Approccio Lean, Storytelling e Raccolta di Capitali: gli ingredienti per una Startup di successo

Lean-Starup

Nel suo post pubblicato su Instigator Blog, Ben Yoskovitz (imprenditore seriale canadese, consulente e mentor specializzato in tema startup) offre alcuni spunti molto interessanti per startuppers e aspiranti tali, partendo da un confronto tra l’approccio “Lean Startup” (qui, uno dei post sull’argomento pubblicati nel nostro blog) e la raccolta di capitali.

Sappiamo che l’approccio Lean è focalizzato su concetti come la sperimentazione e l’apprendimento, declinati secondo un approccio metodico che prevede un lento cammino, fatto di pivot e ripensamenti, che porterà ad una crescita esponenziale della startup. L’approccio Lean è quindi particolarmente adatto a sviluppare un business model che sia incentrato su un processo di sviluppo del prodotto che tenga conto continuamente dei feedback dei clienti, sulla base dei quali il team può decidere di applicare modifiche (i cosiddetti pivot).

Oltre all’approccio Lean, Yoskovitz prende in considerazione la raccolta di capitali, nella quale il team deve dimostrare di essere in grado di convincere gli investitori: si tratta quindi di essere in possesso di abilità di comunicazione, della capacità di saper presentare il proprio progetto spiegando nel dettaglio quale problema la nostra startup è in grado di risolvere, per chi, ed in che modo.

La domanda che l’autore si pone è “come si fa a bilanciare i due approcci?”

Secondo Yoskovitz, infatti, negli ultimi anni si è verificata la tendenza in molte startup di presentarsi agli investitori per la raccolta fondi puntando sul fatto di essere delle “Lean Startup”: l’approccio Lean è infatti molto popolare ed apprezzato dagli investitori perché meticoloso e rigoroso.

Il problema è nato quando, a un certo punto, molte startup che si autodefinivano “Lean” hanno iniziato a perdere smalto, deludendo le aspettative di chi aveva investito capitali nel loro progetto: spesso si trattava di team senza una visione aziendale precisa, che si improvvisavano imprenditori. In realtà, per raccogliere fondi presso gli investitori, Yoskovitz è assolutamente convinto che gli startuppers debbano essere dei bravi storytellers, in grado di saper spiegare la vision e la mission della propria startup, di saper “vendere” la propria idea.

Nello stesso tempo, gli startuppers devono avere dei contenuti da raccontare: non basta saper parlare in pubblico o di fronte ai potenziali investitori, è fondamentale avere una presentazione ben fatta, dettagliata, che si soffermi sulle sperimentazioni e su ciò che il team ha imparato lavorando al proprio progetto.

Per usare le parole di Yoskovitz, gli imprenditori di successo devono “vendere il proprio sogno e convincere/dimostrare agli investitori che la loro startup è in grado di realizzarlo”. Si tratta quindi di dosare sapientemente le abilità di storytelling con l’approccio Lean.

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Napoli, 10/09/2013