentrati sul fornire qualità e quantità, rendi i tuoi prodotti unici ed autentici e crea un immagine ben precisa del tuo marchio nell’immaginario comune.

FONTE: https://concordance-xmpp.org/marketing/marketing-tips-for-startups/

Come motivare i dipendenti di una startup in 6 mosse

La motivazione è fondamentale in qualsiasi lavoro e ancor di più per i componenti del team di una startup: ecco 6 consigli utili.

I dipendenti motivati possono fare la differenza nel successo di un’azieda: la motivazione è utile a migliorare la produttività perché chi lavora si sente coinvolto nella mission aziendale, lavorando molto meglio di chi non si sente in alcun modo motivato a fare di più.

Dato il suo impatto diretto con la produttività e, di conseguenza, con la redditività dell’impresa, una startup deve assolutamente imparare a coinvolgere e motivare dipendenti e componenti del team: ecco perché è fondamentale conoscere alcuni consigli utili per garantire un miglior livello di motivazione nella squadra.

1. Un seminario ad hoc

Coinvolgere un oratore professionista, esperto in tecniche motivazionali è un ottimo modo per sollevare il morale dei dipendenti, renderli più motivati e coinvolgerli per lavorare meglio. Scegliere il relatore giusto può aiutare non soltanto in termini di motivazione, ma anche di formazione a apprendimento di nuove abilità per i lavoratori.

2. Incoraggiare la comunicazione

La comunicazione è fondamentale a tutti i livelli di un’azienda: che sia una piccola startup agli inizi, o una grande impresa multinazionale con centinaia di dipendenti, i lavoratori devono saper comunicare tra loro al meglio.
Comunicare significa migliorare l’ambiente di lavoro, rendendo più efficienti le attività e riducendo i casi di conflitto.

3. Politica open door

Una politica “a porte aperte” per una startup significa creare un clima di fiducia tra CEO e dipendenti, indispensabile per creare un clima collaborativo in cui tutti si sentano incoraggiati ad essere propositivi e autonomi. Inoltre, un bravo manager è aperto ai suggerimenti e ai reclami delle persone che lavorano in azienda: in una startup è fondamentale sapere di potersi confrontare liberamente all’interno nel team, anche se si tratta di affrontare argomenti spinosi e problematici.

4. Vibrazioni positive

Riconoscere ciò che funziona, i risultati raggiunti e i traguardi superati serve a creare un clima migliore e ad accrescere la produttività della squadra: i founder di una startup devono sempre condividere il feedback sul buon lavoro del resto della squadra, ma anche imparare a comunicare in maniera costruttiva le eventuali critiche.

5. Work-Life Balance

Equilibrare la vita lavorativa e quella privata significa garantire il benessere dei dipendenti e renderli così più motivati a dare il meglio di sé nelle ore da dedicare al progetto: se il team di una startup ha un buon livello di Work-Life Balance potrà lavorare sicuramente meglio, perché il livello di qualità complessivo del benessere di ciascuno tenderà ad aumentare.

6. Gli incentivi

Stabilire un sistema di incentivi è fondamentale: che si tratti di miglioramenti a livello di carriera, di stock options o di premi produzione, un incentivo è sempre un buon modo per motivare chi lavora. Non tralasciamo anche l’importanza della formazione e dell’apprendimento continuo: una startup che aiuta i dipendenti a crescere anche professionalmente crea un clima vincente.

FONTE : https://e27.co/6-tips-to-motivate-startup-employees-20200114/

Startup Tips: come imparare dagli errori degli imprenditori di successo

Saper imparare dai propri errori è fondamentale per avviare una startup, ma anche conoscere le storie e le esperienze degli altri che ci sono già passati è un grande aiuto.

In un post pubblicato da Innovation Map, l’imprenditore di grande successo James Ruiz ha raccolto alcuni suggerimenti utili tratti dalla sua esperienza da founder di ben 3 aziende differenti, che ha deciso di far conoscere a tutti gli startupper del mondo: una raccolta di risorse preziose per chiunque scelga di fare startup.

1. Le startup hanno fasi ben definite

C’è una cosa di cui molti founder o aspiranti tali non riescono proprio a convincersi: la tua startup non è un fiocco di neve, non è unica e irripetibile, anzi! Ci sono stati migliaia e migliaia di aspiranti imprenditori prima di te, che hanno tentato di trasformare un’idea innovativa in un’azienda di successo. Ecco perché è bene conoscere la loro storia: studiare il percorso di chi ce l’ha fatta è sempre fonte di ispirazione e può aiutare a non commettere alcuni errori, tipici delle fasi predefinite che ogni startup deve attraversare.

2. I ruoli devono essere ben definiti e compresi

Non basta semplicemente costruire un team di talenti, è fondamentale farlo funzionare efficacemente: ecco perché bisogna definire e far comprendere a tutti i memebri della squadra i ruoli e le responsabilità all’interno del progetto. Inoltre, è consigliabile avere un team composto da un numero dispari di persone per evitare situazioni di stallo quando si mettono decisioni al voto, oltre a definire precisamente chi è il CEO quando sarà necessario prendere delle decisioni in modo rapido.

3. Fai pace con il fatto che la tua idea è probabilmente sbagliata

Quando si tratta di startup è fondamentale lavorare con un approccio snello, agile e in grado di testare e apportare immediatamente eventuali modifiche o pivot all’idea iniziale. Nessuna idea viene trasformata in impresa così come era all’inizio: una startup deve testare continuamente i prototipi e controllare i progressi, molto difficilmente la prima prova sarà quella definitiva.

4. Il capitale è ossigeno

Il denaro deve essere visto da uno startupper alla stregua dell’ossigeno: non è mai una buona idea pensare di trattenere il respiro a lungo termine, soprattutto se ci aspettano immersioni pericolose in acque profonde. Molto meglio sapere in ogni momento quanti mesi di “ossigeno” hai ancora sul tuo conto corrente e regolarti di conseguenza.

FONTE: https://houston.innovationmap.com/james-ruiz-of-q-engineering-shares-lessons-learned-2645017656.html?rebelltitem=5#rebelltitem5

Startup Tips: suggerimenti utili per costruire un team brillante

Il team è uno dei punti di forza principali per una startup: anche l’idea più promettente non sarà mai realizzata senza le persone giuste.

Il futuro e il successo di qualsiasi idea di startup sono strettamente legati alle competenze del team che c’è dietro la realizzazione dell’impresa: una squadra solida e brillante è fondamentale ed è importante sapere fin dall’inizio come scegliere le persone giuste che andranno a comporla.

La vita di una startup agli inizi è frenetica e piena di cose da fare, per cui è fondamentale scegliere fin da subito le persone giuste per la creazione di un team efficiente e vincente: ecco perché è importante conoscere i consigli e suggerimenti utili a costruire la squadra più adatta a raggiungere i tuoi obiettivi di business.

Il punto di partenza è, come sempre accade quando si tratta di startup, un lavoro attento e puntuale di analisi: bisogna comprendere e formalizzare l’elenco delle esigenze aziendali e di quelle figure indispensabili per svolgere il lavoro necessario ad avviare l’impresa. Attenzione, in questa fase, a identificare anche quelle figure chiave per cui è preferibile trovare fin da subito una persona esperta e quelle per le quali è possibile puntare su un giovane promettente, che possa portare una ventata di freschezza all’interno del team.

A questo punto, è probabile che in questa fase iniziale tu non abbia ancora le risorse necessarie per avere tutte le persone della squadra impegnate a tempo pieno: studia attentamente le mansioni e gli obiettivi da raggiungere rispetto alla linea temporale che ti sei prefissato, per identificare le figure part time da quelle che lavoreranno a tempo pieno, ma anche eventuali liberi professionisti di cui potrai avvalerti solo quando necessario.

Il risultato di questa analisi sarà una vera e propria mappa delle persone di cui hai bisogno per costituire il team migliore per la tua startup: il passo successivo è metterti alla ricerca di chi potrà effettivamente essere il candidato giusto a ricoprire le figure professionali in questione. Per identificare i migliori candidati, è una buona idea agire su più fronti: pubblica i tuoi annunci su portali di lavoro differenti per aumentare le probabilità.

Una volta identificati i migliori candidati, puoi procedere con i colloqui: ricorda che i candidati cosiddetti “ibridi”, con competenze comuni a più figure professionali, rappresentano una scelta perfetta per il team di una startup alle prime fasi di sviluppo.

Ora che i colloqui sono finiti e hai scelto i migliori candidati da integrare nel team, il lavoro non può dirsi certo concluso: bisogna lavorare in maniera strategica per costruire una startup forte e di successo. La prima cosa da fare è fare in modo che tutti i componenti della squadra condividano la vision e la mission aziendale, in modo tale da muoversi in maniera integrata e coordinata verso gli obiettivi della startup.

Se dopo i primi mesi di attività le milestones sono rispettate con successo, avrai un indicatore certo dell’efficienza della squadra costituita: non ti resta che continuare così, senza tralasciare un aspetto a dir poco fondamentale che è la crescita e la formazione continua. Soprattutto se il team è composto da professionisti giovani, è fondamentale che possano crescere professionalmente in modo da trascinare verso la crescita e il successo l’intera startup.

FONTE: https://customerthink.com/these-crucial-tips-will-help-you-build-a-brilliant-startup-team/

Startup Tips: come attrarre e fidelizzare i clienti per la tua impresa

Startup e piccole imprese possono avere qualche difficoltà ad attirare i clienti: ecco perché è fondamentale sapere come fare e come fidelizzarli una volta trovati.

In un’epoca in cui sembra che le uniche realtà a poter dominare il mercato siano i grandi colossi internazionali, c’è un movimento un po’ nascosto che sceglie un modo diverso per fare impresa: stiamo parlando delle piccole realtà innovative che si concentrano su una nicchia di mercato, cercando di attrarre, soddisfare e fidelizzare i propri clienti.

Se anche la tua startup ha scelto questo modo di fare impresa, è fondamentale sapere quali sono i consigli degli esperti per trovare e attirare una clientela ristretta che possa però restare fedele nel tempo e fare anche del passaparola costruttivo e utile sul prodotto o servizio offerto.

Un lavoro di questo tipo richiede la capacità di stabilire una relazione duratura con il cliente, basata sulla fiducia e sulla soddisfazione dei suoi bisogni: ecco 5 modi per riuscire a farlo.

1. Assicurati di soddisfare il cliente

Una startup che vuole rivolgersi a una precisa nicchia di mercato deve ragionare come una piccola impresa, facendo del proprio meglio per rendere felici i clienti: assicurati di soddisfare i loro bisogni in modo efficace e puntuale, così da creare una rete di persone che possano parlar bene di te e del tuo lavoro.

2. Ascolta attentamente il cliente

Tutte le startup e più in generale le aziende dovrebbero ascoltare sempre con grande attenzione il cliente: soprattutto in un’epoca come la nostra, dove tutto cambia velocemente, l’impresa deve essere flessibile al punto tale da adattarsi rapidamente ai mutevoli gusti e bisogni del consumatore. Scegli i canali e gli strumenti giusti per comunicare con il tuo target di riferimento e saprai che cosa vogliono davvero i tuoi clienti.

3. Stabilisci legami forti con il target

Il vantaggio di avere a che fare con un target ristretto e una nicchia di mercato specifica è che puoi dedicare maggiore attenzione alla costruzione di legami quasi personalizzati. Non perdere l’opportunità di sfruttare tutto ciò a tuo vantaggio, facendo sentire più possibile speciali i tuoi clienti.

4. Trova ciò che funziona per te

Non tutti i consigli sono universali e non tutti gli approcci sono giusti per qualsiasi startup: non aver paura di ascoltare, osservare, studiare il target di riferimento e di calibrare la strategia costruendola su misura per le esigenze di mercato specifiche del tuo business.

5. Dai valore agli early adopter

Gli early adopter sono in un certo senso i clienti storici di una startup: in quanto tali, bisogna dargli valore e essere riconoscenti. Comunica ai tuoi migliori clienti la tua riconoscenza con offerte speciali pensate appositamente per loro: è un ottimo modo per fidelizzarli e ottenere in cambio un passaparola che vale più di qualsiasi campagna pubblicitaria.

FONTE: https://www.smartcompany.com.au/partner-content/articles/five-tips-customers-through-doors-business/

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